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Slc Cgil Nazionale Categoria della CGIL che rappresenta le lavoratrici e i lavoratori della Comunicazione

🟥 Con un'adesione media superiore al 75% e punte del 90%, dichiariamo ampiamente riuscito lo sciopero in Zte, multinazio...
20/10/2026

🟥 Con un'adesione media superiore al 75% e punte del 90%, dichiariamo ampiamente riuscito lo sciopero in Zte, multinazionale cinese delle Telecomunicazioni.

​Una protesta motivata dal tentativo di tagliare quasi la metà del personale operativo in Italia, chiudere quattro sedi e cancellare gli accordi sul lavoro agile.

​Da parte nostra chiediamo il ritiro immediato delle procedure di licenziamento, la tutela di tutti gli occupati, il mantenimento dei presidi sul territorio e il ripristino delle condizioni contrattuali condivise.

​La mobilitazione andrà avanti fino all'apertura di un confronto reale che garantisca occupazione e dignità.

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Eccoci a destinazione! Il corteo della Via Maestra ha attraversato Roma e riempito Piazza del Popolo con una partecipazi...
17/10/2026

Eccoci a destinazione! Il corteo della Via Maestra ha attraversato Roma e riempito Piazza del Popolo con una partecipazione straordinaria.

​Una grande giornata di mobilitazione promossa dalla Cgil insieme a oltre cento associazioni per dire che l'unica strada è quella tracciata dalla nostra Costituzione, ossia rimuovere le disuguaglianze e rimettere al centro il potere di chi lavora.

​Rivendicazioni che nascono dalle viscere di una realtà drammatica: la lotta al carovita che mette a dura prova lavoratrici, lavoratori e numerosissime famiglie. ​L'aumento incontrollato del carrello della spesa e dell'abitare, l'ennesimo rincaro dell'energia che si ripercuote su benzina e bollette, erodono redditi e diritti, costringendo sempre più persone a rinunciare alle cure o subire ricatti lavorativi.

Di fronte a tutto questo, il Governo sceglie di criminalizzare le proteste, da quelle che incendiano il Sud Italia — animate da agricoltori, autotrasportatori e intere comunità meridionali — a quelle degli studenti di scuole e università. Un esecutivo, quello di Giorgia Meloni, che preferisce sventolare la propaganda di falsi nemici, anziché adottare misure economiche efficaci.

C'è un Paese che resiste e che oggi è tornato a riunirsi per dire che sarà un lungo autunno di lotta.

🟥 L’acquisizione di Tim da parte del Gruppo Poste è un passaggio di straordinaria importanza per le politiche industrial...
16/10/2026

🟥 L’acquisizione di Tim da parte del Gruppo Poste è un passaggio di straordinaria importanza per le politiche industriali e lo sviluppo tecnologico del Paese. “Tuttavia – sottolinea il segretario generale Slc Cgil, Riccardo Saccone – questa operazione deve tradursi in un’opportunità reale di crescita per tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, senza comportare alcuna penalizzazione a loro carico”.

Accogliamo con favore le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Poste Italiane, che riconoscono il ruolo centrale ed essenziale delle persone nel raggiungimento degli ottimi risultati aziendali. Un riconoscimento che smentisce in modo netto le indiscrezioni circolate di recente su presunti sacrifici richiesti ai dipendenti per coprire i costi dell’operazione.

“Sarebbe del tutto incomprensibile – evidenza Saccone – negare un giusto compenso a chi contribuisce quotidianamente al successo dell’azienda, a partire dal necessario ristoro economico per fare fronte alla spinta inflazionistica dei mesi scorsi”.

“Un’azienda – chiosa il Segretario – cresce davvero solo se migliorano le condizioni di chi ci lavora: l’integrazione di TIM deve quindi rappresentare un segnale di sviluppo e valorizzazione per tutto il personale del Gruppo”.

🟥 Dopo due anni di trattative, la pazienza è finita. Il Coordinamento unitario dello Spettacolo dal vivo di Slc Cgil, Fi...
15/10/2026

🟥 Dopo due anni di trattative, la pazienza è finita. Il Coordinamento unitario dello Spettacolo dal vivo di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil ha proclamato lo sciopero nazionale dei dipendenti dei teatri e del personale scritturato per il prossimo 27 ottobre.

La rottura del tavolo con Federvivo è l’esito inevitabile di un confronto in cui la parte datoriale ha respinto ogni richiesta d’innovazione e dignità. A fronte di un contratto fermo al 2018 e di un’inflazione che nel periodo ha toccato il 23%, le risposte economiche sono un vero e proprio insulto alla professionalità di chi manda avanti la cultura nel nostro Paese.

I numeri mostrano la gravità della situazione. Per i dipendenti dei teatri, la cui paga media mensile è di 1.433 euro, la controparte ha ipotizzato un aumento del 18% spalmato in tre anni. Senza arretrati e dopo nove anni di blocco, si tratta di un incremento reale di appena 28 euro lordi all’anno.

Ancora più drammatica la condizione del personale scritturato, tra cui attrici, attori, danzatori, macchinisti e maestri d’orchestra, che oggi partono da un minimo giornaliero medio di soli 58,69 euro lordi. La proposta del 20% in tre anni nel 2029 porterebbe la paga a soli 70 euro al giorno: un adeguamento di circa 1,30 euro lordi all’anno per ogni anno di attesa.

Di fronte a cifre irrisorie e alla totale indisponibilità a definire un’unica classificazione del personale o a semplificare le voci retributive, la mobilitazione parte senza indugi. Da oggi è attivo il blocco di tutti gli straordinari. Per le strutture e i lavoratori senza produzione il 27 ottobre, lo sciopero si svolgerà nella finestra tra il 21 e il 30 ottobre, fino ad arrivare alla grande manifestazione nazionale in programma a Roma lunedì 9 novembre.

🟥 Il settore dell’assistenza clienti e dei contact center si trova di fronte a una crisi occupazionale senza precedenti....
14/10/2026

🟥 Il settore dell’assistenza clienti e dei contact center si trova di fronte a una crisi occupazionale senza precedenti. Tra ammortizzatori sociali già attivi e nuovi esuberi annunciati entro la fine dell’anno, stimiamo che oltre 10.000 lavoratrici e lavoratori rischino il posto di lavoro.

Interi siti produttivi, in particolare in Basilicata, Calabria e Sicilia, affrontano la chiusura definitiva dal 1° gennaio 2027, mentre diverse aziende segnalano difficoltà persino nel garantire il pagamento regolare degli stipendi.

Le cause sono chiare: la rapida introduzione dei sistemi di intelligenza artificiale e dell’automazione sta abbattendo i volumi di attività, a cui si aggiunge il persistere delle delocalizzazioni all’estero. Di fronte a questa trasformazione, l’intero comparto viene abbandonato a sé stesso, affrontando le singole vertenze con mere misure d’emergenza e ammortizzatori temporanei.

Denunciamo con forza la sconsideratezza del Governo, che continua a voltarsi dall’altra parte e a sottrarsi alla nostra richiesta di aprire un tavolo interministeriale di confronto. Un silenzio inaccettabile verso un settore che, durante la pandemia, si è mostrato essenziale alla continuità dei servizi tra cittadini, pubblica amministrazione, banche, energia e telecomunicazioni.

Non chiediamo interventi assistenziali, ma strumenti concreti per gestire la transizione digitale: un piano industriale per il comparto, risorse per la riconversione professionale e regole certe a tutela dell’occupazione del nostro Paese.

Per questo motivo, dopo l’esito negativo del confronto al ministero del Lavoro, abbiamo proclamato lo sciopero di tutte le prestazioni per l’intera giornata del prossimo 11 novembre.

Chiamiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore ad aderire compatti e scendere in piazza ✊🏽

🟥 Tre parole per definire il lavoro che meriti in Rai: gratificante, forte, libero da condizionamenti.Perché se è gratif...
13/10/2026

🟥 Tre parole per definire il lavoro che meriti in Rai: gratificante, forte, libero da condizionamenti.

Perché se è gratificante, la tua professionalità viene riconosciuta, è ben retribuita e gli orari come i trasferimenti rispettano davvero la qualità della tua vita.

Se l’azienda è forte nel settore, investe sulla produzione interna, sulle strutture e sulle persone, garantendo un futuro industriale solido a chi ci lavora ogni giorno.

Se l’emittente è libera dalla politica, le scelte editoriali non rispondono alle convenienze di palazzo, ma alla qualità dell’informazione e alla tutela del servizio pubblico.

Alle elezioni RSU del 24 e 25 novembre, scegli chi sa fare la differenza per il tuo lavoro: vota SLC CGIL.

🟥 Se lavori in WindTre hai visto crescere tutto, tranne una cosa: il valore del tuo contratto integrativo.Negli ultimi a...
12/10/2026

🟥 Se lavori in WindTre hai visto crescere tutto, tranne una cosa: il valore del tuo contratto integrativo.

Negli ultimi anni i ritmi e le responsabilità sono aumentati, mentre PdR, indennità e buoni pasto sono inchiodati al 2008. E dall’azienda la risposta è sempre la stessa: congelare le trattative per il rinnovo del secondo livello, mentre i premi per i vertici continuavano a viaggiare a pieno regime.

Ecco perché lo sciopero di oggi, che ha visto picchi di adesione pari al 70%, e la partecipazione ai presidi di Milano, Roma e Napoli sono il segnale più forte che potessimo dare: chi garantisce ogni giorno un servizio di eccellenza non è più disposto a pagare il conto delle ristrutturazioni.

Andiamo avanti finché non otterremo il contratto che ci spetta.

Segui la Rsu della tua sede per i prossimi passaggi della mobilitazione e unisciti ai tuoi colleghi.

🟥 Dopo un mese di blocco degli straordinari e della reperibilità, le lavoratrici e i lavoratori di WINDTRE compiono un p...
08/10/2026

🟥 Dopo un mese di blocco degli straordinari e della reperibilità, le lavoratrici e i lavoratori di WINDTRE compiono un passo decisivo: lunedì 12 ottobre 2026 sarà sciopero nazionale per l’intero turno, con presidi territoriali presso le sedi principali, quali Roma e Milano.

Alla base della protesta, il prolungato stallo nel rinnovo del contratto integrativo. I parametri normativi ed economici sono bloccati dal 2008 e hanno persino subito decurtazioni nel 2012. L’effetto? Un ritardo retributivo pesante e ingiustificato rispetto al resto del settore delle telecomunicazioni e al mercato del lavoro, insostenibile a fronte del carovita.

Pretendiamo un premio di risultato dignitoso, l’adeguamento economico dei buoni pasto e delle indennità di reperibilità. Ma vogliamo anche più permessi per garantire davvero la conciliazione tra vita privata e professionale.

Contro le politiche di austerità ed efficienza a senso unico, la risposta non può che essere il blocco totale delle attività, per affermare che la vera ricchezza dell’azienda dipende dalle sue lavoratrici e dai suoi lavoratori.

🟥 Il Consiglio di Stato conferma la legittimità del regolamento Agcom sui servizi di assistenza alla clientela. La pronu...
07/10/2026

🟥 Il Consiglio di Stato conferma la legittimità del regolamento Agcom sui servizi di assistenza alla clientela. La pronuncia ribadisce un principio chiaro: gli utenti hanno diritto ad accedere direttamente a un operatore umano, bocciando il modello che impone la prenotazione di un appuntamento per evitare l’interazione in tempo reale.

Malgrado la sentenza, la realtà quotidiana per chi cerca assistenza racconta una storia diversa. In molti servizi, in particolare nel settore delle Telecomunicazioni, riuscire a parlare con una persona in carne ed ossa è divenuta un’operazione quasi impossibile. Un disservizio non casuale, ma frutto di una precisa strategia delle aziende: come denuncia il segretario generale della Slc Cgil, Riccardo Saccone, si cerca di ridurre artificialmente i volumi dell’assistenza clienti e forzare l’automazione.

Strategia a cui consegue un duplice effetto: disservizi crescenti per la clientela e gravi rischi occupazionali. Ridurre l’assistenza senza un piano serio di riprofessionalizzazione significa far pagare il conto della transizione a migliaia di lavoratrici e lavoratori. Per questo motivo - ricorda Saccone - come sindacato abbiamo avviato una mobilitazione unitaria che sfocerà nello sciopero di tutto il comparto Crm/Bpo.

Alla luce della pronuncia del Consiglio di Stato, pretendiamo però l’immediato rispetto delle regole Agcom e chiediamo con forza all’esecutivo l’apertura di un tavolo di crisi: gli ammortizzatori sociali, senza una strategia industriale condivisa, rischiano di diventare soltanto l’anticamera dei licenziamenti.

ERICSSON RITIRA I LICENZIAMENTI!È questo il grande risultato dell'incontro di oggi al Mimit.Un traguardo ottenuto grazie...
05/10/2026

ERICSSON RITIRA I LICENZIAMENTI!

È questo il grande risultato dell'incontro di oggi al Mimit.

Un traguardo ottenuto grazie al coraggio e alla determinazione che le lavoratrici e i lavoratori di Genova hanno dimostrato nelle scorse settimane, insieme al sindacato.

Grazie alle compagne e ai compagni del territorio che hanno portato fino in fondo questa lotta e decretato una bellissima vittoria del lavoro.

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