18/01/2026
La storia del Natale è sempre la stessa, la conosciamo tutti, religiosi e non. Eppure…eppure siamo sempre pronti a vedere la nuova versione della stessa storia. Cos’è che ci cattura?
Ci cattura questa storia universale, senza tempo e senza confini. Che stimola una radicale conversione del pensare, del sentire, del volere. Un riacutizzarsi di quelle qualità dell’anima che ci consentono di afferrare, non con la ragione, ma col cuore, il messaggio universale che essa stessa sottende.
Forse val anche la pena di raccontare questa storia come al coagularsi di una pluralità di sollecitazioni esterne, riconciliate in un quadro sincretistico.
Non è solo il desiderio di rivivere qualcosa che si conosce, il potere della finzione ci fa scivolare in un tempo atemporale. Siamo testimoni di vicende altrui, ma che ci appartengono e quindi contemporaneamente dialoghiamo con un parte segreta di noi stessi.
La storia della nascita di Cristo è la nostra storia. Diceva Tolstoj: “racconta il tuo villaggio, racconterai il mondo” che potremmo parafrasare in racconta questa storia e racconterai te stesso.
Ma cerchiamo di inquadrarla anche nel suo contesto storico
Prima della nascita di Cristo c’era la festa del Fuoco e del Sole, perché in questo periodo c’è il solstizio d’inverno, cioè del giorno più corto dell’anno. Nella Roma pre-cristiana dal 17 al 24 dicembre si festeggiano i Saturnali in onore di Saturno, dio dell’agricoltura ed è un periodo dove si vive in pace, si scambiano doni, sono abbandonate le divisioni sociali e si fanno sontuosi banchetti. Nel 274 dopo Cristo, l’imperatore Aureliano decide che il 25 dicembre si festeggi il Sole.
A questo p**o si dovrebbero essere formati 2 ensemble: l’ensemble degli attori e l’ensemble degli spettatori che possono procedere insieme per entrare emotivamente nella storia del Natale, nella nostra storia aiutati dalle parole di Madre Teresa di Calcutta, Buzzati, Rodari, Merini, Brecht, Spaziani, Capote, Housman, Quasimodo.
EDIZIONE 2025 - Video di Rosi Calogero Roma, Cartiera Appia Antica, 20 dicembre 2025, ore 17,00
Drammaturgia e regia Sandro CONTE
Aiuto regia Rosi CALOGERO
Musiche: Einaudi, Patasini, Preisner
Con: Floriana AMBROSELLI, Rosi CALOGERO, Federica DI COLA, Giusi FABIANI, Costanza LAUDISIO, Alessia LA VALLE, Giovanni MELOTTI, Gabriele STAGNO, Claudia TIDEI