Baobab Experience

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sede legale: Via dei Piceni 11A, Roma

Siamo una associazione di volontari e attivisti, formata da persone che scelgono di dedicare parte del loro tempo ai diritti delle donne, degli uomini e dei bambini migranti. Ecco dove e quando trovarci
Presidio: tutti i giorni dalle 19 alle 21 presso Welcome Center, Piazzale della Stazione Tiburtina, Roma
Donazione abiti e scarpe: tutti i giovedi dalle 17 alle 18,30 presso via Ridolfino Venuti 16A
Sportello Legale: tutti i venerdì dalle 16 alle 19,30 presso Welcome Center, Piazzale della Stazione Tiburtina, Roma
Scuola di italiano: lunedi dalle 17 alle 20 / sabato dalle 10 alle 12, presso Casa della Solidarietà, via degli Equi 15, Roma


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In   NON c'è una guerra civileSmettiamola di dire menzogneIn Sudan c'è una guerra che ammazza i civili.In Sudan è in cor...
09/10/2026

In NON c'è una guerra civile

Smettiamola di dire menzogne
In Sudan c'è una guerra che ammazza i civili.

In Sudan è in corso una delle catastrofi umanitarie peggiori della storia.
Ma a chi importa?
Abbiamo anche smesso di contare le vittime. 150 mila? 400 mila? Chissà

I sudanesi non sono bianchi, non sono biondi e nella nostra ignoranza crediamo anche che siano tutti di fede islamica.
Non ci somigliano. In nessun modo proviamo empatia.

"In Africa è normale. Si ammazzano tra di loro".
Tra di loro? La guerra è finanziata: da Turchia (che non è in Africa), da Iran (che non è in Africa), da Pakistan (che non è in Africa), dagli Emirati Arabi (che non sono in Africa), dalla Cina (che non è in Africa).

Alcune di queste potenze finanziano entrambe le forze in conflitto: il sedicente esercito regolare e le Forze di Supporto rapido.

E a proposito, smettiamola di chiamare "regolare" le forze armate che hanno fatto un colpo di stato, usurpato il potere e tradito la rivoluzione civile (quella sì, civile) del 2018, con la quale il popolo sudanese aveva liberato il Paese da un criminale di guerra.

Ma non è un problema nostro.
Addirittura facciamo morire in mare i profughi di guerra. E gli sparuti sopravvissuti li additiamo di invasione e islamizzazione.

Abbiamo fatto carta straccia non solo dell'etica ma anche della ragione.

Il 3 ottobre di 13 anni fa, in un naufragio a largo di Lampedusa, hanno perso la vita 368 persone. E poi?E poi è success...
03/10/2026

Il 3 ottobre di 13 anni fa, in un naufragio a largo di Lampedusa, hanno perso la vita 368 persone.

E poi?

E poi è successo ancora e ancora e ancora.

E ancora.

23 medici sono stati perquisiti e intimiditi per aver impedito la reclusione di persone innocenti.Nel fascismo accadono ...
18/09/2026

23 medici sono stati perquisiti e intimiditi per aver impedito la reclusione di persone innocenti.

Nel fascismo accadono queste cose.
Mentre l’Organizzazione mondiale della Sanità dichiara che i CPR sono causa diretta di malattie infettive e disturbi psichiatrici gravi,
in Italia si minacciano i medici perché si oppongono alla reclusione di persone straniere in questi luoghi dell’orrore.

I medici sono il nuovo nemico, che tenta di frenare la deriva autoritaria di questo Paese.
Le perquisizioni avvenute sono il chiaro tentativo di asservire la medicina alle esigenze securitarie e alla propaganda razzista in voga in Italia.

Nei CPR la letteratura scientifica ha documentato il deterioramento della salute mentale dei reclusi, il rischio di ritraumatizzazione delle persone con precedenti esperienze traumatiche, la negazione delle cure, l'uso improprio, nonché l’abuso, di psicofarmaci.
Quale medico potrebbe mai sostenere la prigionia in luoghi così?

E – sorpresa – le persone con passato migratorio sono TUTTE traumatizzate.
Chi sopravvive al mare, al deserto, alle catture e alle estorsioni, ai sequestri e alla schiavizzazione, alla perdita di amici, figli, genitori, è – se va bene – traumatizzato.

Il danno che con le politiche di frontiera arrechiamo alle persone migranti è insanabile.
Ma decidiamo comunque di acuirlo grazie alla detenzione amministrativa, un orrore umano e un obbrobrio giuridico.

I medici si preparano a diventare – dopo gli attivisti e i magistrati – la nuova categoria di cittadini criminalizzata e travolta dalla macchina del fango.
Come tutti coloro che tengono fermo il rispetto dei diritti fondamentali, anche i medici sono diventati bersaglio di campagne denigratorie.

Baobab Experience esprime tutta la sua solidarietà alle mediche e ai medici che non piegano la testa agli obiettivi mortiferi di questo Governo e alla rete NO-CPR.

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Ventitré medici sono stati perquisiti per aver impedito l'ingresso nei l***r di persone migranti.

All'alba la polizia si è presentata alle loro porte per sequestrare documenti, cellulari e computer, per trovare chat che possano confermare il rilascio di certificazioni mediche redatte, secondo l’ipotesi degli inquirenti, allo scopo deliberato di impedire il trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) di decine di persone migranti su cui pendeva un decreto di espulsione.

Persone che, per motivi legati a patologie infettive o psichiatriche, i dottori negli scorsi mesi non hanno ritenuto in grado di sostenere il trattenimento in quelli che la Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm) definisce luoghi «patogenici».

Ma c'è una cosa che vogliamo dichiarare.

Siamo certi che le certificazioni rilasciate dai clinici siano supportate da valutazioni cliniche. Lo siamo perché quasi ogni persona con background migratorio che abbiamo incontrato in dieci anni di attivismo soffre quantomeno di stress post traumatico grazie alle agonie a cui viene sottoposta dalle politiche europee di frontiera.

Ma qualsiasi atto che salva un uomo o una donna da un l***r è un atto nobile, che difendiamo e rivendichiamo e sosteniamo fino alla fine.

"Sembravano tutti zombie.Avevano gli occhi aperti ma non guardavano nulla.Ogni giorno passavano a darci un bicchierino a...
13/09/2026

"Sembravano tutti zombie.
Avevano gli occhi aperti ma non guardavano nulla.
Ogni giorno passavano a darci un bicchierino a testa di rivotril.

Quasi ogni giorno, c'era qualcuno che provava a uccidersi o che si faceva del male.
C'erano tanti ragazzi che come me non sapevano se e quando sarebbero usciti da lì.

Le persone venivano stordite dai farmaci, così non si lamentavano, non protestavano.
Quando eri sotto rivotril perdevi il senso del tempo e provavi meno angoscia

L'avvocato d'ufficio l'ho visto una volta e poi è sparito.
Io vivo in Italia da quando ho 5 anni.
Sono finito in CPR perché quando ho compiuto 18 anni, la comunità mi ha lasciato in strada.
Senza documenti

Mi hanno buttato in una cella dove il bagno non veniva mai pulito. Era disumano.
Quando qualcuno stava male e gridava aiuto nessuno interveniva

Eravamo carne umana gettata in un angolo.

R. 27 anni.

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Quest'estate è morto un altro ragazzo al CPR di Palazzo San Gervasio.
R. ne parla perché negli stessi giorni gli veniva riconosciuta la protezione speciale e il gioco dei destini è atroce.
Ne parla perché "li è normale morire".

Si chiamava Lassoued Dhoui e la sua morte è arrivata dopo 67 eventi critici (ovvero atti di autolesionismo e tentativi di suicidio registrati in soli 6 mesi).

I cpr sono una malattia sociale

Yonas è fuggito dall’Eritrea, il terzo Paese meno libero al mondo (Freedom in the World 2026).Eppure proprio l’Eritrea, ...
09/09/2026

Yonas è fuggito dall’Eritrea, il terzo Paese meno libero al mondo (Freedom in the World 2026).

Eppure proprio l’Eritrea, pochi giorni fa, è stata designata alla guida del Forum ONU del 2026 sui diritti umani.

Facciamo sempre più fatica a comprendere questo mondo.

Facciamo sempre più fatica a riconoscere il valore di istituzioni come l’ONU, che da una parte invocano la difesa dei diritti umani e dall’altra compiono scelte che sono in aperta contraddizione con quei principi.

Ci convince sempre meno questa strategia di riduzione del danno.

Sono 14 anni che l’ONU rileva in Eritrea detenzioni arbitrarie, sparizioni forzate, tortura, uccisioni extragiudiziali, lavoro forzato, violenza sessuale e di genere, oltre alle gravi limitazioni delle libertà di espressione, associazione, riunione e religione.

L’8 luglio scorso, le Nazioni Unite hanno rinnovato per un altro anno il mandato del Relatore speciale sulla situazione dei diritti umani in Eritrea.

A distanza di poche settimane, un diplomatico eritreo viene scelto per guidare un forum sui diritti umani.

La nomina rientra nella procedura di rotazione regionale prevista dal Consiglio: il candidato viene indicato dal gruppo regionale africano e nominato dal Presidente del Consiglio.

Ma era davvero necessario?

Non era possibile evitare quest’ennesima umiliazione alla decenza morale?

Quanto ci stiamo impiegando a comprendere che la tenuta democratica sta vacillando ovunque e che pace, giustizia sociale e diritti umani sono ormai orpelli a cui nessuno riconosce alcun valore?

Nella catastrofe climatica e nella guerra globale alle risorse scarse, le istituzioni nazionali e sovranazionali del secondo dopoguerra saranno sempre più specchietti per le allodole.

Servirebbe una nuova alleanza, fuori dai palazzi del potere, che riesca a tornare ai principi umanitari più puri ed elementari, con l’obiettivo di alleviare la sofferenza umana ovunque si trovi, proteggere la vita, tutte le vite, e garantire il rispetto per l’essere vivente.
Servirebbe un nuovo pragmatismo per bloccare questa spasmodica difesa a oltranza di un privilegio ottenuto col sopruso e conservato con lo sfruttamento.

Servirebbe un miracolo.

Mentre continuano ad arrivare profughi sudanesi, sopravvissuti alla guerra, al deserto, al mare, l’industria bellica e l...
03/09/2026

Mentre continuano ad arrivare profughi sudanesi, sopravvissuti alla guerra, al deserto, al mare, l’industria bellica e le potenze mondiali non solo continuano a vendere armi e droni a esercito e milizie ma stanno già cominciando a spartirsi gli affari della ricostruzione.

CHE LAVAGGIO DEL CERVELLO SONO RIUSCITI A FARE PER CONVINCERE POPOLI INTERI CHE IL NEMICO E’ L’ESSERE UMANO CHE SI SPOSTA E NON QUELLO CHE DISSEMINA MORTE E DISPERAZIONE?

Mentre è in corso una delle peggiori crisi umanitarie del pianeta, caratterizzata da massacri sistematici, esecuzioni di massa e una gravissima carestia che continua a uccidere civili per fame e stenti, Egitto, Turchia, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Libia, Iran, Russia fomentano la guerra per partecipare alla spartizione

Il nemico non si chiama Amal, che ha solo 4 anni e che ieri notte, esausta si è addormentata sul tavolo del presidio umanitario di Baobab
Il nemico si chiama Erdogan, Haftar, Putin, la famiglia reale di Abu Dhabi, la dinastia degli Al Saud.

Gente che arriva qui con voli di Stato ed è accolta con tappeti rossi.

Quanto bravi sono stati per farvi avere paura di Amal e del suo papà, che vi ruberà il lavoro in un campo di pomodori o vi servirà a un tavolo di un ristorante, per una paga da fame?

Così bravi da farci guardare verso il basso, con paura, invece che verso l'alto, con rabbia.

RESTIAMO UMANI

01/08/2026

No, non sono entrate decine di migliaia di persone migranti in Europa.

Sono entrate a Ceuta, una colonia sp****la in territorio marocchino.

Una colonia europea in Africa. Nel 2026.

In tutto questo la frontiera marittima e i sogni di libertà di persone nate dalla parte dominata del mondo, sono strumentalizzati dai Governi di destra.

Propaganda elettorale per una Politica senza idee

Addirittura Giorgia Meloni ha dichiarato di voler sospendere Schengen.
Peccato che l'Italia non confina con la Spagna.

Poi c'è Tajani che non conosce la differenza tra cittadinanza e permesso di soggiorno.

Forse è stato il Marocco a spingere le persone verso l'exclave di Ceuta.

Come accade con la Libia, gli esseri umani sono usati come armi, per ricattare i governi europei.

Forse c'è di mezzo Trump, super amico del Marocco e nemico di Sanchez, l'unico leader europeo con un minimo di dignità politica e senso etico.

Sicuramente le persone sono persone e non armi di ricatto o rifiuti da respingere.

Come ha scritto sul País Andrea Rizzi: "chiunque abbia un minimo di cognizione di causa o buon senso capisce che l’arrivo di decine di migliaia di persone in un lasso di tempo così piccolo e in un luogo così sensibile e facilmente controllabile non avverrebbe mai senza l’approvazione o la cooperazione del Marocco, uno stato con solide capacità di polizia e di intelligence"

Nel frattempo la più grave crisi finanziaria della Spagna era così grave che si è risolta in mezza giornata.

Delle 50 mila persone entrate nell’exclave sp****la di Ceuta, oltre 48.300 sono tornate volontariamente in Marocco.

Quello che questa storia ci racconta è altro.
Almeno 67 persone sono morte nella traversata. Questo il prezzo dei giochi di potere dei capi di Stato.

  Mentre ricorreva l'anniversario di   e del   la polizia italiana lo onora ammazzando di nuovo.Abderrahim Fakim è morto...
20/07/2026


Mentre ricorreva l'anniversario di e del la polizia italiana lo onora ammazzando di nuovo.

Abderrahim Fakim è morto nelle mani dello Stato, per mano dello Stato, a faccia in giù, immobilizzato a terra da due poliziotti mentre i sanitari del 118 restano a guardare il suo corpo spegnersi.

È la cosa che più ci ha fatto impressione: vedere personale sanitario che resta immobile mentre un uomo grida "aiuto".

Abderrahim Fakim era di origine marocchina. Non ci sorprende.

Cosi come Stefano Cucchi non sarebbe morto se fosse stato un imprenditore tossicodipendente.

Cosi come Carlo Giuliani non sarebbe morto se non fosse stato una "zecca".

"Speriamo che muoiano tutti", fu la frase intercettata tra gli agenti in servizio a Genova e riferita ai manifestanti.

Continuiamo a credere che il video che ha filmato l'omicidio di George Floyd appartenga a un mondo lontano, dove la polizia ammazza impunemente chi la società ha reso "ultimo" per colore della pelle, per appartenenza religiosa, per reddito, per credo politico. Genova ha sconvolto una intera generazione, ma probabilmente solo quella generazione là.

Invece il Minnesota è qui. Perché l'odio razziale è qui, la disumanizzazione dei non bianchi è qui,

E l'indifferenza degli operatori sanitari ne è la dimostrazione.

Come ne è la dimostrazione l'indifferenza di fronte ai morti in mare o in Libia, che altro non sono che omicidi indiretti.

Come ne è la dimostrazione l'uso - la parola "uso" non è scelta a caso - che facciamo di esseri umani, la cui esistenza si giustifica solo se utile al lavoro nei campi, o nei ristoranti, o nella cura domestica o nello sport.
E se si fanno male, possono morire dissanguati, abbandonati in un campo agricolo della pianura pontina.

Ogni giorno, nel cortile di Baobab Experience, ricomincia la stessa scena.C'è chi corre, c'è chi disegna.Per qualche ora...
09/07/2026

Ogni giorno, nel cortile di Baobab Experience, ricomincia la stessa scena.
C'è chi corre, c'è chi disegna.
Per qualche ora, i bambini tornano semplicemente a essere bambini.

E' un' infanzia che pretende di esistere anche dopo il mare.
Anche dopo la Libia.
Anche dopo un viaggio che nessun bambino dovrebbe affrontare.

Eppure c'è ancora chi continua a raccontare che siano loro il problema.

Nel frattempo l'Italia vive un'altra storia.

Nel 2024 156.000 persone hanno lasciato il Paese: il numero più alto mai registrato.
Anche loro cercano sicurezza, lavoro, futuro.

Anche questa è migrazione.

Noi lo sappiamo bene.
Le persone si spostano da sempre.
Lo fanno quando il posto in cui vivono non offre più la possibilità di costruire una vita.

Per questo ci riesce difficile avere paura di un bambino che gioca a biliardino.

Ci preoccupano molto di più una politica che alimenta l'odio razziale invece di affrontare i problemi reali, quelli per cui le nuove generazioni nate e formate in Italia scelgono di migrare altrove.

Ad esempio che l'Italia è l'unico Paese dell'Unione europea in cui i salari reali medi sono diminuiti rispetto ai primi anni '90.

Ad esempio che l'Italia ha una evasione contributiva stimata tra 10 e 12 miliardi di euro ogni anno.

Ad esempio che ci saranno intere generazioni che in pensione non andranno mai.

20/06/2026

RISPEDIAMOLI INDIETRO!

Intonando questo coro, il Parlamento europeo approva il regolamento sulle deportazioni delle persone migranti.

Ed è anche colpa nostra.

Per anni abbiamo raccontato il diritto europeo come uno scudo protettivo.

Abbiamo risposto a leggi e provvedimenti nazionali razzisti appellandoci alla loro incompatibilità con la legge europea e i suoi principi.

Ma le leggi sono scritte dalle maggioranze.
Se le maggioranze scelgono la disumanità,
anche le leggi diventano disumane.

Il punto non sono mai state le norme. Il punto è il senso di umanità.

La guerra al razzismo e al sovranismo non si vince nei tribunali.
Si vince nelle strade. Si vince nelle scuole.

Il cambiamento deve essere culturale e sociale.
Serve condurre una mobilitazione attiva per difendere la dignità umana.

Serve opposizione sociale!

Indirizzo

Via Dei Piceni 11 A
Rome
00185

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