Contratto di Fiume del Torrente Asso

Contratto di Fiume del Torrente Asso Un corso d'acqua e la sua comunità

Le intense piogge degli ultimi mesi e i recenti fenomeni di esondazione lungo il reticolo idrografico del Torrente Asso ...
03/04/2026

Le intense piogge degli ultimi mesi e i recenti fenomeni di esondazione lungo il reticolo idrografico del Torrente Asso hanno riacceso il dibattito pubblico sulla sicurezza del nostro territorio. Mentre la cronaca si concentra sui disagi e sulla manutenzione dei canali, interveniamo per offrire una chiave di lettura che guardi oltre l’emergenza, proponendo una strategia di lungo periodo basata sulla resilienza e sulla conoscenza del paesaggio.

L’attuale saturazione dei suoli e l’allagamento di ampie porzioni di territorio non sono eventi isolati ma il segnale di una natura che riafferma le proprie dinamiche storiche. Il Salento, e in particolare la Valle dell’Asso, è stato per secoli una terra di zone umide e paludi. Gli allagamenti temporanei che osserviamo oggi non sono solo "danni", ma rappresentano il tentativo del territorio di ritrovare i propri spazi di espansione naturale. Queste aree svolgono una funzione ambientale cruciale: ricaricano le falde idriche sotterranee e mitigano l'energia delle piene a valle, agendo come vere e proprie "spugne" naturali.

Abbiamo osservato con attenzione il dibattito sulla manutenzione dei canali. Sebbene la pulizia del reticolo sia necessaria, la sola rimozione di vegetazione e rifiuti non può essere l'unica risposta. È tempo di superare una visione che riduce il torrente a un mero canale di scolo. La sfida del futuro non è "allontanare" l'acqua il più velocemente possibile, ma imparare a "governarla" restituendole i suoi spazi naturali. Attraverso la progettazione di aree di laminazione controllata e zone di espansione della naturalità, possiamo permettere all'acqua di rallentare e distribuirsi in aree sicure, riducendo la pressione sui centri abitati e sulle infrastrutture.

In questo scenario, la Protezione Civile non deve intervenire solo a evento accaduto. La visione del Contratto di Fiume punta a trasformare la gestione delle emergenze in una cultura della preparazione, promuovendo l'installazione di una rete di sensori idrometrici in grado di dialogare in tempo reale con le sale operative comunali e le Protezioni Civili locali. Questi dati consentono di coadiuvare e ottimizzare l'attivazione dei Piani di Emergenza Comunali, garantendo ai residenti delle zone più esposte — come Noha e le aree rurali di Nardò e Aradeo — una gestione degli eventi ancora più tempestiva, coordinata e basata su scenari certi.

Il Contratto di Fiume è lo strumento nato proprio per evitare che ogni Comune affronti il rischio idraulico in solitudine. Le esondazioni non conoscono confini amministrativi. La partecipazione attiva di tutte le Amministrazioni ai tavoli di lavoro è l'unica via per intercettare finanziamenti regionali e nazionali, passando da una logica di "emergenza perenne" a una di "prevenzione strutturata".

In foto un gonfio Torrente Asso.

02/04/2026

Il Torrente Asso si riattiva in più punti, grazie alle copiose piogge di queste ore. Qui siamo tra Masseria Bianca e Tenuta Cornacchia, in agro a cavallo tra Galatina e Aradeo.

Così cambia il volto e il paesaggio del Salento, che si riscopre anche territorio fluviale.

Quando arriva la pioggia copiosa, il torrente Asso torna a pulsare, anche laddove appariva dormiente.
01/04/2026

Quando arriva la pioggia copiosa, il torrente Asso torna a pulsare, anche laddove appariva dormiente.

Nel diciottesimo secolo la Valle dell’Asso era dominata da pascoli e foreste.Oltre alle foreste, l’allevamento modellava...
27/03/2026

Nel diciottesimo secolo la Valle dell’Asso era dominata da pascoli e foreste.

Oltre alle foreste, l’allevamento modellava il territorio. Mentre i boschi erano l'ambiente per l’allevamento di suini, le aree più aperte, come arbusteti e prati aridi (xerici), erano destinate all’allevamento ovino. Testimonianze di questo paesaggio pastorale si trovano ancora oggi nella zona tra Galatina e Galatone. Qui sopravvivono garighe a salvione giallo (Phlomis fruticosa) e praterie dominate da graminacee come il barboncino mediterraneo (Hyparrhenia hirta).

Questo mosaico di habitat, arricchito da filari di quercia spinosa (Quercus coccifera) e dalla vegetazione igrofila dei canali, costituiva un sistema funzionale e ricco di biodiversità, dove i corsi d’acqua disseminati lungo la Valle dell’Asso erano essenziali per l’abbeveramento e il foraggiamento del bestiame.

Un pezzo di storia del Salento che l'Asso tiene ancora in vita.

In tutta la Provincia di Lecce, a causa della mancanza di rilievi montuosi, non è presente un reticolo idrografico ben s...
18/02/2026

In tutta la Provincia di Lecce, a causa della mancanza di rilievi montuosi, non è presente un reticolo idrografico ben sviluppato e i pochi corsi d’acqua presenti hanno corso breve e regime intermittente. Sono il risultato del diffuso carsismo e sono infatti alimentati da acque sotterranee di origine meteorica che fuoriescono, generalmente, in prossimità della costa. Questo fa sì che tutte le aree umide e i corsi d’acqua presenti rivestano un ruolo importante, rappresentando una rete di ecosistemi capaci di sostenere una sorprendente biodiversità e connessione ecologica.

Il Torrente Asso è tutto questo.

Le aree umide e i canali (come l'Asso), grazie alle loro caratteristiche fisico-chimiche e microclimatiche, fungono da importanti zone rifugio, habitat ideali per molte specie vegetali, così come di animali che si riproducono o svernano al loro interno o le utilizzano lungo gli spostamenti migratori. Una particolare funzione delle zone umide, infatti, è quella di fornire luoghi di sosta, di alimentazione e di rifugio per moltissime specie di uccelli migratori che transitano ogni anno sul Salento in primavera e in autunno.

Non meno importante è il loro valore come siti di riproduzione e di protezione nei confronti di molte specie che si rifugiano al loro interno durante il periodo estivo, riuscendo grazie all’acqua e alla vegetazione, sempre rigogliosa, a superare facilmente periodi eccessivamente caldi e aridi e trovare siti ideali per la realizzazione di nidi e tane.

Purtroppo, oggi la maggior parte delle zone umide un tempo esistenti è scomparsa o si è notevolmente ridotta. La conservazione, il ripristino o, in ultimo, la costituzione ex novo di tali aree assume quindi una grande rilevanza per migliorare gli agro-ecosistemi attuali, caratterizzati troppo spesso da successioni di monocolture e da scarsa biodiversità.

La protezione o la ricostituzione delle aree umide non consente solo di salvaguardare la biodiversità, ma costituisce azioni di rilevanza sociale, contribuendo al miglioramento della qualità delle acque, inserendo nell’ambiente veri e propri filtri naturali per i flussi idrici inquinati.

Il Torrente Asso è stato interessato negli anni da rimaneggiamenti fortemente invasivi dell’alveo, a causa della cementificazione di buona parte delle sponde. Nonostante questo, il sito in questione sostiene una fauna interessantissima, che include specie di interesse prioritario secondo la direttiva Habitat 92/43/CEE (allegati II e IV) e direttiva Uccelli 79/409/CEE.

Per questo è indispensabile intervenire per ripristinare, dove possibile, gli habitat originari.

In foto un tratto del torrente Asso.

08/01/2026

Ecco il torrente Asso che si dirama nelle campagne leccesi, gonfio, in tutta la sua forza, grazie alle pioggie invernali.

Immagini che restituiscono il vigore e il fascino del più lungo corso d'acqua della provincia di Lecce.

Il bacino dell’Asso, come già abbiamo scoperto, è un importante corridoio ecologico.  Il suo sistema fluviale è un sito ...
16/12/2025

Il bacino dell’Asso, come già abbiamo scoperto, è un importante corridoio ecologico. Il suo sistema fluviale è un sito di rifugio per innumerevoli specie.

Di particolare importanza è la presenza di due habitat inclusi negli allegati della Direttiva 92/43/CEE: i fiumi mediterranei a flusso intermittente e gli stagni temporanei mediterranei.

All'interno di questi habitat sopravvivono specie vegetali di particolare valore conservazionistico. Tra questi c'è il camedrio campanulato (Teucrium campanulatum), che abbiamo già avuto modo di scoprire in un precedente post. Si tratta di una specie minacciata di estinzione in Italia e l'unica stazione in cui la sua presenza è oggi accertata è proprio quella lungo il Torrente dell'Asso. Questo conferisce all'area una responsabilità di conservazione a livello nazionale.

La presenza d'acqua lungo il torrente attira anche una notevole diversità faunistica. Per quanto riguarda i mammiferi, oltre a specie comuni come la volpe, il tasso e il riccio, l'area ospita la presenza del lupo. L'avifauna è ricca. Inoltre, il sito ospita diverse specie di pipistrelli a rischio di estinzione. Tra queste, il rinolofo maggiore (in foto), il vespertilio maggiore e il miniottero comune.

Foto di Francesco Grazioli.

Uno degli abitanti del Torrente Asso è il falco di palude (circus aeruginosus). I nuclei più folti di nidificazione sono...
27/11/2025

Uno degli abitanti del Torrente Asso è il falco di palude (circus aeruginosus). I nuclei più folti di nidificazione sono in Salento, oltre alla Pianura Padana, Calabria e Sardegna. È osservabile nei canneti, in prossimità di acquitrini e paludi. Il canale dell’Asso è quindi un habitat ideale per il falco di palude.

Il canale, come tutte le aree umide e i corsi d’acqua, ha una sorprendente biodiversità e connessione ecologica. Il Torrente Asso ha una fauna interessantissima che include specie di interesse prioritario secondo la direttiva Habitat e direttiva Uccelli dell’Unione Europea.

Una particolare funzione delle zone umide, infatti, è quella di fornire luoghi di sosta, di alimentazione e di rifugio per moltissime specie di uccelli migratori (anche minacciati) che transitano ogni anno sul Salento in primavera e in autunno.

Un ambiente naturale che può svolgere anche una importante funzione didattica e turistico-ricreativa, con attività come il birdwatching, la ricerca scientifica e varie attività educative.

Un progetto di riqualificazione e ricostituzione dell’antica area umida come si configurava prima degli interventi di bonifica e cementificazione, pur nei limiti imposti dalla presenza di manufatti non eliminabili (edifici per civile abitazione), potrebbe garantire aree di rifugio e nidificazione per la fauna stanziale e di passo.

E accrescere la grande importanza ecosistemica del Torrente Asso.

Le querce virgiliane sfilano fiere, come grandi guardiani, in questo tratto di Torrente Asso. Nel diciottesimo secolo il...
18/11/2025

Le querce virgiliane sfilano fiere, come grandi guardiani, in questo tratto di Torrente Asso.

Nel diciottesimo secolo il percorso tra Galatina e Supersano, in piena Valle dell’Asso, era dominato da pascoli e foreste. Un elemento centrale era la foresta di Cutrofiano. Questo bosco si estendeva per circa 640 ettari a sud del centro abitato e rappresentava una risorsa vitale, fornendo il legname necessario per il fabbisogno cittadino e, in particolare, per alimentare le fornaci dell’industria della creta, settore trainante dell’economia locale. L’abolizione dei diritti feudali, all'inizio dell’Ottocento, innescò un processo di disboscamento intensivo che ha lasciato oggi solo frammenti residui.

Eppure, qualcosa resta, come ci raccontano questi grandi guardiani. Piccoli lembi come il Bosco La Chiusa e il Bosco Villa Dolce, dominati da leccio, quercia castagnara, olmo campestre e quercia virgiliana, sono le ultime testimonianze di questa vasta foresta.

Alcuni esemplari secolari, oggi classificati come alberi monumentali, sopravvivono isolati nelle campagne, a ricordarci l’antichissima anima della Valle dell’Asso.

Foto di Leonardo Beccarisi.

Ieri i tavoli di discussione sono stati densi di spunti, proposte e osservazioni. Hanno partecipato aziende, associazion...
29/10/2025

Ieri i tavoli di discussione sono stati densi di spunti, proposte e osservazioni. Hanno partecipato aziende, associazioni, enti istituzionali e scientifici, comuni cittadini. Un pomeriggio dedicato all’elaborazione congiunta dello scenario strategico del Contratto di Fiume del Torrente Asso.

Presto vi sveleremo i risultati dei tavoli, intanto possiamo comunicarvi due importanti novità.

La prima è il progetto del “Cammino dell’Asso”, che sarà l’occasione per restituire al torrente quell’identità di connettore materiale di tutti i 17 Comuni che appartengono alla Valle dell’Asso. Allo stesso tempo permetterà di garantire una fruizione del territorio ma anche di mettere in rete e favorire la promozione delle realtà produttive esistenti: le strutture ricettive, piuttosto che le aziende agricole presenti lungo il percorso.

La seconda è la firma delle associazioni di categoria agricole, Coldiretti, Cia e Confagricoltura, del documento di intenti del Contratto di Fiume. Un fatto di rilevanza perché, tra i vari obiettivi comuni, c’è quello di contrastare la crisi idrica in atto, che ormai sta diventando un problema molto serio per gli agricoltori.

Tra le varie attività che cercheremo di sviluppare, infatti, c’è l’organizzazione di incontri per promuovere il riutilizzo delle acque reflue, una volta completate le infrastrutture di collegamento tra gli impianti di affinamento e le reti irrigue consortili. In questo le associazioni hanno un ruolo determinante di mediazione verso i produttori agricoli per quanto riguarda l’informazione e la formazione per il riutilizzo delle acque reflue in agricoltura, e possono fungere da collettore delle istanze degli agricoltori verso il consorzio di bonifica.

La nostra strada, dunque, prosegue. Verso la riqualificazione del torrente Asso e della sua valle.

Scriviamo insieme il futuro della Valle dell'Asso.Appuntamento per martedì 28 ottobre 2025, dalle 16.00 alle 19.00 press...
23/10/2025

Scriviamo insieme il futuro della Valle dell'Asso.

Appuntamento per martedì 28 ottobre 2025, dalle 16.00 alle 19.00 presso la Biblioteca Comunale di Aradeo, in via Osanna 4. Un pomeriggio dedicato all’elaborazione congiunta dello scenario strategico del Contratto di Fiume del Torrente Asso.

Dopo i saluti Giovanni Mauro, sindaco di Aradeo, e di Georgia Tramacere, vicesindaco e assessore all'ambiente del Comune di Aradeo; l'incontro sarà articolato in tre momenti distinti:

- presentazione del progetto integrato del “Cammino dell’Asso”.

- successivamente i partecipanti saranno suddivisi in tre tavoli di discussione tematici. Tavolo 1 : soluzioni ecologiche e di protezione civile per la gestione del rischio idraulico. Tavolo 2: qualità delle acque, strumenti, sfide e prospettive per una gestione sostenibile delle risorse idriche. Tavolo 3: fruire per crescere, il patrimonio come leva per lo sviluppo economico e sociale della Valle dell’Asso.

- Restituzione dei risultati emersi dai tavoli di discussione.

Vi aspettiamo per scrivere, insieme, il futuro dell’Asso e della sua valle.

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