I linkami di Ema

Indicazioni Sito Web

I linkami di Ema

"Qual è la differenza tra mi piaci e ti amo? La risposta di Buddha fu molto semplice. Quando ti piace un fiore, tu vuoi ...
26/08/2026

"Qual è la differenza tra mi piaci e ti amo?
La risposta di Buddha fu molto semplice.
Quando ti piace un fiore, tu vuoi solo raccoglierlo. Ma quando lo ami, lo innaffi giornalmente.
Chi capisce ciò, capisce la vita."

Amélie Pichard , III

la scuola sta finendo, è tempo di saluti, abbracci e di arrivederci anche pieni di nostalgia:Carissimi bambini Scrivere ...
13/06/2026

la scuola sta finendo, è tempo di saluti, abbracci e di arrivederci anche pieni di nostalgia:

Carissimi bambini
Scrivere questa lettera è un po’ difficile per me, perché racchiude un saluto che avrei preferito non dovervi fare così presto.
Come sapete, per via di un trasferimento, l'anno prossimo non potrò essere lì in classe con voi, ma dovrò iniziare una nuova avventura in una scuola di un'altra città. In questi tre anni trascorsi insieme siamo cresciuti tantissimo.
Siete stati il mio vulcano di energia, il mio sorriso nelle giornate storte e una delle parti più belle della mia quotidianità.
Abbiamo condiviso risate, scoperte, piccoli pasticci e grandi traguardi.
Ognuno di voi, con il proprio carattere, la propria voce e la propria unicità, ha lasciato un'impronta gigante nel mio cuore.
Voglio dirvi una cosa importante: mi mancherete tantissimo.
Mi mancheranno i vostri "Maestra!", le vostre storie raccontate a raffica dopo l'intervallo, i vostri disegni e persino il caos allegro delle nostre mattinate; La vostra presenza è stata un dono prezioso in questi tre anni.
Per il vostro futuro vi auguro il meglio, ma voglio lasciarvi con una promessa e un piccolo "compito":
Siate caparbi: non arrendetevi mai davanti a una pagina di italiano che sembra difficile o a una parola nuova che non riuscite a pronunciare.
Siate costanti: l'impegno e la curiosità sono i vostri superpoteri. Continuate a studiare e a esplorare il mondo con la stessa grinta che mi avete dimostrato finora.
Siate voi stessi: gentili, uniti e pronti ad aiutarvi l'un l'altro.
Anche se saremo in due città diverse e ci separeranno molti chilometri, vi porterò sempre con me.
Siete stati una classe fantastica e sono super orgogliosa di ognuno di voi.
Vi stringo in un grandissimo abbraccio,
La vostra maestra
Giulia

Da leggere in silenzio.... Oggi mi chiamano per una consulenza in un altro reparto. Una delle tante, nulla di straordina...
04/06/2026

Da leggere in silenzio....

Oggi mi chiamano per una consulenza in un altro reparto. Una delle tante, nulla di straordinario.
Una paziente con un tumore in fase terminale, i reni bloccati, le urine che non riescono più a scorrere. Serve un intervento palliativo. È routine, per noi.
Entra, stesa su un letto. Una donna tra i 70 e gli 80 anni, pelle candida, capelli color carota con due dita di ricrescita, ma smalto rosa perfetto.
«Buongiorno signora»
«Buongiorno a lei, dottore»
Leggo la cartella, la visito, rifaccio l’ecografia. Le spiego che i reni non drenano e che serve un drenaggio con due sacche. Lei mi guarda e chiede, con voce ferma:
«Scusi… ne avrò un’altra anche dietro?» (ha già una colostomia).
«Sì, signora…»
Silenzio.
Poi mi guarda:
«Come si chiama?»
«Deplano.»
«No, il nome.»
«Marco.»
«Marco… che bel nome. Hai due minuti per me?»
«Certo, signora.»
«Lo sai che io sono già morta?»
«Non la seguo…»
«Mio figlio è morto quindici anni fa, a 33 anni. Un infarto. Io sono morta quel giorno. Dovevo morire allora, o dieci anni fa quando mi hanno trovato la malattia. Ora non devo più fingere. I figli sono sistemati, i nipoti anche, io voglio tornare da lui. Non voglio vivere qualche giorno in più con altre sacche, altri dolori. Voglio morire con dignità. Ti offendi se non voglio fare nulla? Sono stanca. Mi affido a Dio. Dimmi la verità, soffrirò?»
«No, signora. Lei può decidere tutto.»
«Allora sospendi la trasfusione. Voglio tornare a casa. Voglio mangiare un gelato con mio nipote.»
Ogni sua parola mi spogliava. Come petali strappati da una rosa. Ho dimenticato la stanchezza, la rabbia, tutto quello che credevo urgente. Gli anni di studio, le linee guida, le raccomandazioni. Tutto inutile.
Davanti a me, una donna nuda di verità.
Non sono riuscito a trattenere le lacrime.
«Marco, ti sei emozionato?»
«Un po’ sì, mi scusi…»
«È bello invece. Mi fai sentire importante.»
Poi mi chiede un bacio, come quelli che si danno alle mamme. E lo do, tremando.
In quel momento, lei era la donna più bella del mondo.
In quella stanza non c’era più una paziente.
C’era una madre, una nonna, una donna che ha amato, che ha perso, che ha deciso.
Mi ha insegnato cosa significa morire senza paura.
Mi ha insegnato che la medicina più potente è la libertà.
Che una parola dolce può fare più di mille farmaci.
Che ci sono momenti in cui bisogna solo stare. Con rispetto. In silenzio.
Il mio curriculum, i miei master, le mie ore in corsia, quel giorno valevano meno di zero.
Perché parlavano le anime.
E io ero piccolo, minuscolo, davanti a tanta grandezza.
Tutto ciò che riguarda la vita, quando nasce, quando si spezza, quando finisce, va vissuto con discrezione e libertà.
L’unico momento capace di cancellare litigi, ferite, distanza.
Sembra assurdo, ma a volte è il dolore, non l’amore, a unire di più.
Buon viaggio, signora.
E grazie per avermi ricordato perché ho scelto di essere medico.

Marco Deplano, urologo dell'ospedale Sirai di Carbonia, in Sardegna


I linkami di Ema

Pepé Satan Pepé Satan Aleppe😁😁😁Via Franco Sacchetti
30/05/2026

Pepé Satan
Pepé Satan Aleppe
😁😁😁
Via Franco Sacchetti

pensiero ...
21/04/2026

pensiero ...

Indirizzo

Rome
00100

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando I linkami di Ema pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi