Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE

Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE Presidente e fondatore del Sindacato SIPPE e Segretario Nazionale del SINAPPE, il secondo sindacato della Polizia Penitenziaria Il Si.P.Pe.

Il Si.P.Pe. è il Sindacato Polizia Penitenziaria con sede nella provincia di Roma a cui possono iscriversi tutti gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nonché quelli in regime di quiescenza che ne facciano richiesta. non ha scopo di lucro e i fondi vengono utilizzati obbligatoriamente per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse. nasce dal

la fervida testardaggine di un gruppo di poliziotti penitenziari stanchi di subire i limiti e le contraddizioni di un sistema sindacale ormai obsoleto e inefficace, ancorato a vecchie ideologie che non trovano più spazio in un concetto di modernità e di crescita della polizia penitenziaria. Molto spesso abbiamo sentito questa frase: “il sindacato non mi rappresenta!” Questa è un’affermazione spiacevole che proviene da poliziotti penitenziari indignati per un sistema amorfo, incapace di rinnovarsi e di rinnovare gli stili e le idee. non vuole essere semplicemente “un sindacato” ma “il sindacato”. non è di proprietà esclusiva di un gruppo di persone ma appartiene ai suoi associati, a coloro i quali vogliono partecipare attivamente, a chi vuol fornire idee, spunti per migliorare e per crescere insieme. Il Si.P.Pe. è anche il sindacato delle donne e delle mamme del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Al Dap a tutela delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria, con Roberto Santini Segretario Generale del  , i...
05/06/2026

Al Dap a tutela delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria, con Roberto Santini Segretario Generale del , il sindacato maggiormente rappresentativo della polizia penitenziaria.

Concorso straordinario Ispettore Superiore di Polizia Penitenziaria: esito dell’incontro del 4 giugno 2026Il SiNAPPe ha ...
04/06/2026

Concorso straordinario Ispettore Superiore di Polizia Penitenziaria: esito dell’incontro del 4 giugno 2026

Il SiNAPPe ha partecipato in data odierna all'incontro con il DAP in merito allo schema di PCD che disciplina i criteri per il bando del concorso straordinario per titoli per la qualifica di Ispettore Superiore della Polizia Penitenziaria, previsto per le annualità 2026 e 2027. La delegazione del SiNAPPe era composta dal Segretario Generale, dott. Roberto Santini, e dal Segretario Nazionale, dott. Alessandro De Pasquale.

Durante il confronto, il SiNAPPe ha espresso la propria posizione, sintetizzabile nei seguenti punti cardine:

1. Valutazione dei titoli di studio: È necessario diversificare il punteggio assegnato ai titoli accademici, attribuendo un valore superiore alle lauree a indirizzo giuridico/economico rispetto a quelle non coerenti con le funzioni di polizia.
2. Valorizzazione dell'anzianità: Incrementare significativamente il punteggio relativo all’anzianità di servizio e, in particolar modo, all’anzianità di ruolo.
3. Funzioni di comando: Riconoscere le funzioni di comando anche laddove esercitate in via non continuativa.
4. Alta formazione: Prevedere punteggi specifici per i corsi universitari che riconoscano crediti formativi (CFU) e valorizzare il titolo di Dottore di Ricerca, in quanto massimo grado dell'istruzione accademica.
5. Unità operative e uffici: Definire con maggiore chiarezza i criteri di attribuzione del punteggio per le unità operative, estendendo il riconoscimento anche ai responsabili di uffici incardinati al loro interno.

Il SiNAPPe ha inoltre sollecitato l'amministrazione a valorizzare non solo le specialità, ma anche le specializzazioni del Corpo (es. istruttori di tiro, addestramento formale, matricolisti, analisti criminali, ecc.). Accogliendo anche la nostra proposta, il DAP ha confermato l’intenzione di inserire tutte le specialità del Corpo (NIC, NIR, servizio navale, ecc.) tra i titoli valutabili.

Sul fronte dei posti disponibili, abbiamo richiesto un incremento significativo, portando la previsione a 500 unità per il 2026 e 700 per il 2027.

In base ai dati forniti dall’amministrazione, la platea dei potenziali partecipanti comprende 2.077 appartenenti al ruolo degli ispettori (dalla qualifica di Vice Ispettore a quella di Ispettore Capo), in servizio alla data di pubblicazione del bando, termine dal quale decorreranno gli effetti giuridici ed economici.

Il Segretario Generale, Roberto Santini, ha ribadito alla delegazione di parte pubblica la centralità del ruolo degli Ispettori: trattandosi di una funzione a sviluppo direttivo, essa rappresenta un tassello cruciale per la gestione del sistema penitenziario; pertanto, la sua valorizzazione è da considerarsi strategica.

È stato infine ricordato che, sebbene il concorso fosse originariamente previsto per titoli ed esami e riservato ai laureati, il DL Sicurezza ha rimosso tali requisiti, con l’intento del legislatore di premiare l’esperienza maturata sul campo e l’anzianità nel ruolo.

In attesa della pubblicazione del bando, restiamo in attesa della trasmissione della bozza definitiva da parte dell'Amministrazione e una nuova riunione, dopodiché ci sarà l’immediata pubblicazione.

La Segreteria Generale

Circolano critiche sulla bozza del PCD che disciplina i criteri del concorso ispettore superiore della Polizia Penitenzi...
01/06/2026

Circolano critiche sulla bozza del PCD che disciplina i criteri del concorso ispettore superiore della Polizia Penitenziaria. Le critiche, di fatto, nascondono un timore: quello di vedere il titolo di studio incidere troppo sulla progressione di carriera. Facciamo chiarezza: la laurea non è un "ostacolo" creato per escludere, ma un titolo che certifica competenze necessarie per lo sviluppo direttivo del ruolo. Pretendere di svalutare il percorso accademico solo per facilitare l'accesso, a chi non ha la laurea, alla qualifica di Ispettore Superiore, significa ignorare che le funzioni di comando richiedono, oggi più che mai, anche un bagaglio culturale specifico.
È bene essere onesti: anche rimodulando i punteggi, la sostanza non cambia rispetto a chi non ha la laurea.
Non possiamo permetterci di trasformare il ruolo di Ispettore in una funzione meramente esecutiva per paura di confrontarci con standard di professionalità più elevati. La vera tutela degli Ispettori passa per la qualificazione del ruolo.
Valorizzare chi ha studiato e chi ha maturato esperienza sul campo è l'unica strada per dare al Corpo la dignità che merita.

Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE

Tag: Andrea Ostellari Alberto Balboni

28/05/2026

Mobilità ruolo ispettori - assegnazione del corso IX bis Vice Ispettore - 2027 concorso vice ispettore Polizia Penitenziaria

In data odierna, 28 maggio 2026, si è tenuto l’incontro presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria avente a oggetto l'informativa in merito all'incremento delle risorse umane e alle connesse procedure di mobilità per il ruolo di Ispettore del Corpo di Polizia Penitenziaria, in relazione alla conclusione del IX corso bis per Vice Ispettore.

Al termine del confronto, l’Amministrazione ha confermato che le procedure di mobilità si svolgeranno in piena conformità con quanto già prospettato nella nota di convocazione, seguendo il piano di distribuzione basato sull'analisi delle carenze organiche.
Si conferma che il piano prevede l'assegnazione di 41 unità complessive, ripartite sulla base delle percentuali di carenza distrettuali.

Sarà garantita priorità al personale utilmente collocato nella graduatoria relativa all'interpello dell'anno 2024. Per quanto concerne il comparto della Giustizia Minorile, sono previste 2 delle 41 unità totali.

Infine, nel corso della riunione è stato reso noto che il prossimo bando di concorso per la qualifica di Vice Ispettore è previsto, indicativamente, per il prossimo anno.

Da leggere.
28/05/2026

Da leggere.

Mobilità ruolo ispettori - assegnazione del corso IX bis Vice Ispettore - 2027 concorso vice ispettore Polizia Penitenziaria

In data odierna, 28 maggio 2026, si è tenuto l’incontro presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria avente a oggetto l'informativa in merito all'incremento delle risorse umane e alle connesse procedure di mobilità per il ruolo di Ispettore del Corpo di Polizia Penitenziaria, in relazione alla conclusione del IX corso bis per Vice Ispettore.

Al termine del confronto, l’Amministrazione ha confermato che le procedure di mobilità si svolgeranno in piena conformità con quanto già prospettato nella nota di convocazione, seguendo il piano di distribuzione basato sull'analisi delle carenze organiche.
Si conferma che il piano prevede l'assegnazione di 41 unità complessive, ripartite sulla base delle percentuali di carenza distrettuali.

Sarà garantita priorità al personale utilmente collocato nella graduatoria relativa all'interpello dell'anno 2024. Per quanto concerne il comparto della Giustizia Minorile, sono previste 2 delle 41 unità totali.

Infine, nel corso della riunione è stato reso noto che il prossimo bando di concorso per la qualifica di Vice Ispettore è previsto, indicativamente, per il prossimo anno.

La recente intenzione espressa dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, di trasferire al “Museo del Presente” di   i ...
27/05/2026

La recente intenzione espressa dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, di trasferire al “Museo del Presente” di i resti della Croma bianca su cui viaggiavano Giovanni e la moglie Francesca Morvillo, riapre un dibattito profondo sul senso e sulla geografia della memoria nel nostro Paese. Sebbene l'idea di esporre un simile simbolo nella terra del magistrato possa apparire suggestiva e carica di significato, esiste un luogo dove quei resti non sono semplicemente un reperto da mostrare, ma un altare laico della Repubblica. Quel luogo è la Scuola di Formazione della di Roma.

La teca di vetro che custodisce l'auto non è una qualunque installazione museale. Collocata nel cuore della struttura intitolata proprio a Giovanni Falcone, essa rappresenta un presidio permanente di memoria, legalità e senso dello Stato, concepito specificamente per le nuove generazioni di appartenenti al Corpo. Ogni allievo della Polizia Penitenziaria che attraversa quella piazza incrocia lo sguardo con la storia e comprende immediatamente, senza bisogno di mediazioni o parole, il significato più profondo del servizio reso alle istituzioni, del sacrificio e del dovere. Spostare quel mezzo significherebbe privare i futuri poliziotti penitenziari di un punto di riferimento etico visivo e tangibile, proprio nel momento cruciale della loro formazione.

Inoltre, un eventuale trasferimento finirebbe per recidere il legame ombelicale con chi quel mezzo ha voluto fortemente salvarlo e proteggerlo. Fu infatti il Gruppo Operativo Mobile, il GOM, che ha la sua sede centrale proprio in quel complesso romano, a interessarsi per primo al recupero e alla salvaguardia del veicolo, impedendo che un pezzo di storia d'Italia venisse abbandonato all'oblio. Successivamente, grazie al fondamentale e costante impegno del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, l’auto è stata sottoposta a un delicatissimo restauro conservativo e collocata in una struttura protetta e idonea a garantirne la sopravvivenza al passaggio del tempo.

C'è una coerenza simbolica e operativa straordinaria in questa collocazione che non può essere ignorata. Il GOM è il reparto specializzato che gestisce quotidianamente il duro regime carcerario del 41 bis applicato ai boss mafiosi. Custodire l'auto distrutta dalla violenza delle mafie nel luogo in cui si formano e operano gli uomini e le donne chiamati a rappresentare l'argine dello Stato contro quella stessa criminalità significa chiudere un cerchio ideale di e resistenza istituzionale.

La memoria di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta deve continuare a vivere anche attraverso quei resti, che non sono un oggetto da esposizione turistica, ma carne viva delle nostre istituzioni. Per questo motivo, la Croma di Capaci deve rimanere lì dove si trova, davanti agli occhi di chi, ogni giorno, sceglie di servire la e giura fedeltà alla .

Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE

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CONCORSO ISPETTORI POLIZIA PENITENZIARIA: SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO.Il Consiglio di Stato ha riconosciuto il danno...
17/05/2026

CONCORSO ISPETTORI POLIZIA PENITENZIARIA: SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO.

Il Consiglio di Stato ha riconosciuto il danno alla carriera presente e futuro degli ispettori il cui concorso, bandito nel 2008, si era concluso dopo circa 11 anni.

Arriva una svolta decisiva e di portata storica per gli ispettori del sesto corso (solo quelli che hanno proposto i ricorsi e vincitori del concorso).

I giudici hanno chiarito, una volta per tutte, che il DAP ha sbagliato a liquidare solo il semplice "differenziale" degli stipendi passati. Il danno subito dagli ispettori è molto più profondo ed è composto da due voci separate e cumulabili:

1. Il Danno Stipendiale (Passato): il differenziale tra la vecchia qualifica e quella di Ispettore, spettante per tutto il periodo del ritardo (fino all'effettivo inquadramento del 2019).

2. Il Danno alla Progressione di Carriera (Futuro) – La vera svolta: Il Consiglio di Stato ha riconosciuto che, a causa del ritardo dell'Amministrazione, tutta la carriera interna dei colleghi è slittata. Raggiungendo i gradi superiori molto più tardi, subendo una perdita economica che si proietta dal 2020 in poi, fino al giorno della pensione.

I punti chiave fissati dai Giudici su questo danno alla carriera:

1) È dovuto in aggiunta a quanto già pagato: il Ministero non può in alcun modo ignorarlo o assorbirlo.

2) Va calcolato AL LORDO delle ritenute fiscali e previdenziali, il che aumenta notevolmente le cifre del risarcimento.

Un danno a cascata che colpisce anche i corsi successivi.

Questa sentenza mette a n**o una verità sacrosanta che questa sigla denuncia da tempo. Se le cose fossero andate come dovevano, gli Ispettori del 6° corso (i vincitori originari, non anche i ripescati dall'allargamento dei posti) oggi sarebbero già Ispettori Superiori, ovvero in una posizione superiore rispetto anche agli attuali Ispettori Capo.
Questo blocco della carriera ha creato un effetto domino disastroso per l'intero ruolo:
• Il danno lo hanno subito, indirettamente, anche i colleghi del 7° e dell'8° corso.
• Se il 6° corso avesse occupato tempestivamente le qualifiche superiori, si sarebbero liberati posti e si sarebbero create maggiori possibilità di avanzamento e sbocchi di carriera per i corsi successivi nell'attuale concorso straordinario per titoli di ispettore superiore.

In conclusione, non stiamo parlando di spiccioli o di semplici "rimborsi spese". Questa sentenza del Consiglio di Stato apre la strada a risarcimenti individuali di cifre considerevoli, una vera e propria batosta economica per le casse del Ministero della Giustizia.

Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE

Tag: Andrea Ostellari Alberto Balboni

Carceri e architettura: la pietra che rieducaOggi, all’Università LUMSA, ho assistito a una lezione dell’architetto, pro...
15/05/2026

Carceri e architettura: la pietra che rieduca

Oggi, all’Università LUMSA, ho assistito a una lezione dell’architetto, professore Domenico Alessandro De Rossi, su un argomento importante: l’architettura nel mondo penitenziario. È stata un'esperienza che mi ha letteralmente aperto un mondo. Il professore, che su questi temi è anche autore di diversi libri, ha messo in luce un concetto tanto semplice quanto potente: l'architettura penitenziaria è fondamentale nell'esecuzione della pena. Il modo in cui progettiamo gli spazi dove si sconta una condanna decide il futuro di un detenuto e l'efficacia dell'intero sistema.

L’architettura non è una semplice questione di edilizia, ma è una parte attiva della giustizia. La struttura fisica (la "pietra") ha il potere di modificare e modellare la mente e la salute di chi vi è rinchiuso; lo spazio influenza profondamente.

Quando una persona viene rinchiusa in un ambiente buio, stretto e senza dignità, la struttura fisica finisce per schiacciare il corpo e la psiche. In quel momento, la pietra modella l'uomo in modo distruttivo, peggiorando la situazione anziché migliorarla, dimostrando l'inutilità del tradizionale modello carcerario.

Purtroppo, la politica ha sottovalutato questo aspetto per troppo tempo e puntualmente l’Italia viene condannata dall'Europa proprio a causa di un'architettura carceraria inadeguata e disumana.

Diciamolo chiaramente: un ambiente degradato produce solo altra criminalità, fallendo nel compito di recupero sociale. Se vogliamo davvero fare prevenzione e garantire la sicurezza di tutti, bisogna cambiare rotta e vedere anche l’architettura penitenziaria come chiave per il recupero sociale. È necessario dare un valore nuovo alla pietra, progettando spazi che non servano solo a confinare, ma a reconstruire la personalità. Modellare lo spazio significa modellare la pena; non si tratta di eliminare la punizione, ma di renderla più aderente alle finalità costituzionali.

La vera giustizia non nasce dal cemento che reprime, ma dallo spazio che rieduca.

Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE

Tag: Andrea Ostellari Alberto Balboni

13/05/2026

🟢 Concorso straordinario per la qualifica di Ispettore Superiore Polizia Penitenziaria

Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE

“Concorso Ispettore Superiore: La rivolta dei NON laureati.”Ho avuto il piacere di ascoltare l’ennesima esternazione vid...
10/05/2026

“Concorso Ispettore Superiore: La rivolta dei NON laureati.”

Ho avuto il piacere di ascoltare l’ennesima esternazione video di un sindacalista convinto che, nel concorso straordinario per Ispettore Superiore, le lauree pesino troppo e l’anzianità e altri titoli troppo poco. Un’analisi che definirei creativa, se non fosse totalmente scollata dalla realtà. Vale la pena rinfrescare la memoria ai più "distratti": la legge parla chiaro. Il ruolo degli ispettori è a sviluppo direttivo. Per dirla in termini elementari — così che capiscano anche i sostenitori del "punteggio per la patente" — fino a Ispettore Capo si coordina, mentre da Ispettore Superiore in poi si svolgono funzioni direttive. È la norma, non un’opinione opzionale.

Comprendo che in molti sognino un concorso dove vengano valutati anche i punti della spesa, ma la realtà è un’altra. Anche se si abbassasse il punteggio della laurea di qualche frazione, la sostanza non cambierebbe. A chi oggi punta il dito contro i laureati (accusandoli magari, con grande eleganza, di aver "comprato" il titolo), vorrei ricordare un dettaglio tecnico: questo concorso da 700 posti era riservato, per titoli ed esami, a chi possiede un titolo accademico. Senza quello, non avrebbero potuto nemmeno compilare la domanda, figuriamoci lamentarsi per l'assenza di titoli o lauree troppo valutate. Il tempo per intraprendere un percorso universitario c’è stato per tutti; il fatto che qualcuno abbia preferito dedicarsi ad altro resta una scelta legittima, che però oggi non può essere trasformata in un diritto al vittimismo.

È quasi commovente sentire qualche sindacalista omettere la scalata di certi colleghi: diventati Sovrintendenti grazie ai titoli, passati Ispettori (sempre per titoli) dopo un battito di ciglia e ora, comprensibilmente, pronti a fare "tombola" diventando Ispettori Superiori... indovinate come? Esatto: ancora una volta, solo per titoli.

Se scaviamo nel passato, vediamo carriere intere edificate sulla sabbia mobile dei vari riordini. Al contrario, gli attuali Ispettori Capo e gli ispettori del sesto corso non hanno ricevuto regali; anzi, hanno subito solo ritardi per i quali il DAP sta pagando un mega risarcimento. Quello che hanno, se lo sono sudato con concorsi veri, fatti di titoli ed esami, partendo spesso dal ruolo sovrintendenti conquistato con lo stesso sacrificio.

Addirittura, mentre nella Polizia di Stato si starebbe valutando — saggiamente — di premiare chi non ha beneficiato della "lotteria dei riordini", qui c'è chi si scandalizza perché il titolo di studio, coerente con la funzione direttiva, viene effettivamente valorizzato. Siamo all’assurdo: pretendere la vetta della piramide senza aver mai voluto scalare la montagna dei libri.

Un consiglio non richiesto: la prossima volta, invece di pretendere punti per meriti di vicinato, provate ad aprire un manuale. Magari scoprirete che la legge non è un'opinione e che i concorsi non sono premi alla carriera concessi per "grazia ricevuta".

Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE

Tag: Andrea Ostellari Alberto Balboni SIPPE Sindacato Polizia Penitenziaria SiNAPPe - Polizia Penitenziaria Carmine Olanda

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