Guides For Gaza

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Un gruppo di guide turistiche ha deciso di fare qualcosa per aiutare la popolazione di Gaza devolvendo a varie ONG gli introiti di visite guidate solidali a Roma, nella regione, e sosteniamo simili iniziative in tutta Italia.

17/06/2026

Condividiamo l' appello di alcuni volontari di Roma :

RICHIESTA DI OSPITALITÀ:

Sta arrivando a Roma un gruppo di studenti *gazawi* attualmente residenti in Italia per sostenere l'esame di maturità presso l'ambasciata palestinese di Roma.
Avrebbero bisogno di ospitalità *2 studenti* :
1 studente dal 19 giugno al 10 luglio:
1 studentessa dal 30 giugno al 10 luglio.
facciamo girare questo messaggio e per dare disponibilità
potete contattarmi o scrivere a
[email protected]

Marinella

Anche noi per la
17/06/2026

Anche noi per la

❗Prossimi appuntamenti per la scorta mediatica a Rebibbia, aula B, alle ore 9.15

📌23 giugno, Requisitoria PM
📌24 giugno, discussione difese parti civili.

Stiamo con la famiglia Regeni, stiamo con Giulio, dalla parte dei diritti umani e di chi li difende

Con grande piacere vi rinnoviamo l'invito a partecipare al   🗓️dal 18 al 21 giugno🧭 presso il Parco dei Caduti per la Re...
16/06/2026

Con grande piacere vi rinnoviamo l'invito a partecipare al
🗓️dal 18 al 21 giugno
🧭 presso il Parco dei Caduti per la Resistenza-San Lorenzo.
Il 19 interverremo anche noi Guides For Gaza insieme ad altre realtà solidali di Roma e non solo!

Partecipate numerosi, vi sarà una raccolta per donare una nuova Autoambulanza a Jenin insieme agli Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese .

Anche ieri abbiamo portato a casa un dignitoso risultato, nonostante il caldo , esodi domenicali ed esami scolastici:due...
15/06/2026

Anche ieri abbiamo portato a casa un dignitoso risultato, nonostante il caldo , esodi domenicali ed esami scolastici:
due tours a sostegno di Radio Onda Rossa 87.9 e le famiglie di Gaza , raccolti 400 euro circa dei quali una parte per Gaza e una parte per sostenere la radio.
Grazie a tutti i partecipanti e alle colleghe Gennusa e Benezech, per averci fatto scoprire la Centrale Montemartini e il Quartiere San Lorenzo , ma soprattutto grazie ai ragazzi della Radio per averci da sempre supportato.
Restate connessi che il nostro supporto per Gaza prosegue!

Come Guides For Gaza crediamo fermamente nei valori antifascisti , di Accoglienza, pace ,  cooperazione internazionale e...
13/06/2026

Come Guides For Gaza crediamo fermamente nei valori antifascisti , di Accoglienza, pace , cooperazione internazionale e Ripudio della guerra (valori sanciti in primis dalla nostra Costituzione)!
Per questo oggi, nonostante la nostra alta stagione lavorativa non potevamo mancare alla manifestazione !

Ci vediamo domani per sostenere Radio Onda Rossa 87.9 e le famiglie Gazawi! 🍉🌈🇵🇸

Aiutiamo anche queste povere anime!.
13/06/2026

Aiutiamo anche queste povere anime!.

CON PREGHIERA DI ADESIONE E MASSIMA DIFFUSIONE

Care amiche e cari amici della Palestina,

dal Libano arrivano ogni giorno notizie drammatiche, per cui è urgente e necessario un ulteriore sostegno finanziario per fornire almeno:

- pacchi alimentari pronti al consumo per le famiglie sfollate

- articoli essenziali per il sonno (materassi, cuscini e coperte)

- articoli per l'igiene per le famiglie in difficoltà economiche

- assistenza per la salute mentale e supporto psicosociale per bambini e famiglie

- supporto educativo per garantire la continuità dell'apprendimento per i bambini sfollati.

Vi invitiamo a contribuire con generosità e a diffondere questo appello che DEVE raggiungere il maggior numero di persone possibile!

Mandate un contributo sul conto corrente dell'associazione “Per non dimenticare Onlus”, con causale “Erogazione liberale per appello urgente Libano”,
IBAN: IT81J0501802400000016826893

Contribuire in modo concreto è necessario perché, anche se i media si sono fatti un po' più attenti (sempre meno di quello che servirebbe), nulla sembra scuotere l'indifferenza dell'Occidente verso l'aggressività dei sionisti, che continuano impunemente a portare avanti il loro progetto criminale.

Ecco una sintesi delle informazioni inviate da Kassem Aina di Beit Atfal Assumoud, l'associazione che da decenni opera in Libano a favore dei rifugiati palestinesi:

"La persistente instabilità in Libano, l' escalation militare e la crisi economica continuano a creare una situazione umanitaria complessa. La grave situazione nel Libano meridionale, nella valle della Bekaa e nella periferia meridionale di Beirut (Dahyeh) ha sconvolto la vita quotidiana, con i campi profughi palestinesi e le comunità circostanti particolarmente vulnerabili allo sfollamento, all'aggravarsi della povertà e al disagio psicologico...

Le recenti ondate di sfollamento colpiscono sia la popolazione libanese che quella palestinese. Le famiglie sono state sfollate sia dall'interno dei campi che dalle aree circostanti.

Le famiglie continuano a trasferirsi da aree ad alto rischio verso luoghi relativamente più sicuri, determinando spostamenti di popolazioni.... Oltre 1.200.000 persone sono state sfollate in tutto il paese. Circa 130.000-135.000 persone risiedono attualmente in rifugi collettivi, mentre molte altre sono ospitate dalle comunità locali o vivono in condizioni informali e precarie. Dall'inizio dell'escalation, oltre 1.200-1.400 persone sono state uccise e più di 4.000 ferite, e il numero è in continua crescita.

Molte famiglie sfollate vivono in condizioni di sovraffollamento; arrivano con pochissimi effetti personali e mancano di articoli essenziali come cibo, prodotti per l'igiene e biancheria da letto. La routine quotidiana di centinaia di migliaia di bambini e l'accesso all'istruzione sono gravemente compromessi. I bisogni urgenti rimangono critici sia nei rifugi collettivi che nelle comunità ospitanti. I gruppi vulnerabili, tra cui anziani, persone con malattie croniche e persone con disabilità, affrontano maggiori rischi, a causa delle limitazioni nell' accesso alle cure mediche".

Per questi motivi, a tutti evidenti, abbiamo deciso di riaprire la campagna di raccolta fondi a favore dei profughi palestinesi e degli sfollati dai campi, in collaborazione con l'associazione Salaam Ragazzi dell'Olivo Comitato di Trieste.

Di nuovo vi forniamo le coordinate bancarie, se volete contribuire:
conto corrente dell'associazione “Per non dimenticare Onlus”, con causale “Erogazione liberale per appello urgente Libano”, IBAN: IT81J0501802400000016826893

Grazie.
Associazione "Per non dimenticare" ODV

13/06/2026

Il consigliere Di Nolfo chiede lo stop ai voli da Israele ad Alghero: "Vietato l'atterraggio ai militari in licenza"

L'esponente della maggioranza scrive ai vertici dell'aviazione civile e della società di gestione dell'aeroporto per bloccare lo sbarco dei soldati, appellandosi alla mozione del 2025 che impone di interrompere i rapporti con Tel Aviv.
Il consigliere regionale Valdo Di Nolfo, capogruppo della formazione politica Uniti per Todde – Cantiere Riformista all'interno dell'assemblea sarda, ha inviato una lettera formale ai vertici dell'aviazione per bloccare l'arrivo nell'Isola di aerei provenienti da Israele. La comunicazione è indirizzata a Pierluigi Di Palma, presidente dell'Enac, l'ente nazionale che regola e controlla il trasporto aereo civile in Italia, e per conoscenza a Silvio Pippobello, amministratore delegato della Sogeaal, la società che gestisce le piste e i terminal dell'aeroporto di Alghero. Al centro della richiesta c'è l'imminente sbarco in Sardegna di voli charter, aerei noleggiati per tratte specifiche fuori dai normali orari di linea, con a bordo soldati israeliani in licenza.
L'esponente politico motiva la sua pretesa di chiusura dello spazio aereo sardo legandola al conflitto in corso in Medio Oriente. Nel documento inviato alle autorità aeroportuali, Di Nolfo usa parole durissime contro il governo di Tel Aviv, accusandolo di perpetrare un genocidio e di violare costantemente il diritto internazionale. La presenza sull'Isola di truppe a riposo viene definita inaccettabile dal consigliere, che chiede di negare l'ospitalità a quelli che definisce esplicitamente "militari in vacanza con le mani ancora sporche del sangue di civili innocenti".
Per dare forza istituzionale alla sua richiesta, Di Nolfo si appella alla mozione numero 51 approvata dal Consiglio regionale il 15 luglio del 2025. Questo documento, che rappresenta un atto di indirizzo politico con cui il parlamento sardo impegna formalmente l'azione della giunta, aveva stabilito l'interruzione di "qualsivoglia rapporto istituzionale, economico e di cooperazione con lo Stato di Israele fino a quando non cesseranno le gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza". L'esponente della maggioranza sottolinea come questa chiara presa di posizione debba tradursi in atti concreti, impedendo che le attività turistiche ed economiche locali si mescolino con le manovre di uno Stato sotto accusa per le proprie operazioni belliche.
Sulla base di questo vincolo politico e forte del fatto che la Regione Autonoma della Sardegna possiede una quota azionaria significativa all'interno della società di gestione dell'aeroporto di Alghero, Di Nolfo intima all'Enac di revocare immediatamente gli slot, ovvero i permessi orari assegnati alle compagnie aeree per decollare e atterrare negli scali isolani. La lettera si chiude con il richiamo diretto alle responsabilità dei dirigenti dell'aviazione, ai quali viene chiesta una rapida collaborazione istituzionale per interrompere in modo inequivocabile ogni possibilità di collegamento aereo con Israele, in conformità con la volontà già espressa dall'aula regionale.

https://www.facebook.com/photo?fbid=1016476004105308&set=a.188462300240020
Gazzetta Sarda, 13 giugno 2026

Vi ricordiamo che avete ancora tempo fino a stasera per iscrivervi ai nostri tours a sostegno di Radio Onda Rossa 87.9 ,...
13/06/2026

Vi ricordiamo che avete ancora tempo fino a stasera per iscrivervi ai nostri tours a sostegno di Radio Onda Rossa 87.9 , parte del ricavato lo devolveremo alle famiglie di Gaza!
Partecipate numerosi: vi aspetta una sorpresa!

Abbiamo avuto modo, per caso e fortuna, di ve**re in contatto con questa associazione qualche tempo fa: persone straordi...
12/06/2026

Abbiamo avuto modo, per caso e fortuna, di ve**re in contatto con questa associazione qualche tempo fa: persone straordinarie che stanno facendo un lavoro straordinario!...Sosteniamoli e seguiamoli!
Leggete l'articolo che vi spiega tante cose!

Ieri nella sala stampa della Camera dei Deputati ci è stata data la possibilità di raccontare cosa stiamo facendo da anni come Mamme Narranti.
Insieme alla dottoressa Rosanna Palazzi, anche lei come me pediatra sul territorio, a Tullio Berlenghi che ha reso possibile tutto questo, a Annamaria Cantarella presidente della Associazione Mamme Narranti, a Ilaria Mascaro e a Ghada Shiladeh, mamma narrante anche lei e della prima ora farmacista e cittadina italiana che ci sta facendo da mediatrice culturale e termometro relazionale e super onore Luisa Morgantini, gia’ Vice-Presidente del Parlamento Europeo, Conferenza stampa in via della Missione 4, un nome nel destino.
Ringraziamo tutte le associazioni di volontari che offrono sostegno e spontanea, quotidiana, instancabile attività a favore delle famiglie palestinesi. Senza di loro tutto sarebbe ancora più difficile.

Mamme Narranti è la realtà nata intorno al mio ambulatorio pediatrico 17 anni fa nell’hinterland di Roma. Semplicemente le Mamme vengono a raccontare una volta al mese come si addormentavano da piccole (trenta paesi del Mondo diversi), Da un anno le Mamme Narranti sono diventate anche Mamme Ospitanti e fra una settimana una famiglia proveniente da Gaza vivrà in una casa messa a disposizione gratuitamente da una mamma dell’ambulatorio. Oltre alla casa noi offriremo la comunità. Ci sono papà elettricisti, idraulici e fabbri che si sono adoperati per rimettere in senso l’abitazione, stanno arrivando piatti e stoviglie lenzuola e coperte, frigorifero e lavatrice dalla rete delle Mamme Narranti che ora in ambulatorio è composta da 180 persone.

A Roma ci sono 51 famiglie palestinesi, giunte qui in Italia con gli aerei del Governo per gravi motivi di salute dei bambini. Noi di famiglie me riusciremo a ospitare 3. Avremo la disponibilità di altre due case, una a Palestrina e una nel Municipio VIII che ringraziamo per la sensibilità.

Tutto questo si muove ovviamente senza alcun interesse economico.

Ci siamo mossi col il patrocinio dell'Associazione Culturale Pediatri.

Stiamo stipulando protocolli e accordi di collaborazione con i Comuni di Valmontone, Palestrina, Colleferro, Labico, Artena, e con il Mincipio VIII di Roma Capitale.

Grazie all’onorevole Sergio Costa che in questi mesi ha speso il suo carisma per far riabbracciare due famiglie che erano separate da tanti mesi, l’onorevole Costa e’ vic-presidente della Camera dei Deputati. E grazie alla onorevole Stefania Ascari per questa prestigiosa opportunità.

Potrebbe sembrare il punto di arrivo di un anno di lavoro, a me sembra la dichiarazione pubblica di uno sfascio etico e umano.

Credo che si debba esser molto concreti e farsi crude domande.

Questo incontro non è l’occasione per dire a me stesso quanto sono bravo anzi questo mi infastidisce:

Invece ecco alcuni punti per condividere, sapere e quindi concretamente RISOLVERE:

1) Quante famiglie palestinesi ci sono in questo momento a Roma con bambini feriti o malati provenienti da Gaza?

- 51 famiglie. Avete capito bene 51 famiglie, non 50 mila persone.

2) Sono clandestine queste persone? Hanno infranto una legge del nostro Stato?

- ⁠No, in Italia queste famiglie le abbiamo portate noi.

3) Dopo 10-12 mesi queste famiglie hanno concluso l’iter legale per soggiornare nel nostro Paese?

- ⁠No. Sono ancora in attesa di Asilo Politico. Perché? Non lo so.

4) Sono compatti i nuclei familiari?

- ⁠Le famiglie sono quasi sempre frazioni di famiglie con padri (se vivi) e altri bambini dall’altra parte del mare.

5) Quanto è grande lo spazio in cui vivono?

- Vivono in 16 metri quadrati in 4 persone da mesi. Si pochi metri quadri a testa.

6) Possono cucinare?

- ⁠No, non possono neppure decidere cosa mangiare.

7) Quanti soldi ha ha disposizione al mese una famiglia di quattro persone, mamma e tre bambini?

- ⁠Oltre la stanza di 16 metri quadri, hanno 225 euro al mese la famiglia. 7-8 euro al giorno. Se i bambini chiedono una volta un gelato bruciano la paga di due o tre giorni.

😎 Che progetto futuro c’è per queste famiglie?

- ⁠Nessun progetto..

9) Perché Ahmed di 17 anni, con due gambe amputate, un ex atleta che faceva Parkour, che vorrebbe ricominciare a vivere, che amava l’Italia da quando era piccolo, non è stato inserito in una scuola per imparare la nostra lingua?
Perché in 12 mesi non gli si è insegnato l’Italiano?

- ⁠Non c’è risposta

10) Dove sono collocati CAS, i Centri di Assistenza Straordinaria che “ospitano”’ queste famiglie trasportate da Governo qui da noi?

- I CAS collocati in zone estreme e degradate della città, in periferia, in prossimità del Grande Raccordo Anulare.

Quindi:

- Lutti e orrori alle spalle

- Famiglie divise

- Bambini feriti

- Pochissimi soldi al mese

- Non inserimento in programma scolastico

- 16 metri quadri per 4 persone

- Difficoltà estrema per i ricongiungimenti familiari

- Bambini che stanno crescendo senza uno dei loro genitori.

- Anni di formazione scolastica che si stanno perdendo.

- Nessuna privacy

- Isolamento

Ultima domanda…

Come passa la giornata una ragazza palestinese con tre figli e 200 euro al mese, buttata in un CAS, con il marito a Gaza e qui tre figli e magari uno senza gambe e un altro figlio dall’altra parte del mare, senza amici, senza riuscire a farsi capire, paracadutata in un modo che non conosce, con orrori e lutti spalle e ormai nessun posto dove tornare? Come si addormenta la sera, a cosa pensa la mattina quando si sveglia?

Ultimissima domanda

3.000.000 di abitanti di Roma non riescono ad aiutare 51 famiglie, 240 persone che sono mamme e bambini?

Stasera con Mamme Narranti Mamme Ospitanti saremo a piazza Navona per "RIM Roma in Musica", il festival diffuso di Daniele Silvestri. Alle 20.45

Liberatelo ,subito !
11/06/2026

Liberatelo ,subito !

IL GIOIELLO NELLA PARTE SINISTRA DEL PETTO.
Dottor Hussam Abu Safiya, 10 giugno 2026.
Lavinia Marchetti, 11 giugno 2026

«Se invece di essere impiccato
vieni sbattuto dentro
per non aver rinunciato a sperare
nel mondo, nel Paese, nel tuo popolo,
se devi scontarti dieci o quindici anni
oltre al tempo che ti rimane,
[…]
punta i piedi e vivi.
È tuo solenne dovere
vivere ancora un altro giorno
per fare dispetto al nemico.
[…]
Parte di te potrebbe vivere solitaria dentro,
come un sasso in fondo al pozzo.
[…]
Voglio dire, non è che non si possano passare
dieci o quindici anni dentro,
o anche di più,
è possibile,
purché il gioiello
nella parte sinistra del tuo petto
non perda la sua lucentezza»

Nâzım Hikmet, Qualche consiglio a chi deve affrontare molti anni di galera (carcere di Bursa, 1949; traduzione di Pina Piccolo)
10 giugno 2026, davanti alla Corte suprema israeliana, per voce del suo avvocato Nasser Abu Odeh, Hussam Abu Safiya ha affidato poche frasi. «Sono un pediatra e offro servizi e cure mediche ai pazienti, ai feriti e alle persone più esposte della Striscia. Ho svolto il mio lavoro nel rispetto del diritto internazionale e degli standard umanitari. La mia detenzione è ingiusta e arbitraria, e chiedo che la corte ne ordini l’immediato rilascio».

Abu Safiya è l’uomo che la mattina del 27 dicembre 2024 attraversò il cortile devastato e camminò verso il carro armato, mentre dietro di lui i reparti venivano svuotati e la struttura ridotta a rovina. Da quel giorno il suo volto è uscito dallo spazio pubblico ed è rimasto nelle testimonianze dei detenuti rilasciati.
Sono passati quasi diciotto mesi. Israele lo trattiene in forza della legge sui combattenti illegali, senza imputazione e senza processo. Il 28 aprile 2026 un tribunale ha prolungato la detenzione e respinto la richiesta di scarcerazione. Il 21 maggio la difesa si è rivolta alla Corte suprema, e da allora il medico è stato trasferito in isolamento nel carcere di Nafha. Le organizzazioni che ne seguono il caso riferiscono condizioni gravose e la negazione delle cure di cui avrebbe bisogno, mentre la salute peggiora.

Il suo non è un caso isolato. Dall’autunno del 2023 il personale sanitario di Gaza è stato arrestato in numero crescente, e alcuni medici sono morti in custodia. La protezione che le convenzioni di Ginevra accordano agli ospedali e a chi vi lavora si è assottigliata fino a sparire, e la voce del combattente illegale, priva delle garanzie del prigioniero di guerra e di quelle dell’imputato ordinario, ha fornito la copertura giuridica alla sua scomparsa.
Lo vediamo oggi, con evidenti segni sul corpo, sappiamo cosa fanno ai detenuti e sappiamo bene quale inferno sta vivendo quest'uomo. Risulta ancora più chiaro quanto la sua stessa esistenza, il suo respirare ancora un giorno, possa essere d'intralcio a uno Stato terrorista.

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