20/09/2026
Buoni pasto in Sanità: basta figli e figliastri, il diritto alla dignità non ha etichette contrattuali! 🏥🍽️
Le recenti sentenze della Corte di Cassazione (n. 21440/2024 e n. 24866/2026) hanno finalmente chiarito un principio cardine: il diritto alla pausa pranzo e al buono pasto, per chi supera le 6 ore di servizio, è un diritto assistenziale fondamentale, non una concessione discrezionale. ⚖️
Tuttavia, persiste un’ingiustificata discriminazione. Si continua a considerare lo specialista ambulatoriale come una figura "esterna", ignorando una realtà operativa che è sotto gli occhi di tutti.
Parliamo chiaro: non ci riferiamo alle visite specialistiche prenotate tramite CUP negli ambulatori territoriali. Parliamo di quei Medici Veterinari, Medici Chirurghi e Biologi specialisti ambulatoriali che sono totalmente incardinati nei Dipartimenti di Prevenzione, nei reparti ospedalieri e nelle strutture universitarie. Professionisti che coprono turni diurni e notturni, che garantiscono reperibilità e guardie, assumendosi lo stesso carico di lavoro e le medesime responsabilità dei colleghi dipendenti.
Per questi professionisti, le esigenze di recupero psicofisico sono identiche a quelle di chiunque altro. Se la struttura non garantisce la mensa, il buono pasto non è un lusso, ma l’unica risposta logica, dignitosa e necessaria. Non è più accettabile che la tipologia contrattuale diventi un alibi burocratico per negare un diritto legato alla tutela della salute sul luogo di lavoro. 🕒
📢 Appello alle Istituzioni:
Chiediamo un intervento urgente a della Salute, alla Igiene e Sanità del Senato e alla Affari Sociali della Camera dei Deputati.
È tempo di un atto di indirizzo chiaro che estenda il riconoscimento del buono pasto a tutti gli specialisti ambulatoriali che operano in turno nelle strutture pubbliche. Non si può parlare di "valorizzazione del personale sanitario" lasciando nel limbo chi, ogni singolo giorno, garantisce con sacrificio la continuità assistenziale del nostro Servizio Sanitario Nazionale.
La giurisprudenza ha già indicato la strada: ora serve la volontà politica per uniformare i diritti e mettere fine a questa disparità. 🚀