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Buona Festa della Repubblica!!!
02/06/2026

Buona Festa della Repubblica!!!

‼️Festival delle R-esistenze ‼️Giardino Agorà - San Donà di Piave 📍📋 Gli appuntamenti della seconda giornata!Ti aspettia...
24/05/2026

‼️Festival delle R-esistenze ‼️
Giardino Agorà - San Donà di Piave 📍
📋 Gli appuntamenti della seconda giornata!
Ti aspettiamo 😊😊!!

Vi aspettiamo!!!Un intervento appassionato e concreto sul tema dell’equilibrio tra libertà e sicurezza!!!
19/05/2026

Vi aspettiamo!!!
Un intervento appassionato e concreto sul tema dell’equilibrio tra libertà e sicurezza!!!

BORRACCETTI
Qual è l’equilibrio tra e ? Come lo hanno immaginato le madri e i padri costituenti?
La sicurezza è un diritto?
A chi compete la tutela della sicurezza dei ?
Ne parliamo al FESTIVAL DELLE R-ESISTENZE
DOMENICA 24 MAGGIO alle ore 18
con Vittorio Borraccetti, già Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Padova, che dialogherà con Alice Perissinotto, studentessa universitaria

Appuntamento al Giardino Pubblico Agorà, vicino a Piazza Indipendenza a San Donà di Piave (VE).
Se piove 🌧️saremo in sala Sassoli, Centro Culturale Da Vinci (piazza Indipendenza).

Vittorio Borraccetti, magistrato, da settembre 1979 a gennaio 1993 ha svolto funzioni di Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Padova. occupandosi, tra l’altro, di inchieste in materia di terrorismo ed eversione, in particolare sui gruppi dell’autonomia operaia organizzata e sul gruppo della destra radicale di Fioravanti e Mambro.
Dal 25 gennaio 1993 ha prestato servizio presso la Direzione Nazionale Antimafia di Roma come Sostituto e poi come Procuratore nazionale antimafia aggiunto, curando tra l’altro il coordinamento delle indagini sulla criminalità organizzata nelle regioni del Nord Est e progettando e creando, assieme ad altri magistrati dell’ufficio, il sistema informatizzato nazionale di banca dati delle indagini dei processi di mafia.
Dal 3 giugno 2002 al 2 giugno 2010 è stato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Venezia.
Dal luglio 2010 a settembre 2014 è stato membro del Consiglio Superiore della Magistratura. Dal 2015 è in pensione.
E’ stato attivo nell’associazionismo giudiziario, in particolare in Magistratura Democratica, di cui è stato segretario nazionale dal 1996 al 2000.
Ha collaborato alla rivista Questione Giustizia, sulla quale, come anche su altre pubblicazioni, ha scritto articoli e saggi, in particolare su argomenti riguardanti il processo penale, l’ordinamento giudiziario, l’assetto costituzionale della magistratura. Ha curato nel 1985 la pubblicazione del volume “Eversione di destra, terrorismo e stragi”, editore Franco Angeli.

12/05/2026

Sesta edizione del Fesitval delle R-esistenze…

Per il 23 e 24 maggio non prendere impegni, ti aspettiamo 💪🏼!!!

Le segnalazioni dei ns soci e di altri pendolari non sono state lasciate cadere nel vuoto, grazie alla consigliera civic...
06/05/2026

Le segnalazioni dei ns soci e di altri pendolari non sono state lasciate cadere nel vuoto, grazie alla consigliera civica Rossella Cendron per la pronta disponibilità!
Il tempo non è molto ma speriamo in un intervento concreto da parte di Regione Veneto e Trenitalia!!!iai

Cendron (Le Civiche Venete): “Linea ferroviaria Venezia-Trieste: lavori imminenti senza adeguata informazione”
tinyurl.com/y4fem99u

REFERENDUM SULL’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO 22-23 MARZO: POSIZIONECONVINTAMENTE CONTRARIA ALLA PROPOSTA DI RIFORMACittàinsie...
19/03/2026

REFERENDUM SULL’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO 22-23 MARZO: POSIZIONE
CONVINTAMENTE CONTRARIA ALLA PROPOSTA DI RIFORMA

Cittàinsieme attraverso l’espressione della propria base associativa a larghissima maggioranza ha deciso di prendere posizione rispetto al quesito del prossimo referendum del 22-23 marzo scegliendo il “NO”.
Dopo aver approfondito le ragioni pro e contro la riforma, avvalendoci anche di informazioni raccolte da esperti della materia in un recente confronto, riteniamo di confutare la bontà della riforma sia nel merito che nel metodo.

Nel merito, ben consapevoli delle criticità che da decenni attanagliano la giustizia in Italia, dobbiamo tuttavia constatare come la riforma non intervenga a migliorare il servizio “giustizia” per i cittadini ma solo nell’organizzare in modo diverso la magistratura penale.
In secondo luogo la separazione delle carriere, centro della riforma, sostanzialmente già esiste da diversi anni, con la possibilità per PM e giudici di cambiare reciproca funzione solo una volta nella carriera e solo entro i primi 10 anni, con ulteriore “penalizzazione” quale il cambio di regione.
In terzo luogo, l’estrazione a sorte prevista per i due nuovi CSM e l’Alta Corte disciplinare che
sarebbero generati post riforma, nella sostanza disarticola la rappresentanza della componente togata a tutto favore di quella laica di nomina politica. Se a parole i sostenitori del “si” invocano la politica fuori dalla magistratura, nei fatti il risultato ottenuto dalla riforma sarebbe esattamente il contrario.

Nel metodo, infine, il quesito referendario viene sottoposto al voto popolare per non aver raggiunto i 2/3 dei voti parlamentari ma soprattutto dopo 4 passaggi parlamentari, 2 alla Camera e 2 al Senato, senza che sia stato possibile presentare emendamenti, in un testo presentato dal Governo in modo blindato. Ci domandiamo quindi perché non si sia preferito dedicare più tempo ad un esame approfondito della questione nella sede opportuna, quella parlamentare appunto, coinvolgendo anche
gli “attori protagonisti” della giustizia penale quali appunto magistrati, PM e avvocati, ed arrivare ad un testo se non unanimemente condiviso almeno frutto di un confronto vero. Così come ci domandiamo perché, in caso di vittoria del “si”, dovremmo riporre nella maggioranza parlamentare cieca fiducia che
le successive leggi ordinarie di attuazione saranno redatte dopo un dibattito che tenga conto delle ragioni anche della parte sconfitta e non siano invece “già pronte e confezionate nel cassetto di qualche ministro”.

Invitiamo tutti gli elettori ad andare a votare e ad esprimere voto contrario alla riforma
dell’ordinamento giudiziario. Voto “NO” per fermare una riforma confusa ed incerta nei contenuti e per aprire dal giorno successivo un serio confronto sui veri nodi del sistema giudiziario in Italia. Un confronto che ponga le proprie radici, ancora una volta, nel “terreno buono” della nostra Costituzione

REFERENDUM SULL’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO 22-23 MARZO: POSIZIONECONVINTAMENTE CONTRARIA ALLA PROPOSTA DI RIFORMACittàinsie...
19/03/2026

REFERENDUM SULL’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO 22-23 MARZO: POSIZIONE
CONVINTAMENTE CONTRARIA ALLA PROPOSTA DI RIFORMA

Cittàinsieme attraverso l’espressione della propria base associativa a larghissima maggioranza ha deciso di prendere posizione rispetto al quesito del prossimo referendum del 22-23 marzo scegliendo il “NO”.
Dopo aver approfondito le ragioni pro e contro la riforma, avvalendoci anche di informazioni raccolte da esperti della materia in un recente confronto, riteniamo di confutare la bontà della riforma sia nel merito che nel metodo.

Nel merito, ben consapevoli delle criticità che da decenni attanagliano la giustizia in Italia, dobbiamo tuttavia constatare come la riforma non intervenga a migliorare il servizio “giustizia” per i cittadini ma solo nell’organizzare in modo diverso la magistratura penale.
In secondo luogo la separazione delle carriere, centro della riforma, sostanzialmente già esiste da diversi anni, con la possibilità per PM e giudici di cambiare reciproca funzione solo una volta nella carriera e solo entro i primi 10 anni, con ulteriore “penalizzazione” quale il cambio di regione.
In terzo luogo, l’estrazione a sorte prevista per i due nuovi CSM e l’Alta Corte disciplinare che
sarebbero generati post riforma, nella sostanza disarticola la rappresentanza della componente togata a tutto favore di quella laica di nomina politica. Se a parole i sostenitori del “si” invocano la politica fuori dalla magistratura, nei fatti il risultato ottenuto dalla riforma sarebbe esattamente il contrario.

Nel metodo, infine, il quesito referendario viene sottoposto al voto popolare per non aver raggiunto i 2/3 dei voti parlamentari ma soprattutto dopo 4 passaggi parlamentari, 2 alla Camera e 2 al Senato,
senza che sia stato possibile presentare emendamenti, in un testo presentato dal Governo in modo blindato. Ci domandiamo quindi perché non si sia preferito dedicare più tempo ad un esame approfondito della questione nella sede opportuna, quella parlamentare appunto, coinvolgendo anche
gli “attori protagonisti” della giustizia penale quali appunto magistrati, PM e avvocati, ed arrivare ad un testo se non unanimemente condiviso almeno frutto di un confronto vero. Così come ci domandiamo perché, in caso di vittoria del “si”, dovremmo riporre nella maggioranza parlamentare cieca fiducia che
le successive leggi ordinarie di attuazione saranno redatte dopo un dibattito che tenga conto delle ragioni anche della parte sconfitta e non siano invece “già pronte e confezionate nel cassetto di qualche ministro”.

Invitiamo tutti gli elettori ad andare a votare e ad esprimere voto contrario alla riforma dell’ordinamento giudiziario. Voto “NO” per fermare una riforma confusa ed incerta nei contenuti e per aprire dal giorno successivo un serio confronto sui veri nodi del sistema giudiziario in Italia. Un confronto che ponga le proprie radici, ancora una volta, nel “terreno buono” della nostra Costituzione

Piena vicinanza alla consigliera di Traguardi Beatrice Verzè e a tutte le donne insultate in modo imbecille e vigliacco.
12/03/2026

Piena vicinanza alla consigliera di Traguardi Beatrice Verzè e a tutte le donne insultate in modo imbecille e vigliacco.

11/02/2026

Cendron (Le Civiche Venete): “ : senza una linea regionale chiara, rischio assalto incontrollato alle campagne”
tinyurl.com/bdfc4zpp

11/02/2026

Cendron (Le Civiche Venete): “Pronto Soccorso: una mozione per un criterio organizzativo uniforme che tuteli le persone più fragili in tutto il Veneto"
tinyurl.com/yhr8krah

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