29/10/2026
PIAZZA NUOVA, POLITICA VECCHIA
Il Comitato Colli d’Oro, fondato 14 anni fa per salvaguardare l’integrità del parco minacciato dalla costruzione del primo palazzetto dello sport nel 2012, si è sempre interessato all’organizzazione della vita sociale nel quartiere, portando contributi ad iniziare dal progetto della città dei 15 minuti del 2023
https://www.comune.roma.it/web/it/dettaglio-sur.page?contentId=SUR1551874
in cui si cercò di evidenziare criticità proponendo alternative.
https://www.facebook.com/photo?fbid=901696905404175&set=a.416057147301489
Il progetto municipale in questione porta con sé i tipici difetti che spesso recano le progettazioni degli urbanisti quando, come in questo caso, lavorano a centinaia di chilometri di distanza dal territorio sul quale debbono operare; anche a coloro che visionano il territorio, a volte sfugge che “una mappa non è il territorio”, sottovalutando le implicazione pratiche, notorio punto debole di architetti ed urbanisti, che a volte dimenticano che le “visioni” debbono avere un senso pratico a supporto.
Detto questo il progetto della città dei 15 minuti è (era) molto ambizioso, un progetto cui, come spesso accade, hanno difettato le risorse messe in campo, nonostante il Comune di Roma sia stato investito, con i soldi del PNRR, quelli del Giubileo, con partenariati vari ed altro, di oltre 17 miliardi di euro.
Ma di quelli che ha avuto a disposizione il XV municipio, sotto varie forme e molteplici voci, sono stati per larga parte assorbiti dalla costruzione del palazzetto dello sport nel parco Colli d’Oro, costruzione di cui il quartiere non sentiva assolutamente il bisogno dato il numero di impianti sportivi presenti in zona, ai quali invece è sempre mancata una seria politica di convenzioni e quindi di prezzi popolari.
La conseguenza è stata che, passo dopo passo, il progetto originario è stato smantellato della maggior parte dei suoi elementi.
Di alcuni ci si può rallegrare:
- il restringimento di via Gemona del Friuli ad una sola carreggiata, dal liceo Pascal fino all’intersezione con via Valbondione;
- l’abbandono del mercato coperto in via Lusevera, che sarebbe rimasto mezzo deserto visto che gli ambulanti presenti da noi il martedì ed il sabato in via Magnago in Riviera non avrebbero avuto interesse a coprire per l’intera settimana il nostro quartiere di circa 26.000 abitanti, quando invece come ambulanti hanno altri quartiere con altri abitanti da servire i restanti giorni della settimana;
- L’abbandono dell’isola ecologica proprio di fronte all’asilo nido che nel frattempo nella progettazione aveva sostituito il mercato coperto;
- Vari sensi unici problematici e la mancanza invece dove essi servono come il pane (ad esempio in via Sequals dov’è situato l’ufficio postale), questione di cui noi del Comitato Colli d’Oro abbiamo già da mesi investito della problematica l’assessora alla mobilità Chirizzi.
Di tutto il progetto, oltre alla sistemazione dell’attuale mercato coperto con il suo prolungamento verso via Gemona del Friuli e della costruzione di un vero parcheggio per le sue necessità, ed altri aspetti minori è rimasto in piedi il più inutile e forse il più costoso in proporzione ai risultati che può far ottenere:
la nuova piazza pedonale, che è anche l’unico argomento di cui si continua a parlare, come se fosse il più necessario e in quella direzione si continua a spingere per l’utilizzo di quel milione e mezzo di euro che, sotto il falso ricatto di perdere il finanziamento, (non è vero, ma se non ci si muove senza perdere tempo per dargli un’altra destinazione, avremo un alibi ed un capro espiatorio…) sembra l’unica cosa, l’unica priorità che interessi il nostro municipio.
Da mesi noi e molti altri cittadini di Labaro CHIEDONO, come fatto in altri municipi di Roma su progetti divisivi come il nostro, UNA CONSULTAZIONE PUBBLICA tra i residenti, ma per vari motivi ci è sempre stata negata: o “…perché una amministrazione seria si deve prendere la responsabilità delle sue scelte”, o “…perché la parola i cittadini ce l’hanno quando ogni 5 anni eleggono la giunta amministrativa”, dimenticandosi in questo caso quello che lo stesso comune di Roma regola…
https://www.comune.roma.it/web/it/partecipa-albo-cittadinanza-attiva.page
L’ultima disposizione del Consiglio municipale riunitosi il 19 ottobre scorso è stata quella di disporre una “sperimentazione” di chiusura della parte finale di via Monti della Valchetta… per vedere l’effetto che fa ai residenti…
Anche se non si capisce come il XV municipio misurerà questo effetto, se, come recentemente scritto a Claudio Marinali, sarà con i post sui social? O con o con un’altra assemblea di 50 persone a fronte di circa 26.000 residenti e cioè lo 0,25%? O finalmente con una consultazione pubblica?
Sembra quasi che, costruire un’opera che rimanga come una medaglietta sul petto di questo giunta e consiglio municipale in scadenza, sia l’unico interesse di chi la sta così sfacciatamente sponsorizzando. Al di là se sia veramente utile o no, al di là delle effettive ricadute o meno sulla mobilità riguardo un’opera essenzialmente inutile.
Ed è inutile perché ad un luogo in cui già c’è un punto di ritrovo intorno alla fontana, una cavea di fronte alla biblioteca, una struttura con giochi per bambini con giardino e panchine, un piccolo orto cittadino, un campetto di basket, la nuova piazza amplierebbe soltanto ciò che già esiste, non aggiungendo nessun valore reale dei servizi ai residenti, a parte avere ben due punti di ristorazione, di street food di cui veramente non si sente la mancanza, vista la presenza a poche decine di metri di gelaterie e pizzerie.
Eppure il Master Plan della città dei 15 minuti di Labaro aveva evidenziato ben altre criticità, a cui però gli aficionados della “piazza nuova” non danno l’importanza ed il peso che meritano.
Abbiamo scritto negli anni scorsi, e lo confermiamo oggi, che per noi l’unico motivo per cui potremmo soprassedere al sacrificio riguardo la mobilità in quel quadrante del quartiere sta nel rendere la nuova piazza un luogo in cui finalmente gli abitanti di Labaro e dintorni possano finalmente trovare quei servizi sociali e culturali che nel quartiere mancano da decenni.
Una “Casa della Cultura” che viene incontro proprio alle analisi degli estensori del Master Plan, che denunciavano come grave mancanza la sua assenza, assenza che contribuisce a farci rimanere nella logica urbanistica di un quartiere-dormitorio, che evidenziavano come nel quartiere non esistesse un luogo pubblico per svolgere attività culturali, un teatro, un cinema, un ritrovo per i giovani, per concerti o come sala prove, uno spazio per mostre fotografiche, pittoriche, un posto per assemblee cittadine, insomma un luogo coperto di un centinaio di posti fruibile con qualsiasi tempo meteorologico ed in qualsiasi ora del giorno, destinato e dedicato ai giovani e ai meno giovani del quartiere.
Ma a quanto pare non è questa l’opinione dei nostri amministratori …
… Volete mettere tutto questo a confronto con una bella piazza dove fare una cosa nuova, tipo mangiare cibo da passeggio (solo col bel tempo) e ad un luogo abbastanza isolato di inverno e di sera per permettere ai nostri giovani di farsi una canna in santa pace?
D’altronde non era un ministro della Repubblica italiana che diceva che con la cultura non si mangia?
PS:
come è nostra abitudine pubblichiamo la nostra comunicazione a tutti i gruppi social del quartiere di cui abbiamo conoscenza, anche a quello del Comitato di Quartiere di Labaro https://www.facebook.com/groups/1108493234536130 che chissà perché pubblica sempre con molta difficoltà i nostri comunicati...
L’Albo della Cittadinanza Attiva e delle Reti Civiche di Roma Capitale, previsto con Memoria di Giunta Capitolina n. 1883 del 19 gennaio 2023, è ap