Associazione culturale Belovodia

Associazione culturale Belovodia "Sentiamo il dovere di protestare, per quanto futile la protesta possa essere. Siamo impegnati con tutti noi stessi come amanti della verità.

Il ritorno alla barbarie ci atterrisce"
A. Linda Zammataro, Presidente dell'Associazione Culturale Belovodia Perché nasce un'Associazione culturale....*

Una volta Bertrand Russell fece osservare all'amico Webb che "la democrazia ha per lo meno un merito, ossia che un deputato non può essere più stupido dei suoi elettori, perché più stupido è lui, più stupidi sono stati loro ad eleggerlo". La poli

tica non può essere separata dalle capacità del singolo. L'intento, per quel che siamo in grado di fare, è di stimolare le persone affinché divengano ciò che non sono: cittadini consapevoli dei loro diritti e responsabili dei loro doveri. Non potevamo restare passivi a osservare un'italia dilaniata dalla corruzione e spogliata dei suoi valori più sacri. "Siamo costantemente e del tutto inconsapevolmente immersi nel virtuale. Viviamo nell'apparenza, nel modo sublime e ignoto in cui la nostra mente di costruisce una propria immagine del mondo. Per la nostra mente, le cose esterne, più che essere, sembrano..."**. "È chiaro che le figure di ciò che propongo di chiamare surmodernità danno forma a un paradosso e a una contraddizione: in un senso aprono ogni individuo alla presenza degli altri, corrispondono a una circolazione più facile degli esseri, delle cose e delle immagini. Ma in un altro senso fanno ripiegare l'individuo su se stesso, rendendolo testimone piuttosto che attore della vita contemporanea"***. Il nostro lavoro sarà diretto alle scuole (docenti e studenti), alle famiglie, alle istituzioni, per dialogare con loro e ritrovare quella dignità che ci lega alle grandi menti del passato. Riacquistare, dunque, la memoria del passato e cercare il collegamento con coloro che in questo momento storico spendono tutte le loro energie per il bene comune. Sentiamo il bisogno di dare e non di ricevere. La nostra associazione di autofinanzia. Se riusciremo a dare, se pure in modo minimo, un contributo con il nostre forte impegno, per un'Italia che si rialzi dal baratro nel quale è caduta, sarà certamente questo il beneficio che ne trarremo. Come in altre difficili fasi storiche, il mondo ha necessità della saggezza, in questo nostro tempo. Soltanto la conoscenza e la consapevolezza potranno accrescere sempre più il bisogno della conoscenza e della consapevolezza stesse. Se i nostri scopi non sono saggi, aumenta la capacità di produrre il male. Conoscenza e morale non dovrebbero essere separate. Ognuno ha in qualche modo una propria filosofia della vita e del mondo, ma queste tante e diverse concezioni sono spesso prive di chiarezza, genericamente formulate e a volte incoerenti e contraddittorie. Divenire consapevoli del proprio atteggiamento nei confronti del mondo è l'aspetto più significativo dell'analisi esistenziale e tutto ciò va in direzione di una volontà positiva. Il nostro lavoro va proprio in tale direzione. Angelina Linda Zammataro


Belovodia

"Le cose intorno a Noi nascondono una realtà più profonda dove il tempo e lo spazio abituali perdono di senso". Belovodia è un paese reale oppure no. Nessuno riuscirà mai a trovare Belovodia in questo mondo, né in altri, se non attraverso l'esplorazione del proprio spazio interiore. La sola strada che conduce a Belovodia passa attraverso l'esplorazione della propria autocoscienza. Si tratta di un lavoro serio, concreto e ognuno lo realizza nel proprio posto di lavoro, nella propria professione. Nel Lago dello Spirito che si trova all'interno di ogni essere umano abita un'entità particolare. Essa ha dimora nello spazio interiore in attesa di entrare in Belovodia. E viene chiamato Spirito Gemello. Ma il suo nome potrebbe essere Spirito Aiutante; Guardiano Ombra, Spirito Guida o Guardiano Interiore. In realtà, è molte cose diverse. È una realtà assegnata a ognuno intimamente alla nascita. Ci sono sette tipi di spiriti gemelli: il Guaritore, il Mago, il Maestro, il Messaggero, Il Protettore, l'Esecutore, la Guida. Possono essere le nostre guide per Belovodia. Sono puri osservatori, siedono da una parte, invulnerabili alla influenza del mondo esterno. Osservano in silenzio ogni cosa che facciamo. Sono loro i custodi dell'essenza primaria del nostro essere. Se chiamati nel modo e nelle circostanze appropriate, possono rivelarsi degli aiuti preziosi nel proseguimento del nostro fine ultimo. Il concetto di Lago dello Spirito per la maggior parte delle persone è uno spazio invaso e consumato dalle loro preoccupazioni per il mondo materiale.
È importante costruire l'idea che tutti noi abbiamo la responsabilità di creare non solo la nostra realtà materiale, ma anche il nostro io. L'individualità che vive in quel contesto. È importante il dialogo interiore nella formazione della personalità. Una regola estremamente importante: qualunque scelta facciamo nella vita, dalla più importante alle decisioni più insignificanti di ogni giorno, deve essere verificata in modo consapevole. In tal caso, dobbiamo chiederci se essa soddisferà cinque attributi fondamentali. Se anche uno di essi è assente, dobbiamo cercare un'altra direzione. In questo modo, troveremo sempre il sentiero giusto. Questi cinque attributi sono: Verità, Bellezza, Salute, Serenità, Luce. Quando prenderemo una decisione seguendo questo criterio potremo essere certi che è quella giusta. Saremo in contatto col nostro io e la forza della nostra volontà sarà tale da risultare invincibile.


* Associazione Culturale Belovodia, Proposta/pretesto per il riciclaggio totale delle immondizie, Roma, Kogoi Edizioni, 2013, pp. 21-23
** , 24, dicembre 2012
*** M. Augé, Tra i confini: città, luoghi, integrazioni, Milano, Bruno Mondadori, 2007

06/04/2026

E questa è l'attenzione per l'infanzia

Questa mattina ascoltando Sky TG24 mi arriva una notizia-bomba, tale da galvanizzarmi.
Ma prima voglio tornare per un attimo indietro nel tempo.
Il fascino della parola "Pasqua" è ancora presente in me.
Mi rivedo bambina, mentre recito felice questa poesia:
"Tre campane che fan festa a tutto il cielo
e vicino al dolce ovile son fioriti il pesco e il melo.
E tra i fiori un'acqua chiara che rallegra e che consola
e nei cuori una parola
che ogni fior sbocciando impara;
oggi è Pasqua d'ogni fiore;
è la festa del Signore.
Giù dai monti il Pastorello per la messa arriverà
col vestito nuovo e bello per la pia solennità;
e il povero mendico e il viandante frettoloso
troveranno un tetto amico,
buon pane e buon riposo."

Non Montale, non Quasimodo, non Prevert, non Garcia Lorca, non Leopardi, ma... Luisa Nason.

Appena terminai di recitare questa poesia scoppiò la guerra.

Ed ecco la notizia, pubblicata solo dal "Fatto" (articolo a firma di Giampiero Calapà, domenica 5 aprile): "Bambini e scolaresche alla Fiera delle Armi gratis per gli under 12".

E subito immagino che insegnanti portino i ragazzi a visitare la Fiera in virtù di un progetto elaborato con la classe; magari, chissà, muniti di macchine fotografiche e registratori (anzi, che dico, smartphones, con cui oggi si fa di tutto). Stimolati dal docente, i ragazzi incalzano i presenti con le loro domande.
Perché siete qui?
Le armi servono a uccidere persone?
Per avere la pace è necessario fare la guerra?
Quand'è che si può parlare di "aggressore" e "aggredito"?
È possibile per un essere umano assumersi la responsabilità di togliere la vita a un altro essere umano?
Qual è il ruolo dell'Italia, nello scenario politico internazionale?
Qual è il senso della caccia? Uccidere animali per diletto?

Ma ho sbagliato.
Nell'articolo non si parla di studenti interessati in modo critico all'esposizione, ma si leggono passaggi come questo:

"(...) A Parma alla Fiera EOS c'erano anche i ragazzini, appunto. Certo, dovevano essere accompagnati da un adulto (non specificato se il genitore o un adulto generico) se minori di 18 anni. Certo, non potevano toccare o maneggiare la merce esposta, se minori di 14 anni; dai 14 ai 18 bastava un'iscrizione a una federazione nazionale di tiro, però, per poter impugnare uno di quegli strumenti e giocare [il corsivo è mio] a premere il gr*****to. E comunque tutti potevano vedere e osservare con la stessa concentrazione, magari riservata a un videogame spara-tutto: perfino i minori di 12 anni, a cui l'ingresso nei padiglioni non è stato affatto vietato ma anzi consentito gratuitamente, ecco a voi l’attenzione per l'infanzia".

E ancora: "(...) Il marchio European Outdoor Show per i contestatori malpensanti serve a diluire i produttori di armi in mezzo a equipaggiamento per tiro sportivo, pesca, trekking e caccia. Entriamo nello specifico per capire meglio la portata della vicenda con il portavoce parmense di Potere al Popolo Andrea Bui: "Hanno esposto Beretta, Benelli, Fiocchi, C**t, Sig Sauer e tanti altri produttori di armi leggere, che stanno facendo affari d'oro con le politiche belliciste che dilagano in tutto il mondo. Presenti anche diversi marchi coinvolti nel genocidio in corso in Palestina: le italiane Beretta, Benelli e Fiocchi, ad esempio, hanno beneficiato del boom di richieste di porto d'armi nelle colonie illegali in Cisgiordania, contribuendo in modo determinante alle violenze e alle brutalità del dominio coloniale. Mentre l'americana Sig Sauer è fornitrice di mitragliatrici e fucili d'assalto per l'esercito israeliano, l'ultima commessa documentata è del 2025 per circa 95 milioni di dollari".

"(...) Non ha fatto troppa notizia [la Fiera] in quest'epoca di conflitti, in piena terza guerra mondiale a pezzi, perché il rumore dei colpi è attutito dalla normalizzazione in cui oggi armi e violenza sono inseriti, anche se riguardano minorenni, ragazzini poco meno o poco più che adolescenti.
E allora è poi inutile sprecare fiumi di inchiostro e ore di trasmissioni televisive per analizzare gli aspetti psicologici di efferati delitti, riusciti o tentati che siano, per mano di giovani nei corridoi delle loro scuole o nelle strade delle loro città."

Angelina Linda Zammataro (con la collaborazione di Remo Fusco)

03/04/2026

Re: Re: Onore e disciplina...

Carissima Paola,
le tue parole sono per me una boccata di ossigeno. Ritengo importante che tutte le persone alle quali invio i miei scritti possano leggere anche questo tuo.

Grazie e un grande abbraccio.
Linda

31/03/2026

Re: Onore e disciplina...

Cara Linda,
sono sgomenta dalle reazioni, dalle falsità e dalle menzogne sentite in questi giorni dai vari Bo****no, Sallusti, Nordio, Bignami, e Donzelli.
Ma la cosa peggiore che ho sentito è l’affermazione della Meloni: “io non copro più nessuno”.
Per quel che mi riguarda anche se adesso desse fuoco al parlamento con dentro tutti i suoi scagnozzi, comunque non guadagnerebbe un minimo di credibilità.

Paola Marini

30/03/2026

Re: Onore e disciplina...

Cara Linda,
grazie come sempre per questo scritto,
La vittoria del NO, mi ha davvero ridato un pochino di speranza per questo paese..

Un saluto,
Marianna Mancini

29/03/2026

Onore e disciplina...

In questi quattro anni l'abbiamo sentita spesso e volentieri urlare nei microfoni (come quando era all'opposizione, del resto).
Il messaggio di fondo era: "Chi non è con me è contro di me!"
Il comportamento di uno squalo della politica.
Si è nutrita di esercizio del potere come fanno le bestie assetate all'abbeveratoio. Non si è mai presa la responsabilità dei comportamenti drammaticamente inadeguati dei suoi ministri (e sottosegretari), scaricando su di loro - e solo oggi, per puro calcolo elettorale che nulla a che fare con un'etica di governo - le sue colpe.
Oggi è battuta da un No! forte.
E cosa fa? Ha prodotto un messaggio in cui riconosce la sconfitta e dichiara di rispettare, come sempre, la volontà del "popolo sovrano".
E da dove l'ha inviato, questo messaggio? Dal giardino della sua grande villa, in maglietta. Non in Parlamento. Inquietante la sua espressione, quella di chi pare non riuscire a comprendere che sta succedendo qualcosa di profondamente inaspettato. A lei, proprio a lei, sedicente "figlia del popolo".
Nei suoi attacchi all'opposizione e ai giornalisti non allineati, ha ferito a morte parole come "dignità" e "onore". Ha tentato di forzare l'equilibrio tra i poteri disegnati dalla Costituzione del '48, ma nella sua arroganza non si aspettava di trovarsi di fronte a un invalicabile muro privo di un definito colore politico. Nella sua ingordigia di potere era certa che lei, a differenza di precedenti tentativi fatti da altri, sarebbe riuscita ad alterare gli equilibri democratici in favore del governo da lei condotto (e anche di quelli successivi, come ha detto Nordio). Più di 15 milioni di italiani non hanno creduto alle sue parole prive di ogni minima verità. Di fronte a una tale sconfitta quali dichiarazioni sono giunte, da lei e dagli altri membri del Governo?
"Si sta facendo un polverone."
"Non è successo niente."
"Quella di Dalmastro è stata una leggerezza", ha detto lei.
"Il governo continuerà a lavorare nell'interesse del Paese." (!)
"È stata persa un'occasione per modernizzare il Paese." (!)
"Ringrazio Del Mastro per aver servito l'Italia con onore e disciplina." (!)

Vivo nell'assurdo.
Dove le parole sono solo gusci vuoti, nessun senso di responsabilità nel pronunciarle. Governare sta significando esclusivamente esercitare il potere, comandare, far quel che si vuole.
Non servire il popolo.
I ricchi sono sempre più ricchi e nel contempo sono aumentati i poveri.
Chissà che il No! al referendum non interrompa questo scempio.

Mi torna alla mente la poesia di Leopardi: Passata la tempesta odoa ugelli far festa.
Spetta all'opposizione trarre energia e decisione da questo voto per scrivere un vero programma di governo. Non credo sia difficile, se si parte dalla Costituzione e dai giovani, che oggi si sono schierati con forza per difenderla.
Giganti della politica hanno avuto bisogno di due anni, per scriverla: liberali, comunisti, democristiani, azionisti.
E oggi tutta l'opposizione dovrebbe essere altrettanto unita nel difendere la Carta Fondamentale e portarla avanti.

Ripenso a quel che Calamandrei disse agli studenti milanesi, nel 1955:
"Se volete sapere dov'è nata la Costituzione, andate sulle montagne dove caddero i Partigiani.
Nelle carceri, dove furono imprigionati.
Andate nei campi dove furono impiccati ".

La Costituzione rappresenta il frutto del sacrificio di chi ha combattuto per la libertà e la dignità contro i continui attacchi dei nani della politica.

Angelina Linda Zammataro

Post Scriptum
La bellezza delle cose è in colui che le guarda.

Vi invitiamo alla presentazione di un libro e a un dibattito dedicati a una grande pedagogista del '900: Angelina Linda ...
23/03/2026

Vi invitiamo alla presentazione di un libro e a un dibattito dedicati a una grande pedagogista del '900: Angelina Linda Zammataro.

Cordiali saluti.
Associazione culturale "Belovodia"

11/03/2026

La grande Madre Paura

Madre Paura serpeggia nell'aria.

Il Medio-Oriente brucia.
Odio e paura.
Guerra a oltranza, scontro.
La Meloni complice (nella sua totale irrilevanza) della politica di Trump.
Meloni "è un'amica sempre pronta ad aiutare", dice Trump.
Si torna alla legge del più forte.

Droni volanti faranno parte delle guerre del futuro...

E ancora: "L'Iran sceglie la Guida Suprema: Usa e Israele vogliono ammazzarla".
In Iran c'è una "guerra sciagurata".

Queste parole, se assunte con consapevolezza, non dovrebbero forse suscitare paura e solo paura?
Non è forse la paura un'emozione insostituibile e permanente della nostra vita?
Noi - individui comuni - dovremmo forse assomigliare ai personaggi temerari, agli eroi presenti in molte opere storiche? Dovremmo considerarci imperfetti perché nella nostra esistenza ci sentiamo tenuti per mano dalla paura?
A volte essa ci domina, ma altre volte siamo noi a dominarla.

Don Abbondio sostiene che il coraggio, uno, non può darselo. Ma non è forse il coraggio a permettere di dominare la paura?
Non è vero che gli eroi mitici non sentano nelle vene tale emozione.
Un esempio.

I personaggi di cui ci parla Omero, la paura la conoscevano. Nell'Iliade non è soltanto Paride, il "profumato seduttor di donne" a restare terrorizzato alla vista del nemico.
"Appena lo scorse comparire tra i primi, fu sconvolto da terrore. Si ritraeva indietro fra la turba dei suoi compagni, volendo evitare la morte. Come quando uno, fra le gole di una montagna, al vedere un serpente fa un balzo indietro e scappa via, il tremito l'afferra giù alle gambe: così Paride sparì dietro la folla dei battaglieri Troiani, aveva paura del figlio di Atreo".
E pure Ettore, che biasimò il comportamento del fratello per la sua viltà, si comportò allo stesso modo.

Gli Spartani, consapevoli della loro debolezza, punivano severamente tutti coloro che avevano mostrato codardia in battaglia.
Tutti potevano insultarli e malmenarli.
Dovevano mostrarsi ripugnanti per sporcizia, agli occhi di tutti...

"Capisco - commenta Senofonte - come uno Spartano preferisca la morte sul campo, piuttosto che una vita tanto vergognosa".

Angelina Linda zammataro

Post Scriptum
Il nuovo, lo sconosciuto, l'ignoto, l'incerto, sono per l'uomo tra le maggiori fonti di angoscia.

05/03/2026

Re: Un pezzetto di vera Italia - Il pensiero

Linda,
grazie, come sempre per i tuoi scritti...
Mi permetto di aggiungere che in tutte queste situazioni orribili che stanno accadendo, la Meloni trova il tempo di commentare la rinuncia del comico Pucci a Sanremo.. Rivendicando l'importanza della libera espressione!!!!!.. Forse qui l'unica comica è la signora della Garbatella...

Marianna Mancini

05/03/2026

Re: Perché no!

Cara Linda,
onore a Gratteri che si sta spendendo non poco per rendere comprensibile ciò che il governo ha reso appositamente incomprensibile.
Il modo in cui il referendum è stato impostato, le motivazioni fornite, sono totalmente false, talmente false e insostenibili che la stessa Meloni, Nordio e molti altri esponenti del governo, quando provano a parlare fanno peggio, si incartano, si sputtanano clamorosamente dimostrando che non sanno niente di niente, neanche le regole basilari del diritto.
È più loro parlano e più io mi convinco della giustezza del mio voto, NO!
Gratteri ha detto solo la verità, ne devono prendere atto tutto i disonesti del paese.

Paola Marini

05/03/2026

Re: "I bambini muoiono di fame, i vecchi di freddo"

L'accettazione e la convivenza con la vecchiaia è un'ottima sfida e le sfide sono dei senzienti e viventi.
Amen

Alessandra Fusco

04/03/2026

"I bambini muoiono di fame, i vecchi di freddo"

Qualcuno, di ritorno da Gaza, disse piangendo: "Non posso più sopportare di vedere che i bambini muoiono di fame e i vecchi di freddo".
Purtroppo non succede solo a Gaza.
Bambini e vecchi non producono ricchezza, anzi, hanno bisogno di sostegno, perché fragili.
Dal 1930 in poi le ricerche sulla vecchiaia in biologia, psicologia, sociologia, sono sempre più aumentate. Conclusione: la vecchiaia non è un accidente meccanico. Reiner Maria Rilke diceva che la vita porta in sé la morte, come il frutto il suo nocciolo. Pare che ogni organismo contenga in partenza la sua vecchiaia ineluttabile, la conclusione del suo ciclo, scrive Simone de Beauvoir.

Vado indietro nel tempo.
Si raccontava che a Bali, in un villaggio tra le montagne, i vecchi venivano sacrificati e mangiati. Gli abitanti di quel posto negarono una simile usanza.

E come veritiere mi appaiono le parole di Edipo: "Abbiate pietà del povero fantasma di Edipo, già che questo vecchio corpo non è più lui. Il mio corpo non ha più la forza di camminare da solo, senza che qualcuno lo conduca. Anche morente, non sarà troppo infelice se voi sarete vicino a me".
Euripide, per bocca di Giocasta che cammina con passi vacillanti, ne La Fenicie difende la vecchiaia: "Non tutto nella vecchiaia è spregevole. Eteocle, figlio mio, l’esperienza ha pur la sua parola da dire, più saggia di quella dei giovani".

La mia mente ora se ne va a Platone e Aristotele.
I due filosofi meditarono sulla vecchiaia arrivando a conclusioni opposte.
Quella di Platone è legata alla sua scelta politica. Quando scrisse La Repubblica il suo disgusto rispetto alla tirannia era manifesto. Criticava severamente gli uomini, il costume politico, il disinteresse politico nella cosa pubblica.
Nella Repubblica mette in bocca a Cefalo un elogio della vecchiaia. "A mano a mano che si indeboliscono i piaceri della vita corporale, di pari passo si accrescono quanto alle cose dello spirito i miei bisogni e le mie gioie".
Beato lui.

E Socrate aggiunge che al contatto con i vecchi si istruisce. A 80 anni Platone dirà: "Non c'è oggetto di culto più degno di rispetto di un padre o di un nonno, di una madre o di una nonna, aggravati dalla vecchiaia".

Aristotele, conseguente al suo pensiero politico-filosofico, arriva a conclusioni totalmente opposte a quelle di Platone. Egli parla di anima che non è puro intelletto, ma in relazione necessaria con il corpo. I mali che affliggono il corpo non possono non ripercuotersi sulla mente. È necessario che con la vecchiaia il corpo resti intatto. Una bella vecchiaia è quella che ha la lentezza dell'età ma senza infermità.
Aristotele sembrerebbe ammettere che il saggio è capace di sopportare difficoltà con grande capacità. Nello stesso tempo descrive il vecchio privo di generosità, egoista, pauroso e freddo.

Mi chiedo come sia possibile che in questo mondo più di 2 milioni di bambini muoiano di malnutrizione ogni anno.
Dall'ottobre 2023 e fino al settembre 2025 20 mila bambini sono morti sotto i bombardamenti, a Gaza.
Mi chiedo se sia possibile far posto alla speranza, in un mondo così feroce.

Angelina Linda Zammataro

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