Naturalisti Sacile APS

Naturalisti Sacile APS Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Naturalisti Sacile APS, Organizzazione no-profit, Viale Zancanaro, 10, Sacile.

I Naturalisti Sacile APS - Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (già Associazione Naturalisti Sacile Onlus) è attiva nel territorio dal 1970 con un’intensa attività di studio, ricerca, scambi culturali e pubblicazioni.

31/08/2026

📸 INCONTRI SELVATICI – Mostra fotografica
La natura, quando si lascia osservare, sa regalare incontri davvero speciali. 🦉🌲

Dal 3 al 6 settembre 2026, l’ex Chiesa di San Gregorio, a Sacile, ospita “Incontri Selvatici”, mostra fotografica di Carlo Dal Cin, dedicata alla bellezza e alla straordinaria varietà della fauna selvatica.

🎤 La mostra sarà presentata da Andrea Gazzetta, Presidente dell’Associazione Naturalistica Sacile.

🎉Inaugurazione: 3 settembre, ore 18:30
📍 Ex Chiesa di San Gregorio – Via Garibaldi, Sacile (PN)

📅 3–6 settembre 2026
🕐 Orari della mostra:
• 4 settembre: 10:30–12:00 / 17:00–21:00
• 5 settembre: 10:30–12:00 / 16:00–23:00
• 6 settembre: 10:30–20:00

Una mostra da vedere, per fermarsi un momento e lasciarsi sorprendere dalla natura. 🌿📷

LA CHIMERA DI SACILE: IL BOSCO URBANO TRA SOGNO E REALTÀ Ne è passata di acqua sotto i ponti di Sacile da quando è nata ...
25/08/2026

LA CHIMERA DI SACILE: IL BOSCO URBANO TRA SOGNO E REALTÀ

Ne è passata di acqua sotto i ponti di Sacile da quando è nata l'idea di realizzare un'area boscata di grandi dimensioni per soddisfare la necessità di migliorare la qualità dell'aria e il microclima cittadino.
L'argomento torna periodicamente ad animare l'interesse dei sacilesi, occupando le pagine dei giornali in particolare dopo l'allarme ozono e le recenti emergenze climatiche.
Ecco una breve sintesi descrittiva per chi desidera avere un quadro generale più completo in modo da integrare quanto apparso ultimamente sulla stampa.

Risale al lontano 2009, dimostrando una lungimiranza per certi versi profetica dell'evoluzione climatica, la prima idea del team formato da Emilio Ditali, Giorgio Presot e Gianluca De Vido di introdurre una visione urbanistica innovativa che potesse migliorare l'aspetto e la vivibilità dell'ambiente urbano tutelando allo stesso tempo l'ecosistema delle aree adiacenti.
L'idea diede vita, con il sostegno del WWF, al primo progetto per realizzare un bosco planiziale di circa 40 ettari nella periferia est della città.
L'idea gettò anche le basi per il successivo progetto Franchi, presentato nel 2014, che inglobava nuove aree con diverse destinazioni, fino a costituire un perfetto corridoio ecologico verso l'attuale parco urbano e l'area verde di Prà Castelvecchio.
Entrambi i progetti, nati forse troppo in anticipo sui tempi, non trovarono terreno fertile e vennero poi accantonati per lasciare spazio ad altre priorità, tra cui la Gronda est.
La svolta arriva con la creazione di uno strumento innovativo di programmazione partecipata, il Contratto di fiume Alto Livenza, quando il compianto ing. Mario Fregoli, presidente dell'associazione Naturalisti Sacile, presenta nel 2022 un nuovo progetto di bosco urbano, che ripropone una versione meno onerosa per le casse comunali in quanto prevede l'introduzione di una convenzione a costo zero con i proprietari privati per buona parte dei terreni interessati.
Il progetto prevede la realizzazione di un bosco planiziale in versione ridimensionata, poco meno di 35 ettari, con il molteplice scopo di attenuare gli effetti delle ondate di calore, abbattere la concentrazione di polveri sottili e costituire una cassa di espansione naturale per mitigare il rischio idraulico relativo alle esondazioni della Paisa.
Finalmente nel 2024 si arriva alla sottoscrizione dell'atto d'impegno formale del Contratto di fiume e il progetto viene inserito tra le azioni prioritarie.
La strada sembrava essere ormai spianata, ma all'euforia iniziale sono subentrate le perplessità, alimentate dalla mancanza di risposte chiare da parte dell'amministrazione comunale e culminate con la doccia fredda nel Consiglio comunale del 29 luglio, quando a un'interpellanza sull'attuale situazione, l'assessora all'ambiente Ariana Sabato ha dichiarato che l'unica area di bosco planiziale previsto dal piano regolatore riguarda una micro superficie di 1,5 ettari.
La strada verso la realizzazione appare perciò ancora lunga in quanto al di là delle buone intenzioni dichiarate in varie occasioni il progetto resta ancora fermo nel cassetto in attesa di tempi migliori.

Nei commenti alcune delle planimetrie più rappresentative

14/07/2026

Guarda un fiume di città o di pianura: spesso è dritto come un righello, chiuso tra due muri di cemento. Sembra ordine. In realtà è un problema.
Nel secolo scorso abbiamo raddrizzato migliaia di corsi d'acqua per guadagnare terra e far scorrere via l'acqua in fretta. Ma un fiume dritto e liscio corre più veloce: quando arriva la piena, quell'acqua accelerata arriva tutta insieme a valle — più forte, più distruttiva. E le sponde di cemento, senza radici né vegetazione, si sgretolano e non ospitano nulla.
La risposta si chiama rinaturalizzazione (o riqualificazione fluviale): ridare al fiume le sue curve, le sue anse, le sue sponde verdi. Un fiume che serpeggia è più lungo, quindi più lento: trattiene l'acqua, abbassa il picco di piena, filtra gli inquinanti. Le radici degli alberi tengono insieme le sponde meglio del cemento, e tornano pesci, uccelli e libellule.
In Italia c'è un progetto simbolo: la rinaturazione del Po, finanziata dal PNRR con 357 milioni per 56 interventi entro il 2026 — riaprire vecchi rami e lanche, ridurre l'artificialità dell'alveo, ripristinare 37 km di ampiezza e piantare oltre mezzo milione di alberi lungo le rive. Enti come l'ISPRA e il CIRF studiano da anni come farlo bene.
Non è senza conflitti né automatico. Restituire spazio al fiume tocca terreni agricoli — lungo il Po il dibattito sui pioppeti è acceso — e c'è chi preferirebbe ancora la via "dura" di nuovi argini e invasi. E attenzione: non ogni intervento "con le piante" è vera rinaturalizzazione; fatto male, o senza capire la dinamica del fiume, può fallire. Ma la direzione, in Europa e in Italia, è chiara: un fiume più naturale è anche più sicuro.
Abbiamo passato un secolo a raddrizzare i fiumi. Il futuro è lasciarli di nuovo un po' storti.

07/07/2026
Interesse per gli aspetti naturalistici e allo stesso tempo occasione di fuga dal caldo opprimente, questo perfetto conn...
03/07/2026

Interesse per gli aspetti naturalistici e allo stesso tempo occasione di fuga dal caldo opprimente, questo perfetto connubio di motivazioni ha convinto un'affiatata comitiva di naturalisti ad addentrarsi nei boschi del Gaiardin sabato scorso per una breve escursione su un percorso ad anello.
Partendo dal parco dei carbonai in località Lamar, dopo pochi minuti ci siamo ritrovati al cospetto del Castagneron, un castagno monumentale che pur mostrando i segni del tempo appare ancora in ottima forma.
Percorrendo un sentiero ombreggiato, a tratti delimitato da muri a secco che testimoniano l'importante ruolo svolto da queste vie di comunicazione fino a non molti anni fa, si è raggiunta Lama Vapora, importante sito riproduttivo per alcune specie di anfibi e, poco più in alto, lo spiazzo panoramico davanti alla strana costruzione chiamata "palazzetto Cavarzerani".
Una breve parentesi in mezzo a prati soleggiati, prima di immergerci nuovamente nella f***a ombra della faggeta, ci ha consentito di apprezzare la presenza di numerose specie di farfalle e altri impollinatori attratti dell'abbondanza di fioriture.
Dopo il ritorno al parco dei carbonai, dov'erano già iniziati i preparativi per la festa tradizionale che comprende un'accensione dimostrativa del "poiat", non poteva mancare una doverosa conclusione gastronomica. Una sosta ristoratrice alla Crosetta ha aggiunto il tassello mancante per completare nel migliore dei modi quest'esperienza.

Passeggiata naturalistica immersi nel verde della Val Trippera sabato scorso a San Pietro di Feletto.Alberto Carniel, es...
20/06/2026

Passeggiata naturalistica immersi nel verde della Val Trippera sabato scorso a San Pietro di Feletto.
Alberto Carniel, esperto conoscitore del territorio, ci ha guidato attraverso uno dei tratti più suggestivi di questa particolare formazione geologica circondata da colline dove i vigneti costituiscono l'elemento dominante del paesaggio.
È stata anche una buona occasione per una visita all'antica pieve con numerosi affreschi medievali ben conservati, tra cui spicca il celebre "Cristo della Domenica ", uno dei rarissimi esempi rimasti per questa tipologia di soggetto.
Infine per completare l'escursione non poteva mancare una breve esplorazione gastronomica a base di specialità locali.

Un progetto che fornisce un esempio concreto di convergenza tra sostenibilità economica, ambientale e sociale
19/06/2026

Un progetto che fornisce un esempio concreto di convergenza tra sostenibilità economica, ambientale e sociale

Nella cittadina friulana è nato un progetto che rivoluziona il modo di vivere gli spazi verdi urbani. Una squadra della Coop Noncello crea isole d’erba alta in mezzo al prato ben rasato nel parco del seminario. Fa crescere una miniforesta...

Un'escursione interessante, ma per certi versi atipica, quella di sabato scorso in Val Grande nel comune di Fontanafredd...
12/06/2026

Un'escursione interessante, ma per certi versi atipica, quella di sabato scorso in Val Grande nel comune di Fontanafredda, iniziativa nata dall'idea di alcuni naturalisti di ripercorrere le orme dei nostri esperti Roberto Pavan e Paola Taffarello che nell'opera pubblicata esattamente vent'anni fa illustrarono le unicità di questo biotopo caratterizzato da un'eccezionale biodiversità, con specie estremamente rare e localizzate tutelate dalle direttive comunitarie.
È stata un'escursione che ha lasciato spazio all'immaginazione in quanto non è stato possibile trovare un varco nella folta vegetazione per osservare all'interno la meta prevista, ma è bastata la semplice esplorazione delle aree adiacenti per documentare la presenza di numerose specie legate alle aree umide.
Rimane lo sconcerto per quanto le istituzioni avrebbero potuto e dovuto fare per tutelare quest'area dalla progressiva espansione delle coltivazioni, con la triste sensazione che quando si deciderà di intervenire potrebbe essere troppo tardi.

"... Questi ambienti conservano la storia del nostro passato, sono dei musei aperti, delle biblioteche viventi, dei serbatoi di informazioni, dei giardini botanici naturali e non vi è giustificazione possibile quando si distrugge ciò che ancora non si conosce..." (dal libro "La Val Grande ")

Escursione naturalistica preliminare a Pian de Salere e dintorni - 2/06/2026
05/06/2026

Escursione naturalistica preliminare a Pian de Salere e dintorni - 2/06/2026

Si è svolta ieri, sabato 30 maggio, l'escursione dei naturalisti nella zona delle risorgive nei dintorni di Nave.Il nost...
31/05/2026

Si è svolta ieri, sabato 30 maggio, l'escursione dei naturalisti nella zona delle risorgive nei dintorni di Nave.
Il nostro esperto Roberto Pavan ci ha guidato alla scoperta di un ambiente ricco di biodiversità che sopravvive inalterato in un'area estremamente ristretta.
Prossimo appuntamento sabato 6 giugno per una visita alla Val Grande nei pressi di Ranzano.

Indirizzo

Viale Zancanaro, 10
Sacile
33077

Orario di apertura

09:00 - 17:00

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