11/06/2026
Il Presidente Nazionale SUNAS è intervenuto al Convegno che si è tenuto a Roma mercoledì 10 giugno presso la Sala Atti Parlamentari, Biblioteca del Senato “ Giovanni Spadolini” sul tema "Ascolto del minore in situazioni di alta conflittualità e rifiuto genitoriale".
Poidomani ha sottolineato l’impegno del sindacato professionale per la promozione dei diritti delle persone, di servizi più efficaci e di politiche sociali capaci di rispondere ai bisogni delle persone e delle comunità, sostenendo e partecipando ai processi di innovazione normativa e organizzativa del sistema di welfare italiano.
Ha poi evidenziato come sullo specifico tema della conflittualità genitoriale e dell’ascolto del minore si sia registrata negli ultimi anni una maggiore attenzione culturale e istituzionale; sono aumentati gli studi, si sono sviluppate esperienze significative e sono stati sperimentati strumenti innovativi di intervento.
Allo stesso tempo, tuttavia, sono cresciute le richieste dell’Autorità Giudiziaria ai servizi sociali e ai professionisti chiamati a intervenire nei procedimenti giudiziari. È aumentata la complessità delle situazioni trattate e, in molti contesti, si è assistito a un incremento della conflittualità tra i genitori.
A fronte di tali cambiamenti, il sistema dei servizi continua a confrontarsi con criticità strutturali che rischiano di compromettere l’efficacia degli interventi: carenza di personale, elevati carichi di lavoro, insufficienza delle risorse economiche, difficoltà nel garantire interventi tempestivi.
Il SUNAS ritiene quindi necessario rafforzare gli strumenti già esistenti e svilupparne di nuovi, promuovendo un approccio integrato che metta al centro il superiore interesse del minore.
L’impegno del sindacato professionale si può sintetizzare in quattro direttrici principali.
1) Sostegno ai professionisti.
Molti assistenti sociali operano oggi in contesti caratterizzati da elevata complessità relazionale, esposizione al conflitto e crescente responsabilità professionale. È necessario valorizzare e sostenere la ricerca, la sperimentazione e la diffusione di metodologie e strumenti che si sono dimostrati efficaci nella gestione delle situazioni di conflittualità familiare, quali la mediazione familiare, la coordinazione genitoriale, i gruppi di parola per figli di genitori separati e altri interventi orientati alla ricostruzione delle competenze genitoriali.
2) Rafforzamento organizzativo dei servizi.
Non è possibile affrontare efficacemente la complessità delle situazioni familiari senza investimenti adeguati nei servizi territoriali. SUNAS continua a richiedere alle istituzioni un potenziamento degli organici, maggiori risorse professionali e strumenti organizzativi capaci di garantire non solo la presa in carico delle situazioni già compromesse, ma soprattutto interventi di prevenzione precoce.
Intervenire prima che il conflitto si cristallizzi significa ridurre il disagio dei minori e contenere il ricorso a percorsi giudiziari sempre più complessi e costosi.
3) La formazione specialistica.
Le trasformazioni sociali e normative richiedono competenze sempre più avanzate.
Il SUNAS promuove percorsi di aggiornamento rivolti ai professionisti già in servizio e sostiene da tempo la necessità di una riflessione complessiva sul percorso formativo universitario.
Riteniamo che la crescente complessità degli interventi nell’area della tutela minorile e delle relazioni familiari richieda una preparazione specialistica più strutturata e maggiormente integrata all’interno del percorso accademico.
4) Rapporto con le istituzioni e l’attuazione delle norme.
Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto importanti innovazioni, culminate con la riforma Cartabia, che ha rafforzato l’attenzione verso la tutela dei minori e la gestione dei conflitti familiari.
Tuttavia, tra la previsione normativa e la sua concreta applicazione permane ancora una distanza significativa. Le difficoltà e le carenze limitano spesso l’effettiva realizzazione degli obiettivi indicati dal legislatore.
Il SUNAS ritiene indispensabile proseguire un’azione di sensibilizzazione e confronto con le istituzioni nazionali e locali affinché i principi contenuti nelle norme possano tradursi in interventi realmente esigibili da parte dei cittadini.
Da un punto di vista professionale, appare inoltre fondamentale consolidare modelli di lavoro multidisciplinari e interistituzionali.
Le situazioni di elevata conflittualità familiare non possono essere affrontate da una singola professione o da un singolo servizio. Magistrati, avvocati, assistenti sociali, psicologi, consulenti tecnici e servizi territoriali devono poter operare all’interno di percorsi coordinati, caratterizzati da linguaggi condivisi e obiettivi comuni.
In questo quadro l’ascolto integrato del minore rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali comprendere il suo vissuto e orientare gli interventi di tutela, riconoscendolo come soggetto di diritti e parte attiva del percorso di protezione che lo riguarda.
Il tema della conflittualità familiare e del rifiuto genitoriale non può essere affrontato esclusivamente sul piano giudiziario o tecnico-professionale. Esso interpella l’intero sistema di welfare e richiede investimenti culturali, organizzativi e istituzionali.
Il contributo che il SUNAS intende offrire è quello di una organizzazione professionale sindacale che continua a promuovere servizi più forti, professionisti più preparati e politiche sociali capaci di garantire una tutela effettiva dei diritti dei minori e delle loro famiglie.