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Pensare globalmente, agire localmente. Nel V Municipio di Roma.

05/12/2024
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05/12/2024
05/12/2024

Giornata Mondiale del Suolo: Legambiente torna a esprimersi contro un nuovo enorme polo logistico ad Anagni, città dove si sono persi 139 ettari di suolo negli ultimi 17 anni, e dove questo progetto ne divorerebbe altri 40 in un colpo solo.

“Questa nuova colata di cemento rappresenterebbe un grave attacco all’ambiente del territorio e un ulteriore contributo alla perdita di una risorsa insostituibile come il suolo”

L’associazione continua a sostenere con forza il circolo di Anagni e il suo nuovo presidente GIOVANNI STRACQUALURSI, in questa battaglia per la salvaguardia e lo sviluppo sostenibile

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Oggi è la Giornata Mondiale del Suolo, e il consumo di suolo continua a essere una delle emergenze ambientali più incontrovertibili ed evidentissime; come dimostra il nuovo Rapporto 2024 sul Consumo di Suolo in Italia che ISPRA ,con un enorme analisi su tutti i comuni, è tornata a pubblicare proprio in questi giorni.

Nello specifico, per il territorio di Anagni i dati relativi al 2006, primo anno tenuto in considerazione dal report dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, sono di un consumo di suolo pari a 1.067,82 ettari, allora, il 9,49% del territorio; i numeri più recenti che fanno riferimento al 2023 sono ampiamente peggiorati, con una avanzata della cementificazione che ora occupa 1.206,39 ettari, il 10,72% dell’intero territorio comunale. In questi 17 anni presi in considerazione dall’analisi, ad Anagni c’è stato un incremento netto di 139,07 ettari consumati (pari a 200 campi da calcio), in media circa 8 ettari all’anno. Di fronte a questi numeri, continua a paventarsi la possibilità di realizzazione di un nuovo enorme impianto logistico in località San Bartolomeo, di oltre 40 ettari che, il Piano Paesistico Regionale, considera Terreno Agricolo Naturale e di Pregio.

“Una nuova colata di asfalto e cemento al posto del verde, come quella che vedremmo ad Anagni con il nuovo enorme polo logistico, rappresenterebbe un grave attacco all’ambiente del territorio e un ulteriore contributo alla perdita di una risorsa insostituibile come il suolo - dichiara GIOVANNI STRAQUALURSI, nuovo presidente del circolo Legambiente Anagni -. Lo vogliamo ribadire con forza in occasione della Giornata Mondiale del Suolo: perché come ci raccontano i dati di ISPRA, perdiamo nel nostro territorio oltre otto ettari all’anno, con nuova edilizia, capannoni o strade e, con il progetto di San Bartolomeo si genererebbe una accelerazione dolorosissima, andando a distruggere in una volta sola, quello che viene consumato in cinque anni. Ci opporremo fermamente a questo progetto e chiediamo alle istituzioni locali, alla maggioranza e alle opposizioni in consiglio comunale, di assumersi la responsabilità di proteggere il nostro territorio, scegliendo la strada della sostenibilità.”

“La logistica sta divorando con morsi profondi e indelebili i territori - commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio - sosterremo con tutte le nostre possibilità il circolo di Anagni Circolo Legambiente Anagni - APS e chiunque si opporrà al progetto del nuovo polo, perché fermare il consumo di suolo è tra le migliori risposte in chiave di adattamento ai mutamenti climatici scatenati dalle emissioni climalteranti; soprattutto in un’area come quella di San Bartolomeo dove, l’operazione cementificatoria, è ancora più irrazionale se pensiamo che si trova in area verde, al fianco di una vasta area industriale abbandonata che ha lasciato già una ennesima ferita profonda ambientale, nel pieno della Valle del Sacco. Continuiamo a sostenere il circolo e saremo al fianco del nuovo Presidente Giovanni Stracqualursi al quale vanno gli auguri per la carica che assume proprio in questi giorni, succedendo a Rita Ambrosino osino Rita Ambrosino che ringraziamo con il cuore per questi dieci anni di impegno, fatica e straordinaria passione e che sappiamo che continuerà nel circolo e sul territorio, a essere un punto di riferimento instancabile dell’ambientalismo e di Legambiente”.

05/12/2024

Trentennale del primo Rapporto Ecomafie di Legambiente, pubblicati i dati dei reati ambientali in 30 anni: Lazio al 5°posto tra le peggiori regioni con 66.650 reati

“In questi 30 anni, l’aggressione delle ecoreati è stata incessante anche nel Lazio, con conseguenze sanitarie, economiche e ambientali che paghiamo e pagheremo a lungo. In nome del popolo inquinato, continua il nostro l’impegno per denunciare e fermare le ecomafie” ��

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Per i 30 anni dalla presentazione del primo Rapporto Ecomafia della storia, Legambiente torna alla Scuola Ufficiali di Roma dove fu presentato il primo rapporto il 5 dicembre del 1994 e mette insieme i numeri di tutti i report che anno dopo anno sono stati prodotti in collaborazione con tutte le forze dell’ordine.

Il Lazio è la quinta peggior regione, subito dopo le 4 a tradizionale presenza mafiosa, per numero totale di ecoreati in questi 30 anni: sono stati complessivamente 66.650 i reati ambientali nel territorio laziale, 1 ogni 4 ore, l’8,5% di tutti quelli perpetrati in Italia. Sempre nella regione, gli ecoreati legati ad abusivismo edilizio e cemento illegale sono stati 18.115 (il 9,2% rispetto al dato nazionale) e quelli riguardanti il ciclo di illecito dei rifiuti, 9.989 (il 7,4% rispetto al dato nazionale).��

“In questi trent’anni, l’aggressione delle Ecomafie è stata incessante anche nel Lazio - commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio - con numeri di reati davvero impressionanti cresciuti di anno in anno, in particolare modo di abusivismo edilizio e smaltimento illecito dei rifiuti. Lo vediamo con le ferite profonde inferte al territorio, con discariche abusive, roghi, consumo di suolo spregiudicato anche in aree a rischio, inquinamento di terreni, falde, sistema idrico e dell’aria. Le conseguenze sanitarie, economiche e ambientali le paghiamo e le pagheremo tutti per decenni ed è per questi motivi che, in nome del popolo inquinato, la nostra associazione continuerà ad impegnarci insieme a tutte le Forze dell’Ordine, con le quali oggi abbiamo rinnovato questo impegno, e agli avvocati del nostro Centro di Azione Giuridica. Rivolgiamo questi numeri all’istituzione regionale e a tutte le realtà locali, perché salga l’attenzione sulla legalità e aumentino le politiche, per contrastare una gravissima piaga che nel Lazio ha già funestato già troppi territori”.

05/12/2024

"A Roma non manca il trasporto pubblico; mancano i carro attrezzi".

Questo il commento drastico e sincero di Giuseppe Grezzi, assessore alla mobilità di Valencia per otto anni, dopo due giorni passati in giro per Roma.

D'altronde chi i mezzi pubblici li usa veramente sa come gli autobus vengono bloccati sistematicamente dalla sosta selvaggia di quegli automobilisti che considerano lo spazio pubblico una loro proprietà privata.
Al costo di mettere a rischio le altre persone e paralizzare una città.

Sarebbe bello sentire parole così chiare dai nostri politici e dalla polizia locale.

05/12/2024

Università di Roma Tor Vergata qual è la vostra visione di città?
Mobilitiamoci tutti per salvare Roma!

Quante volte sentiamo dire "Roma dovrebbe sviluppare il trasporto pubblico" e ammiriamo le altre città europee?

Bene.. oggi che abbiamo la possibilità di far partire a breve i cantieri per trasformare il vecchio "trenino giallo", attualmente Roma-Centocelle, in una moderna metrotranvia troviamo addirittura un'università che cerca di bloccare il progetto. Dopo anni di interlocuzioni e modifiche del progetto.

Tutto ciò nel 2024, in una capitale europea che soffoca nel traffico automobilistico. Per un'opera che collegherebbe un'università e un Policlinico attualmente privi di un trasporto pubblico su ferro.

Il progetto della Tranvia Termini-Tor Vergata si porta dietro la ricucitura ciclopedonale tra Casilina, Tenuta di Torrenova e Sorbona/Cambridge. Attraversando quartieri densamente abitati.

Tutti i progetti sono migliorabili, rimanendo nei tempi tecnici per non perdere i finanziamenti, ma il nodo cruciale è la visione della città.

L'Università contesta al tram di rallentare il traffico automobilistico su viale della Sorbona. Ergo il traffico, oggi fuori controllo (media di 67 km/h di velocità a fronte del limite di 50 e di 30 in via dell'Archiginnasio), non può essere moderato nonostante il tasso di incidentalità della strada.
In stradoni inoltre spesso privi di un singolo punto di attraversamento!

Strade dove tante persone hanno perso la vita..

In tutta Europa il tram ha dimostrato di riqualificare globalmente gli spazi, assicurando anche maggiore sicurezza a pedoni e ciclisti.

Nonostante ciò Tor Vergata crede che la strada debba essere solo ed esclusivamente delle automobili, ancorata a una visione anni sessanta.
Una città distopica dove i tram dovrebbero passare sotto terra e le persone a piedi sui ponti.. con un ovvio incremento dei costi.

Privando di fiducia le nuove generazioni che viaggiano per l'Europa, sperimentando modelli più efficaci e sostenibili.

Con il danno ulteriore di far perdere a tutti i cittadini 213 milioni, una parte sostanziosa dei pochi fondi disponibili per ammodernare la città.

Un'Università che impedisce lo sviluppo di una città sostenibile, accessibile e moderna quale mentalità può promuovere tra i propri studenti?

Mobilitianoci sostenendo con forza che il trasporto pubblico non è un disvalore da relegare ai margini, mentre la mobilità a piedi e in bici non sono intralcio alla circolazione delle auto..

Scriviamo tutti le nostre motivazioni a
[email protected] [email protected]
[email protected]

Coinvolgiamo associazioni e giornalisti.

È in gioco la visione della città.

Odissea Quotidiana Associazione • Salvaiciclisti • Roma Movimento Diritti dei Pedoni Will Media Roma fa schifo Bruno Pagnanelli Mario Tozzi Tor Vergata Orienta - Orientamento Unitorvergata The Roman Post Tutti giù per strada - Streets For Kids SISM Roma Tor Vergata Tor Vergata Ingegneria Bringyourbike Legambiente Lazio

04/12/2024

Quando persino un'Università blocca un'opera strategica di Roma perché considera il trasporto pubblico un intralcio alla circolazione delle automobili..

"Dice come mai a Roma c'è un trasporto pubblico così inadeguato? Una delle risposte è che una politica tanto cruciale è trascurata dallo Stato italiano, che per mille motivi non l'ha ritenuta prioritaria in questi decenni, e quindi l'ha demandata ai comuni. E se tutto dipende dai comuni, è facile che piccoli e grandi potentati locali possano esercitare poteri di veto.

Soprattutto dove scarseggia una cultura democratica dello spazio pubblico - come appunto a Roma, dove la strada come tanti altri ambiti è abbandonata alla legge del più forte. Una legge stupida e costosa, ma siccome "il più forte" ha il coltello dalla parte del ma**co, usa il veto per mantenere il suo privilegio. Lo si è visto lo scorso anno con una campagna martellante del Messaggero che è riuscito a fare saltare i lavori previsti per il tram su via Nazionale, perché avrebbero disturbato gli alberghi del suo proprietario, lì dislocati, e il fatto che fornitori, noleggiatori e mezzi di servizio a disposizione continuino a usare quella strada come il cortile di casa loro. ((Il Comune promette che quei lavori sono solo rinviati a dopo il Giubileo. Vedremo se è vero.))

Intanto, potremmo goderci altri tram in costruzione, che migliorerebbero la nostra città e renderebbero i suoi servizi così sparpagliati molto più accessibili. Tipo la linea Termini-Tor Vergata. Sì, abbiamo un'università costruita negli anni '80 in una zona completamente scollegata dal trasporto pubblico. Decine di migliaia di persone costrette ad andarci in macchina ogni giorno. Uno dei motivi per cui a Roma c'è un traffico assurdo. Dice ma perché l'avete fatta laggiù? Eh, perché, indovina un po' [di chi] erano i terreni dove si è costruita? E l'impresa [di chi] ha in concessione praticamente eterna e senza limiti di budget tutti i lavori in quell'immensa area? Sì, Calt###rone. Copro per pudore. Anche se non lo leggerete sul Messaggero.

Ora stranamente l'università di Tor Vergata si oppone al nuovo tram. Il suo parere negativo può far perdere a Roma 200 milioni di euro e una grande opera che ci serve come il pane. Una volta tanto che un buon progetto di trasporto pubblico esce dalla città consolidata per raggiungere i milioni di romani che abitano intorno al Raccordo. Una grande università, un grande ospedale, tanti quartieri staccati e slabbrati tra loro, che sarebbero ricuciti alla città a cui appartengono.."

QUI per firmare la petizione per realizzarlo, appena aperta (firmata pure da un sacco di professori di Tor Vergata). E' tra i pochi modi che abbiamo per rovesciare i rapporti di forza: https://www.change.org/p/per-l-approvazione-della-tramvia-termini-tor-vergata

QUI per la dimostrazione che le osservazioni contrarie dell'Università di Tor Vergata sono deboli e pretestuose, elaborata da Odissea Quotidiana: https://www.odisseaquotidiana.com/2024/11/risposta-parere-universita-tor-vergata.html

QUI per il pezzo del Messaggero (dic 2023) che celebra "il funerale" del tram di Via Nazionale: https://www.ilmessaggero.it/roma/centro_storico/tram_via_nazionale_ultime_notizie-7804938.html #

QUI la concessione del 1987 che regala Tor Vergata alla Vianini Lavori: https://www.carteinregola.it/luniversita-di-tor-vergata-pubblica-la-convenzione-chiesta-dalle-associazioni/

Riccardo Pennisi

Indirizzo

Rome
00155

Sito Web

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