14/10/2026
Quanto contano le tracce di glutine? Partiamo dai dati.
La dieta senza glutine resta la cura della celiachia. Qui parliamo di tracce involontarie e della quantità totale ingerita ogni giorno.
Nel 2007, Catassi e colleghi confrontarono placebo, 10 e 50 mg di glutine al giorno per 90 giorni, con biopsie prima e dopo.
A 50 mg quotidiani osservarono un peggioramento significativo del rapporto villi/cripte rispetto al placebo. A 10 mg, nello stesso parametro, non rilevarono una differenza statisticamente significativa.
Le linee guida europee ESsCD, parte 2 pubblicata nel 2026, indicano non oltre 10 mg al giorno come soglia generalmente accettata.
E i 20 ppm? Significano 20 mg per chilo di alimento. Per arrivare a 10 mg servirebbero 500 g di prodotti tutti esattamente al limite. Ma il limite non è il contenuto abituale.
In un’indagine italiana, il 97% di 4.615 campioni con dicitura “senza glutine” era sotto 5 ppm.
Nei dati USA riportati da Thompson, erano sotto 5 ppm l’87% dei prodotti con claim e l’86% di quelli senza claim, selezionati perché apparentemente privi di ingredienti contenenti glutine.
Quantità, durata dell’esposizione e livelli misurati: conoscere questi dati aiuta a dare alle tracce un significato concreto.
Fonti:
• Catassi et al., 2007. DOI: 10.1093/ajcn/85.1.160
• Al-Toma et al., ESsCD, 2026. DOI: 10.1002/ueg2.70195
• Pavoni et al., 2022, abstract congressuale. DOI: 10.1093/eurpub/ckac131.237
• Thompson e Simpson, 2014. DOI: 10.1038/ejcn.2014.211
• Thompson et al., 2016. DOI: 10.1038/ejcn.2016.155