Commissione pari opportunità - Cpo Fnsi

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Commissione pari opportunità - Cpo Fnsi La Fnsi, dal 2008, è vincolata dal nuovo regolamento a finanziare almeno tre riunioni l'anno della Commissione.

La Cpo-FNSI è nata dall'esigenza di introdurre una riflessione di genere nella struttura, ancora fortemente maschile, del Sindacato unitario delle giornaliste e dei giornalisti. Al Congresso straordinario Fnsi per la riforma dello statuto federale, nel gennaio '98, la presenza e la funzione della Commissione Pari opportunità sono state sancite all'interno dello Statuto federale. La Cpo Fnsi è formata dall’assemblea (costituita dalle delegate e dai delegati della Ars regionali e da consigliere e consiglieri nazionali che ne fanno richiesta), dalla Presidente e dalla Coordinatrice (Alessandra Mancuso e Antonella Benanzato) e dal Coordinamento (Rosa Amorevole, Mimma Caligaris, Cristina Liguori, Patrizia Pennella). La Commissione organizza la propria azione attraverso gruppi di lavoro:

Lavoro: gender gap salariale, carriere, welfare, lavoratrici autonome, molestie sul lavoro
Statuto e partecipazione alla vita sindacale
Immagine della donna e linguaggio di genere nell’informazione

Scopi e obiettivi della Cpo sono:

l'elaborazione di proposte per:
eliminare ogni tipo di discriminazione diretta e indiretta; favorire l'occupazione femminile e la qualità del lavoro giornalistico; superare gli ostacoli e realizzare una parità effettiva tra giornaliste e giornalisti nell'accesso alla professione, nel corso della carriera e nei livelli retributivi; migliorare il rapporto tra tempi di lavoro e tempi di vita delle giornaliste e dei giornalisti;

l'individuazione di strumenti e di azioni per stimolare e favorire una maggiore e più ampia partecipazione delle giornaliste all'attività del sindacato e ai suoi organi di rappresentanza, a livello aziendale, territoriale e nazionale;
l'analisi dei contenuti dell'informazione giornalistica di genere e dell'immagine della donna nei media e l'elaborazione di proposte per il superamento degli stereotipi di genere.

Femminicidio Tiziana Vinci, Odg Liguria, Assostampa e Commissione Pari Opportunità: “Giornaliste e giornalisti devono at...
06/10/2026

Femminicidio Tiziana Vinci, Odg Liguria, Assostampa e Commissione Pari Opportunità: “Giornaliste e giornalisti devono attenersì con rigore alle regole deontologiche”


Il femminicidio di Tiziana Vinci è avvenuto il 13 agosto del 2025 alla Spezia. Lunedì 5 ottobre la sentenza di primo grado, con condanna all’ergastolo dell’ex marito.

Purtroppo, ancora una volta, su alcuni organi di informazione la narrazione ha ignorato il “Codice Deontologico delle Giornaliste e dei Giornalisti” e le raccomandazioni del “Manifesto di Venezia”, documento per una corretta informazione a contrasto della violenza sulle donne, recepito dal Codice medesimo.

Leggere titoli in cui viene riportato il pensiero virgolettato dell’imputato poi condannato (“Ricordo l’ultimo respiro di Tiziana, ho ucciso la persona che amavo”), ascoltare dichiarazioni relative unicamente al punto di vista dell’imputato (“è anche quello che ha vissuto per 50 anni in maniera onesta, ha tirato su sei figli, ha fatto tante cose buone”), significa non applicare il “Codice Deontologico delle Giornaliste e dei Giornalisti” e le raccomandazioni del “Manifesto di Venezia”, varato nel 2017 dalla Commissione Pari Opportunità Fnsi, con il coinvolgimento di CPO Usigrai, GiULiA Giornaliste, Sindacato Giornalisti Veneto.

Tiziana Vinci è stata uccisa con tre coltellate. Raggiunta nell’abitazione in cui lavorava. Aveva 54 anni. L’Ordine dei Giornalisti della Liguria, l’Associazione Ligure dei Giornalisti (Alg), le referenti Commissioni Pari Opportunità dell’Odg Liguria e dell’Alg, invitano ancora una volta tutte le colleghe e i colleghi ad attenersi con rigore alle regole deontologiche quando si trattano casi di femminicidio e violenza contro le donne. E ricordano il dovere di impegnarsi per una informazione attenta, corretta e consapevole sul fenomeno della violenza di genere e sulle sue implicazioni, culturali, sociali e giuridiche.

Le Cpo di FNSI,  UsigRai e del CNOG e GiULiA Giornaliste stigmatizzano con forza il titolo sessista, denigratorio e insi...
28/06/2026

Le Cpo di FNSI, UsigRai e del CNOG e GiULiA Giornaliste stigmatizzano con forza il titolo sessista, denigratorio e insinuante pubblicato dal quotidiano Libero ai danni della Sindaca di Genova Silvia Salis. Un titolo che è una sorta di autocitazione dello stesso quotidiano che, nel 2017, fu condannato, dalla Cassazione per diffamazione per un titolo analogo nei confronti della sindaca di Roma Virginia Raggi. Ricordiamo che il quotidiano Libero riceve finanziamenti statali per l’editoria e che, per questa informazione del tutto distorta e gravemente inopportuna, pagano le cittadine e i cittadini italiani con le proprie tasse. La Cpo FNSI, UsigRai, CNOG e Giulia Giornaliste si riservano di segnalare al consiglio di disciplina di competenza

12/06/2026

"CONTRO LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PAROLE VIOLENTE E SESSISTE"

Le Cpo di Fnsi, Usigrai e Cnog e Giulia Giornaliste condannano
l’aggressione verbale sessista a Giorgia Meloni
Nessuna donna, condivida o meno le nostre idee, deve essere oggetto di un’aggressione verbale
becera, sessista e misogina come quella rivolta ieri nell’aula del parlamento dal deputato cinquestelle
Francesco Silvestri alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Le Cpo di Fnsi, Usigrai e Cnog con Giulia Giornaliste stigmatizzano la violenza delle parole rivolte
a Meloni, non solo irriverenti nei confronti della carica istituzionale che ricopre, ma inaccettabili
proprio perché indirizzate alla presidente in quanto donna. Nei confronti di un uomo, infatti, non
sarebbe stata utilizzata questa “raffinata” metafora.
È ormai noto che le prime vittime del discorso d’odio sono le donne, specie quelle più in vista sulla
scena pubblica, a cominciare dalle politiche e dalle giornaliste. Una violenza che colpisce in maniera
bipartisan, a prescindere dagli schieramenti, perché quello che infastidisce è il potere conquistato
dalle donne, ben dritte sulle proprie gambe.

Parole vs barriere. Il corso in Fnsi, organizzato da Cpo Fnsi con Giulia GIornaliste, e le Cpo di Consiglio nazionale  d...
25/05/2026

Parole vs barriere. Il corso in Fnsi, organizzato da Cpo Fnsi con Giulia GIornaliste, e le Cpo di Consiglio nazionale dell'Ordine e Usigrai, e una pubblicazione, "Donne, disabilità e media", che è molto più di un libro. È uno strumento prezioso contro stereotipi, narrazioni pietistiche, con parole e immagini che mettono sempre la persona al centro.
Pari Opportunita'

Forza, speranza, pace. Per un giorno, per ogni giorno. Auguri
05/04/2026

Forza, speranza, pace. Per un giorno, per ogni giorno. Auguri

Il (super) lavoro delle donne.Domani, dalle 11, convegno e corso di formazione organizzato dalla Cpo Fnsi in sala Tobagi...
09/03/2026

Il (super) lavoro delle donne.
Domani, dalle 11, convegno e corso di formazione organizzato dalla Cpo Fnsi in sala Tobagi, Fnsi.
Diretta streaming dalle 11 su questa pagina

La partecipazione al corso garantirà sei crediti deontologici ai giornalisti che si...

22/01/2026

RIBALTA AL FEMMINICIDA? NO
Pubblichiamo, condividendone i contenuti, il comunicato di Differenza Donna, sulla trasmissione Ignoto X, che nei giorni dell'uccisione di Federica Torzullo, terza vittima da inizio 2026, ha dato voce e ribalta all'autore di un femminicidio.


L’associazione Differenza Donna scrivera’ oggi alla Agcom perché vengano presi provvedimenti adeguati nei confronti degli autori e del conduttore della trasmissione ignoto X in onda su La 7 che ieri hanno regalato uno spettacolo di inaccettabile gravità. Il conduttore ha intervistato un autore di femminicidio, lasciandogli parola senza adeguato contraddittorio rispetto ad una incredibile sequenza di affermazioni figlie del peggior patriarcato e di tutta quella cultura da cui non possono che nascere violenza contro le donne e femminicidi.

La violenza non si spiega: si nomina. Sulla narrazione televisiva che giustifica il femminicidio
Abbiamo assistito con grave preoccupazione a uno spazio televisivo IGNOTO X, andato in onda su LA7, in cui, commentando il femminicidio di una donna, è stato offerto un racconto centrato sulla sofferenza, sul vissuto emotivo e sulle presunte “ragioni” dell’uomo che l’ha uccisa.
Questa narrazione non è neutra.
Ha un nome preciso: himpathy.
È il meccanismo culturale attraverso cui l’empatia pubblica viene sistematicamente spostata dall’autore del reato alla sua “umanità ferita”, fino a rendere comprensibile – se non giustificabile – la violenza maschile contro le donne.
Quando un femminicidio viene raccontato come l’esito di una crisi, di una fragilità o di un eccesso di sentimento:
la responsabilità dell’uomo viene diluita;
la violenza viene normalizzata;
la donna uccisa scompare dal discorso pubblico;
si produce vittimizzazione secondaria, anche post mortem.
Non si tratta di libertà di opinione né di pluralismo.
Si tratta di responsabilità editoriale.
I media hanno un ruolo centrale nella costruzione del senso comune e sono vincolati, anche sul piano degli obblighi internazionali assunti dall’Italia, a non giustificare la violenza maschile contro le donne. La Convenzione di Istanbul è chiara: la violenza di genere non può essere spiegata come fatto privato, emotivo o relazionale, ma deve essere riconosciuta per ciò che è – un fenomeno strutturale fondato su rapporti di potere diseguali.
Dare spazio televisivo a narrazioni che assolvono simbolicamente gli uomini che uccidono significa contribuire a un clima culturale che rende il femminicidio socialmente intelligibile.
Ed è esattamente questo clima che, da anni, le donne denunciano.
Chiediamo quindi:
una riflessione pubblica da parte della redazione;
il rispetto delle linee guida internazionali sulla rappresentazione della violenza di genere;
la fine di ogni narrazione che trasformi i femminicidi in drammi maschili laddove invece sono l'escalation di violenze pregresse e reiterate, la punizione per donna che si ribella al potere possesso e dominio maschile.
È inoltre inaccettabile che venga sostenuta e amplificata, come presunta motivazione della violenza, la paura di perdere i figli.
Questa narrazione è una falsificazione e va apertamente smentita.
Sono le donne che, se sopravvivono alla violenza, devono affrontare percorsi giudiziari che le espongono a un’ulteriore forma di soffocamento, tra sospetto, delegittimazione e ricatti genitoriali. Anche questo è parte del problema strutturale.
La violenza contro le donne non si spiega, non si romanticizza, non si comprende.
Si nomina, si condanna, si previene.
Le parole non sono innocue.
E quando giustificano, uccidono due volte.
Di questo ci parla Marcela Lagarde, quando spiega che femminicida non è solo l’uomo che uccide, ma il sistema sociale e istituzionale che rende possibile, tollerabile e persino spiegabile la violenza contro le donne.
Il femminicidio, nella sua analisi, non è un fatto privato né un’esplosione emotiva individuale, ma il prodotto di un ordine simbolico, giuridico e culturale che protegge gli uomini e abbandona le donne.
Dinanzi a questo ordine non arretreremo neppure di un passo e segnaleremo formalmente l’episodio all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), affinché valuti il rispetto degli obblighi in materia di rappresentazione della violenza di genere, di tutela della dignità delle vittime e di responsabilità del servizio pubblico dell’informazione.

Per un 2026 sempre in prima linea. Per la parità, i diritti, l'uguaglianza, il rispetto.
01/01/2026

Per un 2026 sempre in prima linea. Per la parità, i diritti, l'uguaglianza, il rispetto.

I primi sei mesi del 2025 di racconto sui media della violenza sulle donne attraverso  gli articoli di 26 testate esamin...
26/11/2025

I primi sei mesi del 2025 di racconto sui media della violenza sulle donne attraverso gli articoli di 26 testate esaminati dall'Osservatorio STEP - Ricerca e Informazione: a illustrarli la professoressa Flaminia Saccà, docente di Sapienza Università Roma e presidente dell'Osservatorio. Evidenziando come i femminicidi siano, sui media, il reato più diffuso, con una sollecitazione, a giornaliste e giornalisti, a raccontare i casi di violenza domestica. Proposti anche gli esiti di due focus, violenza su bambine e minori e su donne anziane. L'intervento della vicequestora Maurizia Quattrone, della Polizia di Stato, si è soffermata sui pericoli della violenza verbale, sulla app You Pol per segnalazioni. Toccante la sua testimonianza sul femminicidio di Sara Di Pietrantonio, che lei stessa aveva scoperto. Nel corso della conferenza- corso di formazione, dopo il saluti della segretaria generale Fnsi Alessandra Costante e della presidente Cpo Fnsi Mara Pedrabissi, gli interventi di approfondimento sulla violenza raccontata dai media di Mimma Caligaris (Cpo Fnsi - Osservatorio STEP), Elisabetta Cosci (Cpo Cnog), Monica Pietrangeli (Cpo Usigrai) e Serena Bersani (Giulia GIornaliste)


della conferenza - corso di formazione

Indirizzo

Corso Vittorio Emanuele II 349
Rome
-00186

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