24/08/2026
BASSETTI, BURIONI E GLI SCIACALLI DELLA PROPAGANDA PRO-VAX
Per prima cosa: sentite condoglianze alla Famiglia.
Saluzzo che r-Esiste 22-08-2026
Trovo sconcertante, e umanamente indecente, il modo in cui Bassetti, Burioni e altri stanno usando la morte della bambina di quattro anni a Palermo per trasformare una tragedia familiare in un processo pubblico contro i suoi genitori.
La tesi che traspare dai loro interventi è semplice: quella bambina sarebbe morta perché i genitori hanno scelto di non vaccinarla contro la difterite.
Nessuno può oggi affermare che, se quella bambina fosse stata vaccinata, certamente non sarebbe incorsa negli stessi problemi.
Gli accertamenti non sono conclusi. L’autopsia deve ancora chiarire le cause della morte e la Procura sta verificando anche la gestione sanitaria dei giorni precedenti.
La bambina era già stata portata in ospedale ed era stata dimessa con diagnosi di tonsillite, per poi tornarvi in condizioni gravissime.
E ora è intervenuta anche la madre, che contesta apertamente la ricostruzione secondo cui sarebbero stati i genitori a sottovalutare la situazione:
«Noi genitori non abbiamo scambiato la difterite per tonsillite».
Secondo la madre, la bambina sarebbe stata portata più volte al pronto soccorso.
Questo significa che vi sia stato sicuramente un errore medico?
Non lo sappiamo.
Sappiamo però che solo un "pagliaccio" può permettersi oggi di emettere una sentenza.
Esistono genitori che scelgono una prevenzione farmacologica prima che una malattia si presenti, perché ritengono favorevole il rapporto fra benefici attesi e possibili effetti avversi.
Altri genitori valutano diversamente quel rapporto e preferiscono non sottoporre preventivamente un bambino sano a determinati trattamenti, confidando nella bassa probabilità di contrarre quella malattia, nelle difese dell’organismo e, qualora compaiano sintomi, nella diagnosi e nelle terapie disponibili.
Sono scelte diverse e, previo consenso informato, devono rimanere scelte individuali.
Nel caso della difterite esistono antibiotici contro il batterio e un’antitossina contro la tossina ancora circolante. Proprio per questo diagnosi e trattamento tempestivi sono fondamentali.
E allora le domande sono inevitabili:
quando questa bambina è arrivata in ospedale, la malattia poteva essere riconosciuta?
Il trattamento poteva iniziare prima?
Solo Bassetti, Burioni e il loro coro di sciacalli sembrano già saperlo.
E forse non sorprende.
Parliamo di personaggi che, ai nostri occhi, negli ultimi cinque anni hanno fatto della comunicazione vaccinale una continua successione di slogan, certezze assolute e toni propagandistici, troppo spesso incompatibili con quel dubbio, quella prudenza e quella disponibilità a correggersi che dovrebbero essere alla base del metodo scientifico.
Oggi, però, il salto è ancora più grave.
Perché dire o lasciare intendere a due genitori che la loro bambina è morta a causa della loro scelta significa attribuire loro pubblicamente una responsabilità causale e morale nella morte della propria figlia.
Una delle accuse più devastanti che si possano rivolgere a un padre e a una madre.
E allora pongo anche una questione giuridica:
fino a che punto è lecito attribuire pubblicamente a due persone la responsabilità della morte della propria figlia quando le cause del decesso, la successione degli eventi clinici e l’eventuale correttezza delle cure ricevute sono ancora oggetto di accertamento?
Questo, eventualmente, lo stabiliranno i giudici.
Sul piano morale io non ho dubbi. Sul piano umano ancora meno.
Prendere due genitori che hanno appena perso una bambina di quattro anni, additarli pubblicamente come responsabili della sua morte prima ancora che siano concluse le indagini e utilizzare quella tragedia per sostenere la propria battaglia ideologica sui vaccini ha, per me, un nome solo:
SCIACALLAGGIO.
Faremo gli opportuni approfondimenti e, qualora ne ricorrano le condizioni, preannunciamo fin d’ora che valuteremo la presentazione di una querela nelle sedi competenti.