Bangherang

Bangherang Pensiamo e sviluppiamo opportunità di crescita per i bambini e i giovani del nostro territorio. Il nostro obiettivo è fare educazione in maniera innovativa.

Siamo un'Associazione di Promozione Sociale che lavora da anni con i giovani del territorio, a livello regionale, nazionale ed europeo. Le nostre sedi operative sono:
"Lab 63", via Circonvallazione Levante 63 a Pieve di Cento (Bo) e
"Villa Terracini", via Gramsci 315 a Sala Bolognese (Bo)

Sta arrivando l’estate. E così anche giornate più lente che spesso bambini/e e ragazzi/e non sanno come abitare.Siamo ab...
10/06/2026

Sta arrivando l’estate. E così anche giornate più lente che spesso bambini/e e ragazzi/e non sanno come abitare.

Siamo abituati a pensare che la noia sia qualcosa da evitare subito.
Un vuoto da riempire, un tempo perso, gli adulti si chiedono “manca qualcosa?”

Ci sono momenti in cui proprio quel vuoto potrebbe diventare uno spazio fertile per ascoltarsi e desiderare.

Forse non tutta la noia fa male? Alcune domande arrivano solo quando smettiamo di riempire ogni istante?

Nella rubrica Solo Domande proviamo a fermarci lì, in quello spazio scomodo (ma interessante?).

A Turing Machine devi scoprire un codice segreto interrogando una “macchina”. A ogni domanda scarti possibilità e a ogni...
03/06/2026

A Turing Machine devi scoprire un codice segreto interrogando una “macchina”. A ogni domanda scarti possibilità e a ogni risposta devi rivedere ipotesi e strategie.

Sembra un semplice gioco di deduzione ma ogni partita è un allenamento al pensiero logico e al problem solving.

Turing Machine è consigliato dai 12 anni, da 1 a 4 giocatori, ideato da Fabien Gridel e Yoann Levet e distribuito da Asmodee Italia.
Esiste anche una versione app con enigmi sempre nuovi.

E se hai tra gli 11 e i 19 anni e vuoi provarlo, puoi ve**re al Centro Desteenazione di San Giovanni in Persiceto, in via Cento 1.

Di quanti ingredienti sei fatto? In che quantità li contieni? Come li amalgami?Quando si parla di inclusione, spesso ci ...
27/05/2026

Di quanti ingredienti sei fatto? In che quantità li contieni? Come li amalgami?

Quando si parla di inclusione, spesso ci si concentra su un solo aspetto, a volte l’età, a volte il genere, a volte l’etnia. Ma è come dire che una pizza è buona solo perché abbiamo scelto il pomodoro migliore. Ha davvero senso?

Serve uno sguardo che ci aiuta a riconoscere come le diverse dimensioni che ci compongono non esistano separatamente, ma si intreccino tra loro, dando forma a esperienze, opportunità e anche disuguaglianze diverse. Ecco spiegato il senso di intersezionalità.

Tenere insieme questi elementi, senza semplificarli, è fondamentale se vogliamo costruire contesti educativi più attenti e inclusivi, capaci di leggere davvero la complessità delle persone.

Sfida difficile, nella quale ci viene in soccorso l’educazione non formale. Progettare attività di educazione non formale, infatti, permette di creare un ambiente educativo sfaccettato, adattabile e inclusivo che co costruisce il contenuto insieme ai partecipanti ed è pertanto perfetto anche per pizze che hanno tanti ingredienti.

Bangherang ha partecipato al convegno, portando il proprio sguardo sull’educazione non formale e tornando con nuovi stimoli, connessioni e domande da intrecciare nel lavoro educativo quotidiano. Questa grafica arriva da lì.

Durante un laboratorio sulla partecipazione attiva con il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi, abbiamo propos...
22/05/2026

Durante un laboratorio sulla partecipazione attiva con il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi, abbiamo proposto un’attività dal titolo “Alla scoperta di…”, per esplorare il territorio in cui vivono.

Tra cruciverba, collage, ricette tipiche e una mappa da ricostruire, è emersa una riflessione tanto semplice quanto potente: “Io abito qui da sempre, ma ora mi rendo conto che non so neanche cosa mi sta vicino.”

Vivere un luogo non basta per sentirlo proprio. Il senso di appartenenza si costruisce nel tempo, attraverso esperienze, incontri e occasioni di scoperta.

In un presente in cui si vive sempre meno lo spazio intorno a sé, lavorare sul territorio significa anche educare a uno sguardo più consapevole su ciò che ci circonda.

Perché sentirsi parte di una comunità non è qualcosa che accade da solo: è qualcosa che si coltiva.

Quando abbiamo iniziato a pensare che ogni spazio debba essere pagato? E se la città tornasse a essere, semplicemente, d...
12/05/2026

Quando abbiamo iniziato a pensare che ogni spazio debba essere pagato? E se la città tornasse a essere, semplicemente, di tutti?

Crescere dovrebbe significare anche poter attraversare luoghi liberi e accessibili dove condividere tempo, noia e passioni. Spazi in cui stare senza dover comprare nulla, in cui incontrarsi o giocare. Dove fermarsi non è un privilegio ma una possibilità.

Quando questi spazi si riducono, non cambia solo la città: ma anche il modo in cui bambini/e, adolescenti e giovani imparano a viverla. E forse anche a immaginare il proprio posto nel mondo.

Domande ispirate a “La città è di tutti” di Elena Granata (Ed. Einaudi). Una riflessione sulla gratuità, sull’accesso e sul diritto di abitare gli spazi urbani.

07/05/2026

Viviamo immersi in un flusso continuo di informazioni, immagini e notizie. Come ci si orienta?

Con il progetto “Leggere il mondo” accompagniamo bambini/e adolescenti in un percorso di educazione ai media e al pensiero critico, per decodificare l’informazione con più consapevolezza.

Il percorso fornisce strumenti utili per distinguere tra fatti, opinioni ed emozioni, e capire come nascono e si diffondono le notizie. Le attività favoriscono il confronto e l’ascolto di punti di vista diversi dal nostro, così da sviluppare curiosità e autonomia di pensiero.

Un piccolo passo per diventare cittadine e cittadini più liberi, curiosi e responsabili.
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Il progetto è finanziato dal Comitato Soci di Emilbanca e vede coinvolta la straordinaria redazione di Rassegna Stampa per Bambini

Ogni giorno operiamo perché cresca un ecosistema educativo che prepari le persone alla complessità del contesto sociale....
05/05/2026

Ogni giorno operiamo perché cresca un ecosistema educativo che prepari le persone alla complessità del contesto sociale. Grazie alla tua donazione puoi aiutarci a garantire questo diritto.

Il codice fiscale della Coop. Bangherang è: 02070310384

Grazie!

Una sola tavoletta, sempre uguale.Eppure basta impilarla, spostarla, bilanciarla per costruire torri, ponti, città o cre...
30/04/2026

Una sola tavoletta, sempre uguale.
Eppure basta impilarla, spostarla, bilanciarla per costruire torri, ponti, città o creature che esistono solo nella tua immaginazione.

KAPLA® nasce da un’idea semplice: proporzioni perfette che permettono di costruire senza colla né incastri, affidandosi solo all’equilibrio e alla gravità.
Un sistema essenziale che trasforma ogni tentativo in scoperta.

“Costruendo, si costruisce sé stessi” afferma chi lo ha realizzato, Tom van der Bruggen. Ed è proprio nel fare, nel provare, nel ricostruire che l’apprendimento diventa reale e duraturo.

Perché non stai solo giocando.
Stai sperimentando, progettando e crescendo.

Durante un laboratorio con le classi quinte della scuola primaria, realizzato insieme ad un Comune, abbiamo accompagnato...
23/04/2026

Durante un laboratorio con le classi quinte della scuola primaria, realizzato insieme ad un Comune, abbiamo accompagnato i bambini e le bambine alla scoperta di cosa fa un Comune: dagli uffici ai servizi, fino al funzionamento delle tasse.

Proprio nell’ufficio tributi, dopo una spiegazione semplice e chiara su come funzionassero le tasse, è arrivata questa domanda: “Ma quindi Elon Musk e Jeff Bezos pagano tantissime tasse?”

L’attualità comprende anche i più piccoli. E apre spazi di dialogo su temi grandi: distribuzione della ricchezza, giustizia economica e sociale, responsabilità collettive.

👉 Ti è mai capitato di affrontare temi “grandi” con i più piccoli?

La digitalizzazione viene spesso raccontata come un processo inevitabile, neutro e quasi naturale. Ma non lo è.  Dietro ...
16/04/2026

La digitalizzazione viene spesso raccontata come un processo inevitabile, neutro e quasi naturale. Ma non lo è.
Dietro ogni tecnologia ci sono scelte, modelli economici, visioni del mondo.
Nel campo educativo questo è particolarmente evidente in quanto molti strumenti digitali entrano nelle scuole e nei contesti formativi senza che la pedagogia sia davvero parte della loro progettazione. In sintesi? La tecnologia arriva prima della domanda educativa.

Nel frattempo il digital divide non scompare: ce ne siamo accorti durante il covid ma il problema esiste ancora.
Secondo diverse stime, circa 1,8 miliardi di persone vivono ancora in aree rurali, dove l’accesso alle infrastrutture digitali è limitato o fragile. Ma anche dove la connessione c’è, emergono nuove disuguaglianze: piattaforme, strumenti e conoscenze sono sempre più spesso protetti da paywall, creando una differenza concreta tra chi può permettersi strumenti avanzati e chi resta ai margini.

Dentro questo scenario si inserisce anche la diffusione dell’intelligenza artificiale: un’opportunità enorme, se considerata uno strumento e non un sostituto del pensiero umano. Per questo il mondo educativo ha oggi una responsabilità centrale: promuovere un uso critico, consapevole ed etico delle tecnologie.
Come ricorda una frase che circola spesso negli ambienti digitali: “Learn how to code or you will be coded.”

Ma forse oggi la questione è ancora più ampia: non si tratta solo di imparare a programmare, ma di capire come funzionano gli ecosistemi digitali che modellano le nostre scelte.

Per chi lavora nel mondo dell'educazione la domanda diventa allora fondamentale: come co-costruire un mondo dove la tecnologia è al nostro servizio e non il contrario?

Indirizzo

Via Gramsci 93a
Sala Bolognese
44010

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