17/05/2026
Ritorno al passato? No, grazie.
In un’epoca in cui i rinnovi contrattuali del pubblico impiego restano sotto l’inflazione, in cui gli stipendi perdono potere d’acquisto e il costo della vita continua a correre, c’è una cosa che ancora può rendere attrattivo il lavoro pubblico: la qualità della vita.
Lo smart working non è un regalo.
Non è un privilegio.
Non è “stare a casa”.
È uno strumento serio di organizzazione del lavoro, che permette di conciliare tempi di vita e tempi di lavoro, ridurre spostamenti inutili, migliorare il benessere delle persone e rendere più moderna anche la Pubblica Amministrazione.
Perché diciamolo chiaramente: se il lavoro pubblico non può competere sui salari, almeno deve poter competere sulla dignità dell’organizzazione, sulla sostenibilità, sulla fiducia verso chi ogni giorno manda avanti servizi, uffici, sportelli, ospedali, enti e comunità.
Togliere o ridurre il lavoro agile significa mandare un messaggio preciso: tornare indietro, al controllo invece della responsabilità, alla presenza fisica come valore in sé, anche quando non serve, anche quando peggiora la vita delle persone senza migliorare i servizi.
Noi pensiamo l’opposto.
La FP CGIL Rovigo difende lo smart working perché difende un’idea di lavoro pubblico moderno, umano, sostenibile.
Se il futuro del lavoro pubblico deve essere costruito, non può essere costruito guardando nello specchietto retrovisore.