Uguali Per I Figli

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Uguali Per I Figli Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Uguali Per I Figli, Organizzazione no-profit, Via Marianna Dionigi , 29, Roma.
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CHI SIAMO

La nostra Associazione è senza fini di lucro, non ha appartenenze politiche, è totalmente indipendente e opera per finalità morali e sociali, in spirito di servizio, con intenti costruttivi nel dialogo e nel rispetto verso le istituzioni. Uguali Per I Figli

La finalità è promuovere il ruolo di entrambi i genitori per l' educazione, la formazione psicologica, morale e civile dei figli, sia nelle famiglie unite sia in queile di separati o divorziati, perchè è un diritto e un dovere di entrambi i genitori farsi carico in maniera paritaria del compito insostituibile di dare ai figli affetto, punti di riferimento essenziali per la costruzione della loro identità, insegnando i valori che sono alla base della vita e il rispetto delle regole.

PAS sì o PAS no?Se il dibattito resta fermo qui, rischiamo di perdere di vista l’unica persona che dovrebbe stare realme...
04/10/2026

PAS sì o PAS no?

Se il dibattito resta fermo qui, rischiamo di perdere di vista l’unica persona che dovrebbe stare realmente al centro: il bambino.

Uguali per i Figli ETS sceglie una posizione diversa.

Non ci interessa vincere una guerra terminologica. Ci interessa capire se un minore viene coinvolto nel conflitto, se subisce condizionamenti, se esiste violenza, se il suo rifiuto è fondato, se una relazione significativa viene progressivamente compromessa.

La scienza deve essere rispettata, anche quando discute e non offre risposte definitive. Ma l’assenza di un’etichetta diagnostica non può diventare il pretesto per ignorare comportamenti concreti e possibili fattori di rischio.

E soprattutto occorre cambiare prospettiva:

non aspettare che il danno diventi stabile per discutere come curarlo. Intervenire prima.

Prima dell’etichetta, il bambino.
Prima della cura, la prevenzione.

Nel nuovo approfondimento analizziamo letteratura scientifica, giurisprudenza, Agenda dei diritti 2026 e strumenti normativi, provando a riportare il confronto dove dovrebbe essere sempre rimasto: sull’interesse del minore.

La “rivoluzione della cura” evocata dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza apre una riflessione importante...
04/10/2026

La “rivoluzione della cura” evocata dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza apre una riflessione importante.

Ma per Uguali per i Figli ETS il passaggio decisivo viene subito dopo: come trasformare la cura in tutela concreta, verificabile e realmente centrata sul bambino?

Ascolto del minore, sostegno alle famiglie, prevenzione, competenze interdisciplinari, rigore scientifico, tempi adeguati e valutazione degli esiti.

Perché il superiore interesse del minore non può restare una formula scritta nei provvedimenti. Deve essere riconoscibile nella vita reale del bambino.

Nel nuovo approfondimento analizziamo la Relazione al Parlamento 2025 dell’Autorità garante e l’Agenda dei diritti 2026, guardando anche a ciò che ancora manca perché il paradigma child-centered diventi davvero prassi istituzionale.

Dalla rivoluzione della cura alla responsabilità della cura.

ADHD: prima il bambino, poi la diagnosi.Un bambino si distrae, perde il filo, si alza spesso, fatica a terminare un comp...
04/10/2026

ADHD: prima il bambino, poi la diagnosi.

Un bambino si distrae, perde il filo, si alza spesso, fatica a terminare un compito. La domanda arriva quasi automaticamente: ha l’ADHD?

Ma è davvero questa la prima domanda che dovremmo farci?

Le diagnosi di disturbo da deficit di attenzione e iperattività stanno aumentando in diversi Paesi. Eppure la ricerca ci dice qualcosa di più complesso: aumento delle diagnosi, aumento dei sintomi e aumento della reale prevalenza del disturbo non sono necessariamente la stessa cosa.

L’ADHD esiste. È un disturbo del neurosviluppo serio, riconosciuto dalla comunità scientifica, e non diagnosticarlo può significare lasciare un bambino senza l’aiuto di cui ha bisogno.

Ma anche l’errore opposto può avere conseguenze: non ogni difficoltà attentiva è ADHD.

Sonno, apprendimento, stress, relazioni, ambiente familiare, scuola, salute emotiva, attività fisica e uso degli strumenti digitali possono incidere sul comportamento e sul funzionamento di bambini e adolescenti.

Per questo la diagnosi non può nascere dalla semplice osservazione di qualche sintomo.

Deve nascere dalla comprensione del bambino nella sua interezza.

Forse dovremmo allora cambiare domanda.

Non soltanto:
«Che cosa ha questo bambino?»

Ma anche:
«Che cosa sta vivendo?»
«In quali ambienti manifesta questa difficoltà?»
«Da quanto tempo?»
«Quanto dorme?»
«Come vive la scuola?»
«Che cosa ci sta comunicando?»

Per Uguali per i Figli ETS essere child-centered significa esattamente questo: evitare sia la banalizzazione di un disturbo reale sia la patologizzazione frettolosa dell’infanzia.

Servono valutazioni multidisciplinari, dialogo tra famiglia, scuola, pediatria e specialisti, formazione degli adulti e dati nazionali aggiornati.

Perché una società che chiede ai bambini sempre più attenzione, adattamento e velocità deve avere anche il coraggio di interrogarsi sulle condizioni nelle quali li sta facendo crescere.

Prima del disturbo, prima dell’etichetta, prima della diagnosi, c’è sempre una persona.

E quella persona è un bambino.

Uguali per i Figli ETS
Un mondo più sicuro per il loro domani.

“Il tempo dei figli. Dai primi 1000 giorni ai silenzi dell’adolescenza”. Al Senato il confronto su infanzia, adolescenza...
25/09/2026

“Il tempo dei figli. Dai primi 1000 giorni ai silenzi dell’adolescenza”. Al Senato il confronto su infanzia, adolescenza e genitorialità promosso da Uguali per i figli ETS

ROMA, 23 SETTEMBRE 2026

Mettere i figli al centro e costruire una rete capace di accompagnare bambini, adolescenti e famiglie nelle diverse fasi della crescita. È questo il filo conduttore dell’incontro Il tempo dei figli – Dai primi 1000 giorni ai silenzi dell’adolescenza, promosso da Uguali per i Figli ETS su iniziativa del Sen. Avv. Adriano Paroli, che si è svolto oggi nella Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama.

Un momento di confronto multidisciplinare che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, professionisti ed esperti per approfondire alcune delle principali sfide legate all’infanzia, all’adolescenza, alla genitorialità, all’educazione e alla prevenzione del disagio giovanile.

Dai primi mille giorni di vita, fondamentali per lo sviluppo, fino all’adolescenza, il confronto ha posto l’attenzione sull’importanza di riconoscere tempestivamente i segnali di fragilità e di rafforzare una vera cultura dell’ascolto e della prevenzione.

A intervenire sono stati l’On. Avv. Gelsomina Silvia Vono, Delegata nazionale ai Rapporti Scuola di Uguali per i Figli ETS; il Prof. Giuseppe Mazzei, Presidente Onorario; Mauro Sica, Segretario Generale; Giovanni Fulvi, Presidente CNCM – Coordinamento Nazionale Comunità per Minori; il Prof. Giovanni Battista Camerini, neuropsichiatra infantile; l’Avv. Anna Maria Pitzolu, Presidente della Fondazione Ozanam – S. Vincenzo de Paoli; la Dott.ssa Marianna Vianello, CEO & Founder Kid Pass e Responsabile Dipartimento Cultura e Infanzia di Uguali per i Figli ETS; e la Dott.ssa Francesca Grisot, antropologa e progettista sociale. L’incontro è stato moderato da Giovanni Fabiano, editore e autore.

Al centro del confronto anche il tema dei silenzi dell’adolescenza, che non rappresentano semplicemente un’assenza di parole, ma possono diventare segnali di disagio, isolamento, bullismo, cyberbullismo e fragilità familiari. Una realtà che richiede agli adulti la capacità di osservare, ascoltare e intervenire prima che una difficoltà si trasformi in emergenza.

Nel corso dell’incontro è stato presentato anche Dove nascono i silenzi, il romanzo civile di Claudia Conte, giornalista, scrittrice e Portavoce Nazionale di Uguali per i Figli ETS, realizzato in collaborazione con l’associazione.
Attraverso la narrazione, l’autrice affronta temi come bullismo, cyberbullismo, violenza economica, controllo, fragilità familiari e disagio adolescenziale, riportando al centro la necessità di ascoltare e riconoscere quei segnali che spesso rimangono nascosti dietro il silenzio.

«I silenzi dei ragazzi non devono diventare invisibili agli occhi degli adulti – ha sottolineato Claudia Conte –. Dietro un cambiamento, un isolamento, una difficoltà a comunicare può esserci una richiesta di aiuto. La prevenzione significa soprattutto imparare ad ascoltare prima che il disagio diventi emergenza».

Il libro è stato inoltre posto in dialogo con I primi 1000 giorni d’oro di Carlo BellieniValerio, docente di Pediatria all’Università di Siena e Direttore Scientifico Nazionale – Pediatria, Neonatologia e Primi Mille Giorni di Uguali per i Figli ETS ,creando un percorso ideale tra due momenti fondamentali dello sviluppo: i primi anni di vita e l’adolescenza.

Dall’incontro è emersa l’importanza di una responsabilità condivisa tra famiglia, scuola, istituzioni, professionisti e comunità. Una rete che sappia accompagnare i genitori e i ragazzi non soltanto quando emerge una situazione di difficoltà, ma soprattutto attraverso un’azione costante di prevenzione, educazione e ascolto.

L’appuntamento di Palazzo Madama conferma così l’impegno di Uguali per i Figli ETS nella promozione di una cultura dell’infanzia, dell’adolescenza e della genitorialità, con l’obiettivo di rafforzare strumenti e consapevolezza attorno a una delle sfide più importanti del nostro tempo: imparare ad ascoltare i figli prima che siano loro a smettere di parlare.

DOMANI AL SENATO | IL TEMPO DEI FIGLIDomani, 23 settembre, dalle 16.00 alle 17.00, nella Sala “Caduti di Nassirya” del S...
22/09/2026

DOMANI AL SENATO | IL TEMPO DEI FIGLI

Domani, 23 settembre, dalle 16.00 alle 17.00, nella Sala “Caduti di Nassirya” del Senato della Repubblica, Uguali per i Figli ETS sarà protagonista dell’incontro “Il Tempo dei Figli – Dai primi 1000 giorni ai silenzi dell’adolescenza”, su iniziativa del Sen. Avv. Adriano Paroli.

Un’ora di confronto tra scienza, diritto, scuola e comunità, per riportare al centro una responsabilità che riguarda tutti: il tempo, la crescita e il futuro dei figli.

Senato della Repubblica – Roma
Mercoledì 23 settembre 2026 | ore 16.00–17.00

I figli non si toccano mai.

Docenti, ci vediamo domani alle 16:30!Scopriremo "Coltivare Futuri", il programma educativo di “A World of Potential” al...
22/09/2026

Docenti, ci vediamo domani alle 16:30!
Scopriremo "Coltivare Futuri", il programma educativo di “A World of Potential” alla Casa di The Human Safety Net di Venezia.

Iscrizione gratuita 👉 https://www.school.kidpass.it/a-word-of-potential/

Elisa Giraff Palacinka Brumat Francesca Grisot Marianna Vianello The Home of The Human Safety Net Eleonora Perotti CIAPE - Italian Permanent Learning Centre

I FIGLI PRIMA DEGLI ALGORITMIC’è un’età nella quale un bambino dovrebbe ancora poter crescere senza che un algoritmo imp...
20/09/2026

I FIGLI PRIMA DEGLI ALGORITMI

C’è un’età nella quale un bambino dovrebbe ancora poter crescere senza che un algoritmo impari a conoscerlo, trattenerlo, prevederlo.

Senza che uno scroll infinito decida quando deve fermarsi.
Senza che una notifica lo richiami continuamente.
Senza che la sua attenzione diventi una risorsa economica da conquistare.

Il 17 settembre 2026 la Commissione europea ha presentato l’EU KIDS Act, una proposta che prova a cambiare radicalmente le regole della presenza dei minori negli ambienti digitali. Non è ancora una legge definitiva: il testo dovrà essere esaminato dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Il principio è molto chiaro.

Sotto i 13 anni niente account social.

Dai 13 ai 15 anni, l’accesso sarebbe possibile soltanto attraverso un account limitato e gestito dal genitore o dal tutore, con strumenti di controllo e un limite massimo di un’ora al giorno.

Dai 15 anni diventerebbe possibile creare autonomamente il proprio account.

Ma sarebbe un errore pensare che la proposta riguardi soltanto l’età per iscriversi a Instagram, TikTok o agli altri social.

L’Europa sta iniziando a porre una domanda molto più importante:

chi deve adattarsi a chi?

Deve essere un bambino a imparare a difendersi da piattaforme progettate per catturare la sua attenzione?

Oppure devono essere le piattaforme a essere progettate tenendo conto del fatto che dall’altra parte dello schermo può esserci un bambino?

L’EU KIDS Act interviene proprio su questo.

Sistemi di raccomandazione, notifiche, meccanismi che favoriscono un utilizzo compulsivo, videogiochi, piattaforme video, chatbot e compagni di intelligenza artificiale entrano nello stesso perimetro di tutela. La Commissione indica espressamente tra i servizi interessati social media, video-sharing, online games, AI companions e chatbot.

È un cambiamento culturale enorme.

Perché proteggere un figlio nel mondo digitale non può significare semplicemente consegnare a ogni famiglia un elenco infinito di impostazioni da configurare.

La sicurezza dovrebbe esserci prima.

La privacy dovrebbe esserci prima.

La tutela dovrebbe essere incorporata nel modo in cui un servizio viene progettato.

E soprattutto dobbiamo smettere di raccontarci che questa sia soltanto una questione privata tra genitori e figli.

I genitori hanno una responsabilità educativa insostituibile.

Ma dall’altra parte ci sono sistemi industriali globali, enormi quantità di dati e tecnologie costruite per analizzare in tempo reale il comportamento delle persone e massimizzare il tempo trascorso online. La stessa Commissione europea riconosce che alcuni modelli di business delle piattaforme, orientati a massimizzare il tempo online, possono sfruttare le vulnerabilità dei minori.

Per Uguali per i Figli ETS, è questo il punto sul quale sarà essenziale mantenere alta l’attenzione durante tutto l’iter europeo: verificare che le tutele annunciate diventino concretamente efficaci, che la verifica dell’età non comprometta la privacy e che gli obblighi posti alle piattaforme siano realmente applicabili e controllabili.

La tecnologia appartiene al futuro dei nostri figli.

Ma il futuro dei nostri figli non può appartenere agli algoritmi.

Proteggerli non significa portarli fuori dal mondo digitale.

Significa permettere loro di entrarci al momento giusto, accompagnati dagli adulti e dentro ambienti costruiti rispettando la loro età, il loro sviluppo e la loro libertà.

Approfondimento completo sul sito Uguali per i Figli ETS:

QUANDO LA CONOSCENZA INCONTRA LA VITAPossiamo conoscere perfettamente una norma.Possiamo avere studi, dati, ricerca e pr...
20/09/2026

QUANDO LA CONOSCENZA INCONTRA LA VITA

Possiamo conoscere perfettamente una norma.
Possiamo avere studi, dati, ricerca e professionisti altamente specializzati.

Eppure può ancora mancare qualcosa.

La vita reale delle persone.

La Rettrice del Politecnico di Milano, Donatella Sciuto, presentando Action For Non Profit, pone una questione che sentiamo profondamente vicina:

l’innovazione non basta se non riesce a incontrare i bisogni reali, i territori, le comunità.

E quando parliamo di bambini, questa distanza diventa ancora più evidente.

Un bambino non è una pratica giuridica.
Non è un caso psicologico.
Non è una difficoltà scolastica.
Non è un problema sociale.

È una persona intera.

Siamo noi adulti ad aver separato le competenze: diritto, scuola, pedagogia, psicologia, servizi, sanità, istituzioni.

La vita di un figlio, invece, attraversa tutte queste dimensioni senza conoscerne i confini.

Ed è qui che, per noi, comincia una parte decisiva del cambiamento.

Quando l’università ascolta il territorio.
Quando la ricerca incontra chi vive quotidianamente i problemi.
Quando la scuola dialoga con le famiglie.
Quando il diritto riesce a interrogarsi anche sulle conseguenze concrete delle proprie decisioni.
Quando il Terzo settore non viene considerato soltanto il luogo nel quale applicare una soluzione, ma anche uno dei luoghi nei quali i bisogni vengono osservati, ascoltati e compresi.

La prossimità non sostituisce la scienza.

Ma neppure la scienza può permettersi di perdere la prossimità.

Perché i dati possono descrivere un fenomeno.

Le competenze possono interpretarlo.

Le norme possono disciplinarlo.

Ma per comprendere davvero che cosa quel fenomeno significhi nella vita di un bambino occorre che quelle conoscenze riescano a incontrarsi.

È questo il significato che attribuiamo alla comunità educante.

Non una formula.

Non la semplice presenza di molti professionisti intorno allo stesso tavolo.

Ma una rete di responsabilità nella quale ognuno conserva il proprio ruolo e, allo stesso tempo, riconosce che nessuno possiede da solo l’intera risposta.

Perché mettere i figli al centro significa anche questo:

costruire intorno a loro adulti, professionisti e istituzioni capaci di vederli nella loro interezza.

Forse una delle innovazioni più importanti comincia proprio qui.

Nel momento in cui la conoscenza smette soltanto di spiegare la vita

e comincia davvero a incontrarla.

Uguali per i Figli ETS
I figli non si toccano mai.

TEST PSICOATTITUDINALI AI FUTURI MAGISTRATIE CHI DECIDE OGGI SULLA VITA DEI FIGLI?Il Consiglio Superiore della Magistrat...
20/09/2026

TEST PSICOATTITUDINALI AI FUTURI MAGISTRATI

E CHI DECIDE OGGI SULLA VITA DEI FIGLI?

Il Consiglio Superiore della Magistratura ha approvato i criteri per i test psicoattitudinali destinati ai futuri magistrati.

Tra le aree considerate ci sono equilibrio emotivo, capacità relazionale, ascolto, autonomia di giudizio, comprensione empatica.

È una scelta che guarda al futuro.

Ma apre una domanda che riguarda il presente.

Chi decide oggi sulla vita dei figli?

Nei procedimenti familiari non basta conoscere bene il diritto.

Perché una decisione può incidere sul luogo in cui un bambino vivrà, sul rapporto con un genitore, sui suoi legami familiari, sul modo in cui verrà ascoltato e persino sull’immagine che costruirà di sé negli anni successivi.

La competenza giuridica è indispensabile.

Ma non coincide automaticamente con la capacità di leggere relazioni complesse, ascoltare davvero, riconoscere quando un’ipotesi iniziale non regge più e utilizzare correttamente il contributo di psicologi, pedagogisti, servizi sociali, scuola e consulenti.

Un magistrato non può e non deve essere tutto.

Non deve essere anche psicologo, pedagogista o neuropsichiatra infantile.

Deve però sapere quando quelle competenze servono.

E soprattutto deve essere capace di rimettere in discussione una lettura quando nuovi fatti raccontano una realtà diversa.

Perché nei procedimenti che riguardano i figli il tempo non è neutro.

Un anno per un ufficio giudiziario può essere un numero.

Un anno nella vita di un bambino può cambiare una relazione.

Ed è qui che la responsabilità assume un significato diverso.

Una decisione non finisce quando viene depositata un’ordinanza.

Continua nella vita del bambino che quella decisione dovrà viverla.

Per questo il tema dei test ai futuri magistrati non riguarda soltanto chi entrerà domani in magistratura.

Apre una questione più ampia su come vengono oggi formati, valutati e supportati coloro che assumono decisioni capaci di incidere profondamente sulla vita di bambini e adolescenti.

Non è una questione contro la magistratura.

È una questione di qualità della giustizia.

E quando quella giustizia entra nella vita di un figlio, il livello di attenzione richiesto deve essere il più alto possibile.

Editoriale – Uguali per i Figli ETS

LO SPORT COME CURACi sono luoghi nei quali un bambino non impara soltanto a correre più veloce, a ti**re un pallone, a s...
18/09/2026

LO SPORT COME CURA

Ci sono luoghi nei quali un bambino non impara soltanto a correre più veloce, a ti**re un pallone, a stare in equilibrio o a rispettare una regola.

Impara a conoscere se stesso.

A perdere e ricominciare.
A stare con gli altri.
A misurarsi con un limite senza sentirsi sconfitto.
A riconoscere il proprio corpo, le proprie emozioni, le proprie possibilità.

Per questo parlare di sport come cura significa andare molto oltre l’attività fisica.

Significa riconoscere nello sport uno straordinario spazio di prevenzione, benessere, inclusione e crescita.

Lo ricorda con grande efficacia la nostra amica Maria Fiorenza Di Gosta, sempre attenta e attivissima sui temi di interesse pubblico, nel suo contributo pubblicato su Parlamento Magazine e presentato al Senato, dedicato alla proposta che punta a costruire una relazione sempre più strutturata tra attività fisica, salute e prevenzione. Il tema è oggi anche al centro dell’A.S. 1815, di iniziativa CNEL, dedicato proprio alla promozione dell’attività fisica e sportiva quale strumento di prevenzione, inclusione e salute.

Per noi di Uguali per i Figli ETS questo significa guardare soprattutto ai più giovani.

Perché un campo di calcio, una piscina, una palestra, un parquet di pallavolo o di basket possono diventare molto più di un luogo nel quale praticare uno sport.

Possono essere luoghi educativi.

Luoghi nei quali un bambino costruisce autostima, appartenenza, disciplina, amicizie.
Nei quali un adolescente può trovare una comunità, un obiettivo, qualcuno che lo aspetta.

E in una società nella quale il disagio dei più giovani assume forme sempre più complesse, anche lo sport può essere uno degli strumenti attraverso i quali scuola, famiglie, istituzioni, sanità, associazioni e territorio tornano a costruire insieme comunità educanti.

Non perché lo sport possa sostituire la medicina, la psicologia o l’educazione.

Ma perché crescere bene significa anche muoversi, incontrarsi, appartenere, mettersi alla prova e scoprire di poter riuscire.

Grazie, Maria Fiorenza, per continuare ad aprire spazi di riflessione su temi che riguardano il presente e, soprattutto, il futuro dei nostri figli.

Lo sport non riempie soltanto il tempo dei ragazzi.
Può riempirlo di relazioni, fiducia e possibilità.

Per approfondire:

Senato della Repubblica – A.S. 1815
https://www.senato.it/leggi-e-documenti/disegni-di-legge/scheda-ddl?did=59931&tab=datiGenerali

Contributo di Maria Fiorenza Di Gosta su LinkedIn
https://lnkd.in/p/dtswYQS4

Indirizzo

Via Marianna Dionigi , 29
Rome
00193

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