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📣 Prorogata la graduatoria infermieri Asl Roma 2.USB Siamo stati gli unici a sostenere gli idonei, abbiamo fatto bene❗ L...
05/06/2026

📣 Prorogata la graduatoria infermieri Asl Roma 2.
USB Siamo stati gli unici a sostenere gli idonei, abbiamo fatto bene❗

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𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗦𝗧𝗢 𝗘̀ 𝗨𝗡 𝗗𝗜𝗥𝗜𝗧𝗧𝗢, 𝗡𝗢𝗡 𝗨𝗡𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗖𝗘𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘! 👉https://shorturl.at/j9fJB
04/06/2026

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Oggi  ci ha lasciato Maurizio Fusà compagno e militante della nostra organizzazione sindacale fin dai tempi della RDB.Ma...
29/05/2026

Oggi ci ha lasciato Maurizio Fusà compagno e militante della nostra organizzazione sindacale fin dai tempi della RDB.

Maurizio era uno di quelli in prima linea nei tempi in cui lavoratori e lavoratrici della sanità non concedevano nulla e lottavano veramente per rivendicare i loro diritti.

Oggi perdiamo un pezzetto di storia di lotte dell' ospedale Sandro Pertini di Roma, ma lui continuerà a vivere nella nostra storia.

Grazie Compagno, che la terra ti sia lieve!

*Per chi volesse dare l' ultimo saluto a Maurizio Fusà domani ore 14 camera ardente ospedale Sandro Pertini e poi alle ore 15 al CSA Intifada si svolgeranno i funerali.

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Il diritto esiste. Da vent'anni.È un principio semplice, sancito dal diritto europeo da quasi vent'anni, le prime senten...
28/05/2026

Il diritto esiste. Da vent'anni.
È un principio semplice, sancito dal diritto europeo da quasi vent'anni, le prime sentenze risalgono al 2022 su cause intentate da singoli lavoratori e lavoratrici della sanità, riconosciuto dalla Corte di Cassazione nel 2025: quando sei in ferie, la tua busta paga non può diminuire.
Leggi tutto: link nel primo commento

Dalle lotte delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici sostegno alla manifestazione operaia del 23 maggio.C'è un minimo...
20/05/2026

Dalle lotte delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici sostegno alla manifestazione operaia del 23 maggio.

C'è un minimo comune denominatore che ormai da almeno due anni caratterizza l'azione sindacale dell'USB e che ha attraversato le potenti mobilitazioni dello scorso autunno fino allo sciopero generale del 18 maggio: è il nesso profondo tra l'opposizione alla guerra e alle politiche di riarmo e la necessità di rimettere al centro le questioni sociali, dal salario alla battaglia contro il carovita e per il rilancio del welfare.

La connessione profonda tra questi temi è rappresentata dalle scelte economiche e politiche del governo Meloni e dall'obbedienza ai due vincoli che stanno facendo sprofondare le condizioni di vita di milioni di lavoratrici e lavoratori: da un lato l'innalzamento al 5 % del PIL per le spese militari, per obbedire ai diktat imposti dalla NATO, dall'altro la riduzione delle spese sociali per obbedire a quel Patto di stabilità europeo che sta strangolando l'economia del nostro paese.

È esattamente dentro la rottura di questi doppi vincoli che esiste la possibilità del cambiamento e la prospettiva di costruire una visione del paese che sia orientata alla pace e al miglioramento delle condizioni sociali del mondo del lavoro.

Rivendicare contratti veri, reintrodurre un meccanismo di adeguamento delle retribuzioni al costo della vita, assicurare pensioni dignitose, significa automaticamente scardinare quel sistema della guerra che indirizza tutte le risorse pubbliche verso la f***e corsa al riarmo.

La nostra solidarietà con i popoli oppressi dalle mire barbare e predatorie di Israele e degli USA con la connivenza della UE, si gioca anche e soprattutto a casa nostra, attraverso la capacità di mettere al centro le questioni sociali e mutare radicalmente le priorità politiche del paese dalla guerra alle finalità sociali.

La manifestazione operaia convocata da USB per sabato 23 maggio a Roma risponde a questa esigenza e interessa pertanto tutto il mondo del lavoro.

Non solo perché l'emergenza salariale e la lotta al carovita costituiscono emergenze comuni, ma anche perché l'opposizione ai processi di deindustrializzazione nel settore operaio sono gli stessi che come lavoratrici e lavoratori pubblici conduciamo da sempre contro la privatizzazione della sanità, della scuola e in generale dei servizi pubblici.

La necessità di un'intervento pubblico nei settori strategici dell'economia (siderurgia, energia, trasporti, telecomunicazioni, etc) è lo stesso intervento che nel mondo del lavoro pubblico rivendichiamo nei confronti del welfare.

Vogliamo rinnovi contrattuali veri e almeno adeguati al costo reale della vita, vogliamo rilanciare il welfare, vogliamo uno Stato erogatore di servizi pubblici e non piegato alle logiche della guerra e delle politiche di riarmo.

Questo è lo spirito con il quale come lavoratrici e lavoratori pubblici parteciperemo alla manifestazione nazionale del 23 maggio.

Vogliamo uno Stato sociale e non uno Stato di guerra!

17/05/2026

E pure stavolta le abbiamo pure cantate e tutti
USB: nessuno come noi!

📌La sanità USB chiude tre giorni di confronto nazionale a Tivoli. Link nel primo commento.
17/05/2026

📌La sanità USB chiude tre giorni di confronto nazionale a Tivoli.
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15/05/2026

LUNEDÌ 18 MAGGIO SCIOPERO GENERALE, IL PUBBLICO IMPIEGO C’È

Il filo rosso dei dipendenti pubblici, dalla battaglia per il rinnovo contrattuale all’opposizione contro riarmo, guerra ed economia di guerra, al fianco del popolo palestinese.

Ormai da almeno due anni USB PI ha aperto uno scontro con il Governo sulla questione salariale e sul rinnovo dei contratti pubblici. Una vertenza che si inserisce nella fase storica attuale, da questa è determinata e ne diventa uno dei fronti di opposizione più concreti.

I dipendenti pubblici pagano in maniera diretta le conseguenze economiche, sia in termini salariali che di funzione e condizioni di lavoro, della guerra e della sua continua estensione. La scelta del Governo, perché di scelta si tratta, di seguire la strada del riarmo europeo ha significato, in termini puramente aritmetici oltreché politici, sottrarre risorse alla spesa sociale che comprende i servizi pubblici e i salari di chi questi servizi li eroga. Questo ha comportato da un lato rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici ben al di sotto dell’inflazione e dall’altro un ulteriore ridimensionamento del welfare con la conseguente drammatizzazione delle disuguaglianze, vero dato strutturale di un modello dominato dall’economia di guerra.

In funzione di ciò, in modo assolutamente fisiologico e in grande continuità con la scelta praticata da anni di definirci, in qualità di dipendenti pubblici, combattenti contro le disuguaglianze, il rinnovo contrattuale si è configurato come il fronte avanzato sul quale combattere la guerra, l’economia di guerra e la distorsione della funzione di interi settori pubblici piegati agli interessi dell’industria bellica.

Dallo sciopero del 31 ottobre 2024, con iniziative di categoria e mobilitazioni generali, lavoratrici e lavoratori pubblici hanno animato le piazze e i luoghi di lavoro per l’aumento dei salari e il rilancio dei servizi pubblici.

Lo sciopero generale del 18 maggio rientra nel nostro percorso allo stesso modo degli scioperi di autunno, dei quali siamo stati protagonisti. Perché lo Stato siamo noi, non vogliamo essere al servizio della guerra e non vogliamo che il nostro Paese sia “amico” dello stato terrorista di Israele, colpevole di genocidio e vero pericolo per il mondo intero.

In un rinnovato protagonismo del blocco sociale che si oppone alle politiche di riarmo e alle trasformazioni sociali che ne conseguono, le lavoratrici e i lavoratori pubblici hanno grande consapevolezza del proprio ruolo e intendono svolgere fino in fondo la propria funzione a difesa di un modello sociale solidaristico.

Per questo quel filo rosso, che ha legato gli scioperi e le manifestazioni per il rinnovo contrattuale agli scioperi di autunno contro il genocidio del popolo palestinese e alla presa di posizione per il NO sociale al referendum, continuerà a tessersi nelle piazze del 18 maggio contro il genocidio del popolo palestinese e contro l’arroganza di Israele, e in quella nazionale del 23 maggio “Paghiamo sempre noi” lanciata dalla categoria operaia.

SCIOPERO GENERALE 18 MAGGIONEMMENO UN CHIODO PER GUERRE E GENOCIDIO.USB raccoglie l’appello lanciato dalla Global Sumud ...
08/05/2026

SCIOPERO GENERALE 18 MAGGIO
NEMMENO UN CHIODO PER GUERRE E GENOCIDIO.

USB raccoglie l’appello lanciato dalla Global Sumud Flotilla e proclama lo sciopero generale per il 18 maggio.

A Gaza si consuma un genocidio sotto gli occhi del mondo.

L’assalto alla Global Sumud Flotilla, il sequestro degli attivisti in acque internazionali e la detenzione illegale di Thiago Ávila e Saif Abu Keshek segnano un punto ulteriore di rottura.

Israele agisce nella totale impunità, calpesta il diritto internazionale, aggredisce altri Paesi e trascina il Medio Oriente dentro una spirale sempre più estesa di guerra. Gli Stati Uniti sostengono, finanziano, armano e coprono questa deriva, anche attraverso l’aggressione all’Iran.

Il rischio di una guerra generalizzata diventa ogni giorno più concreto.

Il Governo Meloni, l’Unione Europea e la NATO sono corresponsabili: sostengono Israele, scelgono la sudditanza agli Stati Uniti e trasformano la guerra in politica industriale, riarmo, spesa militare e sacrifici sociali scaricati su lavoratori e lavoratrici.

La guerra produce morte e distruzione nei territori colpiti, ma entra anche nelle nostre vite: salari che perdono valore, sanità svuotata, scuola impoverita, welfare tagliato, affitti e prezzi che aumentano, benzina che pesa sempre di più sulle famiglie.

Ogni euro destinato al riarmo viene sottratto a salari, pensioni, sanità, scuola, casa, welfare e sicurezza sociale.

Siamo dentro una nuova fase dell’ultraliberismo: più feroce, più autoritaria, più armata. Guerra, riarmo, repressione e impoverimento sociale fanno parte dello stesso disegno: una società più povera, più diseguale, più controllata e più obbediente.

Per questo fermiamo il Paese contro genocidio, guerra, riarmo, repressione e complicità del Governo italiano e dell’Europa.
Chiediamo la rottura immediata di ogni rapporto diplomatico, economico, commerciale, militare, industriale, tecnologico e accademico con Israele. Chiediamo l’embargo definitivo delle armi verso Israele e verso tutti gli scenari di guerra, il ritiro dell’ambasciatore, l’espulsione dei rappresentanti diplomatici dello Stato genocida e la liberazione immediata di Thiago Ávila, Saif Abu Keshek e di tutti gli attivisti fermati.
Le lavoratrici e i lavoratori devono poter rifiutare produzione, trasporto, movimentazione e gestione di materiali, tecnologie, servizi e infrastrutture destinati alla guerra.

Per la guerra dalle aziende non deve uscire nemmeno un chiodo.

E quel chiodo riguarda tutti: fabbriche, porti, logistica, ricerca, scuola, università, sanità, uffici, servizi e territori.

Il 18 maggio fermiamo il Paese.

UNIONE SINDACALE DI BASE NAZIONALE

📌𝗟'𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗿𝗮𝗽𝗶𝗱𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮: 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲𝗿𝗼𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗱'𝗮...
04/05/2026

📌𝗟'𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗿𝗮𝗽𝗶𝗱𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮: 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲𝗿𝗼𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗱'𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗼, 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗮 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲𝗿𝗲. 𝗟𝗮 𝘃𝗲𝗹𝗼𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮 𝘇𝗲𝗿𝗼 𝘀𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗴𝗶𝗮̀ 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼.

𝘼𝙡𝙡𝙖 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙞𝙣𝙪𝙞𝙩𝙖̀ 𝙙𝙚𝙞 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙧𝙖𝙩𝙩𝙞 𝙖 𝙥𝙚𝙧𝙙𝙚𝙧𝙚 𝙧𝙞𝙨𝙥𝙤𝙣𝙙𝙚𝙧𝙚𝙢𝙤 𝙘𝙤𝙣 𝙡𝙖 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙞𝙣𝙪𝙞𝙩𝙖̀ 𝙙𝙚𝙡 𝙘𝙤𝙣𝙛𝙡𝙞𝙩𝙩𝙤!

𝙇𝙚𝙜𝙜𝙞 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙖 𝙡𝙖 𝙥𝙞𝙖𝙩𝙩𝙖𝙛𝙤𝙧𝙢𝙖 𝙙𝙞 𝙐𝙎𝘽 𝙄𝙋 𝙎𝙖𝙣𝙞𝙩𝙖̀ 𝙥𝙚𝙧 𝙞𝙡 𝙧𝙞𝙣𝙣𝙤𝙫𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝘾𝘾𝙉𝙇:

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RIFORMA DELLE PROFESSIONI SANITARIE: L'ENNESIMO INGANNO A "COSTO ZERO" SULLA PELLE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI Nazionale - 24/02/2026 Mentre il governo militarizza la spesa pubblica, ai lavoratori e alle lavoratrici della sanità viene offerta la chimera dello sviluppo professionale e uno scu...

Indirizzo

Via Dell'aeroporto 129
Rome
00175

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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