Alla fine del 2015 , nasce il "Comitato Parco degli Scipioni" dalla volontà di un gruppo di cittadini che non riescono più a tollerare lo stato di degrado del Parco degli Scipioni: il loro Parco, unico spazio verde nel quartiere. Per chi non lo conosce, il Parco degli Scipioni si trova a ridosso delle Mura Aureliane tra Porta Latina e Porta San Sebastiano collegando le relative strade omonime. Risiede di fatto nel I° Municipio ma si trova a pochi passi dal VII° Municipio (quartiere Metronio) da cui arriva tutta l'utenza. Al suo interno custodisce l'ingresso al "Colombario di Pomponio Hylas"(14-54 d.C.) e si affaccia sul "Sepolcro degli Scipioni" (III sec. oltre ad avere alberi di alto fusto come pini, lecci, cipressi ed una conformazione che permette ad ogni fruitore di trovare il proprio spazio dove soffermarsi. Ma tutte queste "nobili" origini non hanno comunque impedito al Parco di seguire il terribile destino di TUTTE le Ville Storiche di Roma: abbandonate, senza più manutenzione del verde, lasciate aperte di notte, senza più il minimo controllo e senza pulizia. Nel 2014, tutte le panchine erano state divelte e la ghisa della loro struttura, rubata per il mercato clandestino del "ferro". L'illuminazione completamente assente, le siepi erano diventate una giungla, l'area giochi dei bambini di fatto impraticabile per i giochi rotti diventati ormai pericolosi ed il verde impraticabile per la sporcizia a livelli di vera indecenza. Il Comitato in tutti questi anni di Amministrazioni travagliate, ha cercato di difendere la dignità di questo luogo, promuovendo iniziative culturali e sociali per rilanciare il Parco come luogo Pubblico da Tutelare, responsabilizzando i cittadini. Laddove necessario si è sempre esposto denunciando alle autorità ed agli enti competenti le inefficienze e le problematiche di sicurezza. In questi ultimi anni ha poi cambiato passo promuovendo un progetto importante per la manutenzione del Verde e per il miglioramento dell'arredo urbano del Parco. Molto è stato fatto ma ancora molto rimane da fare, la speranza è poterlo fare insieme ai cittadini che lo fruiscono perché questo è un bene comune.