12/05/2026
Allevamento lager di Ponzano Romano.
Ieri, 11 maggio, si è svolto uno dei capitoli finali che tantissimi di noi aspettavano da molto tempo, di una vicenda terribile, dolorosa e tristissima che è andata avanti per diversi anni.
Anche noi siamo intervenuti sul posto dalle 7 del mattino fino a oltre le 20 di sera, su richiesta della Procura competente, dei Carabinieri Forestali e ASL veterinaria, per partecipare alle operazioni di prelievo degli animali sequestrati all’interno dell’allevamento di Siberian Husky di Ponzano Romano.
Dopo i diversi provvedimenti di sequestro, gli animali sono finalmente riusciti a uscire da quell’incubo.
All’interno dell’allevamento erano presenti circa 230 cani. Nel corso dell’intervento sono stati complessivamente prelevati circa 193 husky, poi affidati alle varie associazioni che ne avevano fatto preventiva richiesta.
Come ENPA abbiamo preso in carico circa 20 cani, trasferiti immediatamente presso strutture sicure grazie al lavoro delle sezioni territoriali e dei volontari coinvolti nell’operazione.
Presenti sul posto la presidente di ENPA Sezione di Roma, Ilaria Riccitelli, e Meghy Mirela Sinanaj di ENPA Frosinone, impegnate per l’intera giornata nelle operazioni di recupero e prelevamento degli animali.
Tra i cani accolti da ENPA Roma vi sono anche una mamma con il suo cucciolo di pochissimi giorni, purtroppo l’unico cucciolo presente insieme alla madre al momento del prelievo, e un anziano completamente cieco con una grave ferita infetta sul collo, probabilmente compatibile con un morso.
I primi aggiornamenti arrivati dai rifugi di ENPA Roma, ENPA Como e ENPA Reggio Emilia raccontano una situazione penosa e devastante.
Animali terrorizzati, sporchi, debilitati, privi di qualsiasi profilassi sanitaria e, in molti casi, completamente non socializzati.
Una femmina cercava disperatamente una via di fuga da qualsiasi angolo del rifugio. Alcuni cani sono stati descritti dai volontari come “pelle e ossa”, in condizioni di estrema magrezza.
Tutti gli animali verranno sottoposti ad ulteriori accertamenti veterinari, quarantena e percorsi di recupero fisico e comportamentale.
“Parliamo di un intervento estremamente complesso, sia dal punto di vista operativo che emotivo” ha dichiarato la vicepresidente ENPA Giusy D’Angelo. “Molti di questi animali mostrano evidenti segni di trascuratezza, paura e mancata socializzazione. Ora la priorità è garantire cure veterinarie, sicurezza e un adeguato percorso di recupero”.
“Come ENPA e come studiosa del comportamento animale, sento il dovere morale e scientifico di affermare con forza che deve finire ogni forma di sfruttamento etologico ed emotivo degli animali. Troppo spesso i cani vengono trattati come oggetti funzionali ai bisogni umani: strumenti di profitto, vittime silenziose di incuria, isolamento e detenzione incompatibile con la loro natura sociale e cognitiva.
Il cane è invece un essere senziente, capace di memoria emotiva, apprendimento, cooperazione e resilienza. Dietro molti comportamenti definiti problematici esistono sofferenza, deprivazione sociale, stress cronico e perdita di controllo ambientale”.
ENPA continuerà a seguire la vicenda insieme alla Procura competente, anche per verificare la situazione dei cani rimasti all’interno della struttura e garantire piena tutela a tutti gli animali coinvolti.
Dietro questi numeri ci sono esseri viventi che hanno conosciuto paura, isolamento e sofferenza. Per molti di loro, ieri è iniziata finalmente una possibilità diversa 💚