17/06/2026
🟥 SÌ AL BENESSERE, ALLA PARITÀ, ALLA QUALITÀ DI UN LAVORO SOSTENIBILE
Il lavoro deve valorizzare le persone, non consumarle.
Stress cronico, iperconnessione, reperibilità continua, sovraccarico di responsabilità e pressione sulle performance stanno diventando una delle principali emergenze del mondo del lavoro, soprattutto per alte professionalità, quadri e lavoro autonomo professionale.
Secondo l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA), stress, ansia e depressione rappresentano il secondo problema di salute lavoro-correlato più diffuso in Europa. Quasi il 45% dei lavoratori è esposto a fattori di rischio che possono incidere negativamente sulla salute mentale e oltre il 40% dichiara di lavorare sotto forti pressioni temporali.
Per dirigenti, quadri, professioniste e professionisti della conoscenza, il rischio non è soltanto l'eccesso di ore lavorate, ma la crescente sovrapposizione tra tempo di lavoro e tempo di vita, alimentata da connessione continua, responsabilità diffuse, disponibilità permanente e obiettivi sempre più sfidanti. Una pressione spesso invisibile, che può tradursi in stress cronico, isolamento professionale e burnout.
Questi fenomeni non colpiscono tutte e tutti allo stesso modo.
Le donne continuano a sostenere una quota maggiore del lavoro di cura e del cosiddetto “carico mentale”, dentro e fuori i luoghi di lavoro. I dati europei mostrano che le lavoratrici registrano più frequentemente livelli elevati di stress emotivo e maggiori difficoltà di equilibrio tra vita e lavoro, con effetti diretti sul benessere, sulla salute e sulle opportunità professionali.
🧠 𝗦𝘁𝗼𝗽 𝗮𝗹 𝗯𝘂𝗿𝗻𝗼𝘂𝘁: la salute mentale non è una questione individuale: è una responsabilità organizzativa, sociale e culturale. Riconoscere l'impatto dello stress da performance e proteggere la salute mentale non è un benefit, è un diritto.
📵 𝗗𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗻𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲: il tempo di vita non può essere assorbito dalla connessione permanente. Reclamiamo il diritto di spegnere gli schermi e interrompere il flusso costante di reperibilità. Riconnettersi con la propria vita privata è il primo passo per una produttività sana.
⚖️ 𝗣𝗮𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗯𝗲𝗻𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲: non può esserci salute sul lavoro senza pari opportunità, valorizzazione delle competenze, condivisione delle responsabilità di cura e contrasto a ogni forma di discriminazione. Chiediamo organizzazioni del lavoro più inclusive, percorsi professionali realmente accessibili e una cultura del lavoro capace di riconoscere e valorizzare il contributo di tutte e tutti.
⏳ 𝗥𝗶𝘁𝗺𝗶 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶: alte professionalità, quadri e autonomi affrontano carichi di lavoro sempre più pressanti. Serve una cultura manageriale che valorizzi il tempo rigenerativo. Innovazione, autonomia e responsabilità devono andare di pari passo con il diritto al recupero, al riposo e all'equilibrio tra vita e lavoro.
Benessere e qualità del lavoro non si difendono da soli. Richiedono pilastri pubblici solidi e solidarietà tra lavoratrici e lavoratori. Per questo sosteniamo le due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla CGIL:
1️⃣ 𝗣𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗮𝗳𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗦𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, pubblico, universale e accessibile, affinché la tutela della salute, compresa quella psicologica, sia un diritto effettivo per tutte e tutti.
2️⃣ 𝗣𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗼 𝗲 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗼𝘀𝗼 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗹𝘁𝗶, attraverso il rafforzamento delle tutele, della responsabilità delle imprese e della qualità del lavoro lungo tutta la filiera.
𝗙𝗶𝗿𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘁𝘂. 𝗦𝗼𝘀𝘁𝗶𝗲𝗻𝗶 𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝗿𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗶𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗼𝘀𝗼.
Il benessere non è un privilegio.
𝗘̀ 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼.