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Amref Health Africa - Italia Siamo la più grande organizzazione sanitaria no profit dell'Africa. Amref è la principale organizzazione sanitaria no profit dell'Africa.
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Nata a Nairobi 1957, oggi gestisce centinaia di progetti di sviluppo sanitario.

🔴 Troppo spesso l’Africa viene raccontata come un continente da curare.📌 Noi lo conosciamo anche per quello che è: un co...
20/10/2026

🔴 Troppo spesso l’Africa viene raccontata come un continente da curare.

📌 Noi lo conosciamo anche per quello che è: un continente che cura.

Lo vediamo ogni giorno nelle professioniste e nei professionisti della salute, nelle comunità che si attivano, nelle nuove generazioni che mettono in campo idee, competenze, soluzioni.

Dal 1957 lavoriamo al loro fianco, investendo nella formazione, rafforzando i sistemi sanitari e promuovendo percorsi di cambiamento che valorizzano le capacità e le risorse locali.

Perché prendersi cura, per noi, significa molto più che proteggere vite. Vuol dire aprire possibilità, conquistare autonomia: costruire il futuro.

💌 Per questo, oggi, scegliamo di raccontare la nostra storia con parole nuove: parole che descrivono ciò che da sempre siamo, e che, insieme a voi, continueremo a essere con ancora più forza.

📢 Noi siamo l’Africa che cura.

16/10/2026

💔 Wut parla di Abuoch, sua figlia di nove mesi.
Quando la bambina ha iniziato a stare male, i sintomi si sono fatti sempre più evidenti e per sua madre non era semplice capire cosa le stesse succedendo.

📌 A Machar Ayuel, nello Stato di Warrap, raggiungere una struttura sanitaria può richiedere ore. Per questo portiamo i servizi nutrizionali più vicino alle comunità, così che madri e bambini possano ricevere assistenza senza dover affrontare ogni volta lunghi spostamenti.

❤️‍🩹 È qui che la piccola è stata visitata e che è emersa una grave malnutrizione.
Da allora la mamma è tornata più volte, seguendo il percorso di cura indicato dagli operatori. E alla sesta visita, il cambiamento era ormai evidente: sua figlia stava meglio.

Continuiamo a lavorare perché, anche nei luoghi più difficili da raggiungere, una diagnosi possa diventare l’inizio di una cura.

➕ Seguici.

💬 «Ogni volta che veniva dimessa continuava a perdere peso.»  🔴 Theresa porta sua figlia in clinica da mesi. La bambina ...
15/10/2026

💬 «Ogni volta che veniva dimessa continuava a perdere peso.»

🔴 Theresa porta sua figlia in clinica da mesi. La bambina è nata molto piccola e, quando la sua salute ha iniziato a peggiorare, è stata presa in cura per malnutrizione. Theresa ha continuato a tornare, anche dopo le dimissioni, perché ogni nuovo calo di peso significava ricominciare da capo.

Ma arrivare in una struttura sanitaria non basta.

💔 «I medici ci sono. Ma le medicine per curare i nostri figli no» lo racconta con la concretezza di chi quella mancanza la conosce bene: quando un bambino sta male, la possibilità di curarlo dipende anche da ciò che una clinica riesce davvero ad avere a disposizione.
Non basta una diagnosi.

❤️‍🩹 Ma questa volta, dopo un nuovo ricovero e le cure ricevute, qualcosa è cambiato: la febbre è scesa e la bambina ha iniziato a stare meglio. Gli operatori l’hanno descritta stabile, abbastanza da tornare a giocare.

💌 Condividi questa storia: rendiamo visibili queste realtà e continuiamo a lavorare perché trovare una clinica significhi anche trovare tutte le cure necessarie.

13/10/2026

✈️ Li avete già visti partire.
👀 Adesso è il momento di scoprire perché.

Cinque persone, cinque sguardi diversi, una missione in comune: trovare storie e persone per raccontare l'Africa. 📌

In Caso Di

AWA
La dottoressa dei bambini

11/10/2026

📢 Non possiamo continuare a chiedere alle ragazze di essere forti davanti a ciò che non avrebbero mai dovuto subire.

💔 Ogni anno, più di 12 milioni di ragazze sono costrette a sposarsi prima dei 18 anni. Una ogni tre secondi.

Matrimoni precoci e forzati, mutilazioni genitali femminili, violenza, privazione della libertà di scelta: sono violazioni dei diritti che non si fermano al corpo. Possono lasciare segni profondi anche sulla salute mentale, alimentando isolamento, sofferenza e la sensazione di non avere più potere sulla propria vita.

💬 Perché cosa succede quando qualcun altro decide chi devi essere?
Quando puoi studiare. Chi puoi sposare. Cosa puoi fare del tuo corpo. Quale futuro ti è concesso immaginare.

Autodeterminazione non è una parola astratta.
È poter scegliere.
È poter dire no.
È avere una voce e sapere che quella voce conta.
È poter costruire la propria vita senza dover chiedere il permesso di viverla.

❤️‍🩹 E allora sostenere le ragazze significa anche questo: non limitarsi a chiedere loro di resistere, ma creare le condizioni perché possano essere libere.

Come ci ricorda .el , attivista e Youth Mentor del progetto Amref Y-ACT: «La salute mentale nasce dove c’è spazio per la libertà».

✊ Oggi, nella Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, vogliamo dirlo forte: nessuna ragazza dovrebbe dover lottare per vedersi riconosciuto il diritto di scegliere chi diventare.

La sua vita. Il suo corpo. La sua voce. Il suo futuro.

Devono appartenerle.

💌 Condividi questo video. Perché i diritti delle ragazze non siano una ricorrenza da celebrare, ma una realtà da costruire ogni giorno.

10/10/2026

💬 Oggi la salute mentale ha la voce di Penina. E quella di sua madre Eva.

💔 Per tre anni, Penina ha vissuto con un grave disturbo di salute mentale senza ricevere le cure adeguate.

Quando un operatore della clinica ha iniziato a seguirla. Sua madre racconta che, dopo l’avvio della terapia, ha cominciato finalmente a vedere dei cambiamenti:
❤️‍🩹 «Oggi Penina mi chiama mamma.»

🧠 La Giornata mondiale della salute mentale 2026 mette al centro proprio le esperienze vissute: voci che non devono soltanto essere ascoltate, ma che contribuiscono a costruire servizi e risposte più vicini ai bisogni reali delle persone.

È il cuore del messaggio scelto quest’anno dall’OMS: real voices, real change.

In Sud Sudan, con M(H)IND, abbiamo lavorato insieme alle comunità e ai servizi sanitari per rendere il supporto alla salute mentale più accessibile e più vicino alle persone. Perché una cura non cancella ciò che è stato. Può cambiare ciò che viene dopo.

Oggi ascoltiamo Penina ed Eva.

❤️‍🩹 E continuiamo a lavorare perché storie come la loro possano trovare ascolto, cure e futuro.

💌 Condividi questo video. Le voci possono rompere lo stigma. L’ascolto può diventare cambiamento.

📢 Nel Sudafrica dell’apartheid, la legge serviva anche a dividere le persone. Navi Pillay ha scelto di usarla per difend...
09/10/2026

📢 Nel Sudafrica dell’apartheid, la legge serviva anche a dividere le persone. Navi Pillay ha scelto di usarla per difenderle.

🏆 Oggi, alla giurista sudafricana di 85 anni è stato assegnato il Premio Nobel per la Pace 2026, per il suo impegno nella promozione della pace e del diritto internazionale.

📚 La sua storia comincia a Durban, dove nel 1967 diventa la prima donna ad aprire uno studio legale nella provincia del Natal. In un Paese segnato dalla segregazione razziale, difende gli oppositori dell’apartheid e si batte per i diritti dei prigionieri politici.

Con la fine del regime, il suo impegno supera i confini del Sudafrica. Diventa giudice e poi presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda, contribuendo a una sentenza storica che riconosce come lo stupro e la violenza sessuale possano costituire atti di genocidio.

Il suo percorso prosegue alla Corte penale internazionale e alle Nazioni Unite, dove ricopre il ruolo di Alta commissaria per i diritti umani. Più recentemente, ha presieduto una Commissione d’inchiesta ONU su Israele e i Territori palestinesi occupati.

✊ Dalla lotta contro l’apartheid alla denuncia di genocidio, Navi Pillay ha dedicato la propria carriera a contrastare le violazioni dei diritti umani e a richiamare Stati e leader alle proprie responsabilità.

Il Nobel riconosce oggi questo impegno, ricordando quanto il rispetto del diritto internazionale e la ricerca della giustizia siano fondamentali per costruire una pace vera e duratura.

08/10/2026

📱 Un numero di telefono stampato su un vestito può sembrare un dettaglio. Per Nomzamo Mbatha era un modo per dire: se stai male, esiste qualcuno a cui puoi rivolgerti.

Ed è forse qui che la sua storia diventa più grande della storia stessa.

📍 Parlare di salute mentale è fondamentale per rompere il silenzio e contrastare i pregiudizi. Ma non basta invitare le persone a chiedere aiuto: bisogna fare in modo che quell’aiuto sia davvero accessibile.

In molti Paesi africani, ricevere un supporto adeguato è ancora difficile. I servizi restano insufficienti e per tante persone una richiesta di aiuto rischia di non trovare una risposta.

💌 Per questo la salute mentale deve avere sempre più spazio nei sistemi sanitari e nelle comunità, arrivando vicino alle persone e diventando parte della cura.

Perché chiedere aiuto conta. Ma conta anche poterlo ricevere.

E ogni volta che scegliamo di parlarne, senza vergogna e senza giudizio, rendiamo quella richiesta un po’ meno difficile.
➕ Seguici.

06/10/2026

💔 Ci sono momenti in cui il dolore sembra non lasciare spazio a nient’altro.

🔴 Joy lo sa. Dopo essere stata allontanata da casa insieme ai suoi figli, la sua salute mentale ha iniziato a cedere sotto il peso di una situazione che sentiva di non riuscire più ad affrontare.

Quei pensieri l'hanno portata molto lontano da sé.
Poi ha trovato qualcuno capace di ascoltarla e accompagnarla verso il supporto di cui aveva bisogno.

❤️‍🩹Oggi Joy non racconta una vita diventata improvvisamente semplice. Racconta qualcosa di forse ancora più importante: la possibilità di attraversare il dolore senza esserne travolti.

In Sud Sudan, con M(H)IND, abbiamo lavorato perché il supporto alla salute mentale fosse più vicino alle persone e alle comunità, anche dove chiedere aiuto può essere difficile e trovare una risposta ancora di più.

Perché parlare conta. Essere ascoltati conta. E poter accedere al supporto giusto può cambiare ciò che viene dopo.

❤️ Condividi la storia di Joy. Parlare di salute mentale aiuta a rompere il silenzio e lo stigma.

❤️‍🩹Quando è diventata Miss South Africa nel 2020, Shudufhadzo “Shudu” Musida aveva già deciso che avrebbe dedicato quel...
04/10/2026

❤️‍🩹Quando è diventata Miss South Africa nel 2020, Shudufhadzo “Shudu” Musida aveva già deciso che avrebbe dedicato quella visibilità alla salute mentale.

⚠️ Cresciuta nel Limpopo, in Sudafrica, Shudu conosce bene il peso del silenzio e dello stigma. Ha raccontato di essere cresciuta in un contesto in cui parlare di disagio psicologico era ancora un tabù e chi ne soffriva poteva essere giudicato o emarginato.

📌 Durante il suo mandato ha trasformato quella scelta in un progetto concreto: Mindful Mondays, conversazioni pubbliche con psicologi, professionisti ed esperti per parlare apertamente di ansia, depressione e benessere mentale. Un’iniziativa che ha raggiunto oltre un milione di persone ogni settimana.

E non si è fermata lì. Dopo Miss South Africa ha continuato a portare i temi della salute mentale di donne e ragazze fuori dai confini del suo Paese.

💬 La sua idea resta semplice e potente: raccontare il dolore che stiamo vivendo non ci rende più fragili. Ma può essere il primo passo per prenderci cura di noi e degli altri.

Parlare di salute mentale aiuta a rompere il silenzio.

💌 Condividi questo post e aiutaci a portare questo messaggio più lontano.

Indirizzo

Via Aniene 30
Rome
00198

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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