Associazione Il Guscio

Associazione Il Guscio Associazione contro la violenza di ogni genere

🎨 Grazie, Conzia Corti.L'Associazione Il Guscio desidera esprimere la più sincera gratitudine all'artista Conzia Corti p...
17/06/2026

🎨 Grazie, Conzia Corti.
L'Associazione Il Guscio desidera esprimere la più sincera gratitudine all'artista Conzia Corti per il generoso dono di due sue splendide creazioni.
Un gesto che va ben oltre il valore artistico delle opere: è un atto di solidarietà, di vicinanza concreta e di sensibilità verso le persone più fragili che ogni giorno cerchiamo di sostenere.
Grazie per il tuo cuore gentile, per la tua disponibilità, per la dolcezza con cui accompagni il nostro cammino e per aver scelto di essere al nostro fianco attraverso la tua arte.
Le tue opere non impreziosiscono soltanto i nostri spazi, ma portano con sé un messaggio di speranza, condivisione e umanità.
A nome di tutta l'Associazione Il Guscio, grazie per il sostegno, l'affetto e la fiducia che ci dimostri. Sono persone come te a ricordarci che la bellezza può diventare un ponte verso il bene comune. ❤️
SostegnoConcreto Volontariato Comunità ArteCheAiuta SolidarietàInAzione

Mio caro generale VannacciIl femminicidio esiste, a non esistere è l'alibi dell'ignoranzaQuando un rappresentante delle ...
15/06/2026

Mio caro generale Vannacci

Il femminicidio esiste, a non esistere è l'alibi dell'ignoranza

Quando un rappresentante delle istituzioni afferma che il femminicidio non esiste, non sta esprimendo una semplice opinione, sta negando una realtà che ogni anno lascia dietro di sé decine di donne uccise, famiglie distrutte e figli condannati a convivere per sempre con un dolore indicibile.

Il problema non è la provocazione, il problema è la superficialità con cui si affronta una tragedia che continua a insanguinare il nostro Paese.

Il femminicidio non è uno slogan politico, non è un'invenzione ideologica, non è una parola inventata da qualche movimento per attirare attenzione, e' il nome di un fenomeno preciso: l'uccisione di una donna all'interno di una dinamica di dominio, possesso, controllo e annientamento della sua libertà.

Negarlo significa chiudere gli occhi davanti all'evidenza.

Le donne non vengono massacrate perché si trovano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Molto spesso vengono uccise perché hanno detto "basta", perché hanno chiesto una separazione, perché hanno rifiutato una relazione, perché hanno rivendicato il diritto di vivere la propria vita senza padroni.

È questa la differenza che qualcuno finge di non vedere.

Dietro ogni femminicidio c'è quasi sempre una storia che si ripete con inquietante regolarità: controllo ossessivo, gelosia patologica, minacce, umiliazioni, persecuzioni, violenze psicologiche e fisiche. L'omicidio è soltanto l'ultimo capitolo di una tragedia iniziata molto tempo prima.

Dire che si tratta semplicemente di "omicidi" equivale a cancellare tutto ciò che precede il delitto. Significa ignorare anni di denunce, richieste d'aiuto, paura e isolamento.

Significa guardare il corpo di una donna assassinata e rifiutarsi di vedere la catena di violenze che l'ha condotta fino a quel momento.

Ma la realtà non scompare perché qualcuno decide di negarla.

Esistono i dati, esistono le sentenze, esistono le testimonianze delle vittime sopravvissute, esistono gli operatori dei centri antiviolenza che ogni giorno raccolgono racconti di donne terrorizzate, esistono i figli che assistono alle aggressioni, esistono le bare bianche e

L'Associazione "Il Associazione Il Guscio  ringrazia Giorgio Formicone per il dono del suo dipinto.  È una riproduzione ...
14/06/2026

L'Associazione "Il Associazione Il Guscio ringrazia Giorgio Formicone per il dono del suo dipinto.
È una riproduzione del dipinto realizzato sul muretto del lungomare, dal pittore, in ricorrenza la festa delle donne.
È un pezzo unico ed é realizzato su una carta telata, che é stata anche bruciata ai lati.
Il dipinto ha due significati:
Il primo, che nella vita possiamo essere maltrattati ed avere ferite che ci segneranno per sempre.
Il secondo, che esiste in noi una bellezza che rimane i alterata dalle ferite che subiamo. Poi c è la scritta riportata anche sul muretto: "Auguri a te che ti senti invisibile... Tu vali.... "
Il messaggio da dare alla persona a cui sara' consegnato da parte del pittore è :
" Tu sei speciale e solo tu hai questo dipinto che te lo ricorda ogni volta che lo guardi".
Grazie maestro Giorgio Formicone.

Ansreina Moretti

12/06/2026

Passeggiata in bicicletta a Roseto e allegria di Aurora



☀️

11/06/2026
11/06/2026

L'amore è...
Un piatto di spaghetti alle vongole diviso in due ❤️


Grazie
10/06/2026

Grazie

La generosità  ci rende migliori ❤️5x10005 buoni motivi x essere 1000 volte ringraziatoAssociazione "Il Guscio"
10/06/2026

La generosità ci rende migliori ❤️
5x1000
5 buoni motivi x essere 1000 volte ringraziato
Associazione "Il Guscio"

Bea, la bambina di tutti noiCi sono fatti di cronaca che durano il tempo di un titolo e poi ci sono tragedie che entrano...
07/06/2026

Bea, la bambina di tutti noi

Ci sono fatti di cronaca che durano il tempo di un titolo e poi ci sono tragedie che entrano nelle case, scavano nell'anima e restano lì. La morte della piccola Bea appartiene a questa seconda categoria. Ha spezzato il cuore di un Paese intero, per molti di noi era una bambina sconosciuta, eppure il dolore che abbiamo provato è stato quello che si prova per una figlia, una nipote, una bambina amata.
Davanti a tragedie come questa non bastano più le lacrime, l'indignazione o i minuti di silenzio, è necessario interrogarsi su ciò che non ha funzionato. Perché una bambina non dovrebbe mai essere lasciata sola in contesti di degrado, violenza, dipendenze, disagio psichico grave o situazioni di evidente pericolo.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a un numero impressionante di episodi che hanno avuto come protagonisti persone schiacciate dalle dipendenze, dall'alcolismo o da gravi disturbi psichici non curati. Non si tratta di criminalizzare la malattia, perché chi soffre è prima di tutto una persona da aiutare. Ma proprio perché la dipendenza e la malattia sono condizioni reali, non possiamo continuare a fingere che basti lasciare tutto alla libera scelta individuale.
Chi è gravemente malato deve essere preso in carico, seguito, monitorato e, quando esiste un concreto rischio per sé stesso o per gli altri, sottoposto a percorsi di cura obbligatori e controllati. Accade per molte altre patologie, nessuno si scandalizza se una persona in pericolo viene ricoverata d'urgenza per salvarle la vita. Perché allora dovremmo accettare che chi vive una dipendenza devastante o una grave alterazione psichica resti abbandonato a sé stesso fino a quando non avviene una tragedia?
Troppo spesso, dopo ogni dramma, emerge la stessa frase: "Qualcuno sapeva". Vicini, conoscenti, parenti, istituzioni. Qualcuno aveva visto, intuito, sospettato? Eppure il silenzio prevale... Per paura, per indifferenza o per la convinzione che siano fatti privati, ma quando in gioco ci sono bambini, anziani fragili o persone incapaci di difendersi, non esistono fatti privati, esiste una responsabilità collettiva.
Una società civile non si misura da quanto è brava a commentare

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