30/01/2026
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"Il Battaglione Dronero programma in quell'inizio del 1937 un'escursione invernale da tenersi fra il 26 gennaio e il 3 febbraio. La 18^ Compagnia risalirร la Valle Maira in sponda idrografica destra per Stroppo, Marmora, Canosio, Gardetta, Pratorotondo fino ad Acceglio, dove si congiungerร con la 19^ Compagnia, impegnata in un movimento simmetrico sull'altro versante.
Il tempo non รจ favorevole: il lunedรฌ 25 inizia un'intensa nevicata che durerร tre giorni e scaricherร nella zona di Canosio, a memoria dei testimoni, almeno un metro di neve. La marcia dei soldati ne รจ naturalmente ostacolata e si fa piรน faticosa man mano che risalgono la valle.
La 18^ Compagnia passa la prima notte a Stroppo, la seconda a Canosio ospitata nelle stalle.
Il giovedรฌ mattina i militari proseguono per Preit, con meta la Gardetta, per poi scendere su Acceglio.
La gente consiglia prudenza e la Compagnia si acquartiera al Preit. L'indomani i mitraglieri sono mandati a sparare contro la montagna per provocare artificialmente la caduta delle possibili valanghe.
Sabato 30 il maltempo รจ cessato, ma ci sono le condizioni per riprendere la marcia? Due gli ostacoli: la quantitร di neve fresca caduta non ancora assestata e soprattutto il vento di scirocco.
Gli alpini si mettono in formazione. Sono forse le 8,00 โ 8,30 quando la gente esce di messa e, vedendoli pronti alla partenza, li sconsiglia con calore. Nella sua esperienza, ritiene infatti che sia massimo il rischio di valanghe.
E' qui che si verifica il "vulnus" che tuttora fa sanguinare il cuore dei valligiani. Il Capitano comandante rifiuta ogni osservazione e, secondo testimonianza diretta, dice "Gli alpini passano dappertutto. Non hanno paura di niente. Andiamo!"
Pietro Ponzo sente dire, come riporta nel suo libro Val Mairo la nosto, "Cosa vuole che sappia questa gente: sono solo rozzi montanari".
La colonna dei soldati vede in testa gli sciatori a ba***re la pista, gli altri seguono faticosamente con le racchette ai piedi. Muli e salmerie sono rimandati indietro, sempre ad Acceglio, ma da raggiungere per la piรน sicura statale di fondo valle.
La tragedia avviene tra la mezza e l'una e mezzo del pomeriggio. Sono state superate le Grange Culausa (m. 1932), gli alpini tagliano il pendio cosparso di grandi massi che scende dai contrafforti occidentali della Meja. Si deve raggiungere la sella che a quota 2162 immette sul grande altopiano della Gardetta, chiuso a oriente dal colle della Margherina e a occidente appunto da quello della Gardetta. Il Capitano arriva alla sella con il plotone degli sciatori.
Il resto della compagnia sale lentamente, arrancando.
Con un grande boato cade la valanga e seppellisce 28 uomini. Purtroppo non sono state rispettate le norme di sicurezza che vogliono un consistente intervallo tra uomo e uomo.
Trascurato anche l'uso della lunga funicella rossa che, lasciata libera, faciliterebbe la prima ricerca dei sepolti e che invece fu trovata arrotolata alla vita di ognuno. Appare quindi subito
improba la fatica di quanti s'impegnano nel cercare e liberare gli eventuali sopravvissuti. E' comunque grazie a questo intervento immediato che cinque alpini sono estratti ancora vivi.
Arrivano gli sciatori, con il Capitano, richiamati da segnali a braccia. Cala il buio. Le ricerche sono interrotte e tutti rientrano a Preit, dove la popolazione si offre per fornire cibo e il calore di un rifugio. Nella notte, sono circa le quattro, arriva da San Michele di Prazzo la 19^ Compagnia, dopo una faticosissima marcia.
Il giorno dopo โ รจ domenica 31 gennaio โ i resti della 18^ e la 19^ Compagnia salgono sul luogo della valanga. Scavano per alcuni giorni, buona parte delle vittime sono rintracciate, ma per alcune si dovrร attendere la primavera e lo scioglimento delle nevi. Molte sono originarie delle Alpi Apuane per la regola che assegnava quei montanari toscani al 2ยฐ Reggimento alpini.
IL DOPO
La notizia corre, ripresa con discrezione dai giornali. Viene data con l'accento sulla fatalitร che ha colpito giovani vite impegnate nell'adempimento del dovere. Il 5 febbraio si svolgono a Dronero i funerali delle diciotto vittime ricuperate.
Le fotografie documentano la solennitร della cerimonia: sono presenti le piรน alte autoritร militari e civili, il patriottismo unito allo spirito retorico del tempo ha toni altissimi e si accompagna alla forte partecipazione emotiva della gente. I riferimenti alla fatalitร oscurano ogni "perchรฉ".
Seguiranno il 3 giugno a Canosio i funerali dei cinque ritrovati in primavera e il 5 settembre, ancora dello stesso 1937, lo
scoprimento della lapide che segna il luogo della tragedia."
da: "Anniversario di una tragedia alpina" a cura di Alberto Bersani
๐per saperne di piรน: https://www.comune.canosio.cn.it/Guidaalpaese?IDPagina=53167&IDCat=8209
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Tenente Gino Marchioni, 26 anni di Supino (Frosinone).
Sergente Domenico Mattioli, 24 anni di Casola Valsenio (Ravenna); corpo ricuperato il 3 giugno.
Sergente Ezio Villa, 21 anni di Milano; ricuperato il 14 maggio.
Caporal Maggiore Lorenzo Bodino, 22 anni di Ronchi (Cuneo).
Caporal Maggiore Andrea Candela, 21 anni di Tetti Pesio (Cuneo).
Caporale Chiaffredo Giraudo, 21 anni di San Chiaffredo di Busca (Cuneo).
Caporale Mario Piacentini, 21 anni di Gallinaco (Lucca).
Caporale Aldo Peironi, 21 anni di Castiglione Garfagnana (Lucca).
Alpino Alessandrรฒ Chiabรฒ, 23 anni di San Defendente di Cervasca (Cuneo).
Alpino Santino Grassi, 22 anni di San Romano (Lucca).
Alpino Pietro Ottolini, 22 anni di Albiano (Lucca).
Alpino Giorgio Galvagno, 21 anni di Madonna del Pilone di Cavallermaggiore (Cuneo).
Alpino Giacomo Bertolotto, 21 anni di Villar San Costanzo (Cuneo).
Alpino Antonio Marro, 21 anni di Cervasca (Cuneo).
Alpino G. Battista Bruno, 21 anni di Valgrana (Cuneo).
Alpino Pietro Biagioni, 21 anni di Cecina (Livorno).
Alpino Emilio Ferrarini, 21 anni di Piazza al Serchio (Lucca).
Alpino Matteo Guazzelli, 21 anni di Piazza al Serchio (Lucca).
Alpino Antonio Linari, 21 anni di Castelnuovo Garfagnana (Lucca); corpo ricuperato il 14 maggio.
Alpino Francesco Pioli, 21 anni di Castelnuovo Garfagnana (Lucca); corpo ricuperato il 26 maggio.
Alpino Antonio Ricolfi, 21 anni di Tetti Pesio (Cuneo); corpo ricuperato il 26 maggio.
Alpino Battista Marchisio, 21 anni di Canale (Cuneo); corpo ricuperato il 26 maggio.
Alpino Enrico Ferrero, 21 anni di Caraglio (Cuneo); ; corpo ricuperato il 29 maggio.
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Sezione ANA Cuneo
Associazione Nazionale Alpini