Associazione Federico nel cuore Onlus

Associazione Federico nel cuore Onlus Associazione nata in memoria di Federico Barakat ucciso in ambito protetto perché non ascoltato dai Servizi Sociali Si occupa di tutela minori
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Come madre di Federico, ucciso dal padre durante un incontro “protetto”, e come Presidente dell’Associazione Federico ne...
05/06/2026

Come madre di Federico, ucciso dal padre durante un incontro “protetto”, e come Presidente dell’Associazione Federico nel Cuore ODV e responsabile UDI Milano, non posso più accettare il silenzio, l’indifferenza, l’inerzia.
Ho raccolto oltre 70.000 firme per sostenere il DDL 91, un disegno di legge che dovrebbe finalmente proteggere i bambini dai padri violenti, impedire che vengano costretti agli incontri, fermare quella catena di omicidi che in Italia continua da decenni.
Eppure questo Governo — Meloni, Roccella, Buongiorno — tiene il DDL 91 fermo, immobile, bloccato.
Lo tiene fermo sapendo che dal 2000 a oggi 562 bambini sono stati uccisi da un genitore, e che la maggior parte di questi omicidi è stata commessa dai padri.
Lo tiene fermo sapendo che ogni 15 gg c’è un nuovo bambino ammazzato.
Lo tiene fermo sapendo che le madri denunciano, chiedono aiuto, implorano protezione.
Lo tiene fermo sapendo che la violenza assistita è una forma di tortura sui minori.
E mentre io, tra la prima e la seconda petizione, ho raccolto oltre 70.000 firme, questo Governo continua a ignorare tutto.
Continua a ignorare noi madri.
Continua a ignorare i bambini.
Continua a ignorare la realtà.
C’è in atto un vero e proprio meccanismo di cancellazione delle donne e delle madri.
Un meccanismo culturale, politico, istituzionale.
L’ultimo episodio?
Una persona, in un dibattito pubblico, mi ha detto che la parola “donna” è desueta.
Che non dovremmo più usarla.
E allora io lo dico forte:
Donna non è una parola desueta.
Madre non è una parola desueta.
È desueto, semmai, un Paese che lascia morire i suoi bambini e ogni giorno assitiamo ad un femminicidio
Io continuerò a parlare.
Continuerò a denunciare.
Continuerò a raccogliere firme.
Continuerò a chiedere che il DDL 91 venga discusso, approvato, applicato.
Continuerò a ricordare a questo Governo che la vita dei bambini vale più di qualunque ideologia.
E continuerò a farlo nel nome di Federico e di tutti i 562 bambini che non ci sono più.
Associazione Federico nel cuore Onlus Antonella Penati
UDI Milano I nostri diritti

TUTTI SAPEVANO MA COME PER FEDERICO NULLA FECERO!          Antonella Penati UDI - Unione Donne in Italia ANSA.itIIl Fatt...
04/06/2026

TUTTI SAPEVANO MA COME PER FEDERICO NULLA FECERO!

Antonella Penati UDI - Unione Donne in Italia ANSA.itIIl Fatto Quotidiano La7 Garante Infanzia e Adolescenza

Dal 2000 sono 562 i bambini uccisi in Italia: il caso di Beatrice si colloca nella categoria del figlicidio accidentale per maltrattamento, in cui gli autori sono entrambe le figure genitoriali. Una morte annunciata, come troppe.

Quello che è accaduto a Beatrice è un figlicidio per maltrattamento: non un gesto improvviso, ma l’ultimo atto di una violenza quotidiana, già nota, già raccontata, già visibile.

Le sorelline avevano chiesto aiuto, gli adulti intorno avevano visto, gli assistenti sociali avevano scritto. Eppure nessuno ha fermato la spirale. È lo stesso schema che conosco da vicino: tutti sapevano, ma nessuno ha fatto nulla. Intanto Beatrice non c’è più, uccisa da due individui che si definivano genitori.

Il crimine commesso contro la piccola Beatrice, due anni, non è un “incidente”, non è un gesto improvviso, non è un raptus.

È un figlicidio per maltrattamento, nella forma più pura e più crudele: l’esito finale di una violenza continuata, quotidiana, strutturale.
Una violenza che tutti potevano vedere, che le sorelline avevano tentato di raccontare, ma che nessuno ha voluto interrompere.

Le ricostruzioni della Procura di Imperia parlano di maltrattamenti brutali e continuati, di schiaffi, pugni, cadute provocate, tirate di capelli, fino a costringere la bambina a fumare hashish tra le risate degli adulti

Le sorelline, di 7 e 9 anni, erano state adultizzate costrette a pulire la casa, accudire la piccola, vivere in un clima di terrore e abbandono, come riportano gli assistenti sociali nelle relazioni agli atti Una delle sorelle ha descritto agli investigatori agonia di Beatrice: il corpo viola, la testa che cadeva in avanti, le ore di sofferenza senza che nessuno intervenisse.

Tutti sapevano e nessuno ha fatto nulla

Nel caso di Beatrice:

- le sorelline avevano chiesto aiuto
- gli assistenti sociali avevano descritto una situazione di abbandono e adultizzazione;
- la badante del nonno aveva riferito che la madre “la picchiava sempre”
- il contesto familiare era noto ai servizi.

Eppure nessuno ha fermato la spirale
Il risultato è una bambina morta, due sorelle traumatizzate, e una comunità che ora finge sorpresa.

È lo stesso schema che ho denunciato per anni:
a violenza era già lì, visibile, nominata, raccontata. Ma ignorata.

Il ruolo degli autori: madre naturale e patrigno: Le fonti giudiziarie parlano di responsabilità congiunta:

- la madre, già arrestata;
- il compagno, arrestato successivamente, accusato di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina

Entrambi hanno esercitato violenza sistematica.
Entrambi hanno trasformato la casa in un luogo di tortura.
Entrambi hanno negato a Beatrice la possibilità di vivere.

Questo caso
NON si colloca nel figlicidio “psichiatrico”,
NON è figlicidio “altruistico”,
NON è figlicidio “vendicativo”

Ma si colloca il caso nella categoria criminologica del
FIGLICIDIO PER MALTRATTAMENTO
È il figlicidio accidentale solo nel senso tecnico: la morte non era l’obiettivo dichiarato, ma è stata la conseguenza inevitabile di condotte violente e reiterate.

Il caso di Beatrice è uno dei più recenti, ma non è un’eccezione:
è , un modello ricorrente.

I precedenti — che emergono dalla letteratura e dalla cronaca — mostrano sempre gli stessi elementi:

- violenza pregressa;
- segnali ignorati;
- richieste di aiuto non ascoltate;
- adulti che scelgono di non vedere;
- servizi che non intervengono;
- una morte “annunciata”.

È lo stesso meccanismo che hai denunciato nel caso di mio figlio:
tutti sapevano, tutti vedevano, nessuno ha agito.

Il figlicidio per maltrattamento, non è un atto “impulsivo” né un evento isolato: è l’esito estremo di una traiettoria di violenza pregressa, già presente e riconoscibile nella relazione genitore–figlio.

si articola su tre assi fondamentali:

1. La continuità della violenza
Il figlicidio non nasce “dal nulla”.
È l’ultimo stadio di un processo di maltrattamento che può essere:

- fisico
- psicologico
- trascuratezza grave
- esposizione del minore a violenza domestica
- controllo coercitivo del genitore violento

la violenza è già in atto molto prima dell’evento letale: il figlicidio è la *conseguenza*, non l’origine.

2. La responsabilità dell’adulto e la vulnerabilità strutturale del minore
Nel suo impianto teorico il figlicidio per maltrattamento è:

- asimmetrico (adulto vs bambino)
-intenzionale nella condotta, anche quando non c’è intenzione esplicita di uccidere
- prevedibile, perché inserito in un contesto di rischio già noto

Si definisce come un crimine di potere, non di follia:
un abuso reiterato che sfocia nella morte del bambino perché nessuno ha interrotto la spirale.

3. L’assenza di patologia psichiatrica

Nel figlicidio per maltrattamento:

- non c’è infermità mentale
- non c’è delirio
- non c’è incapacità di intendere e volere

C’è invece:

- violenza abituale
- incapacità relazionale
- distorsione cognitiva
- svalutazione del minore
- uso del figlio come oggetto, non come soggetto

“Dona il tuo 5×1000 a Federico nel Cuore.Un gesto che accende speranza, protegge i bambini e trasforma il dolore in tute...
18/05/2026

“Dona il tuo 5×1000 a Federico nel Cuore.
Un gesto che accende speranza, protegge i bambini e trasforma il dolore in tutela e diritti.
Perché ciò che è accaduto a Federico non debba mai più ripetersi.”
Codice Fiscale: 08759750964
Antonella Penati

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14/05/2026

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13/05/2026

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09/05/2026

ALL'EVENT O ORGANIZZATO DA UDI Milano“LA VOCE DEI BAMBINI POLVERE DI STELLE”**

Il piccolo Samule Ciarmella - Samu per gli amici Testimonial di Associazione Federico nel cuore Onlus, è salito sul palco del Politeatro di Milano con la forza silenziosa che solo i bambini sanno avere.
Ha aperto lo spettacolo dando voce a chi non può più parlare:
al piccolo Federico,
ai 561 bambini vittime di figlicidio in Italia,
ai bambini polvere di stelle che ci guardano dall’alto.

In quel momento, Samu non era solo un bambino.
Era tutti i bambini.
Era la loro luce, la loro innocenza, la loro richiesta di pace.
Era il respiro di un’infanzia che non dovrebbe mai conoscere la paura.

Un bambino bellissimo, come tutti i bambini del mondo,
che ci ricorda che ogni vita piccola è un universo intero,
che ogni sorriso è un diritto,
che ogni futuro è un dovere da proteggere.**

Sul palco, la sua voce ha attraversato la sala come un filo luminoso:
ha unito memoria e speranza,
dolore e rinascita,
assenza e promessa.

Perché i bambini polvere di stelle non scompaiono.
**Continuano a brillare attraverso chi li ricorda,
attraverso chi lotta,
attraverso chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte.

E oggi Samu ha parlato per loro.
Con la purezza che solo un bambino può avere.
Con la verità che solo un cuore integro può dire.

Che nessun bambino debba più spegnersi nel silenzio.
Che nessun bambino debba più avere paura.
Che ogni bambino possa crescere in un mondo di pace.

Per Federico. ( www.federiconelcuore.com)
Per tutti i bambini polvere di stelle.
Per tutti i bambini che sono ancora qui, e che ci chiedono di proteggerli.








UDI - Unione Donne in Italia UDI Milano

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03/05/2026

A a tutti gli amici di facebook seguite e fate girare il mio profilo https://antonellapenati.blogspot.com dove trovererte anche la sezione libri che fanno crescere

maggio 03, 2026   “Semi di Verità” è lo spazio dedicato ai libri scelti con cura da  Federico nel Cuore  per promuovere una cultura della tutela, della giustizia e della verità. La selezione comprende testi che aiutano a comprendere, proteggere e agire: saggi che informano, ...

Indirizzo

Via Dante Alighieri 5
San Donato Milanese
20097

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