16/05/2026
🟥 “𝗔𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝘃𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗰𝗰𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗲 𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗶 𝗽𝗲𝘀𝗰𝗶. 𝗢𝗿𝗮 𝗱𝗼𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲, 𝗻𝗲𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲.”
𝘔. 𝘓. 𝘒𝘪𝘯𝘨
Il 16 maggio si celebra la 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗩𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗜𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗶𝗻 𝗣𝗮𝗰𝗲, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione sull’importanza della riconciliazione, della solidarietà, del dialogo e della cooperazione tra individui, comunità e popoli.
In questa giornata riaffermiamo un principio semplice ma essenziale: la pace non è solo assenza di conflitti.
È riconoscimento reciproco, inclusione, giustizia sociale, diritti, ascolto e solidarietà.
Mai come oggi questo richiamo è urgente.
Secondo i dati ACLED, negli ultimi 12 mesi oltre 𝟮𝟰𝟬.𝟬𝟬𝟬 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 sono morte a causa della violenza legata ai conflitti. Le guerre in 𝗨𝗰𝗿𝗮𝗶𝗻𝗮 e 𝗣𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮 continuano a rappresentare alcuni dei principali epicentri dell’escalation globale, contribuendo da sole a oltre il 40% degli eventi di conflitto registrati nel mondo. A queste si aggiungono le crisi in Sudan, Myanmar, Siria e in molte altre aree segnate da guerre, instabilità politica e violenza diffusa.
Il tema scelto quest’anno dalle Nazioni Unite — “Building Trust through Dialogue, Inclusion and Reconciliation” — ci ricorda che costruire pace significa costruire fiducia.
Significa contrastare odio, discriminazioni e polarizzazione, dentro e fuori la rete. Significa investire in educazione ai diritti umani, pensiero critico, dialogo interculturale e partecipazione reale, perché l’inclusione non sia solo un principio astratto ma accesso concreto a diritti, opportunità e dignità.
In un mondo in cui oltre 𝟭𝟮𝟯 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 sono oggi forzatamente sfollate, vivere insieme in pace significa anche rifiutare la disumanizzazione, riconoscere il valore delle differenze e costruire comunità fondate sulla responsabilità condivisa.
Per la pace è una pratica quotidiana fatta di partecipazione, diritti, lavoro dignitoso e responsabilità collettiva.
Perché non può esserci futuro senza convivenza, né convivenza senza uguaglianza.