21/04/2026
Il dibattito sul nuovo Arechi scorre sul ping-pong “pubblico o privato”. Ma la questione vera è un’altra, e l’ha messa nero su bianco l’Autorità Garante della Concorrenza: la gestione di un impianto sportivo non è una concessione d’uso di un bene, è un servizio pubblico locale a rilevanza economica.
Cambia tutto, perché cambia la grammatica. Se è servizio pubblico a rilevanza economica, l’affidamento passa per procedure competitive. Trasparenza, confronto concorrenziale, condizioni economiche vantaggiose per la collettività. Lo stesso principio vale per ogni area economicamente sfruttabile dentro lo stadio — skybox, hospitality, ristorazione, commerciale.
L’investimento per il restyling è imponente. Ma il nodo non è tagliare il nastro: è scegliere il modello che renderà l’Arechi autonomo dal finanziamento pubblico permanente. Su questo l’AGCM è stata esplicita, e chi amministrerà avrà un indirizzo già scritto.
Giovedì il secondo capitolo del nostro approfondimento.
Il nuovo arechi il monito antitrust
In queste settimane, complice l’agone elettorale, il dibattito sul restyling dell’Arechi anima la nostra città. Le differenti visioni, il ping-pong stadio pubblico o meno, non può dimenticare il recente richiamo dell’Autorità Garante della Concorrenza che ha il pregio di collocare la questione dentro una cornice ineludibile. Con un investimento imponente per rendere l’impianto moderno, la vera sfida non è solo l’inizio dei lavori ma la sua futura gestione. Ad esempio, dall’esperienza dei progetti Pnrr, emerge una lezione: la sostenibilità di un’infrastruttura materiale e/o immateriale passa dalla sua capacità di produrre valore, non dalla continuità dei finanziamenti statali. Un principio che l’Agcm ha ribadito a chiare lettere analizzando lo stato degli impianti italiani. La gestione degli stadi non deve essere considerata una concessione in uso di un bene, ma un servizio pubblico locale a rilevanza economica. Trattasi di strutture capaci di remuneratività, di generare ricavi grazie alle loro dimensioni e alle attività che possono ospitare. Per il nuovo Arechi, questo potrebbe significare superare definitivamente le vecchie logiche. Le planimetrie, che prevedono nuovi “skybox”, hospitality e aree commerciali, puntano alla multifunzionalità. Tuttavia, per garantire che l’impianto stia in piedi da solo, l’amministrazione che verrà dovrà far sue le indicazioni dell’Agcm; da un lato l’evidenza pubblica per cui l’affidamento dovrà avvenire tramite procedure competitive, garantendo trasparenza e condizioni vantaggiose per la collettività. Dall’altro la valorizzazione degli spazi con aree commerciali e di ristoro che devono essere affidate mediante procedure concorrenziali, massimizzando i ricavi a beneficio della cittadinanza. Costruire un modello autonomo e indipendente dal mero incasso domenicale. Il valore aggiunto dell’infrastruttura si misurerà sulla sua capacità di attrarre partner privati, offrendo servizi che il mercato è disposto a pagare. Perché una struttura sportiva che crea valore smette di guardare alle casse pubbliche e trova da sola le risorse per valorizzare la città di tutti.
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