04/06/2026
"Lombardello" brucia.
A Salve la storia si ripete
Ricordiamo il divieto assoluto di bruciare sterpaglie dal primo giugno al 30 settembre.
A distanza di un anno e nell’indifferenza generale, domenica 31 Maggio, sono andati in fumo circa 50 ettari del litorale di Salve e purtroppo anche in ragione di ciò, siamo costretti a tornare a parlare di incendi - con questo breve report, dove ci ripeteremo nel dire cose già dette, in analoghi recenti episodi, ma che comunque riteniamo importante e non superfluo ripetere.
Oggi nel Salento gli incendi non sono più un’emergenza …ma la norma e sarà così sin quando non capiremo che occorre una risposta collettiva delle Istituzioni e delle comunità. Purtroppo in questo inizio di stagione estiva, già numerosi sono stati gli incendi …dalle notizie che abbiamo purtroppo è l’intero Salento che arde.
Sul litorale di Salve, dopo l’incendio che ha interessato la collina di don Cesare - andata in fumo esattamente 1 anno fa (circa 110 ettari), oggi Il comprensorio che è stato interessato dalle fiamme è quello posto tra Torre Pali e Lido Marini, a valle della strada panoramica - provinciale 91, che storicamente faceva parte dell’antico feudo disabitato di “Lombardello”.
L’area, ancora essenzialmente intatta e pertanto a grande valenza paesaggistica e naturalistica, è tra le più appetibili per il potenziale sfruttamento turistico e speculativo; …è da quelle parti infatti che negli ultimi decenni si sono incentrati progetti di sfruttamento - valorizzazione turistica (sic) che fortunatamente ad oggi non sono andati a buon fine.
L’importanza naturalistica del comprensorio, per le sue varie componenti botanico vegetazionali tra le quali anche aree a bosco (che per la CEE costituiscono Habitat da tutelare e meritevoli di conservazione), è stata già certificata nel Piano Paesaggistico della Regione Puglia e anche dal Piano Urbanistico Generale (PUG) adottato dal Comune di Salve nel Luglio 2024 …tant’è che nel PUG l’area interessata dall’incendio risulta perimetrata in parte quale “Area Proposta SIC – Sito di interesse comunitario”.
Si evidenzia inoltre che, nel tratto di litorale interessato dall’incendio, sono stati individuati dal PUG adottato le seguenti evidenze: area umida, siti di interesse geologico/spunnulate e anche archeologico e che pertanto dovrebbero essere fatte valere le Misure di salvaguardia e utilizzazione previste dallo stesso PUG adottato.
Tuttavia bisogna anche considerare che l’area in questione, proprio per la tipologia delle peculiarità naturalistiche si dimostra fragile agli attacchi del piromane e quindi al rischio incendio che si presenta elevato. Come sappiamo gli Incendi dolosi, colposi e generici che siano, continuano a essere una minaccia per la biodiversità e per l’aumento del rischio idrogeologico e inquinamento.
Quest’ultimo grave episodio, che non si può escludere possa essere di natura dolosa, a nostro parere evidenzia il fatto che l’importanza della natura (flora, fauna, ecc.) nella nostra comunità tarda ad essere giustamente considerata.
Allo stato delle cose appare sin troppo evidente che le iniziative fin qui poste in essere dalle Autorità preposte, per affrontare il tema della prevenzione incendi, non siano sufficienti e comunque bisognerebbe considerarne anche gli effetti collaterali delle stesse; a nostro parere l’episodio di cui alla presente potrà servire certamente da ulteriore input per chi ne ha la responsabilità, di REPERIRE RISORSE da destinare concretamente: alla pianificazione e potenziamento delle attività di prevenzione incendi, alla sensibilizzazione delle comunità, al coordinamento e alla collaborazione tra le varie istituzioni.
Inoltre bisogna evidenziare anche che, oggi l’incendio rappresenta un reato penalmente perseguibile… l’Art. 423 Codice Penale dice: Chiunque cagiona un incendio è punito con la reclusione da tre a sette anni (Note all’Art. 423: La giurisprudenza ha accolto una definizione restrittiva di incendio ovvero quale fuoco di vaste dimensioni, che abbia tendenza a diffondersi e sia di difficile spegnimento) …e l’incendio dei giorni scorsi di cui stiamo parlando, sia per le dimensioni che per la difficoltà di spegnimento, rientra sicuramente in questa definizione.
Ad onor del vero si ha notizia che qualcuno abbia telefonato al 115 per chiedere un intervento dei Vigili del Fuoco ma la loro risposta pare sia stata …siamo già impegnati a spegnere altri incendi e pertanto siamo impossibilitati a intervenire; oggi apprendiamo dai giornali che probabilmente non erano ancora pronti per far fronte a tale mole di lavoro. Speriamo bene per il proseguo della stagione estiva.
Qualcuno dirà e/o lo avranno già detto, che la natura non tarderà a riprendersi quel territorio, e noi speriamo che lo faccia nel tempo più rapido possibile, ma comunque ci sarà una perdita di biodiversità – nulla sarà più come prima.
Rimane tuttavia da affrontare urgentemente il problema degli incendi nei termini indicati in premessa: una risposta collettiva delle Istituzioni e delle comunità.
Chiediamo pertanto alle Istituzioni in indirizzo: Regione Puglia, Prefetto di Lecce, Comune di Salve, Carabinieri forestali, Vigili del fuoco, di non sottovalutare il grave episodio e che venga dato corso a tutte le iniziative previste dalla legge in materia di incendi: partendo dall’identificare le aree percorse dal fuoco ai fini dell’applicazione della legge 353/2000 - che mira a garantire il ripristino naturale delle aree incendiate, impedendo che vengano trasformate e per scopi diversi dalla loro naturale vocazione; Inoltre chiediamo di non tralasciare di promuovere le giuste indagini per arrivare a identificare l’eventuale piromane.
04 Giugno 2026