Associazione Culturale Boborosso

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Associazione Culturale Boborosso Scopo è la promozione culturale nel rispetto dei valori della Resistenza e della Costituzione. Organizza il Premio Letterario "Erminio Masiero Neri".

21/04/2024
Contestualmente verrà fatta una piccola lotteria interna per raccogliere fondi per la Romagna alluvionata.
23/05/2023

Contestualmente verrà fatta una piccola lotteria interna per raccogliere fondi per la Romagna alluvionata.

19/11/2022

Mai dismenteâ!
Già nove anni senza Erminio Masiero "Neri".

Riportiamo l'articolo che Dino Spanghero gli dedicò su Patria Indipendente.

https://www.patriaindipendente.it/anpi/neri-la-tessera-partigiana/

"Per la sezione Anpi di Ruda, piccolo comune della Bassa Friulana situato a 20 chilometri dal confine di stato con l’ex Yugoslavia, fino a sette otto anni fa non si trattava del giorno del tesseramento, bensì del “mese del tesseramento”.

La cosa cominciava all’inizio del mese di novembre, dopo i Santi, i Morti, il IV novembre e la fiera di San Carlo. Lui, al secolo Erminio Masiero, partigiano combattente, classe 1925, nella Brigata Manara, Divisione Garibaldi Natisone, nome di battaglia “Neri”, presidente della Sezione, inforcava la sua amata Bianchi e, armato di un piccolo quaderno dalla copertina nera e di matita, faceva visita a tutti gli iscritti (dicesi tutti) per ricordare loro che era aperto il tesseramento e che la quota da pagare era di (lire e dopo euro) tot. Riscuoteva al momento e segnava ordinatamente sul suo quaderno. Se non trovava a casa l’interessato, ma la moglie o il figlio, diceva, o meglio ordinava, così: «Dì a tuo padre che sono passato e torno domani. Lui sa già perché».

Finito il giro, verso la fine del mese, telefonava a Udine e ordinava le tessere. Qui entravamo in gioco noi più giovani, perché muniti di macchina e patente. Si stabiliva una data, di solito l’ultimo sabato di novembre o il primo di dicembre, e si partiva verso la capitale del Friuli. La signora addetta al tesseramento si sentiva dire ogni anno: «Siamo i primi o quelli di Aquileia sono già arrivati?». Le tessere venivano ritirate pronta cassa, guai transigere. Il ritorno da Udine “doveva” concludersi a casa di Neri, dove la signora Teresa sapeva già di portare in tavola il miglior verduzzo.

L’indomani Neri ricominciava il suo giro per consegnare personalmente, a ciascun iscritto, la tessera.

A questo punto veniva da me e, con sottile ironia, mi diceva «Tu che sai scrivere, adesso puoi fare gli inviti per l’assemblea». E così doveva essere.

Caro vecchio indimenticabile Neri.

Dino Spanghero, presidente provinciale dell’Anpi di Udine"

29/09/2022

Quest’uomo straordinario si chiama Ferruccio Laffi, ha 94 anni ed è uno degli ultimi e pochissimi sopravvissuti della Strage di Marzabotto.

Ne aveva 16 il 30 settembre del 1944 quando, tornando nella sua casa di Monte Sole, trovò l’intera famiglia ammazzata dai nazifascisti: mamma, papà, fratelli, sorelle. 14 persone in tutto, trucidati insieme a migliaia di italiani innocenti.

Li ammazzarono uno per uno, nelle case, nelle cascine, persino nelle chiese, donne, anziani e bambini, alcuni fucilati sul posto, altri bruciati vivi, altri ancora decapitati. In tutto alla fine saranno 1830 le vittime. Per una settimana intera. Non importava se avessero combattuto o no, se fossero o meno partigiani. I nazisti erano arrivati sull’Appennino bolognese con un piano preciso in testa: ammazzare qualunque essere umano in grado di respirare. E così fecero.

Ferruccio Laffi si salvò per miracolo, andandosi a nascondere nel bosco. Quando tornò a casa e vide quei 14 corpi, li seppellì uno per uno con le sue mani. Avete idea di cosa significhi una cosa simile, a 16 anni, solo al mondo?

Ha trascorso metà della sua vita a cercare di dimenticare l’orrore.
E, quando ha capito che era impossibile, ha cominciato a raccontarlo. A testimoniare. A denunciare, a chiedere (e infine ottenere) giustizia. Perché altri, dopo di lui, non lo potessero più cancellare.

Il 29 settembre di 78 anni fa cominciava la strage di Marzabotto, una delle più grandi ferite della storia dell’Umanità, proprio lì, a due passi da Bologna.

A Ferruccio Laffi, a questa memoria vivente, l’omaggio e il pensiero di tutti noi. Guai dimenticare.

11/08/2022
13/07/2022
13/07/2022

«Ricordo ancora la domanda che fece il professore di filosofia il primo giorno di liceo: 'A che serve studiare? Chi sa rispondere?".

Qualcuno osò rispostine educate: "a crescer bene", "a diventare brave persone". Niente, scuoteva la testa. Finché disse: "Ad evadere dal carcere".

Ci guardammo stupiti. "L’ignoranza è un carcere. Perché là dentro non capisci e non sai che fare.
In questi cinque anni dobbiamo organizzare la più grande evasione del secolo. Non sarà facile, vi vogliono stupidi, ma se scavalcate il muro dell’ignoranza poi capirete senza dover chiedere aiuto. E sarà difficile ingannarvi. Chi ci sta?".

Mi è tornato in mente quell’episodio indelebile leggendo che solo un ragazzo su venti capisce un testo. E penso agli altri diciannove, che faticano ad evadere e rischiano l’ergastolo dell’ignoranza.
Uno Stato democratico deve salvarli perché è giusto. E perché il rischio poi è immenso: le menti deboli chiedono l’uomo forte».

[Corrado Augias]

09/07/2022

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