27/05/2026
Di quanti ingredienti sei fatto? In che quantità li contieni? Come li amalgami?
Quando si parla di inclusione, spesso ci si concentra su un solo aspetto, a volte l’età, a volte il genere, a volte l’etnia. Ma è come dire che una pizza è buona solo perché abbiamo scelto il pomodoro migliore. Ha davvero senso?
Serve uno sguardo che ci aiuta a riconoscere come le diverse dimensioni che ci compongono non esistano separatamente, ma si intreccino tra loro, dando forma a esperienze, opportunità e anche disuguaglianze diverse. Ecco spiegato il senso di intersezionalità.
Tenere insieme questi elementi, senza semplificarli, è fondamentale se vogliamo costruire contesti educativi più attenti e inclusivi, capaci di leggere davvero la complessità delle persone.
Sfida difficile, nella quale ci viene in soccorso l’educazione non formale. Progettare attività di educazione non formale, infatti, permette di creare un ambiente educativo sfaccettato, adattabile e inclusivo che co costruisce il contenuto insieme ai partecipanti ed è pertanto perfetto anche per pizze che hanno tanti ingredienti.
Bangherang ha partecipato al convegno, portando il proprio sguardo sull’educazione non formale e tornando con nuovi stimoli, connessioni e domande da intrecciare nel lavoro educativo quotidiano. Questa grafica arriva da lì.