Costruire Insieme

Costruire Insieme Il 12 Luglio presso l’Istituto Luigi Sturzo a Roma si è costituita l'associazione “Costruire Insieme” che ha affidato la presidenza a Ivo Tarolli E’ risaputo!

L’ANTICIPAZIONE PROFETICA È PIÙ CAPACITÀ DI INTERPRETARE IL FUTURO O PIÙ PRAGMATICAMENTE, CAPACITÀ DI LEGGERE IN MODO INTELLIGENTE E MAIEUTICO IL PRESENTE? di Ivo Tarolli
L’anticipazione profetica è più capacità di interpretare il futuro o più pragmaticamente, capacità di leggere in modo intelligente e maieutico il presente? A noi non spetta predire il futuro. Ai nostri fini preferiamo cercare

di attestarci sulla seconda interpretazione, ovvero cercare di leggere più in profondità il presente nel quale ci troviamo a vivere e a operare. E in questo ambito porci l’interrogativo: dove possono o vogliono andare i cattolici Italiani? In Italia i cattolici praticanti sono oggi una minoranza. Ma il loro pensiero, la loro cultura no! Anzi, permeano la vita di tutti i giorni, anche dei non praticanti! Il loro Magistero, unito alle straordinarie testimonianze dei Pontefici che si susseguono sono un punto di riferimento non solo per l’Occidente, ma per il mondo intero. La domanda che ci facciamo allora è questa: se il loro ruolo è così incidente perché non può avvalersene anche la Politica, anche il Governo della Polis? Non possiamo cedere al feticcio della semplificazione! Alla demagogia che genera illusioni! Alla piazza che genera irrazionalità! Ai radicalismi, che generano dogmatismi e false verità! All’economia, che finisce con premiare i più forti. Al localismo, che ti promette protezione e ti consegna all’isolamento e all’involuzione. Se la Politica esprime “buona politica” guida i processi; armonizza gli interessi; sta davanti all’economia e alla finanza; persegue la giustizia sociale e quindi realizza il Bene comune. Ecco perché questo è il tempo del coraggio! E della testimonianza! Il coraggio di pensare cose nuove; di tentare strade diverse; di adottare il metodo della ricerca: che vuol dire avventurarsi in percorsi non conosciuti, consci della straordinaria attualità che riveste la Dottrina Sociale Cristiana Ritornare a pensare che l’Albero della Vita ha bisogno soprattutto di un terreno fertile, dove le radici possono alimentarsi! Forse giova ritornare a far parte di una razza estinta. Quella che abita e che frequenta un luogo ancora da scoprire e che per convenzione è chiamata “Utopia”
* * * *
Guardando all’Italia, noi siamo per una chiara discesa nel campo della Politica. Per assicurare il nostro contributo alla soluzione dei tanti problemi e delle tante sofferenze con cui gli Italiani sono alle prese. Quindi siamo per una discesa in campo non per tenere in piedi una bandiera ma per portare delle proposte e dei contributi concreti; e per “concorrere” al Bene dell’Italia. Bisogna quindi uscire dall’attuale condizione “difensiva” del dover sempre rincorrere, e dall’emergenza della inconsistenza politica! Dall’esserci supinamente omologati alla dottrina della “diaspora”, il passaggio alla frammentazione politica è stato quasi naturale! Non si comprese però che la frammentazione politica ci avrebbe consegnato alla irrilevanza nei processi decisionali dentro le Istituzioni. Per uscire da questa condizione c’è una sola strada: far vincere la logica dell’aggregazione! Far prevalere lo spirito della collaborazione cooperativa. Trarre alimentazione dal messaggio cristiano dell’Unità. Il ritorno all’obiettivo dell’Unità Possibile, come un cammino verso la condivisione, come aspirazione alla comunione di intenti per essere in grado di rappresentare non un singolo – ma una Comunità diventa tremendamente di attualità. Nel discorso agli Ateniesi del 461 a.C. Pericle (che non era Giudeo!) sostiene: “Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile”; Se dentro la Chiesa Cattolica, da anni, si tiene la settimana di preghiera per l’Unità di tutti i cristiani, perché noi dovremmo rinunciare all’obiettivo di un’Area politico – culturale unita e incidente!
* * * *
Perché un’Area? Perché è il passaggio obbligato dal “particolare”, al Progetto Comune! Dal carisma di ogni realtà, al “Corpus” unico della Dottrina Sociale Cristiana! Che non si può prendere e promuovere a spicchi, ma che occorre declinare in termini di sintesi, e di armonia unitaria. Un’area che ponga al vertice del suo impegno la “Ricerca delle Verità”, sia negli aspetti e nei contenuti teologici, che in quelli della concreta quotidianità del Bene. Ricomporsi in un’area comune, per condividere un Progetto Politico-economico comune dentro un impegno fatto di dialogo e apertura verso esperienze e tradizioni diverse. Un’area che sappia rapportarsi ai principi di Libertà senza mortificare i principi di Verità. Un’area capace di libertà autentica: la libertà di tradizione patristica che non si limita ad esprimersi senza intaccare la libertà del vicino, ma che si realizza compiutamente solo quando sa esaltare la piena libertà dell’”altro”, di colui che ti sta accanto. Un’Area che sappia individuare i tanti nostri avversari: dal “Male” che si cela sotto tante sembianze, quali la bramosia dell’Avere! La sottovalutazione del dovere di rispettare l’Ambiente! La mortificazione della Verità, a scapito della “narrazione” della quotidianità! Dalla crisi economica: con la mancanza di lavoro che rimane il primario strumento di dignità della persona umana e con il rafforzarsi delle due società: dentro una forbice intollerabile fra le elites e i ceti popolari. Dai fondamentalismi e dalle intolleranze religiose che riportano drammaticamente indietro le lancette della civiltà.
* * * *
Fra le tante questioni aperte, ci preme far cenno alla cultura economica imperante. Nell’età della globalizzazione assistiamo al dominio del liberismo senza controllo e allo strapotere dei sistemi finanziari senza Etica. La crisi finanziaria scoppiata negli Stati Uniti nel 2008 e diffusasi in breve tempo nel resto del mondo ha messo in evidenza, oltre alla necessità di norme che regolino i mercati finanziari, la mancanza di un’etica nelle azioni degli operatori. È ormai chiaro che le crisi degli anni 2000, nascono dagli egoismi del sistema capitalistico e da una finanziarizzazione del sistema economico che ha creduto di sostituirsi alla economia reale e da scelte che hanno spinto le banche a modificare le proprie finalità istituzionali per privilegiare le operazioni “speculative”. Questo problema si pose anche all’epoca della “grande depressione” americana quando Roosevelt fu costretto ad emanare il “Glass Steagall Act” che distinse le banche dedite al credito da quelle che investivano in operazioni speculative. Il tutto in presenza di grandi e insopportabili disuguaglianze che hanno generato tensioni e imponenti movimenti migratori. Per superare questa situazione può esserci utile ricorrere alle esperienze della cosiddetta Finanza Etica. Questa trova il suo fondamento nel pensiero economico contemporaneo che mira a riportare l’uomo al centro dell’economia, considerando il denaro come un mezzo per raggiungere uno scopo e non più come un fine. L’idea di base è quella di riportare la finanza verso un economia di tipo reale, allontanandola da inutili speculazioni per metterla a servizio dell’uomo, utilizzando i tradizionali meccanismi finanziari supportati da un sistema di valori etici, privilegiando il rapporto tra persone e superando quello tra persone e cose. E’ utile chiederci perché le scelte di tipo tecnico finora abbiano funzionato solo relativamente. La ragione va ricercata più in profondità. Lo sviluppo non sarà mai garantito compiutamente da forze in qualche misura automatiche e impersonali, siano esse quelle del mercato, della moneta o quelle della politica internazionale. Lo sviluppo è impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l’appello del bene comune. Ecco perché serve un recupero dell’Etica in ogni professione e in ogni attività, riscoprendone i principi tramandateci dai grandi filosofi greci e latini fino ai pensatori moderni. Va in questa direzione l’auspicio di una riforma del sistema finanziario internazionale con una Autorità Pubblica a competenza mondiale, al servizio del Bene comune, al fine di ridurre, se non a eliminare del tutto, il degrado delle relazioni sociali ed economiche dove prevale la spietata logica del più forte. Idee e progetti che abbisognano di preparazione professionale, di coerenza morale e di una classe dirigente che abbia radici nei valori etici e in quelli dell’Umanesimo integrale.
* * * *
Sono passati ormai 24 anni da quando si decretò che era finita la prima Repubblica: quella fondata sul primato dell’ideologia e dei Partiti che la veicolavano. L’Italia avrebbe dovuto trarne straordinarie opportunità e solo benefici, liberata dall’oligarchia partitica. Ci vien da dire invece che è come se l’orologio si fosse fermato. Troppi gli indicatori con segno negativo. La qualità della nostra Democrazia ha pagato prezzi alti. L’andamento dell’economia ci ha consegnato un aumento vertiginoso di sofferenze, soprattutto per i giovani e il mezzogiorno d’Italia. Lo Stato anziché alleggerirsi ha aumentato il suo potere di intervento sia burocratico che fiscale. Le politiche familiari, scolastiche e universitarie hanno dovuto misurarsi con una pesante riduzione delle disponibilità. E ci limitiamo solo ad alcuni grandi capitoli! Ma tutto questo è potuto accadere perché la cultura Cristiano-Popolare non è stata in grado di essere un “giocatore” della partita. Da qui bisogna ricominciare!

Indirizzo

Istituto Luigi Sturzo
Rome

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Costruire Insieme pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Costruire Insieme:

Condividi