Cisl Salerno

Cisl Salerno La Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL) è una confederazione sindacale italiana nata il 15 settembre 1948

02/09/2026
31/08/2026

CARO-CARBURANTI, SALARI, EX ILVA. La Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, a Sky Tg24 Economia: «Non possiamo governare ciò che accade a Hormuz, ma possiamo decidere chi paga il conto in Italia»: lo sconto sulle accise va prorogato, ma le risorse vanno concentrate su chi ne ha più bisogno, con un presidio forte sui prezzi contro la speculazione.

Su salari e pensioni: serve una politica espansiva dei redditi su tre fronti: tariffe e prezzi calmierati, fisco più leggero, rinnovo dei contratti alla scadenza e pensioni indicizzate all'inflazione.

Sull'ex Ilva: 20.000 lavoratori coinvolti, il 28 ottobre la data per lo spegnimento dell'area a caldo. «Un altoforno spento non si riaccende più»: serve una regia pubblica, con capitali e date certe.

👉 Leggi il comunicato integrale https://www.cisl.it/caro-carburanti-fumarola-cisl-accise/

Gli incendi che in questi giorni stanno interessando il Cilento, da Ascea a Omignano, da Roccadaspide a Pollica, da Cast...
31/08/2026

Gli incendi che in questi giorni stanno interessando il Cilento, da Ascea a Omignano, da Roccadaspide a Pollica, da Castellabate a Lentiscosa e che, nei giorni precedenti, hanno interessato tutta la zona dei Monti Lattari, ripropongono con forza una questione che non può essere affrontata soltanto nei momenti dell’emergenza. Le fiamme, alimentate dal vento e dalla vegetazione secca, hanno minacciato abitazioni, aree boschive e patrimoni naturalistici di enorme valore.

Ma c’è un elemento che rende ancora più evidente la necessità di cambiare approccio. La Campania sapeva che quello estivo sarebbe stato il periodo di maggiore rischio. La Regione ha infatti dichiarato per il 2026 lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi dal 15 giugno al 30 settembre, nell’ambito della campagna estiva antincendio boschivo.

«Se esiste un periodo dell’anno nel quale il rischio incendi è ufficialmente riconosciuto come massimo, allora la prevenzione non può iniziare quando vediamo il fumo – 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐥𝐢𝐧𝐞𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐥𝐢𝐧𝐚 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐚𝐳𝐳𝐢, 𝐒𝐞𝐠𝐫𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐆𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐈𝐒𝐋 𝐒𝐚𝐥𝐞𝐫𝐧𝐨 –. Deve essere programmata prima e deve continuare per tutto l’anno. Gli incendi di questi giorni ci dicono che non basta dichiarare il periodo di grave pericolosità: bisogna arrivare a quei mesi con i territori già preparati ad affrontarli».

Per la CISL Salerno il punto non è mettere in discussione l’impegno straordinario di vigili del fuoco, squadre antincendio, volontari e lavoratori forestali, ma spostare il baricentro dalla sola emergenza alla prevenzione.

«A chi sta lavorando in queste ore per spegnere gli incendi va il nostro ringraziamento – continua 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐚𝐳𝐳𝐢 - ma proprio quello che sta accadendo dimostra che dobbiamo fare un passo ulteriore. La manutenzione dei boschi, dei versanti, della viabilità rurale e forestale, la cura delle fasce tagliafuoco e la gestione della vegetazione non possono essere considerate attività accessorie. Sono infrastrutture di sicurezza del territorio».

Ed è qui che la questione ambientale diventa anche una questione di lavoro, stabilità occupazionale e sviluppo delle aree interne.

«A Salerno, per far fronte all’emergenza incendi, sono stati assunti lavoratori interinali con contratti della durata di 51 giorni – 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐥𝐢𝐧𝐞𝐚 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨, 𝐒𝐞𝐠𝐫𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐆𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐀𝐈 𝐂𝐈𝐒𝐋 𝐒𝐚𝐥𝐞𝐫𝐧𝐨 –. È una risposta necessaria per rafforzare la capacità di intervento, ma non può essere la soluzione strutturale. Se vogliamo davvero cambiare approccio, dobbiamo costruire un organico stabile di operai forestali a tempo indeterminato, in grado di lavorare durante tutto l’anno sulla manutenzione e sulla prevenzione».

«Non possiamo continuare ad avere una forza lavoro mobilitata soprattutto quando l’emergenza è già esplosa – prosegue 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨 –. Gli operai forestali devono essere messi nelle condizioni di intervenire prima, attraverso la pulizia e la manutenzione dei boschi, la cura dei versanti, della viabilità rurale e forestale, delle fasce tagliafuoco e delle aree maggiormente esposte al rischio. La prevenzione richiede continuità, professionalità e programmazione».
𝑃𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝐹𝐴𝐼 𝐶𝐼𝑆𝐿 𝑆𝑎𝑙𝑒𝑟𝑛𝑜, 𝑑𝑢𝑛𝑞𝑢𝑒, 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜 𝑓𝑜𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑣𝑒 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑔𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑎 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑖 𝑠𝑖𝑐𝑢𝑟𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜.
«Stabilizzare i lavoratori e programmare nuove assunzioni dove servono competenze e ricambio generazionale significa rafforzare contemporaneamente il lavoro e la capacità di prevenzione – aggiunge 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨 -. Non è soltanto una rivendicazione occupazionale. È una scelta di governo del territorio. Un operaio forestale stabile non è una presenza da utilizzare soltanto durante l’emergenza: è un presidio permanente, che conosce il territorio e può contribuire ogni giorno a ridurne la vulnerabilità».

Per la CISL Salerno, dunque, la dichiarazione regionale del periodo di grave pericolosità deve rappresentare il punto di partenza, non il punto di arrivo della politica di prevenzione.
«La Regione ha individuato con chiarezza il periodo di massimo rischio – osserva 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐚𝐳𝐳𝐢 –. Adesso occorre utilizzare tutto il tempo che precede e accompagna quei mesi per mettere in sicurezza il territorio. La prevenzione non può essere soltanto il divieto di accendere un fuoco o l’intervento di un Canadair. Prevenzione significa manutenzione quotidiana, presenza, programmazione e lavoro».

Il tema si inserisce pienamente nella visione che la CISL Salerno sta proponendo per le Aree Interne.
«Abbiamo bisogno di cambiare paradigma – conclude 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐚𝐳𝐳𝐢 –. 𝐼𝑙 𝐶𝑖𝑙𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑒 𝑙𝑒 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑎𝑟𝑒𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑖𝑛𝑐𝑖𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑎𝑡𝑒 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑡𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑎𝑟𝑟𝑖𝑣𝑎𝑛𝑜 𝑙𝑒 𝑒𝑚𝑒𝑟𝑔𝑒𝑛𝑧𝑒. 𝐷𝑒𝑣𝑜𝑛𝑜 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑠𝑢𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑠𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒. 𝑃𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑎 𝑢𝑛 𝑣𝑒𝑟𝑜 𝐷𝑖𝑠𝑡𝑟𝑒𝑡𝑡𝑜 𝐴𝑔𝑟𝑜𝑖𝑛𝑑𝑢𝑠𝑡𝑟𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝐹𝑜𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑙𝑒, 𝑐𝑎𝑝𝑎𝑐𝑒 𝑑𝑖 𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑒𝑚𝑒 𝑎𝑔𝑟𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎, 𝑓𝑜𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑏𝑖𝑜𝑒𝑐𝑜𝑛𝑜𝑚𝑖𝑎, 𝑓𝑖𝑙𝑖𝑒𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑙𝑒𝑔𝑛𝑜, 𝑡𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎 𝑎𝑚𝑏𝑖𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒, 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑑𝑖𝑠𝑠𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑒 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑎𝑡𝑟𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑜 𝑛𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒».

«La manutenzione può diventare una vera politica di sviluppo del territorio – conclude 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨 –. Significa proteggere il patrimonio ambientale, dare stabilità alle professionalità forestali, creare nuove opportunità occupazionali e contrastare lo spopolamento. 𝑺𝒕𝒂𝒃𝒊𝒍𝒊𝒛𝒛𝒂𝒓𝒆 𝒊 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒂𝒕𝒐𝒓𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒈𝒊𝒂̀ 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒆𝒕𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒈𝒓𝒂𝒎𝒎𝒂𝒓𝒆 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒆 𝒂𝒔𝒔𝒖𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒈𝒂𝒓𝒂𝒏𝒕𝒊𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒓𝒊𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊𝒐 𝒈𝒆𝒏𝒆𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒆̀ 𝒔𝒐𝒍𝒕𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒄𝒆𝒍𝒕𝒂 𝒔𝒊𝒏𝒅𝒂𝒄𝒂𝒍𝒆: 𝒆̀ 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒄𝒆𝒍𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒆𝒛𝒛𝒂 𝒆 𝒅𝒊 𝒈𝒐𝒗𝒆𝒓𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊𝒐».

𝐿𝑎 𝐶𝐼𝑆𝐿 𝑆𝑎𝑙𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑒 𝑙𝑎 𝐹𝐴𝐼 𝐶𝐼𝑆𝐿 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑞𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐶𝑎𝑚𝑝𝑎𝑛𝑖𝑎, 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑀𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑒 𝑒 𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑑𝑖 𝑎𝑝𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑖𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑎𝑚𝑚𝑎 𝑝𝑙𝑢𝑟𝑖𝑒𝑛𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑚𝑎𝑛𝑢𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑐𝑒𝑛𝑑𝑖, 𝑐𝑜𝑛 𝑟𝑖𝑠𝑜𝑟𝑠𝑒 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑒, 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑎𝑚𝑚𝑎𝑡𝑖, 𝑠𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜 𝑓𝑜𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑒 𝑎𝑠𝑠𝑢𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎𝑟𝑖𝑒.
Perché il periodo di grave pericolosità può essere stabilito per decreto. La sicurezza del territorio, invece, si costruisce ogni giorno.
𝐔𝐧 𝐛𝐨𝐬𝐜𝐨 𝐜𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐛𝐨𝐬𝐜𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐛𝐫𝐮𝐜𝐢𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐨: 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐨, 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐯𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐞 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨.

31/08/2026

Oggi pomeriggio, a Sky Tg24 Economia, intervista alla Segretaria Generale Cisl, Daniela Fumarola, sui principali temi d'attualità.
Appuntamento alle 17:15 sui canali 50 del digitale terrestre e 100 di Sky.

30/08/2026

Fondovalle Calore: un'opera strategica per la viabilità delle aree interne

L’intervista del presidente di Confindustria Campania Emilio De Vizia pubblicata oggi da Il Mattino offre uno spunto che...
29/08/2026

L’intervista del presidente di Confindustria Campania Emilio De Vizia pubblicata oggi da Il Mattino offre uno spunto che merita di essere raccolto. La sua riflessione parte da un dato preciso: la crescita del Mezzogiorno può diventare strutturale solo se infrastrutture, imprese e nuove attività procedono insieme e se una parte delle funzioni economiche oggi concentrate altrove può trovare spazio nei territori meridionali.
È una prospettiva che condividiamo perché sposta il tema dello spopolamento dentro quello, più ampio, della politica industriale e dell’equità territoriale. Non basta collegare un territorio se continuano a partire giovani, competenze e imprese. 𝑼𝒏’𝒊𝒏𝒇𝒓𝒂𝒔𝒕𝒓𝒖𝒕𝒕𝒖𝒓𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒅𝒖𝒄𝒆 𝒔𝒗𝒊𝒍𝒖𝒑𝒑𝒐 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒈𝒆𝒏𝒆𝒓𝒂 𝒂𝒕𝒕𝒊𝒗𝒊𝒕𝒂̀, 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐 𝒆 𝒗𝒂𝒍𝒐𝒓𝒆.
Ed è qui che Salerno ha una potenzialità straordinaria.
Porto, aeroporto, rete stradale e ferroviaria, aree industriali, manifattura, agroalimentare, turismo, logistica e aree interne compongono un sistema che può assumere una funzione nuova. La sfida non è semplicemente collegare queste realtà, ma metterle a sistema e trasformare le connessioni in sviluppo.
La futura connessione dell’Alta Velocità verso il Vallo di Diano e il Mezzogiorno interno, insieme al sistema portuale e logistico salernitano, può contribuire a costruire una nuova geografia economica della provincia. In questa prospettiva dobbiamo iniziare a mettere nel dibattito anche l’idea di una Zona Franca Doganale Interclusa (ZFDI) nell’ambito della ZES, come possibile strumento per rafforzare la capacità del territorio di attrarre attività produttive, logistica, commercio internazionale e servizi ad alto valore aggiunto.
Non un’opera da rivendicare in quanto tale, ma una funzione economica da costruire dentro una strategia territoriale più ampia: fare di Salerno e delle sue aree interne un sistema capace di intercettare flussi, investimenti e nuove attività e, soprattutto, di trattenerne una parte crescente del valore.
Ed è qui che la riflessione di De Vizia sulle Big Four assume un significato che va oltre le singole società. Il punto non è portare qualche grande nome al Sud, ma spostare verso il Mezzogiorno una parte delle funzioni che oggi concentrano altrove potere economico e valore. Finanza, competenze, innovazione, servizi, ricerca e internazionalizzazione devono diventare patrimonio anche delle aree interne. È così che si cambia la geografia dello sviluppo.
Perché il problema non è soltanto quanto cresce il Mezzogiorno, ma quanto valore riesce a trattenere. Una parte della ricchezza prodotta continua a essere governata, finanziata e organizzata altrove; lo stesso accade al capitale umano formato nelle nostre università.
𝙇𝙖 𝙨𝙛𝙞𝙙𝙖, 𝙦𝙪𝙞𝙣𝙙𝙞, 𝙚̀ 𝙙𝙪𝙥𝙡𝙞𝙘𝙚: 𝙖𝙩𝙩𝙧𝙖𝙧𝙧𝙚 𝙞𝙣𝙫𝙚𝙨𝙩𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙚 𝙩𝙧𝙖𝙩𝙩𝙚𝙣𝙚𝙧𝙚 𝙫𝙖𝙡𝙤𝙧𝙚.
E questo riguarda direttamente la giustizia sociale. Lo sviluppo non può essere misurato soltanto dalla crescita del PIL o dal volume degli investimenti, ma dalla capacità di creare lavoro stabile e qualificato, ridurre le disuguaglianze e offrire ai giovani la possibilità concreta di costruire qui il proprio futuro. Una politica industriale per il Mezzogiorno deve essere anche una politica di redistribuzione delle opportunità.
In questa prospettiva cambia anche il modo di guardare alle aree interne.
Non sono soltanto territori da collegare ai grandi centri. Possono diventare luoghi attraverso i quali il sistema tirrenico si proietta verso il Mezzogiorno continentale. La connessione con il Vallo di Diano, la Basilicata e la direttrice adriatica può trasformare una distanza storica in una nuova possibilità economica.
È il senso più concreto della riflessione sulla dimensione Tirreno-Adriatica: non una nuova sovrastruttura istituzionale, ma una geografia delle relazioni nella quale le aree interne diventano cerniere e non periferie.
La loro posizione geografica, sostenuta da infrastrutture, servizi e investimenti, può diventare un vantaggio competitivo. Ma questo richiede un cambio di paradigma: le infrastrutture non possono essere semplicemente opere da realizzare; devono essere pensate insieme alle attività da insediare, al lavoro da creare, alle competenze da formare e al valore da trattenere. 𝗘̀ 𝗾𝘂𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗿𝗮𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗶𝗻𝗱𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲.
La CISL Salerno ritiene che questa debba essere una delle priorità della prossima stagione. Non una competizione tra territori per conquistare singole opere, ma una strategia capace di costruire un ecosistema territoriale integrato, nel quale porto, ferrovia, ZES, attività produttive, logistica, formazione, innovazione e servizi avanzati si rafforzino reciprocamente.
Anche per questo la Campania deve avere la forza di fare sistema. La maggiore compattezza del sistema meridionale richiamata da De Vizia non può rimanere una dichiarazione di principio. Deve tradursi nella capacità di costruire una strategia comune, superando frammentazione e competizione tra territori.
Salerno ha le condizioni per essere protagonista di questa trasformazione. Ma deve smettere di pensarsi soltanto come una provincia attraversata da grandi infrastrutture e iniziare a pensarsi come un territorio capace di generare connessioni, investimenti, lavoro e valore.
Il vero obiettivo non è soltanto far arrivare più merci, più treni o più investimenti. È fare in modo che una quota crescente di quel valore rimanga sul territorio, trasformandosi in lavoro, competenze, imprese e opportunità.
Perché il Mezzogiorno non ha bisogno soltanto di crescere. Ha bisogno di trattenere ciò che produce e produrre ciò che oggi è costretto ad acquisire altrove in termini di competenze, funzioni e valore.
E questa è anche la dimensione sociale della crescita: redistribuire la ricchezza significa redistribuire possibilità, accesso al lavoro, qualità dei servizi e capacità di costruire futuro.
Solo così la lotta allo spopolamento può smettere di essere una politica difensiva e diventare politica di sviluppo. E solo così la coesione territoriale può tradursi in mobilità sociale.
Il vero obiettivo, allora, non è soltanto accorciare le distanze, ma cambiare la geografia delle opportunità.
Per Salerno, e soprattutto per le sue aree interne, può significare passare da una condizione percepita di marginalità a una nuova centralità: non territori ai margini della Campania, ma luoghi attraverso i quali il sistema tirrenico si apre al Mezzogiorno continentale.
Perché lo sviluppo non è soltanto produrre più ricchezza. È fare in modo che quella ricchezza generi più lavoro, più possibilità e più futuro nei territori che la producono.
𝑳𝒂 𝒄𝒓𝒆𝒔𝒄𝒊𝒕𝒂, 𝒑𝒆𝒓 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒗𝒆𝒓𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒄𝒓𝒆𝒔𝒄𝒊𝒕𝒂, 𝒅𝒆𝒗𝒆 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒔𝒖𝒍 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊𝒐 𝒆 𝒄𝒓𝒆𝒂𝒓𝒆 𝒎𝒐𝒃𝒊𝒍𝒊𝒕𝒂̀ 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒍𝒆.


https://www.facebook.com/share/1Lvy7uSrwj/

28/08/2026

UN PATTO PER L'AUTONOMIA STRATEGICA. «Le chiusure dello Stretto di Hormuz non rappresentano solo una notizia di politica estera ma una pesante voce in più nel bilancio di ogni lavoratore, imprenditore e famiglia italiana». Lo scrive Daniela Fumarola, in un editoriale pubblicato oggi sul Sole-24Ore.
Per la Segretaria Generale Cisl è stato giusto intervenire con la proroga di una misura tampone per rispondere all’emergenza prezzi dei carburanti. «Ma di fronte a uno scenario “strutturalmente instabile” – aggiunge – dobbiamo anche pensare a soluzioni di sistema».
Fumarola nel suo intervento indica una strategia su tre livelli: sostenere nel breve i redditi e i settori esposti, costruire nel medio periodo protezioni più intelligenti, ridurre nel lungo la dipendenza dall’estero, anche attraverso il nucleare di ultima generazione. Strategia da portare avanti attraverso «un patto per la sicurezza e l’autonomia strategica, costruito con le parti sociali».

Per approfondire 👉https://www.cisl.it/daniela-fumarola-autonomia-strategica/

27/08/2026

Intervento di Daniela Fumarola, domani su Il Sole-24Ore: «Le chiusure di Hormuz pesano su bollette, trasporti e spesa delle famiglie. Serve un patto con le parti sociali per equità, competitività e autonomia energetica».

💚⬜🔴 La Cisl Salerno apre alla Macroregione. Cortazzi: «Opportunità storica per unire il Sud»👉👉👉👉L’intervista pubblicata ...
27/08/2026

💚⬜🔴 La Cisl Salerno apre alla Macroregione. Cortazzi: «Opportunità storica per unire il Sud»

👉👉👉👉L’intervista pubblicata ieri dal Corriere del Mezzogiorno al sindaco di Bari, Vito Leccese, dopo le riflessioni del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, apre una discussione di grande rilievo sul futuro del Mezzogiorno.
Leccese condivide l’idea di Manfredi di una macroregione capace di saldare Tirreno e Adriatico, precisando che non deve tradursi in una nuova sovrastruttura burocratica o in una semplice ridefinizione geografica, ma in uno spazio di cooperazione rafforzata e pianificazione strategica condivisa.
È una prospettiva che merita attenzione perché segna il superamento di una vecchia rappresentazione del Mezzogiorno, costruita troppo spesso sulla frammentazione e sulla competizione tra territori.
La nuova competizione europea e mediterranea richiede invece reti, connessioni, specializzazioni complementari e capacità di progettare insieme.
Napoli e Bari possono essere due grandi motori di questo processo. Ma la forza di una macroregione non può dipendere soltanto dalla dimensione dei suoi poli maggiori. Deve poggiare sulla capacità di mettere in relazione territori diversi, valorizzando funzioni e vocazioni.
È qui che la provincia di Salerno può offrire un contributo importante. Non in una logica di contrapposizione o di primato territoriale, ma per la sua posizione geografica e per la particolare combinazione di infrastrutture e sistemi produttivi. Porto, aeroporto, rete autostradale, Alta velocità, Zes, agroindustria, università e logistica costituiscono un patrimonio che può essere messo al servizio di una strategia più ampia.
E soprattutto Salerno può rappresentare un ponte sul Tirreno verso Basilicata e Calabria, collegando la direttrice Napoli-Bari con il Mezzogiorno che si sviluppa verso sud.
Questa funzione diventa ancora più evidente guardando alla geografia complessiva dell’area.
L’Irpinia, per posizione e connessioni, può rappresentare insieme a Salerno una cerniera naturale tra il sistema tirrenico e la direttrice Napoli-Bari. Il Sannio e Caserta, invece, sono più direttamente collocati lungo la grande direttrice trasversale che collega Napoli alla Puglia.
Non si tratta di stabilire gerarchie tra territori. Al contrario, proprio questa diversa collocazione può diventare un punto di forza se inserita in una strategia di complementarità. La macroregione acquista così un significato concreto: non una linea tracciata sulla carta, ma una rete di territori nei quali ciascuna infrastruttura, ciascun sistema produttivo e ciascun centro di competenza può svolgere una funzione dentro un disegno comune.
In questa prospettiva, il porto e l’aeroporto di Salerno non devono essere considerati soltanto infrastrutture locali. Possono contribuire a costruire una piattaforma capace di connettere il sistema tirrenico con le aree interne e, attraverso Basilicata e Calabria, con una parte decisiva del Mezzogiorno continentale.
Lo stesso vale per l’Alta velocità. Il suo valore non risiede soltanto nella riduzione dei tempi di percorrenza. La vera sfida è utilizzare la nuova accessibilità per avvicinare mercati, imprese, competenze, università e lavoro, creando le condizioni per nuovi investimenti e nuove filiere.
È questa la differenza tra una grande infrastruttura e una vera politica di sviluppo.
Per la Cisl, infatti, la questione centrale resta il lavoro. La logistica, i porti, gli aeroporti, l’Alta velocità e la Zes possono cambiare profondamente la capacità competitiva del Mezzogiorno, ma il loro successo dovrà essere misurato anche sulla capacità di generare occupazione stabile e qualificata, crescita dei salari, nuove competenze e valore aggiunto nei territori.
Una macroregione che accelera soltanto il movimento delle merci non sarebbe sufficiente. Serve una macroregione capace di accelerare anche la creazione di lavoro e di opportunità. Per questo la politica industriale deve accompagnare quella infrastrutturale. Servono investimenti produttivi, ricerca, innovazione, formazione e una più stretta integrazione tra università, imprese e sistemi territoriali.
La Zes Unica può rappresentare una leva importante, ma deve essere orientata alla costruzione di filiere e non soltanto all'attrazione di singoli investimenti.
E dentro questa strategia le aree interne devono smettere di essere considerate territori marginali.
Il Vallo di Diano, il Tanagro, gli Alburni, il Cilento e le altre aree interne salernitane possono diventare parte di una nuova rete economica, collegando la costa con Basilicata e Calabria e contribuendo a contrastare spopolamento e impoverimento demografico attraverso nuove opportunità produttive e occupazionali.
Questa è la prospettiva nella quale la Cisl Salerno guarda alla discussione aperta da Manfredi e rilanciata da Leccese.
Non una competizione tra città, ma una cooperazione tra territori. Non un nuovo centralismo, ma un policentrismo capace di valorizzare le diverse vocazioni del Mezzogiorno.
La macroregione Tirreno-Adriatica può rappresentare una straordinaria occasione se riuscirà a tenere insieme grandi città, sistemi produttivi, aree interne e territori meridionali che troppo spesso sono stati considerati periferici.
Salerno può contribuire a questa costruzione mettendo a valore la propria posizione e le proprie infrastrutture e rafforzando le connessioni con Irpinia, Basilicata e Calabria.
Non si tratta di occupare uno spazio maggiore.
Si tratta di costruire più connessioni.
Perché la vera forza del Mezzogiorno non sarà nella somma dei suoi territori, ma nella capacità di farli funzionare come un sistema.
Questo ragionamento chiama direttamente in causa la Regione Campania. Se la dimensione dello sviluppo sta passando dai singoli territori alle macroaree, la Regione non può limitarsi ad accompagnare processi definiti altrove. Deve elaborare una propria visione progettuale. Deve essere capace di mettere in relazione Napoli, Salerno, Irpinia e Sannio e di collocare queste connessioni dentro una strategia più ampia verso Puglia, Basilicata e Calabria. La Campania ha gli strumenti istituzionali e programmatori per farlo e deve utilizzarli con una visione che superi la somma degli interventi territoriali. Non basta programmare opere. Occorre progettare il sistema nel quale quelle opere devono produrre sviluppo. Una Regione protagonista non può attendere che la nuova geografia del Mezzogiorno venga definita da altri. Deve contribuire a disegnarla e portarla al confronto con Governo ed Europa.
E il punto, per il sindacato, resta sempre lo stesso: una nuova geografia economica ha senso soltanto se produce una nuova geografia del lavoro.
Una geografia nella quale infrastrutture e investimenti non servano soltanto a far transitare merci e capitali, ma a creare impresa, occupazione, competenze e futuro.
Saldare il Tirreno all’Adriatico può essere l’inizio. Saldare lo sviluppo al lavoro deve essere l’obiettivo.

🛥𝗧𝗜𝗥𝗥𝗘𝗡𝗢 𝗘 𝗔𝗗𝗥𝗜𝗔𝗧𝗜𝗖𝗢, 𝗟𝗔 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗔 𝗦𝗙𝗜𝗗𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗠𝗘𝗭𝗭𝗢𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗢🚆📰 L’intervista di oggi al sindaco di Bari Vito Leccese, dopo le rif...
26/08/2026

🛥𝗧𝗜𝗥𝗥𝗘𝗡𝗢 𝗘 𝗔𝗗𝗥𝗜𝗔𝗧𝗜𝗖𝗢, 𝗟𝗔 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗔 𝗦𝗙𝗜𝗗𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗠𝗘𝗭𝗭𝗢𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗢🚆

📰 L’intervista di oggi al sindaco di Bari Vito Leccese, dopo le riflessioni di Gaetano Manfredi, apre una discussione importante: come costruire una nuova geografia dello sviluppo nel Mezzogiorno.

🔗 L’idea di una macroregione capace di saldare Tirreno e Adriatico non deve creare nuove sovrastrutture burocratiche. Deve significare cooperazione, pianificazione strategica e complementarità tra territori.

🏙️ Napoli e Bari possono essere due grandi motori, ma la forza della macroregione deve nascere dalla capacità di mettere in rete città, infrastrutture, sistemi produttivi e aree interne.

📍 In questa rete Salerno può svolgere una funzione strategica: porto ⚓, aeroporto ✈️, Alta Velocità 🚆, autostrade 🛣️, ZES 🏭, agroindustria 🌾, università 🎓 e logistica 📦.

🌉 Una piattaforma che può diventare ponte del Tirreno verso Irpinia, Basilicata e Calabria, collegando la direttrice Napoli-Bari con il Mezzogiorno che si sviluppa verso sud.

🔄 Irpinia e Salerno possono rappresentare una cerniera naturale tra Tirreno e Adriatico, mentre Sannio e Caserta sono più direttamente collocati lungo la grande direttrice verso la Puglia.

⚖️ Non gerarchie tra territori, ma funzioni diverse dentro una strategia comune.

🧩 Perché la macroregione non deve essere una linea sulla carta, ma una rete capace di far funzionare insieme territori e vocazioni.

🚆 L’Alta Velocità, la logistica e le infrastrutture hanno senso se avvicinano mercati, imprese, competenze, università e lavoro, creando nuove filiere e nuovi investimenti.

👷‍♀️👷‍♂️ E qui sta il punto decisivo per la CISL: il lavoro.

📈 Una macroregione che accelera soltanto il movimento delle merci non basta. Deve accelerare anche la creazione di lavoro, salari, competenze e valore aggiunto nei territori.

🏗️ Per questo infrastrutture e politica industriale devono procedere insieme: investimenti, ricerca, innovazione e formazione.

🏭 La ZES Unica deve servire a costruire filiere e occupazione, non soltanto ad attrarre singoli investimenti.

🌱 E le aree interne non possono più essere considerate marginali. Vallo di Diano, Tanagro, Alburni, Cilento e gli altri territori interni possono entrare in una nuova rete economica tra costa, Basilicata e Calabria, contrastando spopolamento e impoverimento demografico.

🏛️ Tutto questo chiama direttamente in causa la Regione Campania.

🎯 Se lo sviluppo passa dai singoli territori alle macroaree, la Regione deve avere una propria visione progettuale: mettere in relazione Napoli, Salerno, Irpinia e Sannio e collocarle dentro una strategia verso Puglia, Basilicata e Calabria.

🚧 Non basta programmare opere. Occorre progettare il sistema nel quale quelle opere devono produrre sviluppo.

🇮🇹🇪🇺 La Campania deve essere protagonista della nuova geografia del Mezzogiorno, portando questa visione al confronto con Governo ed Europa.

✊ Per il sindacato, il punto resta sempre lo stesso:

➡️ UNA NUOVA GEOGRAFIA ECONOMICA HA SENSO SOLTANTO SE PRODUCE UNA NUOVA GEOGRAFIA DEL LAVORO.

🤝 Non una competizione tra città, ma cooperazione tra territori.

🏛️ Non un nuovo centralismo, ma un policentrismo capace di valorizzare le diverse vocazioni del Mezzogiorno.

🌊➡️🌅 SALDARE IL TIRRENO ALL’ADRIATICO PUÒ ESSERE L’INIZIO.

👷‍♀️👷‍♂️ SALDARE LO SVILUPPO AL LAVORO DEVE ESSERE L’OBIETTIVO

https://www.salernotoday.it/attualita/macroregione-tirreno-adriatica-cisl.html
https://www.giornaledelcilento.it/macroregione-tirreno-adriatica-la-cisl-salerno-rilancia-il-ruolo-strategico-della-provincia/

Indirizzo

Via Zara, 6
Salerno
84124

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:30 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
16:30 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:30 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
16:30 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
16:30 - 19:00

Telefono

+39089253648

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Cisl Salerno pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi