16/10/2026
Se da sempre sottolineiamo quanto sia fondamentale instaurare una relazione profonda tra il cane e l'utente per la buona riuscita dell'intervento, oggi vorremmo fare una riflessione su un altro pilastro imprescindibile, il legame unico che unisce il coadiutore e il proprio animale.
Negli IAA, infatti, il successo di un percorso non dipende unicamente dalla sinergia con il destinatario, ma affonda le sue radici anche nella qualità della relazione quotidiana e professionale che lega il coadiutore al co-terapista a quattro zampe.
È indispensabile che tra di loro esista un rapporto di totale fiducia e reciproca comprensione.
Il motivo è semplice quanto cruciale, sul setting operativo possono verificarsi momenti di imprevedibilità, stanchezza o difficoltà. In quelle circostanze, quando la situazione richiede lucidità e gestione emotiva, il coadiutore rappresenta l'unico, vero punto di riferimento per il cane.
Un cane che si fida ciecamente del proprio umano, troverà in lui la guida sicura per superare lo stress o l'incertezza. Al contempo, un coadiutore che conosce a fondo il proprio animale saprà coglierne ogni minima sfumatura comunicativa, proteggendone il benessere e prevenendo qualsiasi forma di disagio.
Curare, coltivare e rispettare questa relazione non è dunque un valore aggiunto, ma il presupposto etico e tecnico fondamentale senza il quale nessun intervento assistito può dirsi davvero efficace e sicuro.
Nel video un momento di gioco spensierato, tra coadiutore e cane, prima di entrare a fare attività al Centro di Cure Palliative Pediatriche del Bambino Gesù di Passoscuro ❤️🐾