Comitato Colli D'oro

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Comitato Colli D'oro Il Comitato Colli d'Oro
lavora per la protezione del Parco Colli d'Oro insieme ai cittadini di Labaro

Il comitato è apartitico; non ha alcuno scopo di lucro; è fondato unicamente sulla attività gratuita da parte del cittadino residente. Sulla base dei principi espressi dalla Legge N. 142/90, richiamati nello statuto comunale, il comitato promuove e favorisce la par-tecipazione dei cittadini all’Amministrazione locale attraverso:
l’approfondimento dei problemi e il miglioramento delle condizioni di vita del quartiere;
il confronto con gli organi elettivi del comune;
la formulazione di proposte in ordine alla gestione pubblica di servizi sociali, urbani, ambientali, socio-sanitari e culturali;
la promozione di iniziative per migliorare lo sviluppo culturale, le istituzioni scolastiche, l’assistenza sociale, i trasporti pubblici, la salute degli abitanti, la sicurezza sociale, la tutela
dell’ambiente, il verde, gli impianti sportivi del quartiere;
il provvedere allo svolgimento di manifestazioni di interesse collettivo;
il salvaguardare i valori tradizionali e stimolare l’interesse della pub-blica opinione sui problemi principali del quartiere.

https://www.facebook.com/share/p/1GjcUJbiHi/
31/10/2026

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🏙️ A CHE PUNTO È LA NOTTE?
La notte del comune di Roma è la notte in cui un territorio pubblico come gli ex mercati generali viene invaso da una colata di cemento speculativa comandata dal fondo immobiliare Hines. Agli Ex Mercati Generali si sta consumando una scelta che riguarda tutti: svendere un pezzo di città pubblica a un progetto dominato dalla rendita immobiliare, con oltre il 61% della superficie utile destinato a residenze universitarie e una utilizzazione turistico-ricettiva durante l’estate.
Eppure quegli spazi erano stati immaginati come un grande centro di aggregazione culturale e ricreativa per i giovani e per tutta la città.
Il Comune chiama tutto questo interesse pubblico. Ma di quale interesse pubblico parliamo, se la cultura arretra, il territorio rischia di essere impoverito, se si compromette la sostenibilità ambientale e i cittadini vengono chiamati a discutere quando le scelte fondamentali sono già state compiute?
�🌱 Ma un’altra città è possibile. Ma le alternative esistono. È la volontà politica di realizzarle che manca.
Noi, come associazione culturale, affermiamo: un territorio non ha soltanto il diritto di non essere defraudato. Ha il diritto di vivere e crescere come comunità. Ha diritto a spazi per la musica, il teatro, il cinema e la danza, non separati per discipline, ma aperti all’attraversamento, all’incontro e alla contaminazione tra le arti. Ha diritto di creare percorsi cittadini per l’arte attraverso lo sviluppo di un teatro sociale cittadino, un luogo aperto dove la cultura non sia una merce.
Non è un’utopia. È un’alternativa concreta al modello di città affidata ai fondi immobiliari: una città che sappia investire nei beni comuni, nella natura, nelle relazioni sociali e nella libertà di creare.
Non chiediamo di aggiungere qualche metro quadrato di cultura a un progetto immobiliare. Chiediamo di cambiare la direzione del progetto.
Governare una città significa assumersi la responsabilità di immaginare e costruire possibilità diverse, ascoltando davvero chi quella città la vive.
�⚖️ Il Comitato Civico Ex Mercati Generali ha già inviato una diffida al Comune e presentato alla Procura una denuncia per ipotesi di danno erariale. Ora valuta anche un ricorso al TAR. Intanto continua a incontrare i cittadini e a costruire proposte alternative dal basso.

Non accettiamo che questo luogo diventi una possibilità perduta per Roma. Vogliamo un territorio vivo, spazi verdi, cultura libera e un teatro sociale che appartenga alla città. La notte può diventare nera soltanto se smettiamo di cercare l’alba.
E noi l’alba la vediamo, con un’altra idea di città.

Venite a costruirla con noi.

📣 𝗣𝗥𝗢𝗦𝗦𝗜𝗠𝗜 𝗔𝗣𝗣𝗨𝗡𝗧𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗜

📅 𝟴 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 | 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟲–𝟭𝟵

📍 Comunità di San Paolo, via Ostiense 152/b

Dialogo tra esperti e abitanti: analisi e proposte per il futuro.

📅 𝟭𝟰 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 | 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟬:𝟯𝟬

📍 Città dell’Altra Economia – Sala convegni

Tesi universitarie, idee e proposte dei cittadini per immaginare insieme un futuro diverso.

✊ 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗮.𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗶𝗻𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝗮 𝗱’𝘂𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮. 𝗘𝗻𝗼𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝘀𝗺𝗲𝘀𝘀𝗼.

PIAZZA NUOVA, POLITICA VECCHIAIl Comitato Colli d’Oro, fondato 14 anni fa per salvaguardare l’integrità del parco minacc...
29/10/2026

PIAZZA NUOVA, POLITICA VECCHIA

Il Comitato Colli d’Oro, fondato 14 anni fa per salvaguardare l’integrità del parco minacciato dalla costruzione del primo palazzetto dello sport nel 2012, si è sempre interessato all’organizzazione della vita sociale nel quartiere, portando contributi ad iniziare dal progetto della città dei 15 minuti del 2023

https://www.comune.roma.it/web/it/dettaglio-sur.page?contentId=SUR1551874

in cui si cercò di evidenziare criticità proponendo alternative.

https://www.facebook.com/photo?fbid=901696905404175&set=a.416057147301489

Il progetto municipale in questione porta con sé i tipici difetti che spesso recano le progettazioni degli urbanisti quando, come in questo caso, lavorano a centinaia di chilometri di distanza dal territorio sul quale debbono operare; anche a coloro che visionano il territorio, a volte sfugge che “una mappa non è il territorio”, sottovalutando le implicazione pratiche, notorio punto debole di architetti ed urbanisti, che a volte dimenticano che le “visioni” debbono avere un senso pratico a supporto.

Detto questo il progetto della città dei 15 minuti è (era) molto ambizioso, un progetto cui, come spesso accade, hanno difettato le risorse messe in campo, nonostante il Comune di Roma sia stato investito, con i soldi del PNRR, quelli del Giubileo, con partenariati vari ed altro, di oltre 17 miliardi di euro.

Ma di quelli che ha avuto a disposizione il XV municipio, sotto varie forme e molteplici voci, sono stati per larga parte assorbiti dalla costruzione del palazzetto dello sport nel parco Colli d’Oro, costruzione di cui il quartiere non sentiva assolutamente il bisogno dato il numero di impianti sportivi presenti in zona, ai quali invece è sempre mancata una seria politica di convenzioni e quindi di prezzi popolari.

La conseguenza è stata che, passo dopo passo, il progetto originario è stato smantellato della maggior parte dei suoi elementi.

Di alcuni ci si può rallegrare:

- il restringimento di via Gemona del Friuli ad una sola carreggiata, dal liceo Pascal fino all’intersezione con via Valbondione;

- l’abbandono del mercato coperto in via Lusevera, che sarebbe rimasto mezzo deserto visto che gli ambulanti presenti da noi il martedì ed il sabato in via Magnago in Riviera non avrebbero avuto interesse a coprire per l’intera settimana il nostro quartiere di circa 26.000 abitanti, quando invece come ambulanti hanno altri quartiere con altri abitanti da servire i restanti giorni della settimana;

- L’abbandono dell’isola ecologica proprio di fronte all’asilo nido che nel frattempo nella progettazione aveva sostituito il mercato coperto;

- Vari sensi unici problematici e la mancanza invece dove essi servono come il pane (ad esempio in via Sequals dov’è situato l’ufficio postale), questione di cui noi del Comitato Colli d’Oro abbiamo già da mesi investito della problematica l’assessora alla mobilità Chirizzi.

Di tutto il progetto, oltre alla sistemazione dell’attuale mercato coperto con il suo prolungamento verso via Gemona del Friuli e della costruzione di un vero parcheggio per le sue necessità, ed altri aspetti minori è rimasto in piedi il più inutile e forse il più costoso in proporzione ai risultati che può far ottenere:

la nuova piazza pedonale, che è anche l’unico argomento di cui si continua a parlare, come se fosse il più necessario e in quella direzione si continua a spingere per l’utilizzo di quel milione e mezzo di euro che, sotto il falso ricatto di perdere il finanziamento, (non è vero, ma se non ci si muove senza perdere tempo per dargli un’altra destinazione, avremo un alibi ed un capro espiatorio…) sembra l’unica cosa, l’unica priorità che interessi il nostro municipio.

Da mesi noi e molti altri cittadini di Labaro CHIEDONO, come fatto in altri municipi di Roma su progetti divisivi come il nostro, UNA CONSULTAZIONE PUBBLICA tra i residenti, ma per vari motivi ci è sempre stata negata: o “…perché una amministrazione seria si deve prendere la responsabilità delle sue scelte”, o “…perché la parola i cittadini ce l’hanno quando ogni 5 anni eleggono la giunta amministrativa”, dimenticandosi in questo caso quello che lo stesso comune di Roma regola…
https://www.comune.roma.it/web/it/partecipa-albo-cittadinanza-attiva.page

L’ultima disposizione del Consiglio municipale riunitosi il 19 ottobre scorso è stata quella di disporre una “sperimentazione” di chiusura della parte finale di via Monti della Valchetta… per vedere l’effetto che fa ai residenti…

Anche se non si capisce come il XV municipio misurerà questo effetto, se, come recentemente scritto a Claudio Marinali, sarà con i post sui social? O con o con un’altra assemblea di 50 persone a fronte di circa 26.000 residenti e cioè lo 0,25%? O finalmente con una consultazione pubblica?

Sembra quasi che, costruire un’opera che rimanga come una medaglietta sul petto di questo giunta e consiglio municipale in scadenza, sia l’unico interesse di chi la sta così sfacciatamente sponsorizzando. Al di là se sia veramente utile o no, al di là delle effettive ricadute o meno sulla mobilità riguardo un’opera essenzialmente inutile.

Ed è inutile perché ad un luogo in cui già c’è un punto di ritrovo intorno alla fontana, una cavea di fronte alla biblioteca, una struttura con giochi per bambini con giardino e panchine, un piccolo orto cittadino, un campetto di basket, la nuova piazza amplierebbe soltanto ciò che già esiste, non aggiungendo nessun valore reale dei servizi ai residenti, a parte avere ben due punti di ristorazione, di street food di cui veramente non si sente la mancanza, vista la presenza a poche decine di metri di gelaterie e pizzerie.

Eppure il Master Plan della città dei 15 minuti di Labaro aveva evidenziato ben altre criticità, a cui però gli aficionados della “piazza nuova” non danno l’importanza ed il peso che meritano.

Abbiamo scritto negli anni scorsi, e lo confermiamo oggi, che per noi l’unico motivo per cui potremmo soprassedere al sacrificio riguardo la mobilità in quel quadrante del quartiere sta nel rendere la nuova piazza un luogo in cui finalmente gli abitanti di Labaro e dintorni possano finalmente trovare quei servizi sociali e culturali che nel quartiere mancano da decenni.

Una “Casa della Cultura” che viene incontro proprio alle analisi degli estensori del Master Plan, che denunciavano come grave mancanza la sua assenza, assenza che contribuisce a farci rimanere nella logica urbanistica di un quartiere-dormitorio, che evidenziavano come nel quartiere non esistesse un luogo pubblico per svolgere attività culturali, un teatro, un cinema, un ritrovo per i giovani, per concerti o come sala prove, uno spazio per mostre fotografiche, pittoriche, un posto per assemblee cittadine, insomma un luogo coperto di un centinaio di posti fruibile con qualsiasi tempo meteorologico ed in qualsiasi ora del giorno, destinato e dedicato ai giovani e ai meno giovani del quartiere.

Ma a quanto pare non è questa l’opinione dei nostri amministratori …
… Volete mettere tutto questo a confronto con una bella piazza dove fare una cosa nuova, tipo mangiare cibo da passeggio (solo col bel tempo) e ad un luogo abbastanza isolato di inverno e di sera per permettere ai nostri giovani di farsi una canna in santa pace?

D’altronde non era un ministro della Repubblica italiana che diceva che con la cultura non si mangia?

PS:
come è nostra abitudine pubblichiamo la nostra comunicazione a tutti i gruppi social del quartiere di cui abbiamo conoscenza, anche a quello del Comitato di Quartiere di Labaro https://www.facebook.com/groups/1108493234536130 che chissà perché pubblica sempre con molta difficoltà i nostri comunicati...

L’Albo della Cittadinanza Attiva e delle Reti Civiche di Roma Capitale, previsto con Memoria di Giunta Capitolina n. 1883 del 19 gennaio  2023, è ap

Giusto caro Ghino, ma non solo.Ci sono alcuni cittadini che, a differenza di chi crede che costoro debbano limitarsi ad ...
23/10/2026

Giusto caro Ghino, ma non solo.
Ci sono alcuni cittadini che, a differenza di chi crede che costoro debbano limitarsi ad eleggere ogni 5 anni i loro rappresentati amministrativi e poi seguire le loro indicazioni senza più permettersi di criticare, credono invece che possano e debbano dare il loro parere, consiglio, le loro proposte.

Il problema dell’esecuzione della città dei 15 minuti ormai sembra incentrato tutto sulla chiusura o meno di quel tratto di via Monti della Valchetta.
Ma non è così.

Il problema è cosa si vuole ottenere.
Su un piatto di una ipotetica bilancia ci sono gli ovvi disagi che si creeranno con la chiusura della strada, sull’altro i vantaggi che se ne otterranno .

E mentre i disagi sono chiari a tutti, dei vantaggi se ne parla troppo poco, e se ne parla troppo poco …perché sono troppi pochi e soprattutto NON CHIARI.

… oltre ad essere legati AD UNA SOLA INDICAZIONE DEL MASTER PLAN, che ricordo parla di ristrutturazione del mercato all’aperto, di creazione di un mercato coperto poi convertitosi in asilo-nido, di una isola ecologica proprio di fronte al futuro asilo-nido, della riduzione ad una sola carreggiata di via Galline Bianche nel tratto liceo Pascal fino all’intersecazione con via Valbondione (poi fortunatamente abbandonata) ed altri aspetti minori riguardanti la viabilità.

Tra a cui però continua a mancare la riduzione a senso unico di via Sequals, dove c’è l’ufficio postale, percorribile da via Arta Terme fino a prima del parcheggio raggiungibile anche da via Baccano, ed il senso unico di via Arta Terme a scendere da via Gemona del Friuli fino all’inizio della rotonda in modo da essere raggiunto a doppio senso di via Arta Terme nel restante tratto da via Galline Bianche, in modo da creare un circolo virtuoso di scorrimento con via Baccano diventata senso unico a salire.
Progetto che già dalla scorsa primavera ne abbiamo investito come Comitato Colli d’Oro l’assessora alla mobilità Chirizzi.

Ultimo ma non ultimo nel Master Plan c’è l’indicazione di aprire nuovi spazi per la fruizione di eventi culturali, cosa a noi particolarmente cara, perché agire sul territorio in questa modalità viene incontro alle necessità dei giovani di avere uno spazio loro, per ve**re incontro al loro disagio, alla loro marginalità stretti come sono tra il bombardamento consumistico di una società che ha sempre più bisogno di vendere qualsiasi cosa…e l’impossibilità per molti di loro di potersi permettere non solo le merci, ma anche una semplice vita dignitosa, un lavoro che gli permetta di costruirsi una famiglia, fare dei figli, di accendere un mutuo. Tutte cose ovvie e note che però salgono alla ribalta solo quando ne vediamo in televisione gli effetti negativi di questa frustrazione e rabbia.

Ci fa molta impressione che, di fronte ad una realtà così complessa e così difficile da sbrogliare, persone e partiti considerati o autoconsideratisi progressisti, il rimedio principe per loro sia costruire una piazza pedonale che come un colpo di bacchetta magica diventerà un luogo per ve**re incontro alle esigenze di comunicazione e relazione del quartiere.

E fa ancora più impressione tutto l’artifizio retorico costruito sopra per giustificare così l’utilizzo di quel milione e mezzo di euro.

La realtà è che questa analisi è fasulla.
Pura propaganda per intortare cittadini che di fronte a coloro che “sanno di latino” si possano sentire intimoriti, si usano paroloni (fuori luogo rispetto alla realtà del territorio) funzionali solo a far abbassare il loro senso critico (o contribuendo a non svilupparlo) confidando nell’effetto gregge di non contrastare ciò che si fa fatica a comprendere.
Teorie fine a se stesse ma funzionali a quello che si vuole ottenere.

In un solo concetto: disonestà intellettuale.

PS
Come è nostra abitudine condividiamo i nostri comunicati, le nostre osservazioni sul territorio in cui viviamo, al di là delle motivazioni per cui 14 anni fa è stato fondato, con tutti i gruppi social di Labaro e Prima Porta.

Quasi sempre vengono pubblicati da tutti.
A fatica da qualche gruppo ideologicamente molto orientato.

Chi invece non li pubblica praticamente quasi mai invece sono proprio coloro si sono autodefiniti "comitato di quartiere".

Quelli che per definizione stessa dovrebbero favorire il confronto ed il dibattito tra pensieri diversi rispetto alle cose da fare, alle priorità nel quartiere.

E già questo definisce molto chiaramente lo scopo orientativo e di cinghia di trasmissione politica per cui 4 anni fa nacque.

Il Consiglio del Municipio Roma XV del 19 ottobre ha riportato al centro del dibattito il programma della Città dei 15 minuti a Labaro. Un confronto

22/10/2026

ANCORA SUL PROGETTO DELLA CITTA DEI 15 MINUTI.

Confronto con Claudio Marinali del Consiglio del 15° municipio.

"Mauro Paracini grazie. Alcune precisazioni che possono sembrare di lana caprina ma che sono sicuro TU capirai benissimo.
La GIUNTA è l'organo esecutivo del Municipio e IO NON NE FACCIO PARTE.
Il Consiglio, di cui faccio parte, è daccordo per una sperimentazione per verificare l'efficacia o meno della chiusura.
Riguardo l'impegno sulla zona sotto il profilo della Cultura mi permetto di avere uno scatto d'orgoglio visto che PER LA PRIMA VOLTA ci sono state iniziative teatrali, cinematografiche, seminariali e ludico ricreative. Episodi singoli che si perdono in un calendario lungo 365 giorni ma che hanno rappresentato una vera e propria inversione di tendenza.
Troppo poco per quello che serve, tantissimo per quello fatto fino al 2021."

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Claudio Marinali "Troppo poco per quello che serve, tantissimo per quello fatto fino al 2021."
E te pareva!

Mi sembra che la sindrome-Raggi l'abbia questa Giunta...pardon Consiglio.
D'altronde fate bene eventualmente ad averla, lei non aveva neanche i fondi di Roma Capitale per il quale il Segretario Renzi li bloccò per due anni perché non gradiva il colore politico della giunta comunale di allora...

Mentre al "fortunato" Gualtieri gli sono piovuti dal cielo circa 200 miliardi del PNRR portati da Conte nella trattativa europea, di cui il sindaco ne ha usufruito abbondantemente (7,75 miliardi) e che insieme ai fondi del Giubileo (2,25 miliardi), agli accordi di partenariato pubblico/privato (4 miliardi), e insieme ad altri risorse come il Fondo complementare, cofinanziamenti statali e bilancio (3 miliardi) hanno portato le casse comunali ad avere circa 17 MILIARDI supplementari, una cifra monstre che nessun sindaco romano prima di lui ne ha avuto disponibilità.

Senza dimenticarsi per inciso che quando il laureato in storia Gualtieri era ministro dell'economia nel Conte-2 spingeva per conto terzi a prendere il famigerato Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) che non facente parte dell'ordinamento giuridico europeo, ma era solo un accordo intergovernativo, i suoi 37 miliardi erano a condizioni-capestro, mentre il PNRR portato da Conte ha circa il 30% a fondo perso e non restituibile.

Ma questo è il passato e come dice il proverbio...acqua passata non macina più.

Per come il Comune ha utilizzando questi 17 miliardi di euro non c'è da avere nessun scatto d'orgoglio.

Lì dove si avevano i mezzi per ridefinire completamente l'assetto della Capitale si è assistito ad interventi spot, alcuni addirittura della precedente consiliatura (ex mercati generali, ex fiera di Roma), con qualche aggiustamento in positivo ed altri in negativo (studentati dati a condizioni troppo favorevoli alle imprese e troppo onerose per gli studenti come le proteste di questi giorni stanno certificando non solo al governo attuale ma a chiunque ha avuto elementi di responsabilità decisionale), in attesa per la scarsità della domanda degli studenti (750-1000 euro a persona) tornino rapidamente all'edilizia residenziale di cui le società rimarranno proprietarie dopo pochi anni e in saecula saeculorum...

Per non parlare della disastrosa gestione del verde arboricolo, con contratti di esternalizzazione scritti con i piedi ed in cui le ditte appaltanti avevano in mano tutto il ciclo decisionale (analisi fitostatiche senza l'obbligo di renderle pubbliche ma solo a richiesta, ciclo delle ramaglie che da pochissimi anni sono diventate non rifiuti urbano come era sempre stato, bensì biomassa, quindi con un loro mercato), in pratica le ditte esternalizzanti decidono quali e quanti alberi devono essere tagliati e poi si ritagliano un guadagno supplementare rivendendo ramaglie e ceppaie.

Quindi l'incentivo va al taglio indiscriminato, anche quando non necessario.

D'altronde se il controllato e' lo stesso controllore...si vince facile grazie all'incapacità di chi ha steso i contratti (forse complicità?).

Ma le esternalizzazioni sono necessarie perché il servizio giardini è passato da avere circa 2000 addetti negli anni 80 a circa 150 di oggi... e che sia il concorso della giunta Raggi del 2019 che quello della giunta Gualtieri del 2025 hanno cercato di mettere una toppa, ragione per cui la stesura del capitolato di esternalizzazione è stata cruciale.

E ciò è anche il motivo per cui si è compiuto una maestosa opera di taglio e di piantumazioni, pressati dagli accordi del PNRR, per cui non si avevano le risorse per poi seguirne l'innaffiamento per evitare che si bruciassero.

C'è poi chi cade dal pero di fronte ai 30.000 abbattimenti nonostante fossero una minoranza quelli necessari.
"Ma ne abbiamo piantati il doppio!"

Come se 60.000 alberelli di circa 10 cm di circonferenza (non diametro) possano sostituire alberi ad alto fusto con copertura della chioma di 15-20 metri di circonferenza.

E per carità di patria non parliamo delle piazze di San Giovanni o, peggio ancora, di piazza dei Cinquecento in cui si è toccato l'apice dell'incapacità con rimedi al danno fatto (albero artificiale) peggiore del male (la desertificazione della piazza) finito in poi in commedia all'italiana con l'abbandono anche del progetto che doveva risolvere il precedente problema creato dalla stessa giunta... perché costava troppo!

Caro Claudio scusa per l'ampia introduzione alla mia risposta, ma d'altronde quando si tira un sasso nello stagno...c'è sempre il rischio che qualcuno lo raccolga...

Tornando finalmente alle cose di casa nostra, e come Comitato Colli d'Oro ne abbiamo parlato ampiamente https://www.facebook.com/share/p/1LS24rEEYU/
https://www.facebook.com/share/p/1DP3D6KpaA/
trovo e troviamo la chiusura temporanea della strada per "vedere l'effetto che fa" una scelta che dimostra essenzialmente un pasticcio comunicativo e decisionale:

- come sonderete il gradimento o no della chiusura?

- Con i post sui social o con un'altra assemblea di 50 persone come a maggio e cioè con lo 0,25 % dei 26.000 circa residenti?

- Basterà che in questa possibile assemblea ci sia una maggioranza di truppe cammellate per decidere che la sperimentazione è positiva?

- Se registrate l'assenso o il dissenso a QUEL tipo di progetto con i feedback sui social (non c'è da scandalizzarsi per questo, ormai anche il Presidente degli Stati Uniti fa politica con i social) o sulle e-mail ricevute, perché non registrate il gradimento ora?

- Perché non chiedete ai residenti con una consultazione riservata a loro non solo cosa ne pensano del progetto, ma anche quali priorità vorrebbero indirizzare il milione e mezzo di euro all'interno delle cose definite dal documento del Master Plan o anche all'esterno di esso?

- Anche tu pensi che i cittadini debbano solo votare ogni 5 anni e poi non poter più dire nulla sul come la giunta municipale governa il territorio perché "...una amministrazione ha la responsabilità di decidere" come recita il Pira-pensiero?

- E della cittadinanza attiva cosa ne vogliamo fare?

La chiusura temporanea della strada è un modo per rendere la chiusura irreversibile confidando sull'abitudine che i cittadini prenderanno, ma il problema non è chiusura SI chiusura No.

Il problema è che il progetto della piazza pedonale è solo uno sperpero di soldi pubblici, cioè nostri, perché non porterà NULLA dei propositi auspicati, desiderati e teorizzati.
E questo lo sai bene tu, il Consiglio e la Giunta...

La nuova piazza non potrà mai diventare quel punto di aggregazione su cui si sono spese fiumi di parole retoriche, sulle pagine del Comitato di Quartiere, sulle pagine di Vigna Clara Blog, sui gruppi social di quartiere, tante parole fumose che devono convincere che è giusto e buono spendere questi soldi SOLO facendo una piazza pedonale.

Quando invece con altre panchine, con un'altra cavea accroccata la nuova piazza sarà frequentata esattamente come sono ora le panchine dei giardinetti dei gonfiabili, la cavea della biblioteca, il campetto di basket, e solo in autunno e primavera, come ora, ma rimarranno non-luoghi in inverno e in estate, in queste arroventate estati e nelle future.

E questo sperpero di soldi non verrà incontro a nessuno dei "consigli" del Master Plan per cercar di rendere il quartiere meno quartiere dormitorio.

Quindi cosa rimane di questo progetto che il municipio spinge e molta-moltissima gente respinge?

Cos'è che rende non modificabile il progetto in un altro progetto che sia più allineato con la volontà dei residenti?

Forse la necessità di compierlo prima della scadenza del mandato?

Forse la necessità di dare lustro al proprio mandato, proprio come facevano una volta i regimi, costruendo piazze e monumenti?

Ricordarsi sempre che il municipio governa TUTTI i cittadini di QUALSIASI fede politica.

O forse c'è qualche altra motivazione che non conosciamo?

Per favore Claudio, non so se avrai voglia e tempo di rispondermi...ma se lo farai...per favore niente retorica.

PS
Come è nostra abitudine condividiamo i nostri comunicati, le nostre osservazioni sul territorio in cui viviamo, al di là delle motivazioni per cui 14 anni fa è stato fondato, con tutti i gruppi social di Labaro e Prima Porta.

Quasi sempre vengono pubblicati da tutti.
A fatica da qualche gruppo ideologicamente molto orientato.

Chi invece non li pubblica praticamente quasi mai invece sono proprio coloro si sono autodefiniti "comitato di quartiere".

Quelli che per definizione stessa dovrebbero favorire il confronto ed il dibattito tra pensieri diversi rispetto alle cose da fare, alle priorità nel quartiere.

E già questo definisce molto chiaramente lo scopo orientativo e di cinghia di trasmissione politica per cui 4 anni fa nacque.

21/10/2026

Sono andato ad un incontro dell'interessante laboratorio teatrale "Antigone - ribellione obbedienza, potere" che si svolge per due giorni a settimana fino a dicembre nei locali del PD di via Inverigo (Labaro-Prima Porta).

Nonostante il video pubblicitario dell'iniziativa parli di "polo di via Inverigo come un comprensorio che ospita tante realtà sociali..." trovarsi a fare quelle pratiche basilari di un laboratorio teatrale all'interno della sede del PD, tra ciclostili, fax, televisori, scrivanie e librerie è mortificante sia per chi lo ha proposto che per chi vi partecipa.

Nonostante il pressing che da anni stanno portando singoli cittadini e comitati vari, non riusciamo a far capire a questo municipio l'importanza che ha uno spazio dedicato alle attività culturali utilizzando anche e soprattutto quel milione e mezzo di euro che ci si ostina a voler dedicare alla costruzione di una piazza pedonale vicino alla fontana di Labaro senza nessun altro manufatto a questa esigenza dedicato.

Avere uno spazio chiuso e coperto con un centinaio di posti a sedere proprio lì in quell'area che si vuole chiudere al traffico permetterebbe ai giovani organizzati nel quartiere di gestirlo in modo tale di avere un luogo sicuro che possa essere sale di prova e di concerti per i giovani musicisti del quartiere, di spazi per laboratori e rappresentazioni teatrali, di mostre fotografiche e di proiezioni di film, luogo di assemblee pubbliche ecc...
.. il tutto a prezzi popolari, il tutto gestibile dagli stessi giovani interessati costituitisi in forme associative e/o cooperativistiche in accordo con il municipio (perché l'assessora alla cultura non si fa promotrice di questo?)

Solo una proposta del genere permetterebbe a far digerire la pillola della chiusura al traffico di quella via, che altrimenti risulterebbe solo uno spreco di soldi che non adempierebbe neanche alle indicazioni dello stesso Master Plan di Roma Capitale e dello stesso Municipio XV che indicava proprio nella mancanza di luoghi deputati ad iniziative culturali, dopo la chiusura e l'abbattimento dell'unico cinema Harlem (pag. 8 del Master Plan), il punto debole di questo quartiere, destinato altrimenti a rimanere un quartiere dormitorio.

PS
continuiamo a non capire le ragioni del rifiuto da parte del Municipio di una consultazione tra i residenti sul tema.

Quando la maggior parte dei cittadini che si esprimono sul progetto lo rifiutano, non ci si può più nascondere dietro la dichiarazione che una amministrazione deve prendersi le responsabilità di decidere.

Bensì affiora la sensazione che ciò dipenda dalla preoccupazione di vedersi certificare un rifiuto.

28/08/2026

RISPOSTA DEL COMITATO COLLI D'ORO ALLA LETTERA DI PIRA A VIGNA CLARA BLOG SOTTO LINKATA

Caro Pira, spiace dirlo e confermarglielo ma il progetto della piazza pedonale così come è stato congegnato purtroppo non porterà nessuno di quei benefici che lei auspica al quartiere.

A poco serve gonfiare le giustificazioni all’utilizzo di 1.500.000 euro ripetendo a manetta che ci saranno “…alberi, giardino didattico, orti urbani, sedute, ombreggiamento, piccola arena, fitness, illuminazione e spazi per attività temporanee”, quello che lei scrive e risibile perché buona parte di queste cose, se non tutte sono già presenti in loco e non sarà unirle con l’asfalto o mattonato a renderle più praticabile dai cittadini di Labaro se finora non lo sono state o lo sono state poco.

Rilievi che le sono già stati ampiamente contestati, ma lei ignorandole e non rispondendo a cittadini ed associazioni che le hanno formulate, non accettando il confronto, ci costringe a ripetergliele.

In realtà quello che manca al suo lungo intervento è proprio una seria analisi sul perché oggi non decolla quel “centro artificiale” (che lei spera sia sufficiente ampliarlo per risolvere ogni problema).

E ciò preoccupa, perché banalizza e non individua i veri motivi della mancanza di un “centro” del quartiere, riducendo tutto solo sulla questione di “allargamento della piazza” nonostante le strutture decantate come opportunità già esistano, infarcendo il suo discorso di luoghi comuni espressi in uno stile prolisso, involuto e retorico.

E senza mai essere capace di affrontare il vero nodo, la vera assenza nel quartiere, che è quello già denunciato nello stesso MASTER PLAN, della mancanza di strutture che possano portare finalmente nel quartiere iniziative culturali stabili.

Quindi nessun valore aggiunto ci sarà se ad esso non si aggiunge un centro culturale multifunzione.

Come le abbiamo scritto e detto in più occasioni il progetto è VUOTO e SENZA ANIMA e la sua riproposizione non ha nessuna motivazione reale se non quella di non perdere il finanziamento che il municipio ha a disposizione, quando invece con quei soldi si potrebbero fare cose più utili al quartiere invece che il solito progetto/lustrino da lasciare ai posteri come un “monumento” a questa giunta municipale.

La nuova piazza che lei vorrebbe assimilare a quella di un paese come quelle dei nostri comuni con chiesa, comune e scuola intorno, giocando su questo ambiguo doppio significato, è semplicemente una illusione demagogica, un artifizio.

Per come ci è stata presentato il progetto non ha nessun motivo aggiuntivo e nessuna attrattiva particolare per i residenti a frequentarla, semplicemente perché al suo interno si è pensato solo a panchine (dove esse sono già presenti nei giardini antistanti i gonfiabili e a lato della biblioteca), a costruire altri gradoni (dove essi sono già presenti intorno alla fontana), una piccola arena (dove già c’è di fronte alla biblioteca) e ancora un orto urbano dove notoriamente la gente va per incontrarsi (sic!), alberi e ombreggiature a go go (niente di più precario ed in controtendenza a questa giunta comunale che passerà alla storia per la sua capacità di distruggerlo il verde degli alberi), con l’aggiunta forse di due spazi ristorazione (ridotto poi ad uno solo) che sembra proposto solo per il fortunato che riuscirà poi a gestire tale spazio.

Le piazze in sé, se non esistono dei motivi reali per frequentarle, se non esistono STRUTTURE NUOVE che coinvolgano veramente i cittadini… diventano un semplice giardinetto in cui “anziani, bambini, giovani, famiglie” si incontrano e giocano…

…esattamente quello che già abbiamo senza stravolgere la circolazione nel quartiere e senza spendere per questo 1 milione e mezzo di euro.

Inoltre, per concludere, il suo continuare a ba***re sul fatto che bisogna prendersi la responsabilità di decidere unito al suo non voler raccogliere le indicazioni che cittadini ed associazione le hanno rivolto in assemblee pubbliche ed anche qui su Vigna Clara Blog di INDIRE UNA CONSULTAZIONE TRA I RESIDENTI PER DECIDERE L'APPROVAZIONE O MENO DEL PROGETTO e la destinazione di quel milione e mezzo di euro, dimostra sia il suo scarso senso civico di fronte ad una decisione che vede in disaccordo buona parte del quartiere, sia la sua “sudditanza” a sprechi di danaro pubblico sotto le mentite spoglie di una occasione da non perdere.

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