03/11/2025
Ame no Torifune (Funakogi Undo)
Un articolo della M. Flaviana Calignano
Docente del Dojo Aikido Torino
Il torifune, noto anche come funakogi undo, è una pratica che affonda le sue origini nel mito. Ō Sensei Morihei Ueshiba considerava di grande importanza lo studio dei testi sacri dello shintō, e specialmente la più antica raccolta di questa tradizione, il Kojiki (Cronache delle cose antiche), tanto da affermare che l’Aikido ne è la realizzazione, e che per realizzare il vero aiki occorresse “assorbire la storia dell’età degli dèi nel proprio corpo”. Il suo messaggio tuttavia non era di facile comprensione per molti suoi allievi visto anche la complessità del kotodama nonché del chinkon kishin no hō (sistema di pacificazione e meditazione praticato da Ō Sensei). Questo portò gli allievi ad utilizzare altre fonti per tradurre i suoi insegnamenti: dal buddhismo shingon, al taoismo e allo zen; dal karma yoga e raja yoga (che alcuni allievi studiavano sotto la direzione del Maestro Nakamura Tempū) alla Mindfulness fino alla Fisica quantistica. Il Maestro Hiroshi Tada, ad esempio, nel libro fotografico Kinorenma scrive a proposito del torifune: “Il Maestro Ueshiba Morihei parlava spesso dell’importanza di stagliarsi sul ponte galleggiante in cielo. Furono gli insegnamenti del Maestro Nakamura Tenpū che ci permisero di capire con più profondità queste parole”.
Ame-no-Tori-Fune, letteralmente “Celeste (ame) barca (fune) uc***lo (tori)”, tradotto come “la barca degli uccelli celesti”, era il dio della nave veloce nato da Izanagi e Izanami, due dei kami (divinità) più importanti della mitologia giapponese creatori dell’arcipelago giapponese e di molti altri kami. Nel Kojiki viene anche chiamato “Tori-no-iwa-kusu-fune” (divina barca uc***lo di pietra). In un famoso episodio narrato nel Kojiki, accompagna il dio guerriero Takemikazuchi, ambasciatore degli dei celesti, a contrattare la cessione del governo della terra da parte degli dei terrestri.
Nel Nihongi (Annali del Giappone), altro grande testo sulla mitologia giapponese, è la nave (fune) divina fatta di legno di canfora (kusu), resistente come la pietra (iwa) e che vola come un uc***lo (tori) che svolse un particolare ruolo nelle vicende di Hiruko, il figlio nato senza braccia e gambe da Izanaghi e Izanami attorno all’asse del mondo. Questo scomodo primogenito prima del compimento del terzo anno fu abbandonato dalla madre Izanami alla corrente cosmica su Ame-no-torifune, che lo portò fino a Ezo, l’antico Hokkaidō, dove fu trovato e adottato dall’ainu Ebisu Saburo. Qui gli crebbero gambe e braccia, si fece forte e robusto e infine divenne dio del mare. Esistono moltissime varianti della leggenda di Hiruku.
L’Aikido è per Ō Sensei misogi, purificazione del corpo e della mente, una pratica di contemplazione che nasce dall’arte marziale e questa purificazione inizia a partire dagli esercizi preparatori, l’aikitaisō, tra cui veste una grande importanza il torifune e furutama
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