Coordinamento "Fermiamo il consumo di suolo, rigeneriamo la città"

Coordinamento "Fermiamo il consumo di suolo, rigeneriamo la città" “Fermiamo il Consumo di suolo, Rigeneriamo la città” è nato da un gruppo di cittadini che hann

il terzo appuntamento del ciclo dedicato all'urbanistica di San Benedetto del Tronto vede l'Architetto Guido Benigni con...
28/03/2026

il terzo appuntamento del ciclo dedicato all'urbanistica di San Benedetto del Tronto vede l'Architetto Guido Benigni con cui discuteremo, partendo dalla sua tesi di laurea, di una nuova possibile visione "dal mare" della nostra città.
in diretta da questa pagina lunedì 30 marzo alle 21:00

Domenica 22 marzo dalla pg fb del Coord. in diretta con l'Arch. Alfredo Gazzoli. Con lo storico architetto sambenedettes...
20/03/2026

Domenica 22 marzo dalla pg fb del Coord. in diretta con l'Arch. Alfredo Gazzoli.
Con lo storico architetto sambenedettese ripercorreremo la travagliata storia urbanistica della nostra amata città, e capiremo perché l'urbanistica è il cruccio principale di ogni sua amministrazione, e di ogni cittadino.
Questo percorso ci condurrà alle possibili soluzioni per una San Benedetto al passo coi tempi.

Questo incontro fa parte di una serie, iniziata la scorsa settimana presentando la tesi di laurea dell'Arch. Simone Malavolta, centrata su una profonda indagine territoriale della città e le prospettive future.
L'incontro finale sarà l'occasione di presentare un'altra tesi di laurea, quella del giovane Architetto Guido Benigni, tesi anch'essa centrata sul territorio di San Benedetto del Tronto.

08/03/2026

Martedì 10 marzo, alle h. 21,00, in diretta dalla nostra pagina, l'Arch. Simone Malavolta presenta la sua tesi di laurea.
Un progetto urbanistico possibile per San Benedetto del Tronto

Una firma importante per chi ama e rispetta la sua città, San Benedetto del Tronto.
28/12/2025

Una firma importante per chi ama e rispetta la sua città, San Benedetto del Tronto.

No alla discarica marina tra San Benedetto del Tronto e Grottammare

Stasera alle 21 al circolo Mare Bunazze (ex galoppatoio) di sbt, le associazioni del territorio (Fermiamo il consumo di ...
22/09/2025

Stasera alle 21 al circolo Mare Bunazze (ex galoppatoio) di sbt, le associazioni del territorio (Fermiamo il consumo di suolo, Legambiente e il Comitato di quartiere Ragnola) incontrano due candidati del centro sinistra e due del centro destra.

L’incontro avverrà coi ritmi e i tempi del talk show in cui i relatori saranno moderati, nei tempi uguali per tutti, secondo la conduzione dei giornalisti Piepaolo Flammini e Laura Ripani, e soprattutto sarà dato ampio spazio agli interventi dei cittadini presenti.

I temi proverranno principalmente dal progetto del nuovo polo sanitario previsto a San Benedetto, il suo impatto sociale urbanistico e ambientale.

Questo incontro ci è stato chiesto, stimolato dai cittadini stessi che non si sentono fatti partecipi dalla politica delle decisioni che riguardano il loro territorio, il loro futuro e quello dei loro, nostri, figli.

Non sarà un comizio pre elettorale bensì un inizio, un esempio di partecipazione che da troppo tempo ormai manca nel nostro Comune e nella Politica.

Ti aspettiamo.

Un appello ai sambenedettesi: la Riserva Naturale Sentina va salvaguardata.
11/04/2025

Un appello ai sambenedettesi: la Riserva Naturale Sentina va salvaguardata.

Il coordinamento “Fermiamo il consumo di suolo, rigeneriamo la città” contesta la visione urbanistica del Comune: «Serve una rinaturalizzazione vera»

Riportiamo l'articolo in cui l'architetto Gazzoli, da esperto urbanista, ci spiega quali sono le caratteristiche dell'am...
06/03/2025

Riportiamo l'articolo in cui l'architetto Gazzoli, da esperto urbanista, ci spiega quali sono le caratteristiche dell'ampio territorio comperato da Rapullino nell'area Brancadoro.
Riteniamo indispensabile per tutti i sambenedettesi conoscere più a fondo le questioni riguardanti l'area ad oggi più strategica della nostra città, che invece è preoccupantemente ignorata da questa e dalle amministrazioni precedenti.

INIZIAMO UN PERCORSO di approfondimento con architetti esperti della nostra città: «Temo che Rapullino sia incorso in un incauto acquisto, in quella zona ci sono vincoli del Piano Regolatore, necessario reperire 115 mila metri quadrati di verde attrezzato e compatto, altrimenti si è fuori dagli s...

In seguito alle recenti dichiarazioni, qui nella foto allegata, del consigliere Pasquali in rappresentanza dell’amminist...
28/01/2025

In seguito alle recenti dichiarazioni, qui nella foto allegata, del consigliere Pasquali in rappresentanza dell’amministrazione comunale, sul futuro di piazza San Giovanni, ci vediamo costretti a fare le seguenti puntualizzazioni:

1) Partiamo dalle dichiarazioni che definiscono “senza problema” la fattibilità dei parcheggi interrati: nel nostro Coordinamento ci sono diversi professionisti che da decenni seguono o hanno addirittura fatto parte delle giunte precedenti: la legge regionale 19 del 2023 sul contrasto al consumo di suolo dice, tra l’altro, che una piazza urbana sia passibile "soltanto" di ricondizionamenti e migliorie, cioè materiali permeabili o rigenerazione, alberature arredi o altro; di sicuro non opere di scavo e murature. D’altronde qualche decennio fa, durante una delle amministrazioni con Sindaco Perazzoli, si discusse proprio dello stesso progetto: non se ne fece nulla vuoi per la pericolosità strutturale per le case adiacenti e la già compromessa instabilità idrogeologica del luogo, vuoi per costi, i disagi dei lavori che avrebbero preso anni e per la vicinanza del parcheggio all’isola pedonale, richiamando ulteriori automobili e traffico.

2) Secondo Pasquali la perdita di 45 stalli auto, per la prevista chiusura parziale di via Montebello, giustificherebbe lo scavo della piazza per 250 ulteriori stalli sotterranei, e altrettanti in superficie, e considerando che 170 parcheggi sono stati realizzati RFI nei pressi della stazione, quindi vicinissimi la piazza in questione, chiediamo: quale ratio, quale rapporto, da 45 ci farebbe arrivare fino a quasi 700 stalli, con oltretutto dei lavori enormi?

3) Ci ricordiamo i reiterati, e impossibili perché fuorilegge, progetti di tombamento dell’Albula per ricavarne centinaia di parcheggi, e i 500 parcheggi in pieno centro proposti un paio di anni fa in occasione di una prevista ristrutturazione nella zona tra il tennis e il molo sud, e adesso questi iperbolici progetti: come un mantra tutto ruota sempre intorno ai parcheggi.
Capiamo da questo che ormai i politici sono costantemente in campagna elettorale e che la promessa (che poi rimarrà solo una promessa) dei parcheggi porta consenso, soprattutto nei quartieri più centrali; ma bisognerebbe ogni tanto uscire da questa narrazione e fare i conti con la realtà.

4) San Benedetto nella zona centrale ha già tante, forse fin troppe zone parcheggio: tutto il molo sud dietro al faro, davanti le scuole Gabrielli e difronte la Capitaneria di porto: sono centinaia di parcheggi, ma uno di questi 3 è a pagamento e ha sempre posti liberi. Ora si sta pensando di farne uno faraonico sotterraneo, a pagamento, in pieno centro con un project financing: chi ci andrà? Nessuno. Tutti continueranno a cercare le soste bianche, prova ne sia il parcheggio sotterraneo di piazza Nardone, a due passi dall’isola pedonale ma sempre vuoto, che ha avuto il solo effetto di non poter piantare nemmeno un albero con qualche panchina per rinfrescare la piazza in estate.

5) Capiamo che il centro città, e in special modo la piazza in questione, abbia bisogno di profondi ripensamenti urbanistici e di viabilità, e non sta a noi del comitato improvvisarci urbanisti, ma se proprio si dovesse pensare a un parcheggio modulare nei pressi del centro perché non cercare una soluzione per gli enormi ruderi, ormai pericolanti e pericolosi, di via Calatafimi?

6) e, dulcis in fundo, siamo in attesa del nuovo Piano Regolatore e del PUMS per la viabilità sostenibile, che l’amministrazione ha dato in mano a esperti del settore: che senso ha quindi ipotizzare tali opere faraoniche se ancora non abbiamo ancora nessuno dei due?

Ricapitolando: noi, come molti sambenedettesi, crediamo che questa città non abbia bisogno di chiacchiere elettorali, crediamo invece che abbia necessità di un cambiamento, o perlomeno di una direzione da prendere, ma vorremmo che tale direzione fosse in linea con le moderne tendenze:
basta con le soluzioni degli anni ’70 e 80: San Benedetto ha bisogno di recuperare spazi e verde; il traffico veicolare che congestiona il centro va disincentivato con coraggio e opere mirate; potenziamento dei trasporti pubblici capillari e mobilità alternativa, risparmiando soldi e inutile cemento, per la salute e il benessere dei cittadini.

Anche quest’anno il rapporto ISPRA sul consumo di suolo (link in calce di questo articolo) ci ripete che la situazione, ...
11/12/2024

Anche quest’anno il rapporto ISPRA sul consumo di suolo (link in calce di questo articolo) ci ripete che la situazione, pur leggermente migliorata, è al punto di sempre: in Italia si consumano 20 ettari di suolo al giorno: 2,3 metri quadri al secondo. Non c’è un altro Paese in Europa con le stesse cifre.
Con questo possiamo assicurare che fino a quando si continuano a consumare 20 ettari di suolo al giorno ogni bel discorso ambientalista è inutile e scade nel giardinaggio.
Ci sembra chiaro insomma che la drastica riduzione, se non l’azzeramento del consumo di suolo dovrebbe essere il fondamento di ogni vera sensibilità ambientalista. Per questo il nostro Coordinamento sostiene il documento del 2018 del Forum Salviamo il Paesaggio, diventato poi un Disegno di Legge di cui ancora è lontana la valutazione alle Camere.

Ma veniamo ai dati che ci riguardano: San Benedetto ha il 37,6 % di consumo di suolo e quasi 1900 abitanti per Kmq, cifre da record nelle Marche. E visto che sui territori ancora liberi dalla cementificazione pendevano, e ancora oggi pendono, tante richieste di grandi varianti urbanistiche edilizie, proponemmo alla precedente Amministrazione una Mozione per l’arresto del consumo di suolo urbano.

Da molte parti ci fu obiettato che queste cifre percentuali sono dovute dalla ristrettezza dell’area comunale di 25 Kmq: questo è vero, San Benedetto è una delle Città più importanti delle Marche ma è stretta in un abito troppo piccolo, e da qui provengono molti dei suoi annosi problemi.
Per fare un esempio, Ascoli, pur avendo oggi meno abitanti di San Benedetto e minore peso economico, ha un territorio di quasi sei volte e mezzo il nostro, ha quindi ampia possibilità di espansione per zone industriali, urbanistiche e abitative, servizi e infrastrutture; si pensi che, nel silenzio, finora, delle Istituzioni e dell'informazione, ha appena approvato un’ulteriore discarica di 300.000 metri cubi, che come sempre piazzerà ai confini del loro enorme Comune, cioè addossandola ai Comuni confinanti: ribadendo così la lucrosa economia dello smaltimento dei rifiuti del Centro Italia e soprattutto di Roma.
San Benedetto, invece, è costretta a “mettersi in pancia”, cioè nel centro vivo dell’urbe, qualsiasi servizio o progetto: lo stadio, l’ospedale, un centro sportivo, un parcheggio di smistamento e tutto il resto, contendendo il già risicato spazio libero ai costruttori edili, i quali si sono già da tempo comperati queste aree.

Siamo così al centro della questione: sono rimaste poche aree libere dal cemento della nostra città, le più grandi sono 3 e in massima parte sono proprietà privata dei costruttori: L’area Brancadoro, il quartiere Ragnola e i territori tra la piscina comunale e Porto d’Ascoli.

L’area Brancadoro è andata all’asta ma invece di essere comprata dall’ente pubblico è stata svenduta al privato col fantomatico progetto di un grande centro ricreativo e sportivo; come se un privato potesse assolvere alle funzioni pubbliche, o rimpiazzare le istituzioni nella progettazione del “bene comune”: ci siamo già lungamente espressi sulla questione, ci vogliono convincere che i campi da padel, addirittura un campo da golf e altre amenità del genere in pieno centro ci solleveranno dai problemi contingenti, ma tutti in fondo sappiamo che si tratta di speculazione. San Benedetto ha già impianti sportivi di prima categoria, i quali hanno già i loro bei problemi gestionali e questo fantomatico “parco dei divertimenti” privato, una volta ottenuta la variante, acquisterà ben altro valore di quello di acquisto.

Non va meglio per la zona Ragnola su cui è previsto un grande Polo Sanitario, con il nuovo ospedale, la Casa di Comunità e l’Ospedale di Comunità: a parte i ripensamenti annosi di queste allegre decisioni, segnaliamo che per le ultime due strutture, per altro necessarie, dovrebbe, invece di consumare ulteriore suolo, essere prevista la riconversione di edifici già esistenti, procedura già attuata in tante città, e riguardo il nuovo ospedale ci viene detto che sarebbe indispensabile perché il vecchio Madonna del Soccorso sarebbe ormai vetusto, privo delle caratteristiche di sicurezza e ormai poco gestibile data l’ubicazione in pieno centro. Peccato che non si vede dove siano queste mancanze, non siano certificate da nessun documento ufficiale, e per giunta si vorrebbe fare il nuovo ospedale in quello che diventerà il nuovo centro della città, spostando così il problema, ma non risolvendolo. Inoltre non viene spiegato cosa ne sarà del vecchio complesso, cosa che lascia aperta ogni ipotesi, dalla riconversione in condomini, o in una golosa clinica o in un centro per anziani privato. Insomma anche qui viene da pensare che dietro ci siano, tra gli altri, gli interessi forti dell’industria del cemento, vero motore odierno dell’economia di San Benedetto.

La terza grande area ancora libera, tra la piscina, via del mare e il quartiere Sentina a Porto d’Ascoli, è anch’essa, come ci si poteva immaginare, di proprietà di uno o più costruttori in consorzio: il progetto è come al solito una serie di palazzine, case e palazzi a cui, giustamente, l’attuale amministrazione si è opposta in virtù dell’individuazione dell’oggettiva utilità in vista del bene comune. Ma come tante altre, la questione attualmente rimbalza tra i tribunali, e così anche qui rimane pericolosamente sospesa la spada di Damocle, ma solo sulle teste dei normali cittadini.

Quindi il nostro dato attuale di consumo di suolo del 2023 di ISPRA sarebbe già ampiamente sorpassato se solo uno di questi progetti venisse attuato, come d’altronde è già in fase di attuazione nel 2024 il completamento del quartiere San Pio X, corredato di nuove palazzine e un centro commerciale, intesi come "merce di scambio" di un costruttore privato per la costruzione di una piazza e due strade di collegamento.
Se diamo uno sguardo al Piano Regolatore di questa zona vediamo che le nuove palazzine previste sono ben 30, più un enorme asilo nido, il tutto a scapito delle aree verdi esistenti. Tra qualche anno quindi se tutto va bene saremo oltre il 40% di consumo di suolo, se tutto va bene.

Ma c’è un’ulteriore considerazione da fare e riguarda "il perché" a San Benedetto si concentrano da decenni gli interessi dei palazzinari (ci sia concessa l’espressione che però rende l’idea): qui gli appartamenti costano fino a 8.000 Euro al mtq. Una cifra impensabile in ogni Comune limitrofo dell’entroterra e degli adiacenti costieri.
Questo semplice ma drammatico dato giustifica ogni speculazione, persino la continua trasformazione autorizzata di tanti hotel in condomini e residence.

Ma non solo, questo enorme plusvalore ha una drammatica ricaduta sulle Amministrazioni, le pressanti richieste dei costruttori hanno sostituito nei decenni passati, come ancora oggi, la Politica con l’interesse privato, spacciandolo per pubblico. I costruttori, quindi, hanno in massima parte sempre programmato e deciso i Piani Regolatori Comunali.

E inoltre, guardando il dato demografico, San Benedetto è sostanzialmente ferma a pressappoco 48.000 abitanti da circa 20 anni: una domanda sorge spontanea: per chi sono stati costruiti le migliaia di appartamenti apparsi nel frattempo, e quelli previsti dalle varianti per il prossimo futuro, a prezzi folli, dai soliti costruttori?

San Benedetto sta per diventare, e già in gran parte lo è, una città dormitorio per ricchi, per gli ultimi investimenti immobiliari possibili, finché ci sarà un metro di terra disponibile: così si è già da tempo cacciata via dall’urbe la classe meno abbiente, i giovani, gli operai, i semplici lavoratori stipendiati, e figuriamoci se in questo quadro viene presa in considerazione la drammatica carenza di case popolari (preferiamo questa denominazione che rende l’idea): tutto ciò ha un nome: GENTRIFICAZIONE, l’allontanamento cioè delle forze popolari e civili da una città studiata per soli ricchi, ma sostanzialmente morta.

San Benedetto invece avrebbe bisogno di un riscatto, mantenendo fede alla sua industriosa estrazione popolare che l’ha fatta grande nel 900, quando ci siamo inventati una città di mare, di porto, di commercio, turismo e di verde pubblico. Tutto questo è rimasto solo nelle cartoline e tutti lo rimpiangiamo ma quasi nessuno vede dove stiamo andando.

L'attuale situazione non è sostenibile anche e soprattutto considerando l’estrema fragilità del territorio: San Benedetto è in massima parte ormai quasi sotto il livello del mare, che, per effetto del suo innalzamento ha come conseguenza la penetrazione del cuneo salino nel territorio; cioè i nostri pozzi artesiani sono ormai superficiali e di acqua salmastra inutilizzabile; questo aumenta sia il rischio idrogeologico, ovvero i terreni liberi assorbono molto meno le piogge causando gli evidenti allagamenti sempre più frequenti, che il rischio legato ai terremoti, perché se l’entroterra ha un suo grave rischio sismico, qui da noi è addirittura peggio, perché queste caratteristiche di territorio sabbioso ormai bagnato e instabile possono innescare l’effetto liquefazione amplificando ogni scossa.

Ci battiamo per tutto questo, e le percentuali lasciano il tempo che trovano. Il suolo è un bene pubblico e tale va mantenuto, anche al di là di ogni evidente beneficio per il sequestro di CO2, di trattenimento delle acque meteoriche e tutto il resto.

La nostra città ha urgenza di un riscatto esistenziale, di un progetto politico e sociale a lungo e medio termine, come ad esempio coinvolgere i Comuni confinanti in una comunità costiera adriatica che conterebbe quasi 150.000 abitanti, il che vuol dire una gestione più lungimirante del proprio pur piccolo territorio, lungimiranza che però, schiacciati come siamo dalle contingenze, è oggi del tutto mancante.

https://www.isprambiente.gov.it/it/events/presentazione-rapporto-consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2024

Indirizzo

San Benedetto Del Tronto
63074

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