06/08/2026
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♦️ 𝗣𝗢𝗡𝗚𝗢, 𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗡𝗘 𝗥𝗜𝗗𝗢𝗧𝗧𝗢 𝗔 𝗦𝗖𝗛𝗘𝗟𝗘𝗧𝗥𝗢 𝗘 𝗦𝗔𝗟𝗩𝗔𝗧𝗢 𝗜𝗡 𝗘𝗦𝗧𝗥𝗘𝗠𝗜𝗦 𝗔 𝗙𝗔𝗡𝗢
Il 17 luglio a Fano, nel quartiere Fano 2, i volontari dell’associazione Melampo e le guardie ecozoofile hanno trovato Pongo, un meticcio simil dogo di quasi sei anni, adottato dal canile di fano nel novembre del 2024 solo in un appartamento senza cibo né acqua. Pesava 20 chili. Quando era stato adottato nel novembre 2024 ne pesava 42.
Non riusciva più a reggersi in piedi. Aveva piaghe da decubito, le unghie ripiegate su se stesse e il corpo coperto dei propri escrementi. Era arrivato a bere la propria urina e a nutrirsi delle feci. Con il caldo di quei giorni, poche ore in più avrebbero potuto ucciderlo.
La proprietaria, una donna poco più che trentenne, si trovava in vacanza.
Per lei è scattata la denuncia per maltrattamento di animali. Pongo è stato sequestrato e affidato in custodia giudiziaria a Cecilia Tornimbeni, presidente di Melampo.
Portato all’ospedale veterinario Fanum Fortunae, le analisi non hanno evidenziato patologie organiche. Solo una gravissima malnutrizione. Alimentato con piccole dosi frequenti, dopo pochi giorni è tornato in piedi. In meno di una settimana è stato dimesso con 23,6 chili, oltre tre in più rispetto al momento del sequestro.
Per i volontari di Melampo è stato un colpo durissimo. Pongo era uno dei cani più amati del canile: docile, affettuoso, capace di conquistare chiunque. All’inizio l’adozione sembrava andare bene, poi le notizie si erano interrotte. Quando la donna aveva chiesto aiuto per non poterlo più tenere, in un giorno e mezzo era stata trovata una nuova sistemazione, ma la richiesta era stata ritirata.
Da Melampo arriva un messaggio chiaro: chi non riesce più a occuparsi del proprio animale può e deve chiedere aiuto. Non sempre è possibile offrire una pensione, ma si può cercare insieme una soluzione. Lasciare un cane a morire di fame e di sete, no.
Pongo ce l’ha fatta perché qualcuno è arrivato in tempo. Ora è in buone mani e sta recuperando. La sua storia ricorda che un animale affidato non è un oggetto da abbandonare quando diventa scomodo.