03/10/2026
Secondo la ricostruzione degli storici il 3 ottobre del 42 a.C. avvenne la prima battaglia di Filippi, combattuta tra le forze di Ottaviano e Marco Antonio e quelle dei cesaricidi Bruto e Cassio. La battaglia è narrata in modo dettagliato da Appiano (Guerra civile, 4, 125-131) e da Plutarco (Bruto, 39-46), ma è così riassunta da Velleio (2, 70):
"Cesare [Ottaviano] e Marco Antonio nei pressi della città di Filippi, in Macedonia, si scontrarono in campo aperto con Bruto e Cassio. Con l'ala dell'esercito sotto al suo comando Bruto, respinti i nemici, si impadronì del campo di Cesare [...]. L'ala dove invece era Cassio, ridotta a mal partito e messa in fuga, si era ritirata su posizioni più in alto. Allora Cassio immaginando dal suo insuccesso quale fosse stata la sorte del collega, mandò un veterano a ispezionare le forze che si dirigevano verso di lui, ma siccome quello tardava a portare una risposta e la colonna di uomini che muoveva verso di lui era ormai prossima, senza che per il polverone si potessero riconoscere né i volti né le insegne, Cassio pensando che fossero nemici all'assalto, si avvolse il capo col mantello e tendendo il collo lo offrì imperterrito ad un suo liberto. La testa di Cassio era già caduta, quando il veterano tornò annunciando la vittoria di Bruto. Allora, vedendo a terra il corpo del suo comandante disse: "Seguirò colui che la mia lentezza ha ucciso" e così si gettò sulla propria spada."
Così morì Caio Cassio Longino, assassino di Cesare; morì per un errore e per la paura di essere catturato.
(nella foto: trofeo militare in marmo, età augestea. Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Roma)