29/04/2026
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23 aprile.
Nella stessa immagine: alberi con chiome completamente sviluppate e un albero sottoposto a potatura drastica che sta appena emettendo le prime foglie.
Negli individui non potati l’emissione fogliare è iniziata il 16 marzo. In questo caso si osserva un ritardo superiore a un mese.
Questo ritardo comporta conseguenze fisiologiche rilevanti: riduzione del periodo utile alla fotosintesi, maggiore esposizione agli stress idrici estivi e sviluppo di tessuti fogliari teneri in una fase in cui i parassiti sono già attivi,...
Se questo tipo di gestione viene reiterato nel tempo, tali condizioni diventano strutturali, accompagnando l’albero verso un progressivo deperimento irreversibile.
Le implicazioni non sono solo a carico dell’individuo. Spesso si ritiene che l’importanza degli alberi sia legata principalmente alla produzione di ossigeno. È vero, ma in ambiente urbano questo non è il fattore limitante: anche in assenza degli alberi cittadini, l’ossigeno atmosferico rimarrebbe disponibile grazie ai grandi sistemi fotosintetici globali.
Il contributo realmente insostituibile degli alberi in città è un altro: la capacità di ospitare e sostenere biodiversità. Ad esempio, le foglie rappresentano un’interfaccia funzionale complessa tra pianta e atmosfera. Oltre all’intercettazione meccanica del particolato (cuticola, tricomi, pori stomatici), ospitano comunità microbiche epifitiche (batteri e funghi) in grado di metabolizzare e degradare numerosi inquinanti derivanti dai processi di combustione. Questo sistema biologico diffuso costituisce uno dei principali meccanismi di fitodepurazione dell’aria in ambiente urbano. Un ritardo nell’emissione fogliare limita lo sviluppo e la strutturazione di queste comunità microbiche, riducendo l’efficacia di tali processi.
Ogni albero rimosso o compromesso rappresenta quindi una perdita funzionale reale: riduce la capacità dell’ecosistema urbano di mitigare l’inquinamento e peggiora direttamente la qualità della vita di tutti noi.
In molte città, il numero e la funzionalità degli alberi sono già al di sotto della soglia minima necessaria per garantire questi servizi ecosistemici.