06/04/2026
E questa è l'attenzione per l'infanzia
Questa mattina ascoltando Sky TG24 mi arriva una notizia-bomba, tale da galvanizzarmi.
Ma prima voglio tornare per un attimo indietro nel tempo.
Il fascino della parola "Pasqua" è ancora presente in me.
Mi rivedo bambina, mentre recito felice questa poesia:
"Tre campane che fan festa a tutto il cielo
e vicino al dolce ovile son fioriti il pesco e il melo.
E tra i fiori un'acqua chiara che rallegra e che consola
e nei cuori una parola
che ogni fior sbocciando impara;
oggi è Pasqua d'ogni fiore;
è la festa del Signore.
Giù dai monti il Pastorello per la messa arriverà
col vestito nuovo e bello per la pia solennità;
e il povero mendico e il viandante frettoloso
troveranno un tetto amico,
buon pane e buon riposo."
Non Montale, non Quasimodo, non Prevert, non Garcia Lorca, non Leopardi, ma... Luisa Nason.
Appena terminai di recitare questa poesia scoppiò la guerra.
Ed ecco la notizia, pubblicata solo dal "Fatto" (articolo a firma di Giampiero Calapà, domenica 5 aprile): "Bambini e scolaresche alla Fiera delle Armi gratis per gli under 12".
E subito immagino che insegnanti portino i ragazzi a visitare la Fiera in virtù di un progetto elaborato con la classe; magari, chissà, muniti di macchine fotografiche e registratori (anzi, che dico, smartphones, con cui oggi si fa di tutto). Stimolati dal docente, i ragazzi incalzano i presenti con le loro domande.
Perché siete qui?
Le armi servono a uccidere persone?
Per avere la pace è necessario fare la guerra?
Quand'è che si può parlare di "aggressore" e "aggredito"?
È possibile per un essere umano assumersi la responsabilità di togliere la vita a un altro essere umano?
Qual è il ruolo dell'Italia, nello scenario politico internazionale?
Qual è il senso della caccia? Uccidere animali per diletto?
Ma ho sbagliato.
Nell'articolo non si parla di studenti interessati in modo critico all'esposizione, ma si leggono passaggi come questo:
"(...) A Parma alla Fiera EOS c'erano anche i ragazzini, appunto. Certo, dovevano essere accompagnati da un adulto (non specificato se il genitore o un adulto generico) se minori di 18 anni. Certo, non potevano toccare o maneggiare la merce esposta, se minori di 14 anni; dai 14 ai 18 bastava un'iscrizione a una federazione nazionale di tiro, però, per poter impugnare uno di quegli strumenti e giocare [il corsivo è mio] a premere il gr*****to. E comunque tutti potevano vedere e osservare con la stessa concentrazione, magari riservata a un videogame spara-tutto: perfino i minori di 12 anni, a cui l'ingresso nei padiglioni non è stato affatto vietato ma anzi consentito gratuitamente, ecco a voi l’attenzione per l'infanzia".
E ancora: "(...) Il marchio European Outdoor Show per i contestatori malpensanti serve a diluire i produttori di armi in mezzo a equipaggiamento per tiro sportivo, pesca, trekking e caccia. Entriamo nello specifico per capire meglio la portata della vicenda con il portavoce parmense di Potere al Popolo Andrea Bui: "Hanno esposto Beretta, Benelli, Fiocchi, C**t, Sig Sauer e tanti altri produttori di armi leggere, che stanno facendo affari d'oro con le politiche belliciste che dilagano in tutto il mondo. Presenti anche diversi marchi coinvolti nel genocidio in corso in Palestina: le italiane Beretta, Benelli e Fiocchi, ad esempio, hanno beneficiato del boom di richieste di porto d'armi nelle colonie illegali in Cisgiordania, contribuendo in modo determinante alle violenze e alle brutalità del dominio coloniale. Mentre l'americana Sig Sauer è fornitrice di mitragliatrici e fucili d'assalto per l'esercito israeliano, l'ultima commessa documentata è del 2025 per circa 95 milioni di dollari".
"(...) Non ha fatto troppa notizia [la Fiera] in quest'epoca di conflitti, in piena terza guerra mondiale a pezzi, perché il rumore dei colpi è attutito dalla normalizzazione in cui oggi armi e violenza sono inseriti, anche se riguardano minorenni, ragazzini poco meno o poco più che adolescenti.
E allora è poi inutile sprecare fiumi di inchiostro e ore di trasmissioni televisive per analizzare gli aspetti psicologici di efferati delitti, riusciti o tentati che siano, per mano di giovani nei corridoi delle loro scuole o nelle strade delle loro città."
Angelina Linda Zammataro (con la collaborazione di Remo Fusco)