Il Parco della Cellulosa si sviluppa in un’area di 100 ettari nell’agro romano ed è sopravvissuto all’intensa cementificazione prodotta negli anni ’60 nella Borgata Casalotti, grazie al fatto di trovarsi all’interno delle proprietà dell’ex-Ente Nazionale della Cellulosa e della Carta (ENCC). Negli anni 50' e 60' l' ENCC realizzò un centro di ricerca (attualmente occupato dell’Istituto Centrale per
la Ricerca Applicata al Mare; l'ex ICRAM, ora ISPRA) su una porzione di 14 ettari e una contigua azienda sperimentale denominata “ovile” (attualmente devoluto dal Demanio dello Stato prima al Ministero per le Politiche Agricole e Forestali e da qui al Consiglio per le Ricerche sull’Agricoltura; CRA), sulla restante porzione di 76 ettari.. L’intera area è pubblica e potrebbe diventare risorsa disponibile per la cittadinanza di Roma e, in particolare, per gli abitanti di Casalotti e delle aree limitrofe che hanno assoluto bisogno verde e servizi per il territorio. Figlia di uno scriteriato “sacco” edilizio, Casalotti oggi soffoca in spazi sempre più ristretti ed è quasi impossibilitata a subire interventi urbanistici tendenti a migliorarne la qualità della vita. A Casalotti non esistono spazi verdi destinati alla pubblica utilità ! I Parchi più vicini (Villa Pamphili, Parco del Pineto, Villa Carpegna) possono essere raggiunti solo con i mezzi e dopo una lunga percorrenza stradale. I bambini sono,più di ogni altro,le prime vittime di questa situazione; a fronte di un elevato tasso di natalità, la Borgata non dispone di spazi per la loro crescita e sviluppo culturale e ricreativo.