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«Non rinunciamo a costruire una società di liberi e uguali, non rinunciamo a guidare la lotta degli uomini e delle donne per la produzione delle condizioni della loro vita»

Enrico Berlinguer

    E trova conferma nei numeri: nei primi otto mesi del 2026 gli arrivi via mare sono passati da 86 mila a poco più di ...
29/10/2026



E trova conferma nei numeri: nei primi otto mesi del 2026 gli arrivi via mare sono passati da 86 mila a poco più di 51 mila nello stesso periodo del 2025. Mentre le morti accertate durante la traversata sono aumentate da 1.248 a 1.733, nel Mediterraneo centrale hanno perso la vita 914 persone, contro le 827 del 2025. La contraddizione è frutto di un decennio di ostilità e compressione del soccorso civile, per cui la perdita di vite non è una fatalità, ma il risultato di precise scelte politiche.

I dati nel Dossier Idos 2026 che denuncia: in Italia i migranti sono più poveri, hanno retribuzioni più basse, ma il loro contributo all’economia è alto

    Fillea CgilDimenticati da tutti, spesso costretti a lottare per avere ciò che dovrebbe essere scontato, ma non lo è ...
29/10/2026



Fillea Cgil

Dimenticati da tutti, spesso costretti a lottare per avere ciò che dovrebbe essere scontato, ma non lo è più. Talmente invisibili da arrampicarsi, sempre più frequentemente, sulle gru, sui camini, sulle impalcature, sulle torri, sui tetti dei capannoni, solo per farsi vedere. Talmente lontani dai propri datori di lavoro o dal governo da dover minacciare di buttarsi di sotto perché qualcuno li senta. Sono “quelli del subappalto”, ovunque operino, gli ultimi di una catena così lunga che invece nessuno li vede più. Succede tutti i giorni in decine e decine di luoghi di lavoro, spesso nei grandi cantieri come quello del Teramano a Torricella Sicura, un appalto da un milione di euro per la ricostruzione, “acquisito da una ditta barese – ci ha spiegato il segretario della Fillea Cgil Teramo, Corrado Peracchia – che lo ha subappaltato a due ditte di cui una egiziana con sede a Milano. Subappalti a catena come li chiamiamo noi in Cgil”.

“Sull’impalcatura finché non ci pagate”. A Teramo la protesta dei lavoratori in subappalto

  Il riferimento è l'articolo 36 della Costituzione: chi lavora ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantit...
29/10/2026



Il riferimento è l'articolo 36 della Costituzione: chi lavora ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro e comunque sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. In Italia non esiste un salario minimo fissato per legge. Con le sentenze dell'ottobre, la Cassazione ha chiarito che il giudice parte dal contratto collettivo nazionale, ma può discostarsene, anche d'ufficio, se la paga viola i criteri di proporzionalità e sufficienza, persino quando il contratto è firmato dai sindacati più rappresentativi. Il caso riguardava i servizi fiduciari, con minimi di circa 930 euro lordi al mese a tempo pieno.

Il decreto-legge 62/2026 (noto come Decreto Primo Maggio), convertito dalla legge 112/2026, definisce "salario giusto" il trattamento economico complessivo dei contratti firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, lega a questo parametro gli incentivi pubblici all’occupazione e rende obbligatorio il codice del contratto in busta paga. Per la Cgil non basta: non fissa una soglia invalicabile, non elimina i contratti pirata e va accompagnato da un salario minimo legale e da una legge sulla rappresentanza.

Quando avere un impiego non basta a vivere in modo dignitoso

   Microsoft sta incrementando gli investimenti nei data center per far fronte all’elevata domanda legata all’intelligen...
28/10/2026



Microsoft sta incrementando gli investimenti nei data center per far fronte all’elevata domanda legata all’intelligenza artificiale, fornendo servizi cloud ad aziende come Anthropic, OpenAI e molte altre, mettendo allo stesso tempo sotto pressione le finanze del gruppo. Ad aprile l’azienda aveva già annunciato un primo programma di pensionamento volontario: riservato a 8.750 dipendenti statunitensi vicini alla pensione, ha accettato più del 30 per cento degli idonei.

Il piano di esodi incentivati (voluntary exit offer) è rivolto al 27 per cento della forza lavoro di Microsoft, puntando a ridurre i costi e a destinare più risorse da destinare all’intelligenza artificiale. Secondo quanto riferito da un portavoce dell’azienda, la proposta sarà rivolta al personale con livello gerarchico pari o inferiore a quello di vicepresidente. Restano esclusi alcuni gruppi di dipendenti, tra cui quelli che si occupano di data center, vendite e marketing.

Microsoft punta a ridurre i costi per destinare più risorse all’intelligenza artificiale: ecco il piano di esodi volontari incentivati

  Il tasso di capitalizzazione dei montanti contributivi per il 2026 sale al 6,3359%. Una buona notizia, ma che non può ...
28/10/2026



Il tasso di capitalizzazione dei montanti contributivi per il 2026 sale al 6,3359%. Una buona notizia, ma che non può essere utilizzata per nascondere gli altri due elementi che stanno cambiando: dal 2027, infatti, diminuiscono i coefficienti di trasformazione e aumentano i requisiti per andare in pensione.

Il 6,3359% è il tasso annuo di capitalizzazione che sarà applicato nel 2026 alla rivalutazione dei montanti contributivi e produrrà un incremento significativo del capitale accumulato sul quale verrà calcolata la pensione contributiva.

Ma proprio perché il dato è rilevante occorre capire bene cosa rappresenta, perché raggiunge quest’anno un valore così elevato e, soprattutto, perché sarebbe sbagliato utilizzarlo per sostenere che siano stati cancellati gli effetti negativi della revisione dei coefficienti di trasformazione che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027.

Nel 2026 Il tasso di capitalizzazione dei montanti contributivi sale. Una buona notizia che non può essere strumentalizzata: dal 2027 gli assegni si riducono e si lascerà il lavoro sempre più tardi

   CGIL Confederazione Generale Italiana del LavoroIl 20 novembre l’Italia si ferma. La Cgil ha proclamato uno sciopero ...
28/10/2026



CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro

Il 20 novembre l’Italia si ferma. La Cgil ha proclamato uno sciopero generale nazionale di 24 ore, per tutti i settori pubblici e privati, per contestare le politiche economiche e sociali del governo Meloni e chiedere un cambiamento radicale delle priorità del Paese. Al centro della mobilitazione ci sono salari, pensioni, sanità, scuola, fisco, precarietà e diritto alla casa. Ma anche la richiesta di fermare la corsa al riarmo e destinare maggiori risorse ai bisogni delle persone.

Una giornata di protesta che nasce da una convinzione: mentre aumenta il costo della vita, diminuiscono le tutele e si allargano le disuguaglianze, servono risposte adeguate a lavoratori, pensionati e giovani.

La Cgil proclama una giornata di mobilitazione nazionale contro il carovita, i salari impoveriti, i tagli al welfare e le scelte economiche del governo. Al centro lavoro e diritti

  Flai-Cgil NazionaleQuasi un secolo di storia, e ora la chiusura. Il Pastificio Rigo di Pieve del Grappa (Treviso), pra...
26/10/2026



Flai-Cgil Nazionale

Quasi un secolo di storia, e ora la chiusura. Il Pastificio Rigo di Pieve del Grappa (Treviso), praticamente un’istituzione nel campo della produzione di formati speciali di pasta, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per i 35 dipendenti (28 operai e sette impiegati), legata alla cessazione dell’attività prevista per gennaio.

Il Pastificio venne fondato nel 1929 da Carlo Rigo, con una piccola produzione da destinare al mercato locale. Ora, dopo quattro generazioni e la vendita nel 2018 alla multinazionale australiana Pasta Group, la dismissione: nella comunicazione inviata ai sindacati l’azienda ha dichiarato l’insostenibilità economica dell’impresa e l’impossibilità degli investimenti necessari.

Il Pastificio Rigo (Treviso) annuncia la dismissione a gennaio e il licenziamento dei 35 dipendenti. Flai: “Esaminare tutte le alternative”

      CGIL Confederazione Generale Italiana del LavoroCgil Napoli e CampaniaIn Campania il blocco delle autostrade potre...
22/10/2026



CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro
Cgil Napoli e Campania

In Campania il blocco delle autostrade potrebbe andare avanti fino al 27 ottobre, quando è previsto un nuovo incontro con il governo. Di fronte a questo scenario parlano i sindacati confederali regionali che, pur comprendendo le ragioni della protesta, lanciano l’allarme. “Il blocco dei trasporti sta mettendo in difficoltà il sistema produttivo campano: mancano materie prime, i magazzini sono pieni e numerosi lavoratori incontrano difficoltà nel raggiungere gli stabilimenti. L’emergenza riguarda non solo il comparto farmaceutico, con produzioni che comprendono anche farmaci salvavita, ma anche il trasporto delle merci alimentari e dei prodotti sanitari indispensabili alla vita quotidiana delle persone”. È quanto affermano i segretari generali di Cgil e Uil Campania, Nicola Ricci e Giovanni Sgambati, e il reggente della Cisl regionale, Mattia Pirulli.

Cgil Cisl Uil Campania: “Garantire il trasporto dei beni essenziali. Servono interventi immediati”

      Dopo gli scontri di Milano, via libera a otto articoli che ampliano i poteri di polizia, inaspriscono le pene e in...
22/10/2026



Dopo gli scontri di Milano, via libera a otto articoli che ampliano i poteri di polizia, inaspriscono le pene e introducono ulteriori misure restrittive per le proteste

Dopo le violenze e i saccheggi di Milano, il governo Meloni risponde con un nuovo decreto sicurezza. Otto articoli che introducono un reato specifico per le manifestazioni, ampliano il ricorso al fermo preventivo, irrigidiscono le norme sui minorenni e prevedono l'impiego di altri 500 militari nel capoluogo lombardo. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a un provvedimento che punta soprattutto sull'inasprimento delle sanzioni penali e sull'estensione degli strumenti di controllo e prevenzione.

Dopo gli scontri di Milano, via libera a otto articoli che ampliano i poteri di polizia, inaspriscono le pene e introducono ulteriori misure restrittive per le proteste

  CGIL Confederazione Generale Italiana del LavoroIl 20 novembre l’Italia si ferma. La Cgil ha proclamato uno sciopero g...
22/10/2026



CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro

Il 20 novembre l’Italia si ferma. La Cgil ha proclamato uno sciopero generale nazionale di 24 ore, per tutti i settori pubblici e privati, per contestare le politiche economiche e sociali del governo Meloni e chiedere un cambiamento radicale delle priorità del Paese. Al centro della mobilitazione ci sono salari, pensioni, sanità, scuola, fisco, precarietà e diritto alla casa. Ma anche la richiesta di fermare la corsa al riarmo e destinare maggiori risorse ai bisogni delle persone.

Una giornata di protesta che nasce da una convinzione: mentre aumenta il costo della vita, diminuiscono le tutele e si allargano le disuguaglianze, la legge di bilancio non offre risposte adeguate a lavoratori, pensionati e giovani.

La Cgil proclama una giornata di mobilitazione nazionale contro il carovita, i salari impoveriti, i tagli al welfare e le scelte economiche del governo. Al centro lavoro e diritti

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