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Bangherang Pensiamo e sviluppiamo opportunità di crescita per i bambini e i giovani del nostro territorio. Il nostro obiettivo è fare educazione in maniera innovativa.

Siamo un'Associazione di Promozione Sociale che lavora da anni con i giovani del territorio, a livello regionale, nazionale ed europeo. Le nostre sedi operative sono:
"Lab 63", via Circonvallazione Levante 63 a Pieve di Cento (Bo) e
"Villa Terracini", via Gramsci 315 a Sala Bolognese (Bo)

Quanto spazio serve per far passare una strada sopra ad  un’altra?Come potete immaginare, la risposta cambia ogni volta,...
14/10/2026

Quanto spazio serve per far passare una strada sopra ad un’altra?

Come potete immaginare, la risposta cambia ogni volta, ed è proprio questo il cuore di “Tokyo Highway”. A turno, ogni giocatore costruisce piloni e strade sopraelevate, cercando di incrociare o sovrapporsi ai percorsi degli avversari per farci passare sopra le proprie macchinine. Ogni pilone va calcolato con precisione: un’altezza sbagliata, un punto d’appoggio spostato di pochi millimetri, e la strada semplicemente non ci sta.

È un gioco silenzioso e concentrato: si costruisce, si valuta lo spazio, si aggiusta la strategia man mano che il tavolo si riempie di intrecci. Funziona bene in due, ma diventa ancora più interessante con più giocatori, quando lo spazio si fa stretto e bisogna trovare varchi sempre più creativi.

Ed è proprio qui che il gioco diventa interessante anche da un punto di vista educativo. Tokyo Highway allena la capacità di osservare e leggere lo spazio, pianificare le proprie azioni e prevederne le conseguenze, mettendo in relazione ciò che immaginiamo con ciò che è concretamente possibile realizzare.

Giocando alleniamo anche competenze trasversali meno immediate come il problem solving, la flessibilità e lo spirito di adattamento (della propria strategia in base alle mosse degli altri).

E voi: riuscireste a far stare in piedi la vostra strada al primo tentativo?

Tokyo Highway è un gioco di Tomioka Yoshiaki e Shimamoto Naotaka edito da Asmodee Italia

«Organizziamo una settimana dedicata alla matematica?»Partendo da questa domanda, abbiamo coprogettato, insieme all’Isti...
07/10/2026

«Organizziamo una settimana dedicata alla matematica?»

Partendo da questa domanda, abbiamo coprogettato, insieme all’Istituto Paritario S. Teresa Veronesi di Sant’Agata Bolognese, una settimana dedicata alla matematica.
Dal 7 all’11 settembre, bambine e bambini dalla prima alla quinta classe della scuola primaria hanno esplorato il pensiero logico-matematico attraverso attività laboratoriali e giochi, passando dal cinema all’arte, dalle attività motorie alla natura, per avvicinarsi alla matematica da prospettive diverse e prepararsi insieme al nuovo anno scolastico.

L’apprendimento matematico coinvolge competenze che utilizziamo di continuo: osservare, riconoscere relazioni, formulare ipotesi, trovare strategie, affrontare un problema e provare strade diverse per risolverlo.
Il pensiero logico-matematico è una vera e propria competenza trasversale: uno strumento che aiuta a interpretare ciò che ci circonda e ad affrontare situazioni nuove con maggiore consapevolezza.
Creare occasioni per incontrare la matematica attraverso il gioco, il movimento, l’arte e l’esperienza concreta significa anche lavorare sul rapporto che bambine e bambini costruiscono con questa disciplina. Un aspetto particolarmente importante se pensiamo a quanto stereotipi e differenze di genere possano ancora incidere, fin dall’infanzia, sulla percezione delle proprie capacità e, nel tempo, sull’avvicinamento alle discipline scientifiche.

Dewey scrive che, quando una domanda continua a lavorare nella mente del bambino e lo spinge a cercare risposte, la curiosità diventa «una forza intellettuale positiva».

Abbiamo scelto di indossare le lenti del pensiero logico-matematico: per osservare ciò che ci circonda, fare domande, cercare connessioni e guardare il mondo con una curiosità rinnovata.

Mettere le mani nella terra, fare esperimenti e immaginare modi diversi di stare in relazione con l’ambiente che ci circ...
01/10/2026

Mettere le mani nella terra, fare esperimenti e immaginare modi diversi di stare in relazione con l’ambiente che ci circonda.

Così nasce Future in Bloom, un percorso rivolto a giovani, che intreccia natura, inclusione, sostenibilità e partecipazione.

Da marzo a maggio, ragazze e ragazzi hanno preso parte a un percorso di formazione in cui imparare insieme attraverso esperienze concrete. Dall’autoproduzione e dalla gestione di un orto alla coltivazione dei microgreens, dall’osservazione del mondo degli insetti al foraging, ogni attività è stata un’occasione per interrogarsi su come funziona un sistema, sulle relazioni che lo tengono in equilibrio e su cosa significhi renderlo sostenibile.

Un modo per sperimentare in prima persona e costruire nuove domande sul nostro rapporto con ciò che ci circonda.

Future in Bloom continua fino alla fine dell’anno con nuovi appuntamenti: tra conferenze, momenti di formazione ed eventi che presto renderemo pubblici.

Presto sarà inoltre disponibile, al link in bio, il Manuale di Future in Bloom, una raccolta di attività pratiche pensata per educatori, educatrici e youth worker che vogliono sperimentare questi temi anche nei propri contesti educativi.

Future in Bloom è un progetto internazionale cofinanziato dal programma Erasmus+ attraverso l’Agenzia Italiana per la Gioventù. La Città Verde è capofila del progetto, insieme a Bangherang e KRIK.

Stay tuned: Future in Bloom continua a crescere. 🌱

La Città Verde cooperativa sociale Center for Youth Activism KRIK / КРИК Agenzia Italiana per la Gioventù - AIG

Durante un laboratorio, parlando di calcio e di tifo, Massimo, diciotto anni, ci ha detto:"Non capisco perché le tifoser...
18/09/2026

Durante un laboratorio, parlando di calcio e di tifo, Massimo, diciotto anni, ci ha detto:
"Non capisco perché le tifoserie si odiano tra di loro. Nel calcio si gioca in due: se litighi con tutti, non ti rimane nessuno con cui giocare."

Ci ha colpito la chiarezza di questo ragionamento. Non perché fosse ingenuo, ma perché riusciva ad andare al cuore della questione: anche la competizione ha bisogno di una relazione. Senza l'altro, il gioco semplicemente non esiste.

Massimo ha una disabilità cognitiva. E il compito educativo siamo convinti sia questo: investire tempo ed energie nel creare le condizioni perché ciascuno possa esprimere il proprio pensiero e che, una volta espresso, possa trovare nell'altro credibilità e spazio.

Una cooperativa socio-educativa può aiutare la scuola nell’affrontare le questioni controverse nell’era digitale?Ciò che...
14/09/2026

Una cooperativa socio-educativa può aiutare la scuola nell’affrontare le questioni controverse nell’era digitale?

Ciò che accade negli ambienti digitali attraversa le relazioni, le identità e la quotidianità di ragazze e ragazzi passando per conflitti online, disinformazione, polarizzazione, gaming e promesse di guadagno facile.

In questo scenario, le cooperative socio-educative come Bangherang possono diventare partner strategici della scuola, contribuendo a costruire alleanze con famiglie e territori, sperimentando metodologie educative non formali e creando spazi di confronto capaci di trasformare la complessità in un’occasione di apprendimento.

È da questa prospettiva che parte il contributo che presenteremo alla Fourth International Conference di Scuola Democratica, presso L'Università Sapienza di Roma, all’interno del panel "Navigating the Controversial. Media Practices and Educational Challenges in the Digital Age".

Attraverso le esperienze dei nostri progetti come “Leggere il mondo”, “Generazioni Online” ed “Educazione finanziaria”, racconteremo tre funzioni centrali dell’azione cooperativa:
la mediazione educativa tra scuola, famiglie e territorio;
l’innovazione metodologica;
la promozione di competenze trasversali, democratiche e di cittadinanza.

Affrontare insieme la trasformazione digitale vuol dire riconoscerla come uno dei principali terreni educativi del nostro tempo.

🌱 Sei un educatore, un’educatrice o uno youth worker e ti interessa unire educazione ambientale e inclusione?Nell’ambito...
03/09/2026

🌱 Sei un educatore, un’educatrice o uno youth worker e ti interessa unire educazione ambientale e inclusione?

Nell’ambito del progetto Erasmus+ Future in Bloom stiamo cercando partecipanti per un training di 4 giorni dedicato a chi lavora con giovani e vuole acquisire nuovi strumenti e metodologie educative.

🌿 Proporremo attività laboratoriali, visite a buone pratiche e sessioni formative, per sperimentare insieme modalità concrete con cui integrare sostenibilità ambientale, inclusione, educazione non formale e approccio STEAM nel lavoro educativo.

👉 Se ti interessa partecipare, candidati attraverso il link https://forms.gle/Q2yNMxEysQegmjm37

In una scala da freddo (0) a caldo (100), dove metteresti il caffè?Come potete immaginare, è impossibile che ci sia una ...
02/09/2026

In una scala da freddo (0) a caldo (100), dove metteresti il caffè?

Come potete immaginare, è impossibile che ci sia una risposta univoca, ed è proprio questa tutta la bellezza del gioco Wavelenght.
A turno, una persona deve far indovinare alla propria squadra un punto preciso tra due concetti opposti. Gli altri discutono, si confrontano e cercano di capire non tanto quale sia la risposta “giusta”, ma come ragiona chi ha dato l’indizio.

È un gioco semplice da spiegare, ma capace di far nascere conversazioni, risate e confronti inaspettati. Funziona bene con gruppi che si conoscono già, ma ancora meglio con persone che devono iniziare a conoscersi.

Adatto a bambini, ragazzi e adulti, perché le categorie e gli esempi possono cambiare insieme al gruppo.

E voi: dove mettereste il caffè?

Asmodee Italia

L’estate sta per finire. L’estate intesa come “pausa” dalla scuola sta per finire, eppure l’apprendimento non si è ferma...
27/08/2026

L’estate sta per finire.
L’estate intesa come “pausa” dalla scuola sta per finire, eppure l’apprendimento non si è fermato: in questo periodo bambini e ragazzi sono cresciuti attraverso esperienze che spesso non trovano spazio durante l’anno.

Nei centri estivi li vediamo costruire nuove amicizie, imparare a stare in gruppi diversi, affrontare piccoli problemi quotidiani e fare scelte con maggiore autonomia. Li vediamo proporre attività, prendere iniziativa, mettersi alla prova e scoprire di essere capaci di "fare".

C’è chi trova il coraggio di partecipare, chi riesce a esprimersi più liberamente, chi scopre interessi e capacità che durante il periodo di lezioni erano rimasti in secondo piano.

Tutto questo accade quando vengono creati ambienti accoglienti, ricchi di relazioni e di occasioni reali di partecipazione, nei quali gli adulti sanno accompagnare senza sostituirsi.

Anche quest'anno Bangherang ha accolto circa 160 bambini e bambini della scuola dell'infanzia e primaria presso i centri estivi di Pieve di Cento (BO), confermando il bisogno del territorio di avere un luogo in cui il tempo libero diventa tempo educativo e in cui, tra un gioco, un laboratorio e una nuova amicizia, si continua a crescere.

L’estate volge al termine ma le giornate sono ancora lunghe, c’è ancora spazio per relax, giochi, divertimento.🥑Olé Guac...
18/08/2026

L’estate volge al termine ma le giornate sono ancora lunghe, c’è ancora spazio per relax, giochi, divertimento.

🥑Olé Guacamole è un gioco di parole che si spiega in pochi secondi ma mette subito alla prova.

A ogni turno dovrai trovare una parola che NON contenga le lettere rivelate e che sia collegata a quella detta dal giocatore precedente. Più le lettere vietate aumentano, più la sfida si fa divertente.

Perfetto da infilare in valigia per le vacanze.
Edito da Asmodee Italia
🎲 2–8 giocatori
🎂 10+ anni

I giovani non leggono più. Mito o realtà?Secondo Istat, la quota più alta di lettori in Italia si trova proprio tra i gi...
10/08/2026

I giovani non leggono più. Mito o realtà?

Secondo Istat, la quota più alta di lettori in Italia si trova proprio tra i giovani fino ai 24 anni. E tra gli 11 e i 14 anni si raggiungono le percentuali più alte di lettura. Leggono in modo diverso, alternano carta, e-book, audiolibri, fanfiction, social, manga.

I numeri smontano il luogo comune: tra gli 11 e i 14 anni quasi 8 ragazzi su 10 leggono almeno un libro all’anno. Forse il punto non è che i giovani non leggono più, ma che leggono in modi, luoghi e formati che spesso gli adulti non riconoscono.

Qualche dato: secondo Istat, nel 2024 il 57,1% delle persone dai 6 anni in su ha letto almeno un libro nell’ultimo anno (circa 32 milioni di persone). La fascia con il valore più alto non è quella adulta, ma quella degli 11-14 anni: 78,9% di lettori.

Indirizzo

Via Gramsci 93a
Sala Bolognese
44010

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