07/07/2026
Sola a Roma a 15 anni: truffata da un taxi, accolta come una di famiglia.
Ieri una ragazza di 15 anni è atterrata a Roma con un giorno di anticipo: era convinta che il suo campo estivo iniziasse ieri, e invece comincia oggi. Si è ritrovata sola, in una città che non conosce, senza sapere dove andare.
E qui è successa una cosa bella. Per hashgachà pratìt — Divina Provvidenza — ha chiamato proprio noi: il suo è lo stesso campo che in questi giorni è ospite al nostro Beit Chabad. Abbiamo chiesto alla comunità se qualcuno potesse accoglierla, e la famiglia Matalon-Raccah non ci ha pensato due volte: le ha aperto la porta, l'ha accolta con calore e per una notte l'ha fatta sentire a casa, lontana da casa. Oggi ritrova il suo gruppo, sana e serena. È questo il volto più bello della nostra comunità: nessuno resta solo.
Ma c'è anche un lato che fa male, e vogliamo raccontarlo. Uscita da Fiumicino, un tassista ha capito di avere davanti una ragazzina sola e ne ha approfittato: le ha detto di non accettare carte, l'ha accompagnata a un bancomat e le ha fatto pagare 160€ — quasi il triplo di quanto quella corsa dovrebbe costare.
Ci rivolgiamo a chi governa la città: chi arriva a Roma merita accoglienza, non raggiri. Servono tariffe chiare, scritte in più lingue e ben visibili dentro ogni taxi, e conseguenze vere per chi tradisce questa fiducia.
Perché il primo incontro con Roma dovrebbe somigliare a quello che ha trovato da noi, non a quello che ha trovato in quel taxi.