Tantra & Amore

Tantra & Amore Ta**ra Counseling personale e relazionale - Specializzati nelle relazioni.

Per cambiare, scegliere e migliorare ciò che desideri sul piano personale, della relazione, della famiglia, del lavoro, della sessualita’ , della vita. Ci sono momenti in cui la sensazione di insoddisfazione per alcuni aspetti della vita è forte, in cui provi un misto di delusione, rabbia, voglia di piangere o di ribellione. In questi momenti ci sono due possibilità, abbandonarti alla insoddisfazi

one e lamentarti, oppure passare all’azione, fare un piccolo gesto, il primo per prenderti cura di te e migliorare la tua vita. In altre parole passare da vittima a regista, passare dal senso di colpa al gesto di prendersi la responsabilità di scegliere, agire per migliorare. Questi ultimi “movimenti” appena descritti, sono “movimenti” che ti spostano dalla posizione di bambino/a dipendente da qualcuno, a adulto/a indipendente e padrone delle tue scelte e della tua vita. L’utilizzo del counseling individuale o sessuologico, del coaching, che nel nostro metodo sono modalità che alterniamo durante i corsi di gruppo o nelle sessioni individuali e di coppia, sono uno strumento efficace per riscoprire e far emergere le risorse personali e le qualità della persona. Il nostro metodo è un metodo semplice immediato ed efficace perchè in pochi incontri ti permette di ricevere strumenti pratici per renderti autonomo nell’affrontare le difficoltà quotidiane, indipendente da noi. Imparerai con passi semplici e precisi a uscire dai momenti di difficoltà in qualunque momento e in qualunque situazione ti trovi. Il metodo che utilizziamo è innovativo perchè utilizza una integrazione tra tecniche orientali propriamente legate al Ta**ra e alla Meditazione, quelle occidentali come la terapia corporea attraverso l’IBP (Integrative Body Psychotherapy), le costellazioni familiari e la consulenza sessuologica. In questo percorso puoi scegliere di seguire le sessioni individuali, gli incontri di gruppo o entrambi. Nelle sessioni individuali verrai seguito attraverso un metodo personalizzato che segue le tecniche del counseling e del life coaching, ma che e’ integrato con esperienze corporee tipiche del ta**ra, della meditazione , della respirazione consapevole. Ti verranno dati strumenti pratici e concreti per risolvere i temi importanti della tua vita, ritrovare il benessere, la vitalita’, la passione e il piacere in te stesso e nelle tue relazioni. Nelle sessioni di gruppo il programma è più strutturato e il punto di forza è il confronto con gli altri e le loro tematiche. Spesso il punto di forza che fa la differenza, è rendersi conto che il mio tema che considero insormontabile e particolare, è invece comune e risolvibile, è osservare che anche il mio compagno di corso ha una sfida simile alla mia e che su di essa un punto di vista diverso, un modo di agire diverso dal mio mi possono essere d’aiuto per prendere spunto, cambiare approccio, togliere potere a ciò che mi ostacola e rendere fattibile, possibile, o accettabile il mio obiettivo.

Siamo analfabeti relazionali ed emotivi. Non ci viene insegnato come gestire le emozioni e come relazionarci, non solo c...
11/06/2026

Siamo analfabeti relazionali ed emotivi. Non ci viene insegnato come gestire le emozioni e come relazionarci, non solo col partner, ma con gli altri esseri umani in generale.

Così, assorbiamo, anche senza volerlo, i modelli tossici ormai "normalizzati" dalla TV e dai media. Cresciamo con l’idea distorta che amore e innamoramento siano sinonimi, che la potenza di un sentimento si misuri attraverso il possesso, la gelosia o il controllo. Sdoganiamo comportamenti pericolosi: dal bullismo alla dipendenza affettiva, fino all'impossibilità di dire "no" e al logoramento costante della propria identità.

Nei romanzi e nelle serie tv è raro vedere relazioni tra pari basate sulla reciprocità. Quasi mai vediamo genitori che insegnano ai figli a comunicare, a definire confini sani, a rispettarsi. Al contrario, ci propinano storie in cui il bullismo è un naturale elemento fra coetanei, il bullizzato non subisce poi così tanti danni (e un po' se l'è cercata, dai) e se si vendica è il "cattivissimo" della storia, il genitore è assente o invasivo.

Storie d'amore dove prepotenza e sottomissione vengono scambiate per passione, facendoci credere che preservare la propria integrità, dire di "no", sia quasi "sbagliato" in amore.

Normalizzata l'umiliazione, la derisione, il ricatto e la prevaricazione fisica dell'uomo e al tempo stesso la totale irrazionalità e immaturità femminile, il bisogno della donna di essere "domata", "castigata", "disciplinata" dall'uomo e infine di diventare veramente intelligente, completa e matura solo dopo il sesso con l'anima gemella.

Se questi sono i modelli alternativi al sistema androcentrico istituzionale delle generazioni passate, non possiamo meravigliarci, allora, di vedere un numero sempre crescente di separazioni, tradimenti e difficoltà nei legami sociali.

Non è un caso se il sistema nervoso di troppe persone oggi vive in uno stato di allerta costante. Scambiamo l'ansia per desiderio e la possessività per protezione, dimenticando che il corpo, quando è in uno stato di paura, non può accedere all'espansione del piacere.

Eppure, un'altra strada esiste:
✅ Costruire relazioni solide e durevoli è possibile.
✅ Parlarsi senza aggredirsi è possibile.
✅ Amarsi restando se stessi è possibile.

Dobbiamo iniziare a disimparare la tossicità e a educarci, seriamente, alle emozioni, all'indipendenza, alla maturità e alla comunicazione efficace.

Disimparare è la forma più alta di apprendimento.

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Lo psicologo Arthur Aron, insieme a sua moglie Elen ed altri colleghi, nel 1997, mise a punto trentasei domande per cono...
10/06/2026

Lo psicologo Arthur Aron, insieme a sua moglie Elen ed altri colleghi, nel 1997, mise a punto trentasei domande per conoscersi, creare un legame di fiducia e costruire l'intimità.
Non si tratta di fare un interrogatorio di polizia, ma di ricavare del tempo per sedersi, guardarsi negli occhi senza distogliere lo sguardo e parlarsi. È un esercizio di ginnastica emotiva che obbliga il sistema nervoso a passare dallo stato di allerta a quello di connessione profonda, perché l'auto-rivelazione reciproca è tra i motori più potenti della vicinanza affettiva.

Per una coppia matura possono essere un rito di rinnovamento, per riaccendere il fuoco del riconoscimento reciproco e della passione, per legame appena formato possono rappresentare un filtro di qualità.

Ne avete mai sentito parlare? Le avete mai provate?
Mettete via i telefoni, spegnete la televisione e, per una volta, datevi il permesso di essere curiosi come al primo appuntamento, ma con la profondità che solo l'esperienza può darvi. A volte, per ritrovare l'altro, bisogna solo avere il coraggio di fargli la domanda giusta e, soprattutto, restare in attesa della risposta, senza fretta, respirando.
Eccole qui.

1. Se potessi scegliere tra chiunque al mondo, chi vorresti come ospite a cena?
2. Ti piacerebbe essere famoso? In che modo?
3. Prima di fare una telefonata, provi mai quello che dirai? Perché?
4. Com'è un "giorno perfetto" per te?
5. Quando è stata l'ultima volta che hai cantato da solo? E per qualcun altro?
6. Se potessi vivere fino a 90 anni e mantenere la mente o il corpo di un trentenne per gli ultimi 60 anni, quale dei due sceglieresti?
7. Hai un presentimento segreto su come morirai?
8. Elenca tre cose che tu e il tuo partner sembrate avere in comune.
9. Per cosa nella tua vita ti senti più grato?
10. Se potessi cambiare qualcosa nel modo in cui sei stato cresciuto, cosa cambieresti?
11. Prenditi quattro minuti e racconta la storia della tua vita nel modo più dettagliato possibile.
12. Se potessi svegliarti domani con una nuova qualità o abilità, quale sarebbe?

13. Se una sfera di cristallo potesse dirti la verità su te stesso, la tua vita, il futuro o qualsiasi altra cosa, cosa vorresti sapere?
14. C'è qualcosa che sogni di fare da tanto tempo? Perché non l'hai fatto?
15. Qual è il più grande risultato della tua vita?
16. Cosa apprezzi di più in un'amicizia?
17. Qual è il tuo ricordo più caro?
18. Qual è il tuo ricordo più terribile?
19. Se sapessi che entro un anno morirai improvvisamente, cambieresti qualcosa nel tuo modo di vivere? Perché?
20. Cosa significa l'amicizia per te?
21. Che ruolo hanno l'amore e l'affetto nella tua vita?
22. Alternatevi per condividere qualcosa che considerate una caratteristica positiva del vostro partner (per un totale di cinque punti).
23. Quanto è affettuosa la tua famiglia? Ritieni che la tua infanzia sia stata più felice di quella della maggior parte delle persone?
24. Come ti senti riguardo al tuo rapporto con tua madre?

25. Formulate tre affermazioni vere con il "noi". (Esempio: "Siamo entrambi in questa stanza e ci sentiamo...")
26. Completa questa frase: "Vorrei aver avuto qualcuno con cui condividere..."
27. Se dovessi diventare amico intimo del tuo partner, condividi con lui/lei cosa sarebbe importante che sapesse.
28. Dì al partner cosa ti piace di lui/lei; sii molto onesto/a, dicendo anche cose che in genere non diresti a qualcuno appena conosciuto.
29. Condividi con il partner un momento imbarazzante della tua vita.
30. Quando è stata l'ultima volta che hai pianto davanti a qualcun altro? E da solo?
31. Dì al partner qualcosa che già ti piace di lui/lei.
32. Cosa c'è, se c'è, di troppo serio per scherzarci su?
33. Se dovessi morire questa sera senza poter parlare con nessuno, cosa rimpiangeresti di non aver detto a qualcuno? Perché non gliel'hai ancora detto?
34. La tua casa, con tutto ciò che possiedi, prende fuoco. Dopo aver messo in salvo i tuoi cari, hai tempo per un'ultima corsa: quale oggetto salveresti e perché?
35. Delle persone della tua famiglia, la morte di chi ti colpirebbe di più? Perché?
36. Condividi un problema personale e chiedi al partner come lo affronterebbe. Chiedigli anche di descriverti come pensa che tu ti senta riguardo a quel problema.

Concludere il dialogo guardandosi fisicamente negli occhi per quattro minuti in silenzio.

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La differenza di età è importante o no?Chi dei due deve essere più giovane e di quanto? Oppure devono avere la stessa et...
09/06/2026

La differenza di età è importante o no?
Chi dei due deve essere più giovane e di quanto? Oppure devono avere la stessa età? Qual è la formula anagrafica ideale?
La differenza di età perfetta, come la coppia perfetta e l'amore perfetto, non esistono. Sono condizionamenti puri e semplici. Chi lavora ogni giorno con la carne, con il respiro e con l'energia che scorre tra due corpi sa bene che l'età cronologica è solo una delle tante convenzioni (e convinzioni) che abbiamo costruito per sentirci al sicuro con un'etichetta ben definita. La società ama le etichette perché semplificano la realtà, ma la realtà è liquida e nonostante la persistenza di pregiudizi culturali, le relazioni con una marcata differenza di età siano in costante aumento, smentendo la narrazione del tabù.
L'incastro fra due anime e due corpi non è determinato dall'anno di nascita, ma dalla sincronia dei ritmi biologici e la risonanza dei mondi interiori e la danza tra due diverse stagioni della vita ha la potenzialità di generare un’alchimia molto forte. Il vero nodo non riguarda le rughe o la giovinezza, ma la qualità della presenza. Una persona può avere vent’anni e un’anima che ha già visto troppe albe, oppure può averne sessanta e possedere una capacità di gioco e una freschezza sensoriale che farebbero invidia a un adolescente. Il punto non è quanti anni hai vissuto, ma quanta consapevolezza sei riuscito a portare nel tuo corpo.

L'unica vera domanda da porsi, come in tutte le relazioni d'amore, è se si vuole usare il partner per colmare un vuoto o se energeticamente c'è della sintonia. Il resto... è fuffa.

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La coppia come laboratorio evolutivo e fortezza rivoluzionariaIl mondo corre a una velocità che toglie il respiro, siamo...
08/06/2026

La coppia come laboratorio evolutivo e fortezza rivoluzionaria

Il mondo corre a una velocità che toglie il respiro, siamo bombardati da sovrinformazione, sovrastimolazione e verità sempre più fluide che ci confondono, manipolano, deumanizzano, facendo leva sulle nostre paure, sfruttando il funzionamento del nostro sistema nervoso per il profitto, incoraggiando l'analfabetismo relazionale, per isolarci e controllarci sempre di più. In un tale panorama, la coppia può essere un porto sicuro, dove riacquistare le forze, la roccaforte dello spirito. Ma qual è il modello di coppia in grado di sostenere un tale compito?
Un modello tantrico. Dove i partner sono parimenti sovrani, completamente onesti e indipendenti.

Due persone che scelgono di non delegare la propria felicità al mercato o alle mode che passano, ma di coltivare un fuoco interno, di stabilire limiti e confini, di percorrere un cammino evolutivo insieme, senza dipendenze e senza sottintesi. Richiede la disciplina di due adulti che hanno smesso di giocare a rincorrersi tra i ruoli del genitore e del figlio, scegliendo invece di guardarsi negli occhi con quella onestà brutale che solo chi si ama davvero può sostenere. Quando la relazione è vissuta con questa consapevolezza, diventa un baluardo di dignità. Non siamo più pedine mosse da algoritmi o da paure collettive, ma diventiamo custodi di un progetto comune che si rinnova costantemente.

In questo spazio sacro, ogni manipolazione che arriva dal mondo esterno rimbalza contro le mura della nostra intesa. Significa fare pulizia dei detriti accumulati, delle aspettative non dette e di quella pigrizia che ci porta a dare l'altro per scontato. La fortezza della coppia è viva solo se le sue porte rimangono aperte al confronto interno, permettendoci di essere, finalmente e radicalmente, padroni della nostra casa.
Cosa c'è di più rivoluzionario di due anime che decidono di essere, prima di tutto, fedeli alla propria verità?

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Basta che il partner non risponda a un messaggio per due ore ed eccolo lì, incastrato nella diagnosi: è un narcisista co...
07/06/2026

Basta che il partner non risponda a un messaggio per due ore ed eccolo lì, incastrato nella diagnosi: è un narcisista covert che sta praticando il trattamento del silenzio. Se all’inizio della storia ci ha riempito di attenzioni, non era entusiasmo, era bombardamento d’amore di un narcisista patologico. E quel bisticcio furioso per decidere dove andare in vacanza? Manipolazione psicologica.

Negli ultimi anni, parole nate nei laboratori di ricerca o negli studi terapeutici sono letteralmente esplose sui social network. I dati da google trends ci dicono che le ricerche online per termini legati alle dinamiche tossiche sono triplicate nell’ultimo decennio. Bello, abbiamo finalmente gli strumenti culturali per dare un nome a veri e propri abusi emotivi e per non subire in silenzio. Ok, però stiamo scivolando in un paradosso pericoloso.

A forza di appiccicare etichette cliniche a qualsiasi comportamento, stiamo patologizzando anche la normale, sana e inevitabile fatica di stare insieme.

Quando due universi corporei ed emotivi si incontrano, l’attrito è una legge della fisica, non necessariamente un sintomo di squilibrio mentale. Il rischio reale è che queste parole altisonanti diventino il perfetto paravento dietro cui nascondersi. È molto più facile dire "scappo perché lui ha un attaccamento evitante" piuttosto che guardarsi dentro e ammettere "ho una paura tremenda di mettermi in gioco e di gestire un compromesso". Trasformiamo ogni forma di egoismo passeggero o ogni litigio in un abuso, così da avere la coscienza pulita e il passaporto pronto per fuggire al primo accenno di tempesta.

La nostra biologia è programmata per reagire alle difficoltà. Quando incontriamo l'ombra dell'altro, le nostre vecchie ferite si risvegliano e il sistema nervoso va in allarme. Ma proiettare sul partner la colpa di ogni nostra tensione, catalogandolo come il mostro della situazione, ci priva del potere più grande: quello di evolvere.

Nei nostri corsi vediamo continuamente questo meccanismo. Le persone arrivano con un elenco di diagnosi auto-stabilite e pronte per il partner, che hanno già incasellato in base alle "direttive" trovate sul web. Poi, alla fine del corso, se ne vanno scoprendo che c’era solo un immenso bisogno di fare chiarezza in se stessi, di parlarsi, ascoltarsi, capirsi.
Prima di etichettare l’altro, dovremmo imparare a respirare dentro quel disagio, a sentire dove risuona nel corpo e a esprimerci con onestà assoluta.

Dovremmo ammettere che non basta qualche informazione grossolana appresa sul web per sostituirsi a terapeuti che studiano anni per formarsi e specializzarsi e che comunque non apporrebbero mai in modo approssimativo tali etichette diagnostiche.

Non vi stiamo dicendo di restare dove c'è disagio, manipolazione o addirittura violenza, tutt'altro.
Ma non confondiamo un partner distratto o un confronto acceso con uno squilibrio mentale patologico o un pericolo mortale. Altrimenti, l'unico vero legame tossico che rischiamo di coltivare è quello con la nostra incapacità di amare un essere umano reale.

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È giusto assecondare il desiderio del partner anche quando non si ha voglia?C'è una bugia d'amore che ci tramandiamo da ...
06/06/2026

È giusto assecondare il desiderio del partner anche quando non si ha voglia?

C'è una bugia d'amore che ci tramandiamo da generazioni: l'idea che l'intimità sia una valuta di scambio. "Oggi lo faccio per te, così domani tu lo fai per me". Oppure, peggio ancora: "Lo assecondo così evito che si arrabbi, che si allontani o che vada a cercare altrove".

Sapete cosa succede nel corpo quando dite di sì con la bocca ma tutto il vostro sistema nervoso sta gridando no? Si attiva immediatamente l'amigdala e si produce cortisolo, l'ormone dello stress. Il cervello registra quel momento come stressorio e, nel tempo, la ripetizione spegne i ricettori del piacere e crea una sottile, strisciante repulsione verso il partner. Assecondare per "dovere" o per compiacere è in sostanza un killer del desiderio sul lungo periodo.
Tu lo vorresti un partner che si concede solo per "dovere" o per "accontentarti"?
Il partner che insiste, forse non cerca un oggetto da usare, ma connessione, conferma della propria appetibilità. Forse vi sente sempre più lontani proprio a causa dei "no" che avete costretto a diventare "sì" e non sa come raggiungervi.

La soluzione non è l'astinenza, ma l'onestà. Fate chiarezza dentro di voi sul vostro confine sacro, e poi parlatene al partner. Liberate i "no" dal contorno di giudizio e paura del rifiuto e in questo modo renderete i "sì" più potenti, perché autentici.
No, lo stare insieme non significa che si debba sempre aver voglia perché il partner non è una proprietà e il suo desiderio non è scontato.
Il sesso consapevole è un banchetto per divinità, non una mensa aziendale a cui ci si deve presentare e timbrare il cartellino.

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Decodificare il partner(ed etichettare l'amore)Dilaga progressivamente sui social un pensiero bizzarro: l'amore vero eme...
05/06/2026

Decodificare il partner
(ed etichettare l'amore)

Dilaga progressivamente sui social un pensiero bizzarro: l'amore vero emette segnali da captare e decodificare. Si sta facendo addirittura strada una sorta di compendio di regole per decriptare gesti ed espressioni che segnalino se la relazione è solida o meno.
Attenzione: sostituire la comunicazione diretta con questi test invisibili è una trappola per il nostro sistema nervoso. Quando passate le giornate a valutare il linguaggio non verbale dell'altro per cercare conferme, il corpo si irrigidisce e l'energia si sposta dalla pancia, dal sesso e dal cuore. Diventate controllori, poliziotti del sentimento. E nessuno ha mai voglia di fare l'amore con un esaminatore. In altre parole: è una strada che porta alla fine della relazione.

Il corpo non mente, è vero, ma il comportamento dell'altro appartiene anche alla sua stanchezza, ai suoi pensieri sul lavoro, alle sue ombre personali. Proiettare le proprie insicurezze su ogni suo battito di ciglia è un atto di egoismo mascherato da sensibilità. La verità è che non potete pretendere che l'altro legga una mappa che voi stessi non avete ancora tracciato: questi test silenziosi nascono perché non sappiamo dare un nome ai nostri bisogni o abbiamo paura di esporci.

Uscire da questo labirinto richiede un salto di qualità: prendersi la responsabilità di dire: "Ho bisogno di questo".
L'essere umano non è un computer programmato per indovinare algoritmi emotivi.

Quindi, stasera, invece di misurare col goniometro la distanza del suo corpo a letto, provate a usare la tecnologia più antica del mondo: parlate. Chiedete. E se proprio vedete il partner strano, invece di andare in ansia, fategli una carezza sulla nuca e ditegli: "Ti va di parlarne o preferisci che ordiniamo una pizza e stiamo in silenzio?".

Ricordatevi che l'intimità non è un esame di ammissione, è una danza.

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Cos'è una relazione aperta o la non-monogamia etica?Che cosa si intende per "non-monogamia etica"? Una relazione sentime...
04/06/2026

Cos'è una relazione aperta o la non-monogamia etica?

Che cosa si intende per "non-monogamia etica"? Una relazione sentimentale stabile dove entrambi i partner, con consapevolezza e precise regole concordate, non sono sessualmente esclusivi. Può significare esperienze sessuali condivise con più partecipanti allo stesso tempo ma non necessariamente implicarlo.
Non è un passaporto comodo per chi ha paura di impegnarsi o è alla ricerca costante della droga biochimica dell'innamoramento. E nemmeno per chi vive dell'adrenalina della caccia segreta. Al contrario, è uno dei banchi di prova più rigorosi per l’onestà e la trasparenza.
In Occidente siamo cresciuti con il mito dell'"anima gemella": che deve essere "spontaneamente" l’amante perfetto, il migliore amico, il confidente, il partner d’affari e il compagno di viaggio ideale... per tutta la vita, senza sforzo. Un carico di aspettative così pesante che spesso finisce per schiacciare anche l’amore più grande.
La non monogamia etica ribalta la prospettiva. L'amore non è una torta che se ne dai una fetta a qualcun altro ne resta meno per il partner.
Ma attenzione alla parola chiave: etica. Significa che non ci sono zone d'ombra, non ci sono bugie, non c'è il brivido del proibito alle spalle dell'altro. Manca del tutto la certezza (illusoria) del porto sicuro e confortantemente monogamo a cui tornare dopo aver espresso ampiamente la propria sessualità all'esterno.
Aprire la coppia significa avere guardato profondamente in se stessi, manifestato i propri bisogni, superato le proprie paure e aver stipulato un solido accordo di relazione che definisca i termini dell'apertura.
Ma se non riuscite a mettervi d'accordo su chi deve svuotare la lavastoviglie senza fare la guerra fredda per tre giorni, gestire una relazione aperta è semplicemente impossibile.

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Indirizzo

Via Achille Grandi 9
Rosignano Solvay
57016

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393283083753

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