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LA RIVINCITA DEL CONTANTE IN EUROPA: PMI E PICCOLE SPESE FRENANO L'ADDIO AL CASH Nonostante la forte spinta alla digital...
03/09/2026

LA RIVINCITA DEL CONTANTE IN EUROPA: PMI E PICCOLE SPESE FRENANO L'ADDIO AL CASH

Nonostante la forte spinta alla digitalizzazione accelerata durante l'emergenza sanitaria, il denaro contante gode di ottima salute all'interno dell'eurozona. A dispetto delle previsioni che ne pronosticavano una rapida scomparsa, l'utilizzo del denaro fisico da parte delle attività economiche ha registrato una marcata ripresa, trainato dalle piccole e medie imprese e dalle abitudini dei consumatori.
Un'ampia indagine condotta su un campione rappresentativo di aziende nei vari Paesi dell'area euro evidenzia come la quota di realtà produttive disposta ad accettare pagamenti in contanti sia cresciuta in modo sensibile negli ultimi anni. Un andamento che testimonia la netta resistenza del sistema economico tradizionale, ben lontano dall'essere un fenomeno in via di estinzione.
Analizzando la distribuzione geografica, emergono differenze marcate all'interno del continente. Paesi come l'Italia e la Grecia si confermano roccaforti del denaro fisico, con tassi vicini alla totalità delle imprese coinvolte. All'opposto si collocano nazioni come il Belgio e Cipro, dove la diffusione del contante risulta inferiore, riflettendo differenti contesti e abitudini d'acquisto.
Dal punto di vista merceologico, il contante domina nei settori caratterizzati da transazioni frequenti e di importo contenuto. Il commercio al dettaglio, la ristorazione e l'hôtellerie registrano le percentuali più elevate di utilizzo. Al contrario, il comparto dell'intrattenimento e quello ricreativo mostrano una maggiore propensione verso soluzioni elettroniche.
Le imprese che continuano ad accettare il contante rispondono principalmente alle richieste della clientela, ma il mercato si muove comunque verso un modello ibrido. La stragrande maggioranza delle attività che gestiscono moneta fisica offre in parallelo la possibilità di transazioni digitali.

AMAZON IN ITALIA: 30 MILIARDI DI EURO IN 15 ANNI E OLTRE UN MILIONE E MEZZO DI POSTI DI LAVORO CREATI  L’impatto del col...
03/09/2026

AMAZON IN ITALIA: 30 MILIARDI DI EURO IN 15 ANNI E OLTRE UN MILIONE E MEZZO DI POSTI DI LAVORO CREATI

L’impatto del colosso dell'e-commerce nel tessuto economico italiano si riflette in cifre imponenti accumulate nel corso di un quindicennio di attività continuativa. La presenza dell'azienda sul territorio nazionale ha generato un flusso di risorse pari a circa trenta miliardi di euro, destinati a infrastrutture, logistica, innovazione digitale e supporto alle piccole e medie imprese locali. Questo piano di espansione non ha riguardato soltanto i grandi centri urbani, ma ha coinvolto diverse regioni, ridisegnando le catene di approvvigionamento e offrendo sbocchi digitali inediti per il made in Italy sui mercati globali.
Parallelamente agli investimenti strutturali nel nostro Paese, la strategia continentale del gruppo ha visto un'accelerazione significativa con decine di interventi strategici realizzati su scala europea nel corso dell'ultimo anno. Tali iniziative confermano la volontà di consolidare una rete logistica sempre più efficiente e orientata alla sostenibilità ambientale, puntando su flotte a basse emissioni e sull'ottimizzazione energetica dei centri di distribuzione. La portata di questo modello economico si misura soprattutto attraverso la sua capacità di generare occupazione, stimolando una crescita che abbraccia sia i rapporti di lavoro diretti sia l'indotto.
L'impatto occupazionale complessivo viene stimato in oltre un milione e mezzo di posti di lavoro creati direttamente e indirettamente lungo tutta la filiera. Questo ecosistema lavorativo comprende non solo gli addetti alla gestione dei magazzini e alle consegne, ma anche una vasta rete di professionisti nei settori dei servizi avanzati, della tecnologia, della consulenza e della produzione manifatturiera. Per molte piccole realtà imprenditoriali italiane, la digitalizzazione e l'accesso alla piattaforma globale hanno rappresentato una leva fondamentale per superare le difficoltà congiunturali, ampliare il proprio bacino di utenza e garantire la continuità aziendale in un mercato in costante evoluzione.

BANDI MIMIT 2026: 32 MILIONI DI EURO PER LA PROPRIETÀ INDUSTRIALE DELLE PMI TRA SFIDE E CLICK DAY Il Ministero delle Imp...
03/09/2026

BANDI MIMIT 2026: 32 MILIONI DI EURO PER LA PROPRIETÀ INDUSTRIALE DELLE PMI TRA SFIDE E CLICK DAY

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ufficializzato il ritorno dei tre incentivi dedicati alla valorizzazione dei titoli di proprietà industriale per le piccole e medie imprese italiane. La dotazione complessiva stanziata ammonta a trentadue milioni di euro, suddivisi tra le diverse linee di intervento per sostenere brevetti, disegni e marchi. In base al provvedimento normativo recente, la pubblicazione dei singoli avvisi operativi è attesa entro la fine di settembre, momento in cui verranno definiti i criteri di accesso e le modalità tecniche per l'invio delle istanze.
La riapertura delle misure si scontra tuttavia con le criticità già emerse nelle precedenti annualità, prima fra tutte l'esaurimento fulmineo delle risorse. L'esperienza dell'anno passato evidenzia la forte pressione competitiva da parte del tessuto imprenditoriale: in quell'occasione, i fondi disponibili si sono esauriti nel giro di poche ore durante la giornata di apertura dello sportello telematico. Questa dinamica trasforma la procedura in una vera e propria corsa contro il tempo, riaccendendo il dibattito sulla necessità di adottare meccanismi di assegnazione meno legati alla velocità di inserimento e più orientati alla qualità dei progetti industriali presentati.
Le risorse messe in campo rappresentano comunque un sostegno fondamentale per la competitività aziendale, offrendo liquidità preziosa per la tutela e lo sfruttamento economico dell'innovazione. Le imprese interessate dovranno prepararsi con largo anticipo, curando la documentazione tecnica e amministrativa per non farsi trovare impreparate all'apertura dei termini. Solo una pianificazione accurata potrà garantire concrete possibilità di successo in un contesto in cui la domanda supera nettamente la disponibilità finanziaria complessiva stanziata dall'esecutivo.

AMIANTO NEI CANTIERI NAVALI: VIA LIBERA DELL'INAIL AGLI INDENNIZZI FINO A 260 MILA EURO CON SCADENZA IMMINENTE Il Fondo ...
03/09/2026

AMIANTO NEI CANTIERI NAVALI: VIA LIBERA DELL'INAIL AGLI INDENNIZZI FINO A 260 MILA EURO CON SCADENZA IMMINENTE

Il Fondo dedicato alle vittime dell'amianto offre una nuova opportunità di ristoro economico per i lavoratori dei cantieri navali, sbloccando finalmente le annualità rimaste finora prive della necessaria disciplina attuativa. L'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ha infatti riaperto i termini per la presentazione delle istanze relative a due annualità pregresse, mettendo complessivamente sul piatto quaranta milioni di euro suddivisi equamente. La misura prevede cinque differenti fasce di importo, con un valore massimo che può raggiungere i duecentosessantamila euro a seconda della gravità e delle condizioni specifiche certificate.
La platea dei beneficiari coinvolge direttamente anche il tessuto imprenditoriale, delineando un meccanismo di tutela ampio e strutturato. Oltre ai dipendenti delle società a partecipazione pubblica esposti alla fibra tossica e ai loro legittimi eredi, la richiesta può essere avanzata dalle stesse aziende che abbiano già provveduto a corrispondere risarcimenti ai lavoratori danneggiati, con l'obiettivo di ottenere il rimborso delle somme anticipate. Questa previsione riconosce la complessità delle responsabilità passate, offrendo un supporto concreto sia alla tutela dei diritti individuali sia alla stabilità finanziaria delle imprese coinvolte.
La gestione delle domande richiede tuttavia estrema tempestività a causa di una scadenza ravvicinata fissata per i primi giorni di settembre. L'invio della documentazione deve avve**re tassativamente tramite posta elettronica certificata, rispettando i requisiti formali richiesti dall'ente previdenziale. Nonostante la cospicua dotazione finanziaria complessiva, le risorse potrebbero non risultare sufficienti a coprire integralmente tutte le richieste ammesse, configurando una procedura selettiva in cui la rapidità e la precisione nella trasmissione degli atti diventano fattori determinanti per l'accesso ai fondi.

BOOM DEI SERVIZI E SPINTA DEL TURISMO: IL PIL SALE DELLO 0,2% NEL SECONDO TRIMESTRE 2026 L'economia italiana conferma la...
03/09/2026

BOOM DEI SERVIZI E SPINTA DEL TURISMO: IL PIL SALE DELLO 0,2% NEL SECONDO TRIMESTRE 2026

L'economia italiana conferma la sua fase di crescita moderata ma costante. Secondo i dati definitivi diffusi dall'Istat relativi al secondo trimestre del 2026, il Prodotto Interno Lordo ha registrato un incremento dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell'1% su base annua. Un risultato positivo che trova il suo principale motore nella ripresa del settore terziario e della domanda interna.
Analizzando le componenti della domanda, il quadro congiunturale mostra segnali incoraggianti su tutti i fronti principali. I consumi finali nazionali hanno segnato un aumento dello 0,3%, lo stesso tasso fatto registrare dagli investimenti fissi lordi. Crescita evidente anche per il commercio con l'estero: le esportazioni sono aumentate dello 0,8%, mentre le importazioni hanno mostrato un passo più rapido, salendo dell'1,7%.
Dal lato dell'offerta, tuttavia, il quadro si presenta più disomogeneo. L'agricoltura e l'industria hanno evidenziato una battuta d'arresto nel confronto con il periodo tra gennaio e marzo, registrando rispettivamente variazioni negative dello 0,2% e dello 0,5%. A bilanciare ampiamente queste frenate ci ha pensato il comparto dei servizi. Il valore aggiunto del settore terziario è infatti cresciuto dello 0,4%, beneficiando in modo particolare della spinta propulsiva garantita dalla stagione turistica.
Questi dati confermano la resilienza del sistema economico nazionale, capace di avanzare grazie alla forte tenuta dei servizi e dei consumi delle famiglie, nonostante le difficoltà che continuano a frenare la produzione industriale e il settore primario.

ECCELLENZE ARTIGIANALI: LA CERAMICA DI CALTAGIRONE VICINA AL MARCHIO IGP EUROPEO Il celebre patrimonio artistico e manif...
03/09/2026

ECCELLENZE ARTIGIANALI: LA CERAMICA DI CALTAGIRONE VICINA AL MARCHIO IGP EUROPEO

Il celebre patrimonio artistico e manifatturiero italiano fa un importante passo avanti verso una tutela giuridica internazionale. La storica lavorazione della Ceramica di Caltagirone è ufficialmente entrata nel percorso che conduce al prestigioso riconoscimento come Indicazione Geografica Protetta dedicata ai prodotti artigianali e industriali, nota come IGP non-agri. L'iter ha superato un passaggio chiave grazie all'esame positivo sulla domanda di registrazione, portando a sei le candidature complessive accolte nel quadro della nuova normativa europea e nazionale a protezione del patrimonio produttivo tradizionale.
Questo importante traguardo si inserisce in un gruppo di eccellenze d'arte e manifattura che include già il Vetro di Murano, il Merletto di Burano, il Corallo e il Cammeo di Torre del Greco, oltre alla Ceramica di Vietri. Il nuovo quadro normativo consente finalmente ai manufatti artigianali e industriali di godere di una protezione giuridica identica a quella tradizionalmente riservata alle eccellenze agroalimentari. Vengono così tutelati settori simbolo del Made in Italy come la gioielleria, i tessuti, il vetro artistico, la lavorazione del cuoio, le pietre naturali e gli strumenti musicali, salvaguardandoli da imitazioni e contraffazioni sui mercati globali.
Superata questa fase nazionale, la documentazione relativa alla Ceramica di Caltagirone sarà trasmessa all'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale. Sarà questo ente a curare la successiva fase dell'istruttoria a livello comunitario, che condurrà passo dopo passo alla registrazione ufficiale del marchio e alla sua definitiva consacrazione nel registro europeo delle denominazioni protette.

AD OSTUNI (BR)  PREMIATO BENITO BUONVISO: IL MAESTRO DELL’ALTA SARTORIA MILANESE NOMINATO SOCIO ONORARIO DELLA FeNAILP N...
02/09/2026

AD OSTUNI (BR) PREMIATO BENITO BUONVISO: IL MAESTRO DELL’ALTA SARTORIA MILANESE NOMINATO SOCIO ONORARIO DELLA FeNAILP NAZIONALE

Una serata conviviale all’insegna dell’amicizia e della valorizzazione delle eccellenze italiane si è svolta presso il ristorante “Clover” di Ostuni. Nel corso dell’incontro, Benito Buonviso, maestro dell’alta sartoria milanese e illustre cittadino ostunese, ha ricevuto dalla FENAILP Nazionale la prestigiosa nomina di “Socio onorario”.
La targa è stata consegnata dal vicepresidente nazionale della FENAILP, Cosimo L***s, e da Vincenzo Argentiero, delegato della sede territoriale di Ostuni. Un riconoscimento nazionale conferito nella città d’origine di Buonviso, a testimonianza del profondo legame che il maestro sarto ha sempre conservato con la propria terra.
Originario di Ostuni e residente da molti anni a Milano, Benito Buonviso ha costruito una lunga e apprezzata carriera nel mondo dell’alta sartoria maschile. Partito giovanissimo dalla Puglia con determinazione, talento e voglia di affermarsi, è riuscito a diventare un autorevole interprete della migliore tradizione artigianale italiana.
La precisione del taglio, la profonda conoscenza dei tessuti e l’attenzione riservata a ogni dettaglio hanno contraddistinto il suo percorso professionale. Nel corso della carriera ha ricoperto anche l’importante incarico di segretario dell’Unione Milanese Sarti, contribuendo alla tutela e alla valorizzazione di un mestiere che rappresenta uno dei simboli più autentici del Made in Italy.
«La FENAILP Nazionale ha voluto conferire a Benito Buonviso il titolo di Socio onorario per premiare una vita dedicata al lavoro, alla professionalità e all’eccellenza artigianale – ha dichiarato Cosimo L***s –. Il maestro Buonviso rappresenta un esempio per le nuove generazioni e un testimone autorevole di quella cultura del saper fare che ha reso grande l’Italia nel mondo».
Soddisfazione è stata espressa anche da Vincenzo Argentiero: «Per la FENAILP di Ostuni è motivo di grande orgoglio aver ospitato la consegna di questo importante riconoscimento nazionale. Benito Buonviso non ha mai dimenticato le proprie origini e, attraverso il suo lavoro, ha portato con onore il nome di Ostuni nella capitale italiana della moda».
Visibilmente emozionato, Buonviso ha ricevuto la targa ringraziando la FENAILP Nazionale, L***s e Argentiero per la stima manifestata. La serata si è così conclusa con un omaggio a un uomo che ha saputo unire talento, sacrificio, eleganza e amore per le proprie radici.

SCUOLE APERTE DAL 1° OTTOBRE FENAILP TURISMO RILANCIA LA PROPOSTA: «SUBITO DA QUEST’ANNO, POI DIVENTI UNA SCELTA STABILE...
02/09/2026

SCUOLE APERTE DAL 1° OTTOBRE FENAILP TURISMO RILANCIA LA PROPOSTA: «SUBITO DA QUEST’ANNO, POI DIVENTI UNA SCELTA STABILE»

Temperature ancora estive, richieste di soggiorni per settembre e stagione turistica sempre più lunga. Sansiviero: «Non chiediamo meno giorni di scuola, ma una diversa distribuzione del calendario».

Scuole aperte dal 1° ottobre, già da quest’anno, e con una riorganizzazione strutturale del calendario scolastico per gli anni a ve**re. È la proposta che Fenailp Turismo torna a sottoporre all’attenzione delle istituzioni, alla luce delle temperature ancora elevate, dell’andamento dei flussi turistici e delle numerose richieste di soggiorno che gli operatori continuano a ricevere per tutto il mese di settembre.
Secondo la Federazione, settembre non può più essere considerato la coda dell’estate, ma una parte pienamente produttiva della stagione turistica. Mare, montagna, città d’arte e borghi continuano ad accogliere visitatori italiani e stranieri, mentre alberghi, campeggi, villaggi, ristoranti, stabilimenti balneari, agenzie di viaggio, trasporti, commercio e servizi beneficiano della prosecuzione dei flussi.
«Torniamo su una proposta che Fenailp Turismo aveva già portato all’attenzione delle istituzioni. Le scuole devono tornare ad aprire il 1° ottobre, come avveniva in passato. Non chiediamo di ridurre i giorni di lezione né di mettere in secondo piano il diritto allo studio: chiediamo di distribuire diversamente il calendario, tenendo conto dei cambiamenti climatici e delle nuove esigenze del Paese», dichiara Marco Sansiviero, presidente nazionale di Fenailp Turismo.
A pesare sulla richiesta sono anche le condizioni climatiche di settembre. In molte aree italiane le temperature restano estive e numerosi edifici scolastici non dispongono di sistemi adeguati per garantire condizioni confortevoli nelle aule. Allo stesso tempo, proprio nelle settimane di settembre, le strutture ricettive registrano ancora interesse da parte delle famiglie.
«Gli operatori ci segnalano un interesse crescente per le vacanze di settembre. Temperature più miti, prezzi generalmente più accessibili e località meno affollate rendono questo periodo particolarmente attrattivo. L’apertura delle scuole a settembre, però, costringe molte famiglie ad anticipare il rientro, interrompendo una stagione che il mercato consentirebbe di prolungare», continua Sansiviero.
Per Fenailp Turismo, una diversa collocazione dell’inizio dell’anno scolastico potrebbe inoltre contribuire a distribuire meglio i flussi turistici, alleggerendo la pressione concentrata nelle settimane centrali di agosto e favorendo un utilizzo più equilibrato delle strutture e dei servizi. I benefici riguarderebbero anche l’occupazione, con la possibilità di prolungare i contratti dei lavoratori stagionali e aumentare il periodo di attività delle imprese.
La proposta non prevede quindi una riduzione dei giorni di scuola, ma una loro diversa distribuzione, intervenendo sulle sospensioni e sulle vacanze durante l’anno. Fenailp Turismo chiede inoltre che, in caso di revisione del calendario, siano garantiti servizi educativi e attività di supporto alle famiglie che lavorano.
«Turismo e scuola non devono essere messi in contrapposizione. È possibile tutelare pienamente la formazione degli studenti e, allo stesso tempo, sostenere un comparto strategico per l’economia e l’occupazione. Serve un confronto serio tra Governo, Ministero dell’Istruzione e del Merito, Regioni, enti locali, imprese, lavoratori e famiglie», sottolinea Sansiviero.
Fenailp Turismo chiede quindi l’apertura di un confronto nazionale per valutare la modifica del calendario scolastico e rendere il 1° ottobre una data di riferimento stabile.
«Non parliamo di una misura eccezionale, ma di una scelta da programmare per il futuro. Se il clima è cambiato, se le abitudini delle famiglie sono cambiate e se il turismo continua a crescere anche a settembre, devono cambiare anche le politiche che lo regolano. Le scuole riaprano il 1° ottobre, già da quest’anno, e questa data diventi un riferimento stabile per gli anni a ve**re», conclude Sansiviero.

ROTTAMAZIONE QUINQUIES, PIÙ TOLLERANZA SULLE RATE: ECCO QUALI ERRORI FANNO DECADERE DAL BENEFICIOCon la rottamazione qui...
02/09/2026

ROTTAMAZIONE QUINQUIES, PIÙ TOLLERANZA SULLE RATE: ECCO QUALI ERRORI FANNO DECADERE DAL BENEFICIO

Con la rottamazione quinquies, saltare una singola rata non determina automaticamente la perdita della definizione agevolata. La disciplina concede infatti maggiore flessibilità rispetto alle precedenti sanatorie, ma stabilisce limiti precisi che i contribuenti devono conoscere per non compromettere il piano di pagamento.
In caso di rateizzazione, la decadenza scatta quando non vengono versate due rate, anche non consecutive. Ciò significa che il mancato pagamento di una prima scadenza non annulla immediatamente l’agevolazione: il contribuente può proseguire con i versamenti successivi, fermo restando l’obbligo di recuperare quanto dovuto. Il secondo mancato pagamento, però, rende inefficace la definizione agevolata.
Una regola più severa riguarda l’ultima rata. Se questa non viene pagata, la decadenza si verifica anche quando tutte le precedenti risultano regolarmente saldate. Lo stesso principio vale per chi sceglie il versamento in un’unica soluzione e non rispetta la relativa scadenza.
Occorre prestare attenzione anche ai pagamenti parziali: il versamento di una somma inferiore a quella indicata nel piano equivale, ai fini della decadenza, a una rata non pagata. Sono invece considerati tempestivi i pagamenti effettuati entro i cinque giorni successivi alla scadenza.
Una volta persa l’agevolazione, tornano dovuti sanzioni, interessi e somme precedentemente eliminate. Gli importi già corrisposti vengono considerati semplici acconti sul debito complessivo e l’attività di riscossione può riprendere. Per evitare conseguenze, è quindi essenziale controllare scadenze e importi di ogni versamento.

STRESS E CONFLITTI SUL LAVORO, IL DATORE RISPONDE ANCHE SENZA MOBBINGL’assenza di una condotta propriamente qualificabil...
02/09/2026

STRESS E CONFLITTI SUL LAVORO, IL DATORE RISPONDE ANCHE SENZA MOBBING

L’assenza di una condotta propriamente qualificabile come mobbing non esclude la responsabilità del datore di lavoro. È il principio ribadito dalla Cassazione nelle più recenti pronunce dedicate allo straining e agli ambienti professionali stressogeni.
Con l’ordinanza n. 31367 del 1° dicembre 2025, la Suprema Corte ha chiarito che il giudice non può limitarsi a verificare la presenza di un disegno persecutorio continuativo. Deve accertare anche se le condotte denunciate, considerate nel loro insieme, abbiano creato condizioni lavorative dannose per la salute psicofisica del dipendente.
Lo stesso orientamento emerge dall’ordinanza n. 123 del 4 gennaio 2025: il datore che tollera tensioni, pressioni indebite e conflitti persistenti, senza adottare misure adeguate, può essere chiamato a risarcire il danno. Non occorre, quindi, dimostrare necessariamente l’intenzione di emarginare il lavoratore. Cassazione, ordinanza n. 123/2025
Già le ordinanze n. 3791 del 12 febbraio 2024 e n. 4664 del 21 febbraio 2024 avevano stabilito che il rigetto della domanda per mobbing non esonera il giudice dal valutare una diversa responsabilità aziendale. L’articolo 2087 del Codice civile impone infatti all’imprenditore di proteggere non soltanto l’integrità fisica, ma anche la personalità morale dei dipendenti.
Il lavoratore deve provare la nocività dell’ambiente, il danno e il nesso causale; spetta poi al datore dimostrare di avere adottato tutte le cautele concretamente necessarie. Lo straining può dunque essere riconosciuto anche davanti a episodi isolati, purché producano effetti negativi duraturi e documentabili.

Indirizzo

Via Zammarelli 12
Salerno
84127

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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