22/10/2026
«Una generazione di vuoti a perdere»: ma l'accusa non è rivolta ai ragazzi, ma a noi adulti.
«Abbiamo lasciato soli i giovani, riducendo gli spazi di confronto. E poi ci sorprendiamo quando la rabbia diventa violenza.»
In un’interessante e profonda riflessione sui recenti episodi di disordini giovanili avvenuti nelle nostre città, Daniele Biondo – psicoanalista, past president ed esperto del Centro Alfredo Rampi – analizza le radici del disagio e dell’esclusione tra i più giovani.
Nelle nostre strade si incontrano oggi gruppi eterogenei e complessi – ragazzi italiani e giovani di seconda generazione – uniti dalle fatiche dell’integrazione, ma soprattutto dal medesimo smarrimento e dalla disperata ricerca di un senso e di un futuro.
L’analisi di Biondo parte da riflessioni amare e lucide che vogliono però indicare una strada e una speranza: non si tratta di proteste ideologiche, ma del sintomo di una società che ha sostituito il desiderio con il possesso e il riconoscimento con la visibilità dei social media.
Quando l'identità si misura solo in visualizzazioni e oggetti di lusso, il possesso prende il posto del desiderio e la frustrazione per chi si sente escluso diventa intollerabile.
Come ricorda Biondo, la domanda decisiva non è soltanto come fermare la violenza, ma che cosa siamo disposti a cambiare affinché la rabbia possa diventare parola, confronto, progetto e, finalmente, futuro.
Il Centro Rampi si unisce a questo appello a essere adulti presenti, capaci di ascoltare e di costruire spazi di cittadinanza autentica, prima che i nostri ragazzi si sentano davvero soltanto "a perdere".
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* https://www.psicoanalisiesociale.it/una-generazione-di-vuoti-a-perdere-daniele-biondo/
* https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/10/19/psicoanalista-li-abbiamo-lasciati-soli-ai-social-il-compito-di-orientarli_d405056f-4825-42c5-a87b-86e02e5a1f95.html
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