13/12/2025
Fratelli e sorelle, amici, capi, ragazzi, genitori… Siamo qui, attorno a una piccola fiamma che ha fatto un viaggio lunghissimo. Un viaggio che nessun aereo, nessun treno e nessuna nave può raccontare davvero: perché non è solo un viaggio nello spazio, ma un viaggio nelle mani e nei cuori delle persone. Questa luce è stata accesa nella Grotta di Betlemme, nel luogo dove secondo la tradizione è nato Gesù, la “luce che splende nelle tenebre”. Da lì è passata di mano in mano, attraverso paesi, culture, storie, lingue diverse. Ed è arrivata fino a noi. In questo momento della storia, questa luce ci parla con una forza ancora più grande. Viviamo in un mondoferito: un mondo attraversato da guerre che non sembrano finire mai, da popoli in fuga, da famiglie spezzate, da bambini che crescono senza conoscere un giorno di pace. Viviamo in un tempo in cui si alza la voce dell’egoismo, dell’individualismo, dell’“io prima degli altri”, un tempo in cui troppe volte si pensa a vincere più che a incontrarsi, a difendersi più che ad accogliere, a giudicare più che a comprendere. La Luce della Pace ci raduna per ricordarci che l’unica vera vittoria è quella che si costruisce insieme. La pace non nasce da un decreto, non nasce da un trattato, non nasce nemmeno dai grandi discorsi. La pace nasce da un cuore che decide di cambiare. E questa fiammaèunsegno: un segno fragile, sì, ma continuo, vivo, umile, ostinato. È uninvito. È un compito. È una responsabilità.