28/11/2025
Aggiornamento Pozzetto Renato - 22/11/25
Sabato 22 novembre, prima uscita di questo tipo per me, l'obiettivo di oggi è scoprire se Pozzetto Renato è soltanto un pozzetto o il suo reale sviluppo è solamente chiuso da qualche pietra da rimuovere.
Incontro i due speleologi molto più esperti di me che hanno "in mano questo progetto", Mauri e Flo, non molto lontano dalla zona di scavo ed insieme ci dirigiamo sul posto.
Vedere il buco, la pietraia, il paranco in posizione, secchi, mazzette e scalpello, aumenta di molto la mia curiosità su tutta la faccenda facendomi ignorare completamente il freddo ed il vento gelido e forte di quella giornata.
Mentre aiuto con il paranco portando su i detriti rimossi dal pozzetto, Maurizio nota a 5 metri dietro di me un buchetto non più largo di una lattina.
Rimuovendo un po' di pietre incastrate lì intorno vede che il buco è profondo e facilmente allargabile. Sembra molto più promettente del pozzetto Renato a quanto pare...
Decidiamo di concentrarci su quello che ha tutto l'aspetto di un vero e proprio ingresso di una cavità ancora sconosciuta spietrando tutt'attorno e disostruendolo così da potervi entrare dentro.
Appena a occhio diviene umanamente transitabile Maurizio scende dal buco per circa due metri e mezzo e sotto trova una saletta.
Ci comunica che c'è spazio per tutti e tre, così scendiamo anche noi. L'aria è calda, sicuramente molto più calda di ciò che la bora ci regala.
Lì sotto notiamo un buco abbastanza grande da farci passare un braccio. Lanciando qualche pietruzza capiamo che prosegue per altri metri in profondità.
Decidiamo di pranzare al volo e poi di cercare di allargare quel buco. Dopo alcune ore di disostruzione e scavo il buco è abbastanza largo per tentare la discesa.
Inizia persino a nevicare e i fiocchi filtrano dalla fessura sopra di noi. Decido di provare ad esplorare, l'eccitazione è tanta.
Scendo per circa 6 metri in contrapposizione. E' abbastanza stretto ma fattibile.
Sotto di me, una bellissima formazione calcitica fa da ponte e divide il pozzo in due parti che confluiscono verso la sua base.
Si possono vedere due piccoli pertugi ai lati, apparentemente privi di prosecuzioni. Descrivo a voce il tutto agli altri due speleo e risalgo in arrampicata.
Appena fuori mi prende una bellissima sensazione, il primo essere umano in quello spazio della Terra, esplorazione pura. Non male come prima uscita.
Dopo di me sono loro a voler dare un'occhiata. Maurizio è possibilista ed è piuttosto convinto che il pozzo può regalare ancora qualche prosecuzione.
Il pavimento è occupato da alcuni massi incastrati e non è chiaro se realmente la grotta finisce lì.
Sotto di essi, oltre ad aver visto lo scalpello inghiottito dal buco un'ora prima, si può intravedere ancora un piccolissimo ambiente.
La sua intenzione è quella di rompere uno di questi massi e capire se realmente esiste ancora una possibilità di scendere ulteriormente o meno.
Grazie a Maurizio e Floriano ed alla Società di Studi Carsici Lindner.
Loris