Honos et Virtus

Honos et Virtus Associazione culturale per la promozione e la diffusione dell'arte e dell'archeologia. Ogni nuova era nasce dalla riscoperta e dallo studio del passato.

L’Associazione Culturale Honos et Virtus per l’archeologia e l’arte antica nasce dall’esigenza di presentare in modo particolare e diverso l’antichità agli occhi dei contemporanei. Libri, articoli, video, podcast per riportare in vita personaggi, monumenti e storie quotidiane della Roma Antica. Per fare questo ci è sembrato doveroso rifarci a due dei valori antichi più importanti che permeavano l’

ideale sociale romano: l’onore e la virtù. Honos et Virtus infatti sono personificazioni divine di ideali astratti che a Roma trovavano il proprio culto in templi e feste religiose, e che erano considerate qualità fondamentali per i generali e i politici romani. Ma Onore e Virtù anche allora non sempre erano presenti nei comportamenti e nelle azioni, e oggi più che mai sembrano essere scomparsi dalla vita pubblica. Rimane comunque la loro forza concettuale e, secondo noi, è proprio a questi valori che dobbiamo rivolgere la nostra attenzione, soprattutto in tempo di decadenza, politica, sociale ed economica, quale sembra essere il nostro. Così, con questi obiettivi, archeologi e esperti informatici si sono uniti nell’associazione Honos et Virtus per cercare di dare una visione diversa dell’antichità, non semplice attrazione turistica (tra l’altro sempre più disorganizzata e preda di gestioni inadeguate), ma patrimonio mondiale da valorizzare, tutelare, capire, studiare, divulgare e riportare in vita attraverso i tanti strumenti che la tecnologia mette a disposizione. "Quando ci poniamo di fronte all'antichità e la contempliamo
con serietà nell'intento di formarci su di essa, abbiamo il senso come
di essere solo allora diventati veramente uomini"

(J.W.Goethe)

"Non la ricchezza è bella cosa, ma la ricchezza conseguita con mezzi onesti."Licurgo di Atene, fr. 31d.(nella foto: mano...
06/06/2026

"Non la ricchezza è bella cosa, ma la ricchezza conseguita con mezzi onesti."

Licurgo di Atene, fr. 31d.

(nella foto: mano colossale di Costantino, IV secolo d.C. Musei Capitolini, Roma.)

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"Colui che in ogni cosa rimanda, combatte con le sciagure."Esiodo citato in Plutarco, Consolazione ad Apollonio, 32.(nel...
05/06/2026

"Colui che in ogni cosa rimanda, combatte con le sciagure."

Esiodo citato in Plutarco, Consolazione ad Apollonio, 32.

(nella foto: Fauno Barberini, III secolo a.C. Glyptotek, Monaco.)

"Sono molte le sorti che il Destino ci prepara e spesso gli Dèi compiono eventi inattesi: ciò che si riteneva possibile ...
04/06/2026

"Sono molte le sorti che il Destino ci prepara e spesso gli Dèi compiono eventi inattesi: ciò che si riteneva possibile non accade e ciò che nessuno s'aspetta il Dio lo dona."

Euripide, Alcesti, 1159-1163.

(nella foto: testa di divinità, II secolo d.C. Museo Archeologico, Tessalonica.)

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"Desiderabile, amata, molto vivificante, di tutto regina, ascolta, beata Igea, che porti la felicità, madre di tutti; pe...
03/06/2026

"Desiderabile, amata, molto vivificante, di tutto regina, ascolta, beata Igea, che porti la felicità, madre di tutti; per opera tua infatti le malattie si consumano per i mortali, ogni casa fiorisce gioiosa per causa tua, e le arti sono rigogliose; l'universo ti desidera, sovrana, solo Ade, che sempre distrugge la vita, ti odia,
sempre fiorente, desideratissima, riposo dei mortali: senza di te infatti tutto è inutile agli uomini; né infatti le feste hanno la dolce ricchezza che dà felicità, né senza di te l'uomo diviene vecchio dalle molte sofferenze:
poiché sola tutti domini e su tutti regni.
Ma, dea, vieni sempre soccorritrice di coloro che celebrano i misteri allontanando l'afflizione infelice delle penose malattie."

Inno orfico ad Igea.

(nella foto: statuetta di Igea, divinità della salute, I secolo d.C. Science Museum, London.)

"Istuc est sapere, non quod ante pedes modost videre, sed etiam illa quae futura sunt prospicere."(Questa è saggezza, no...
02/06/2026

"Istuc est sapere, non quod ante pedes modost videre, sed etiam illa quae futura sunt prospicere."
(Questa è saggezza, non vedere solo quello che abbiamo tra i piedi, ma spingere lo sguardo in avanti, a quello che accadrà dopo.)

Terenzio, Adelphoe, 386-388.

(nella foto: bronzo di Dioniso, II secolo d.C. Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo, Roma.)

Alle calende di giugno si celebrava Giunone Moneta. Così Ovidio (Fasti 6, 183-190):"Si tramanda pure che sulla sommità d...
01/06/2026

Alle calende di giugno si celebrava Giunone Moneta. Così Ovidio (Fasti 6, 183-190):
"Si tramanda pure che sulla sommità della rocca sia sorto per tuo voto, o Camillo, il tempio di Giunone Moneta. Era stata lì presso la casa di Manlio, che un tempo ricacciò le armi dei Galli da Giove Capitolino. Quanto opportunamente, o grandi dei, egli sarebbe caduto in quella battaglia, alla difesa del tuo trono, o sommo Giove! Visse, per poi morire condannato per il delitto di aspirare al regno."
Qui il poeta ricorda l'impresa eroica di Marco Manlio, che, svegliato dalle oche sacre di Giunone, guidò i Romani arroccati sul Campidoglio contro l'assalto dei Galli nel 390 a.C., durante il famoso sacco di Roma. Per questa impresa gli venne attribuito il soprannome di Capitolino, ma in seguito fu accusato del terribile reato di aspirare al titolo di re, e così fu giustiziato. Sulla sua casa, che si trovava sull'Arx, una delle due alture del Campidoglio, secondo la tradizione romana verrà costruito il nuovo tempio di Giunone, detta Moneta, dal verbo latino monere (perchè le sue oche avvisarono, ammonirono, i Romani del pericolo dei Galli), rifatto da Camillo nel 345 a.C. Dalla vicinanza di questo tempio con la prima zecca di Roma, l'epiteto "moneta" passò ad indicare il denaro lì coniato e nacque il termine che ancora oggi usiamo per indicare le nostre "monete".

(nella foto: Giunone Barbarini, copia romana da originale greco di V secolo a.C. Musei Vaticani.)

Finestre così solo a Roma...Foro di Traiano e Altare della PatriaFoto di Gabriele Romano
25/05/2026

Finestre così solo a Roma...
Foro di Traiano e Altare della Patria

Foto di Gabriele Romano

"Magnus gubernator et scisso navigat velo et, si exarmavit, tamen reliquias navigii aptat ad cursum."(Un abile pilota na...
22/05/2026

"Magnus gubernator et scisso navigat velo et, si exarmavit, tamen reliquias navigii aptat ad cursum."

(Un abile pilota naviga anche se la velatura è a brandelli e, se ha perso le sartie, segue ugualmente la rotta con quel che resta della nave.)

Seneca, Lettere a Lucilio, 30, 3.

(nella foto: mosaico parietale con nave nel porto, ora esposto alla mostra "Colori dei Romani. I mosaici delle collezioni capitoline." della Centrale Montemartini, Roma. il mosaico policromo si data al II-III secolo d.C. e fu scoperto nel 1876 durante l'apertura di via Nazionale a Roma.)

"O Musa, dimmi le opere di Afrodite d'oro,dea di Cipro, che infonde il dolce desiderio negli deie domina le stirpi degli...
21/05/2026

"O Musa, dimmi le opere di Afrodite d'oro,
dea di Cipro, che infonde il dolce desiderio negli dei
e domina le stirpi degli uomini mortali,
e gli uccelli che volano nel cielo, e tutti gli animali,
quanti, innumerevoli, nutre la terra, e quanti il mare."

Inni Omerici, Inno ad Afrodite, 5.

(nella foto: particolare dell'Afrodite opera dello scultore Menophantos, I secolo a.C. Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo, Roma)

"La statua di Apollo rappresenta il più alto ideale artistico fra tutte le opere dell’antichità sfuggite alla distruzion...
20/05/2026

"La statua di Apollo rappresenta il più alto ideale artistico fra tutte le opere dell’antichità sfuggite alla distruzione. L’artista ha creato questa opera assolutamente secondo l’ideale, servendosi della materia solo per quel tanto che gli era necessario a realizzare e rendere visibile il suo proposito. Questa statua di Apollo supera tutte le altre immagini del dio di tanto, di quanto l’Apollo di Omero si eleva al di sopra di quello descrittoci dai poeti venuti dopo di lui [...]. Al cospetto di questa meravigliosa opera d’arte dimentico ogni altra cosa e mi elevo al di sopra di me stesso per contemplarla come le si conviene. Il mio petto sembra tendersi e sollevarsi di venerazione come quello che vedo tendersi ricolmo dello spirito di vaticinio, e mi sento come trasportato a Delo e nei sacri boschetti della Licia, in quei luoghi che Apollo rendeva sacri con la sua presenza [...]. L’idea che ho dato di questa immagine io la depongo ora ai suoi piedi, come le corone di coloro che non potevano raggiungere le teste degli dèi che volevano incoronare."

Johann Joachim Winckelmann, Storia dell’arte nell’antichità, 1763.

(nella foto: Apollo del Belvedere, copia romana di II secolo d.C. da originale greco di IV secolo a.C. Musei Vaticani.)

Diverse sono le notizie riguardo il ritrovamento della stata di Apollo: secondo alcune fonti la statua sarebbe stata ritrovata sul Viminale, in un orto presso San Lorenzo in Panisperna, nel 1489;
secondo altre notizie fu trovato invece nel porto di Anzio, ma la stesso fonte si contraddice riferendo invece del suo ritrovamento sul Quirinale;
infine alcune notizie riportano la scoperta presso Grottaferrata.
Sicuramente la statua fu acquistata dal cardinale Giuliano della Rovere ed esposta con la sua collezione nel Palazzo dei SS. Apostoli a Roma. Il cardinale, diventato papa con il nome di Giulio II, fece trasferire l'Apollo al Vaticano intorno al 1508, e lo fece sistemare nel cortile del Belvedere e da questa collocazione prese nome di "Apollo del Belvedere".

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Indirizzo

Rome

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