Schola Mundi

Schola Mundi Libera Schola per l'identità di un paese e della sua popolazione, tanto nel Sud quanto nel Nord del mondo. Ovunque.

Schola Community è una Educational Community e crede fermamente che l'educazione è un diritto fondamentale, così come il diritto a nutrirsi. Schola Mundi onlus è una Libera Assemblea di Volontari perché Libera è la motivazione personale che spinge i Volontari a partecipare con il proprio lavoro e/o con il sostegno finanziario all’attività dell’Assemblea che per Statuto rivendica l’eguaglianza e la pace e rifiuta decisamente l’idea retributiva dei valori.

“Un fesso nel posto sbagliato “
17/06/2026

“Un fesso nel posto sbagliato “

Questa frase fa paura perché mette il dito in una delle ferite più ridicole e più pericolose del nostro tempo: l’ignoranza che ha smesso di vergognarsi. Una volta chi non sapeva una cosa abbassava un poco la voce, chiedeva, studiava, si metteva di lato per capire. Oggi, spesso, l’incompetenza sale sul palco, prende il microfono e pretende pure l’applauso. Il problema nasce quando il limite personale viene scambiato per carattere, quando il non sapere diventa sicurezza, quando la superficialità si traveste da coraggio.

Il “fesso nel posto sbagliato” è una figura quasi comica, finché non decide, giudica e digire pure. Allora smette di far ridere. Perché l’intelligenza può sbagliare e correggersi, la competenza può avere dubbi e cercare soluzioni; la stupidità soddisfatta di sé, invece, procede dritta, come un autobus senza freni in una strada stretta. E il danno più grande non è solo quello che fa, è quello che rende normale: l’idea che basti occupare un posto per esserne all’altezza.

Paul e John,Dei Beatles
17/06/2026

Paul e John,
Dei Beatles

Quando John Lennon lasciò Cynthia Lennon per iniziare una nuova vita con Yoko Ono, Julian aveva appena cinque anni.

La separazione segnò profondamente la famiglia. Cynthia si ritrovò a crescere il figlio quasi da sola, affrontando difficoltà economiche che pochi immaginavano osservando da lontano il mondo scintillante dei Beatles.

Mentre John era concentrato sulla sua nuova vita, un'altra figura rimase vicina a Cynthia e al piccolo Julian.

Era Paul McCartney.

Passava spesso a trovarli, si informava su come stavano e cercava di essere presente in un momento delicato della loro vita. Non lo faceva davanti alle telecamere. Era qualcosa che avveniva lontano dai riflettori.

Durante uno di quei periodi nacque una canzone destinata a entrare nella storia.

Nel 1968, mentre guidava verso casa di Cynthia e Julian, Paul iniziò a canticchiare una melodia pensata proprio per quel bambino che stava vivendo la separazione dei genitori senza comprenderne davvero le ragioni.

All'inizio la chiamò "Hey Jules".

Era un messaggio di incoraggiamento per Julian, un invito a non lasciarsi schiacciare dalla tristezza.

Più tardi quel brano sarebbe diventato "Hey Jude", una delle canzoni più celebri dei Beatles.

Ma la storia non finisce lì.

Negli anni successivi Cynthia attraversò un periodo economicamente difficile. Aveva bisogno di denaro e si trovò costretta a prendere una decisione dolorosa.

Mise all'asta alcune lettere e alcuni disegni che John le aveva regalato quando erano ancora giovani a Liverpool, molto prima della fama mondiale.

Non erano semplici oggetti.

Erano ricordi di una vita passata insieme. Frammenti di una storia che non sarebbe più tornata.

L'asta andò bene e gli oggetti furono venduti.

Poco tempo dopo, però, Cynthia scoprì qualcosa di inatteso.

L'acquirente era stato Paul McCartney.

Aveva comprato tutto.

Non per conservare quei ricordi per sé.

Non per collezionismo.

Non per nostalgia.

Li aveva acquistati per restituirli.

Qualche giorno dopo, lettere e disegni tornarono a Cynthia, protetti e conservati con cura.

Con loro arrivò anche un breve messaggio:

"Non vendere mai i tuoi ricordi. Con affetto, Paul McCartney."

Per Cynthia quel gesto significò molto più del valore economico degli oggetti.

Le permise di affrontare le difficoltà senza perdere una parte importante della sua storia.

Molti ricordano Paul McCartney per le canzoni, i concerti e il successo straordinario raggiunto con i Beatles.

Cynthia, invece, ebbe modo di ricordarlo anche per qualcosa di molto più semplice.

Per esserci stato quando serviva davvero.

Per aver aiutato in silenzio.

E per aver capito che alcune cose valgono più del denaro che possono fruttare.

scrittori
17/06/2026

scrittori

Quando aveva 17 anni, Paulo Coelho disse ai suoi genitori che voleva diventare scrittore.

Nel Brasile degli anni Sessanta, quella scelta non venne accolta con entusiasmo.

La sua famiglia immaginava per lui un percorso completamente diverso, più stabile e considerato socialmente accettabile.

Le tensioni aumentarono fino a una decisione che avrebbe segnato profondamente la sua giovinezza.

Paulo venne ricoverato in un ospedale psichiatrico.

Accadde più di una volta.

Durante quei periodi fu sottoposto anche a trattamenti allora utilizzati in alcune strutture psichiatriche, compresa la terapia elettroconvulsivante.

Anni dopo avrebbe raccontato quanto quelle esperienze lo avessero ferito e quanto fosse difficile per lui accettare che il desiderio di scrivere venisse considerato un problema da correggere.

Una volta lasciato l'ospedale, iniziò a cercare la propria strada.

Lavorò come autore di testi musicali, collaborò con artisti brasiliani e si avvicinò agli ambienti culturali e creativi del Paese.

Erano anni complessi per il Brasile, segnati dalla dittatura militare.

Nel corso di quel periodo venne arrestato e raccontò di aver subito violenze e torture da parte delle forze repressive.

Nonostante tutto, continuò a scrivere.

Passarono gli anni.

Provò attività diverse, cambiò percorsi professionali e attraversò momenti di forte incertezza.

Quando arrivò ai quarant'anni, non era ancora diventato l'autore che sognava di essere.

Poi scrisse un romanzo.

Si intitolava L'Alchimista.

La prima pubblicazione non ebbe il successo sperato.

Le vendite furono molto basse e l'editore decise di interrompere la collaborazione.

Per molti quella sarebbe stata la fine della storia.

Per lui no.

Continuò a proporre il libro ad altri editori.

Alla fine trovò una nuova opportunità.

Questa volta il destino del romanzo sarebbe stato diverso.

Poco alla volta, il libro iniziò a raggiungere sempre più lettori.

Venne tradotto in numerose lingue e distribuito in tutto il mondo.

Negli anni successivi L'Alchimista sarebbe diventato uno dei libri più letti e tradotti della storia contemporanea.

Paulo Coelho si trasformò in uno degli scrittori più conosciuti del pianeta.

La sua vicenda continua a essere ricordata non soltanto per il successo editoriale, ma per il lungo percorso che lo precedette.

Molto prima dei milioni di copie vendute e del riconoscimento internazionale, c'era stato un ragazzo convinto di voler scrivere.

Un sogno che attraversò rifiuti, ostacoli e anni difficili prima di trovare il proprio spazio nel mondo.

le parole parlano
29/05/2026

le parole parlano

la prospettivadi Mantegna
29/05/2026

la prospettiva
di Mantegna

Nel 1474, a Mantova, Andrea Mantegna fece una cosa quasi insolente: trasformò un soffitto in uno sguardo.

Non dipinse semplicemente il cielo.

Dipinse l’idea che il cielo potesse aprirsi sopra la testa di chi entrava nella Camera degli Sposi.

Siamo nel Castello di San Giorgio, dentro il Palazzo Ducale. Una stanza di corte, non una piazza, non una chiesa immensa, non un luogo fatto per la folla.

Eppure lì, in quello spazio chiuso, Mantegna costruì una delle illusioni più intelligenti del Rinascimento.

Basta alzare gli occhi.

La volta sembra bucata. Sopra compare una balaustra circolare. Da lassù si affacciano dame, putti, volti curiosi. C’è perfino un pavone, quasi indifferente alla nostra meraviglia.

Il dettaglio più inquietante è proprio questo: non siamo solo noi a guardare l’opera.

È l’opera che sembra guardare noi.

Nel Quattrocento, questa non era una decorazione innocente. La Camera Picta celebrava il mondo dei Gonzaga, il loro potere, la loro corte, la loro capacità di trasformare una stanza privata in un teatro politico.

La prospettiva non serviva soltanto a stupire.

Serviva a dire: qui dentro anche lo spazio obbedisce.

Mantegna usa il “di sotto in sù”, quella pittura pensata per essere vista dal basso, e la spinge in una direzione quasi teatrale. I corpi si accorciano, la balaustra sembra vera, il cielo pare più lontano del muro che lo contiene.

È una bugia perfetta.

Ma una bugia che non vuole ingannarti per sempre. Vuole farti capire quanto l’occhio umano sia vulnerabile, quanto facilmente crediamo a ciò che è costruito bene.

E forse è per questo che, dopo più di cinque secoli, quell’oculo continua a funzionare.

Non perché non sappiamo che è pittura.

Ma perché, per un secondo, lo dimentichiamo.

A Mantova non si entra solo in una stanza affrescata.

Si entra nel momento esatto in cui il Rinascimento capì che la meraviglia poteva essere progettata.

Alzi gli occhi.
Qualcuno ti osserva.
E il soffitto non è più un soffitto.

In breve:
— La Camera degli Sposi fu affrescata da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474.
— L’oculo centrale crea l’illusione di un’apertura sul cielo con figure affacciate dall’alto.
— Non è solo decorazione: è propaganda, prospettiva e teatro del potere rinascimentale.

il verme
29/05/2026

il verme

l’emozione
29/05/2026

l’emozione

Il benessere emotivo è indispensabile per far fiorire le potenzialità di ogni alunno. 🌼❤️

l’apostrofo
29/05/2026

l’apostrofo

✏️“Un po’” si scrive così: po’ con l’apostrofo, non con l’accento.

Il motivo? È il troncamento di “poco”.

✅ Corretto:
Ho dormito un po’
Aspetta un po’

❌ Errato:
un pò

imbarcazione romana in Serbia
29/05/2026

imbarcazione romana
in Serbia

In una miniera di carbone in Serbia, vicino all’antica città romana di Viminacium, i minatori hanno scoperto i resti di un’enorme imbarcazione romana da rifornimento sepolta a quasi 8 metri di profondità. La nave in legno, che si ritiene risalga al III o IV secolo d.C., si è conservata grazie ai sedimenti umidi del fiume, che l’hanno protetta dalla decomposizione per oltre 1.600 anni.

Gli archeologi stimano che questa imbarcazione dal fondo piatto fosse lunga circa 20 metri e venisse utilizzata per trasportare rifornimenti attraverso le vie d’acqua collegate al Danubio, contribuendo al sostegno di una delle più importanti città di frontiera e basi militari di Roma nei Balcani.

Nel suo periodo di massimo splendore, Viminacium ospitava fino a 45.000 abitanti e diverse legioni romane, prima di essere distrutta dagli Unni nel V secolo.

Ciò che ha attirato maggiormente l’attenzione è stata la profondità alla quale la nave era sepolta. Tuttavia, gli archeologi spiegano che l’imbarcazione non era intrappolata sotto strati di roccia formatisi in ere remote, ma era stata lentamente ricoperta da sedimenti fluviali e depositi lasciati dalle inondazioni, mentre nel corso dei secoli i canali del Danubio cambiavano percorso, seppellendo gradualmente il paesaggio circostante.

📸: Institute of Archaeology, Belgrade

lo studiofa la differenza
29/05/2026

lo studio
fa la differenza

"La cultura mi ha aiutato. Parlare un buon italiano, per un conduttore, è fondamentale. Ho tatuata sul braccio, ed è l’unico tatuaggio che ho, questa frase: “La cultura è libertà”. L’ho fatto scrivere anche a mia figlia. Per una donna è sempre tutto più difficile. È importante avere gli strumenti per esserci. La testa fa la differenza, lo studio fa la differenza."

Antonella Clerici

Indirizzo

Via Bartolomeo Avanzini 98
Rome
00163

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