Attivisti Gruppo Randagio

Attivisti Gruppo Randagio Attivisti Gruppo Randagio -ODV
Associazione per la tutela animale e ambiente
CF - 96504680586
Sede legale - Roma Via dei Cristofori 54

Un’associazione che cerca di difendere l’ambiente e gli animali. Con un grande rispetto per gli animali e l’ambiente, “Attivisti Gruppo Randagio” nasce con lo scopo di migliorare la nostra società. Attenti al fenomeno dei maltrattamenti , l’associazione agisce anche per sensibilizzare le singole persone e, al tempo stesso, coinvolgere le istituzioni. Di cosa si occupa l’associazione? Gli attivisti

sono spinti dal desiderio di fare la propria parte per rendere il mondo un posto migliore. L’associazione cerca d’intervenire per:

Sensibilizzare il pubblico, anche grazie l’educazione ambientale in ogni scuola, di ogni grado. Difendere gli ambienti naturali attraverso la lotta contro le forme d’inquinamento. Diffondere una cultura rispettosa verso gli animali. Proteggere i diritti della flora e la fauna, con lotte per l’abolizione della caccia, degli allevamenti intensivi, della vivisezione, dei circhi o parchi acquatici, per esempio. Migliorare la gestione del “randagismo”, stipulando convenzioni con cliniche veterinarie e occupandosi anche dei canili e gattili. Creare un servizio di guardie zoofile ed ecologiche. Collaborare con le autorità, gli enti e le istituzioni al fine di proteggere la vita sul pianeta. Supportare stili di vita etici e sostenibili anche grazie alla creazione di spazi d’incontro (come conferenze, corsi, spettacoli e altro). Promuovere azioni giudiziarie anche costituendo parte civile.

FEDERCACCIA DEFINISCE IL DIBATTITO UNA "BUFALA"? NOI PREFERIAMO PARLARE DI TESTI, NON DI SARCASMO. ⚖️📄Abbiamo letto con ...
18/06/2026

FEDERCACCIA DEFINISCE IL DIBATTITO UNA "BUFALA"? NOI PREFERIAMO PARLARE DI TESTI, NON DI SARCASMO. ⚖️📄

Abbiamo letto con attenzione il comunicato di Federcaccia Nazionale (riportato nello screen allegato) in merito all'emendamento 6.71 al DDL 1552. Per loro, parlare di questo emendamento significa alimentare "fake news". Per noi, significa esercitare il diritto di cronaca e di vigilanza su decisioni che toccano il territorio pubblico.

I FATTI, OLTRE LA PROPAGANDA:

L'emendamento esiste: Non è una "voce web", ma un atto formale depositato e approvato in Commissione
https://www.senato.it/show-doc?leg=19&tipodoc=EMENDC&id=1506153&idoggetto=1462229

Cosa succede tecnicamente: L'emendamento sopprime l'esclusione esplicita del demanio marittimo dalla programmazione venatoria. Prima questa tutela era netta; ora, quel vincolo normativo è stato rimosso, lasciando la porta aperta a una diversa gestione delle aree costiere da parte delle Regioni.

Il punto della questione: Il problema non è "sparare tra gli ombrelloni" (argomento strumentale per sviare l'attenzione), ma il fatto che si sia eliminata una protezione legislativa che salvaguardava le nostre coste. Rimuovere una tutela non è mai un fatto neutro.

Invitiamo i nostri sostenitori e i cittadini a non fermarsi all'ironia di chi vorrebbe liquidare il dibattito come una "bufala". La trasparenza e la protezione dell'ambiente non si gestiscono con l'emotività, ma leggendo attentamente ciò che viene approvato nelle aule del Senato.

Continueremo a monitorare la situazione con serietà, chiedendo chiarezza su ogni passaggio che possa impattare sul nostro territorio.

Voi cosa ne pensate? La protezione del demanio marittimo deve essere un punto fermo o siete d'accordo con questa modifica? Fatecelo sapere nei commenti. 👇

Ricordiamo e vi aspettiamo 🌱🐺🐻🐷🦊🐰🐭🦌🐑🦉🐬🦋🐝🐾🏛️
16/06/2026

Ricordiamo e vi aspettiamo 🌱🐺🐻🐷🦊🐰🐭🦌🐑🦉🐬🦋🐝🐾🏛️

📢 LETTERA APERTA DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA SULLA NOMINA DEL DIRETTORE GENERALE DI ISPRA 🌍"Con questa lettera aperta, la...
11/06/2026

📢 LETTERA APERTA DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA SULLA NOMINA DEL DIRETTORE GENERALE DI ISPRA 🌍

"Con questa lettera aperta, la comunità scientifica ribadisce l'esigenza di preservare l'autonomia e la competenza dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), a cui si devono gli studi e i dati che stanno alla base delle politiche ambientali e climatiche del Paese. Per questo è necessario che il direttore generale, la cui nomina è prossima, sia una figura competente a livello scientifico, con esperienza gestionale e di assoluta indipendenza."

✍️ È possibile firmare la lettera, all'attenzione di Governo e Parlamento, al link in fondo al post!
🤝 L'appello non è riservato solo al mondo accademico: possono firmare e aderire anche le associazioni e i professionisti del settore. 👇

✉️ Alla cortese attenzione del Governo, del Parlamento e dell’opinione pubblica,

La comunità scientifica italiana avverte l'esigenza di richiamare l'attenzione sulla prossima nomina del Direttore Generale dell’ISPRA, organismo tecnico-scientifico centrale per l’attuazione delle politiche ambientali e climatiche nazionali.

🚨 La recente nomina alla presidenza dell’Istituto di una figura dal profilo politico, senza alcuna competenza sulle tematiche ambientali, ha sollevato forti preoccupazioni. Riteniamo imprescindibile che la scelta del prossimo Direttore Generale avvenga nel pieno rispetto dell’art. 8 della legge n. 132 del 2016, individuando un profilo caratterizzato da:
🔬 Comprovata competenza tecnico-scientifica nei settori di competenza dell'Ente;
📈 Solida esperienza gestionale, commisurata alla complessità organizzativa di ISPRA e del SNPA;
⚖️ Assoluta indipendenza da condizionamenti politici o interessi di parte.

In un'epoca segnata dall'emergenza climatica e dalla sfida della transizione energetica, da una gestione autorevole di ISPRA dipende l'efficacia di funzioni cruciali:
🔹 Il monitoraggio e i controlli ambientali sul territorio nazionale;
🔹 La produzione, validazione e trasmissione dei dati ufficiali su emissioni, qualità dell’aria, stato delle acque, suolo e biodiversità;
🔹 Il supporto tecnico ai procedimenti autorizzativi e di valutazione ambientale;
🔹 La verifica del rispetto degli obiettivi climatici internazionali assunti dall'Italia.

📣 Chiediamo pertanto che la nomina sia guidata esclusivamente da criteri di merito e indipendenza. La trasparenza, la libertà di ricerca e la solidità metodologica di ISPRA sono condizioni non negoziabili per garantire l'affidabilità dei dati su cui poggiano le scelte strategiche del nostro Paese.

👥 Primi Firmatari:
Giorgio Parisi (La Sapienza) • Antonello Pasini (IIA-CNR) • Giorgio Matteucci (CNR-IBE) • Stefano Caserini (Università di Parma) • Laura Tositti (Università di Bologna) • Mario Grosso (Politecnico di Milano) • Stefano Tibaldi (CMCC) • Vittorio Marletto (energiaperlitalia.it) • Franco Miglietta (IBE-CNR) • Diego Rubolini (Università di Milano) • Alessandro Massolo (Università di Pisa) • Roberto Sacchi (Università di Pavia) • Andrea Augusto Pilastro (Università di Padova) • Alessandro Grapputo (Università di Padova) • Claudio Carere (Università della Tuscia) • Michelangelo Morganti (CNR-IRSA) • Emiliano Mori (CNR-IRET) • Achaz von Hardenberg (Università di Pavia) • Dimitri Giunchi (Università di Pisa) • Marco Picone (Università Ca’ Foscari) • Stefano Grignolio (Università di Ferrara) • Luca Caporaso (CNR-IBE) • Nicola Ferrari (Università di Milano) • Alessio Collalti (CNR-ISAFOM) • Elisa Amodeo (Politecnico di Milano) • Rosario Balestrieri (Stazione Zoologica Anton Dohrn) • Giuseppa Bogliani (SISN) • Chiara Montagnani (Università di Milano-Bicocca) • Claudio Cassardo (Università di Torino) • Vincenzo Veneziano (Università di Napoli Federico II) • Roberto Ambrosini (Università di Milano) • Olivia Dondina (Università di Milano-Bicocca) • Antonio Felicioli (Università di Pisa) • Simone Casadei (Innovhub SSI) • Stefania Perrucci (Università di Pisa) • Maria Berica Rasotto (Università di Padova) • Michele Mugnai (Università di Firenze) • Maurizio Sarà (Università di Palermo e CNR-IRSA) • Michele Cesari (Università di Modena e Reggio Emilia) • Mattia Brambilla (Università di Milano) • Maurizio Ratti (Comitato Tutela e Valorizzazione Laghi) • Paolo Pedrini (Società di Scienze Naturali del Trentino) • Massimo Lorenzoni (Università di Perugia) • Valerio Orioli (Università di Milano-Bicocca) • Francesco Nonnis Marzano (Università di Parma) • Rossano Bolpagni (Università di Parma) • Antonio Bodini (Università di Parma) • Francesco Candini (Università di Siena) • Marco Bartoli (Università di Parma) • Anna Torelli (Università di Parma) • Riccardo Guarino (Università di Palermo) • Lorenzo Gianguzzi (Università di Palermo) • Francesco Bisi (Università dell’Insubria) • Ezio Todini (Società Idrologica Italiana) • Marco Frey (Scuola Superiore Sant’Anna) • Sergio Ulgiati (Università Parthenope) • Franco Andreone (Museo Regionale di Scienze Regionali Piemonte) • Antonio Di Natale (Fondazione Acquario di Genova ETS) • Simone Libralato (OGS) • Donato A. Grasso (Università di Parma) • Riccardo Santolini (Università di Urbino) • Maria Cristina Facchini (CNR-ISAC) • Sandro Fuzzi (CNR-ISAC) • Carlotta Mazzoldi (Università di Padova).

🔗 LEGGI L'ELENCO COMPLETO E FIRMA ANCHE TU QUI:
👉 https://www.scienzainrete.it/firme-ispra
(Ricordiamo che l'adesione è aperta anche ad associazioni e professionisti del settore)

10/06/2026
10/06/2026

Sai, volevo solo dirti una cosa che mi porto dentro e che a volte mi pesa sul cuore come un macigno. Mi capita di guardarmi intorno e di provare una tristezza infinita per come trattiamo la vita. Mi sembra che siamo diventati freddi, capaci di anestetizzare i sentimenti pur di non vedere il dolore che provochiamo.È un'atrocità silenziosa, ma enorme. Abbiamo trasformato degli esseri viventi in cose. Li compriamo, li vendiamo, decidiamo la loro sorte in base ai nostri gusti, ai nostri capricci o a quanti soldi valgono. Ma se ci fermiamo un attimo a guardarli davvero, negli occhi, come facciamo a non capire? Non sono oggetti. Non sono tuoi, non sono miei, non appartengono a nessuno.Ognuno di loro è un individuo. Mi succede spesso di fermarmi a osservare un animale o a guardare la natura che si sveglia: vedi la vita che spinge per esistere. In quegli occhi c'è lo stesso identico desiderio che abbiamo noi di stare al mondo, di cercare il sole, di proteggere i propri figli e di vivere in pace. Soffrono esattamente come soffriamo noi. Questa non è solo una regola o un'idea filosofica: è una questione di cuore. È l'amore e il rispetto più puro per il miracolo di essere vivi.A volte mi chiedo dove abbiamo perso la nostra compassione, come abbiamo fatto a diventare così arroganti da crederci i padroni di tutto. Riconoscere che anche loro hanno una dignità non ci toglie nulla, anzi, ci restituisce la nostra parte più umana. Smettere di usarli e iniziare a proteggerli è l'unica cosa giusta da fare.Volevo solo condividere questo con te, perché credo che se iniziamo a cambiare il nostro sguardo, partendo proprio da questi piccoli gesti quotidiani, possiamo ancora curare questo mondo così ferito.

Come diceva Albert Schweitzer: "Fino a quando non estenderemo il nostro cerchio di compassione a tutti gli esseri viventi, l'umanità non troverà mai la pace."

Gli Emiliani che si lamentano dei Lupi , ci dovrebbero spiegare dove dovrebbero andare secondo il loro pensiero .questi ...
06/06/2026

Gli Emiliani che si lamentano dei Lupi , ci dovrebbero spiegare dove dovrebbero andare secondo il loro pensiero .

questi sono gli allevamenti di solo suini senza contare il resto .

poi non e' vero che gli togliamo i loro habitat ? a no ?

Nessuna circolare del Ministero della Salute ha mai diffuso allarmismi infondati sulla presenza della rabbia nei nostri ...
03/06/2026

Nessuna circolare del Ministero della Salute ha mai diffuso allarmismi infondati sulla presenza della rabbia nei nostri boschi, eppure ci si aspetta che l'opinione pubblica creda alle narrazioni terroristiche pubblicate dalle riviste di settore venatorio. Per smontare questa retorica, basta guardare alla scienza: la rabbia è un'infezione virale (causata da un Lyssavirus) che non si contrae semplicemente passeggiando in natura. La trasmissione non è ambientale, ma richiede un contatto diretto e profondo, quasi esclusivamente tramite il morso, i graffi o l'esposizione di ferite aperte e mucose alla saliva di un animale infetto. In Europa, i serbatoi naturali sono i mesocarnivori selvatici (come le volpi), ma il vero "ponte" epidemiologico verso l'essere umano non è l'animale selvatico che fugge la nostra presenza, bensì l'animale domestico lasciato senza controllo.

Se vogliamo quindi fare un'analisi seria e intellettualmente onesta sui reali rischi sanitari e ambientali, dobbiamo ribaltare la prospettiva e guardare ai fatti: la natura non è una minaccia intrinseca, lo è chi la invade e la sfrutta.

Chi è che si inoltra nei boschi per abbattere animali selvatici e li eviscera sul posto, manipolando fluidi, sangue e carcasse senza alcuna protezione sanitaria? Chi alimenta il business milionario dell'importazione e dell'allevamento di fauna per ripopolare i territori con animali provenienti da Paesi esteri, bypassando di fatto le naturali barriere ecologiche? E chi lascia vagare mute di cani da caccia, spinti al confronto fisico e cruento con la fauna, trasformandoli nel perfetto veicolo per trasportare eventuali patogeni dal fitto del bosco fino ai centri abitati? I veri vettori di rischio zoonotico non sono gli animali nel loro ecosistema, ma l'interferenza umana e le pratiche venatorie.

Questa dinamica di mistificazione scientifica trova la sua massima espressione nella gestione della Peste Suina Africana (PSA). L'emergenza viene utilizzata come pretesto per non fermare mai la cosiddetta "caccia di selezione", venduta come l'unica soluzione al problema. La realtà, supportata dalla biologia e dall'etologia, dimostra l'esatto contrario: l'attività venatoria non è la cura, ma il motore dell'infezione.

In condizioni normali, il cinghiale è un animale stanziale. Quando le squadre di cacciatori entrano in azione, si genera un effetto di destrutturazione e terrorizzazione del branco. Gli animali fuggono per decine di chilometri, innescando un "effetto dispersione" che spinge capi potenzialmente infetti in territori sani, allargando a macchia d'olio la zona rossa. A questo si aggiunge il ruolo del cacciatore come vettore meccanico primario. Il virus della PSA è estremamente resistente e viaggia sugli scarponi intrisi di fango e sangue, sulle zampe dei cani e sui pneumatici dei fuoristrada, spostandosi dal cuore delle valli infette fino alle strade statali e ai centri urbani a una velocità che nessun animale selvatico potrebbe mai raggiungere.

Dietro la facciata della "gestione ecologica" e del contenimento sanitario si nasconde in realtà un conflitto di interessi gigantesco: il business a costo zero della carne selvatica. La filiera della carne di cinghiale è in fortissima espansione, sempre più presente nei mercati, nei ristoranti e nelle sagre. A differenza degli allevatori tradizionali che sostengono costi enormi per strutture, cure veterinarie e mangimi, il mondo venatorio estrae la materia prima direttamente dall'ambiente. La natura fa crescere gli animali a costo zero, e l'emergenza sanitaria diventa l'alibi perfetto per deregolamentare l'accesso ai boschi e mantenere attivo un sistema di macellazione a cielo aperto.

Se i cacciatori sterminassero o riducessero drasticamente i cinghiali, come promettono di fare da anni senza alcun risultato, ucciderebbero il loro stesso mercato. Per mantenere viva questa filiera estrattiva e il proprio divertimento, hanno bisogno che i boschi siano pieni di animali. Si colpevolizza la fauna selvatica e si gridano allarmi sanitari per giustificare una mattanza continua, nascondendo il fatto che sono proprio queste pratiche a creare il rischio, veicolare i virus e distruggere l'equilibrio dei nostri ecosistemi.

"La più grande e letale arroganza dell'uomo è credere di dover gestire la natura per farla funzionare, dimenticando che gli animali non sono nostri subalterni, ma abitanti a pieno titolo del nostro stesso mondo. Noi non siamo i padroni dell'ecosistema: ne siamo solo gli ospiti più presuntuosi e distruttivi."

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https://www.armietiro.it/torna-la-rabbia-in-europa

🐾 SELVATICA - OLTRE IL MIRINO: ANATOMIA DI UNA CONVIVENZA NEGATALupo e gestione della fauna selvatica: oltre la semplifi...
02/06/2026

🐾 SELVATICA - OLTRE IL MIRINO: ANATOMIA DI UNA CONVIVENZA NEGATA

Lupo e gestione della fauna selvatica: oltre la semplificazione, l'importanza dei dati e delle verità.

Convegno organizzato da:
Attivisti Gruppo Randagio • Animal Aid Italia • Green Impact

📋 DETTAGLI DELL'EVENTO
📅 Data: Venerdì 19 giugno 2026

🕒 Ora: 15:00 - 19:30

🏛️ Sede: Sala del Carroccio, Palazzo Senatorio

📍 Indirizzo: Piazza del Campidoglio 1, 00186 Roma (RM)

🎟️ Modalità di ingresso: Ingresso libero fino a esaurimento posti. Prenotazione consigliata.

🎤 Modera: Elisa Di Eusanio (Attrice, autrice, attivista antispecista)

📸 Iniziativa speciale in sala: La Sala del Carroccio sarà allestita con una mostra fotografica esclusiva, grazie agli scatti dei nostri Fotografi Naturalisti che hanno concesso il loro prezioso contributo per celebrare la bellezza incontaminata della natura.

⏱️ PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI (Ore 15:00 - 19:30)
Apertura dei lavori e Saluti Istituzionali:

Saluti istituzionali di Daniele Diaco e Linda Meleo Consiglieri Capitolini Movimento 5 Stelle.
- introduzione di Elisa Di Eusanio.
Inquadramento del convegno tra etica animale, ecologia profonda e necessità di un nuovo paradigma.

🔸 Gaia Angelini (Presidente Green Impact)
"Direttiva Habitat: l'abbattimento come ultima ratio."

🔸 Avv. Luca D'Agostino (Co-resp. del ricorso in UE di Green Impact per la tutela del lupo)
"Ricorsi alla Corte Europea contro il declassamento della protezione del lupo."

🔸 Avv. Franco Sicuro (Dottore di ricerca in diritto costituzionale, Univ. Aldo Moro, Bari)
"Convivenza con l'Orso in Trentino e inattuazione dell'Art. 9 della Costituzione."

🔸 Prof. Andrea Mazzatenta (Prof. Associato di Fisiologia Animale, Univ. G. D'Annunzio)
"Gestione dei cinghiali, danni ambientali e impatto sui lupi."

🔸 Prof. Emiliano Merlin (Ricercatore INAF) - [DA REMOTO]
"L'impatto climatico degli allevamenti: il problema del sistema zootecnico."

🔸 Antonio Iannibelli (Cons. Attivisti Gruppo Randagio - Studioso di Lupi)
"Lupo e 'animali fantasma': violazioni d'habitat e strategie di tutela integrale."

🔸 Prof. Francesco Aucone (Geologo ed esperto di rischi geologici)
"Consumo di suolo e grandi opere: impatto sui rischi idrogeologici e sismici."

🔸 Remo Nannetti (Fondazione Save the Chickens, in collab. con Univ. CIBIO Trento, Prof. Biressi e Conti)
"Carne coltivata: l'alternativa tecnologica per superare gli allevamenti."

Dibattito aperto con il pubblico e la stampa: Modera Elisa Di Eusanio. Spazio per domande, interventi della stampa e confronti veloci con i relatori.

Conclusioni e Chiusura dei lavori: Sintesi finale e saluti di chiusura "Oltre il Mirino".

ℹ️ PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Attivisti Gruppo Randagio ODV
(C.F.: 96504680586 | RUNTS: 2290182 — Sede Legale: Via dei Cristofori 54, 00168 Roma)

📧 Email: [email protected]

📞 Telefono: 366 9732408

Indirizzo

Via Dei Cristofori
Rome
00100

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