10/07/2026
Gaiba (Ro), 30 giugno, fiume . O quello che ne resta.
Al Delta non arriva più acqua, perché è saltato il regime idrologico di piogge e disgelo dei ghiacciai che lo alimentava come un tempo, mentre un modello agricolo sempre più vorace di acqua ha fatto il resto 🚜
Il progressivo abbassamento del livello del fiume e l’accumulo di carico organico e nutrienti derivanti da agricoltura, allevamenti e scarichi dei depuratori, portano ad una distrofia dell’ambiente fiume, con conseguente abnorme crescita di piante acquatiche e alghe e moria della fauna acquatica, con rischio per la conservazione della biodiversità del fiume.
La Regione del Veneto nei giorni scorsi ha dichiarato lo stato di emergenza e ha emanato un’ordinanza sulla siccità, ma vedendo gli inefficienti irrigatori a pioggia in funzione in questi giorni sui campi di ancora accesi, non sembra che tutti l’abbiano colta 🚫
Quelle che un tempo si consideravano eccezionali condizioni di carenza idrica, sono ormai situazioni che si ripresentano con una frequenza tale da non poter più essere considerate eccezionali, ma strutturali. Non serve più intervenire quando l’emergenza è in corso; serve invece:
💧 accelerare gli interventi per contenere le perdite della rete acquedottistica;
💧 promuovere il riuso delle acque reflue depurate dove tecnicamente possibile;
💧 incentivare i bacini di accumulo (non solo sui grandi invasi, ma su piccoli invasi diffusi);
💧 adottare sistemi di irrigazione non dispersivi;
💧 rivedere le vocazioni territoriali rispetto a coltivazioni che consumino meno acqua.
Interventi strutturali e sovraregionali da adottare quanto prima. Così il fiume tornerà a sembrare un fiume.
Leggi il comunicato stampa 👉 legambienteveneto.it/fiume-po-in-secca-per-legambiente-servono-interventi-strutturali-e-su-scala-sovraregionale/